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Come scrivere bene

In queste ultime settimane mi è tornata in mente spesso questa chicca di Umberto Eco (poi forse un giorno spiegherò perché).snoopy-scrittore

Come scrivere bene

tratto da: Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Bompiani 2000

In questa Bustina Umberto Eco ha tradotto una serie di regole molto popolari tra i business writer americani. Sono passate di sito in sito e di email in email, per cui non si sa più chi sia l’autore.

Ho trovato in internet una serie di istruzioni su come scrivere bene.
Le faccio mie, con qualche variazione, perché penso che possano essere utili a molti, specie a coloro che frequentano le scuole di scrittura.

  1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

  2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

  3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

  4. Esprimiti siccome ti nutri.

  5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

  6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

  7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.

  8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

  9. Non generalizzare mai.

  10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

  11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”

  12. I paragoni sono come le frasi fatte.

  13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

  14. Solo gli stronzi usano parole volgari.

  15. Sii sempre più o meno specifico.

  16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.

  17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

  18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

  19. Metti, le virgole, al posto giusto.

  20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

  21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.

  22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

  23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?

  24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

  25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.

  26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

  27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

  28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

  29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.

  30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo,l’autore del 5 maggio.

  31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

  32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.

  33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

  34. Non andare troppo sovente a capo.

    Almeno, non quando non serve.

  35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

  36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

  37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.

  38. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.

  39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.

  40. Una frase compiuta deve avere.

23 aprile 2013 - Posted by | Libri, Storie ordinarie |

13 commenti »

  1. ok adesso che scriviamo? :mrgreen:

    Commento di anto1977 | 23 aprile 2013 | Rispondi

  2. Sono più che convinta, per quello che si legge in giro, che tanta gente avrebbe bisogno di questi utili “consigli”. 😉
    Sarei curiosa di conoscere il tuo parere sui corsi di scrittura…

    Commento di maria | 23 aprile 2013 | Rispondi

  3. Bravo. Ogni tanto ti fa bene riguardarti le buone maniere. 🙂

    Commento di la scrittrice perfetta | 23 aprile 2013 | Rispondi

  4. Davvero una chicca (e io devo farmi un serio esame di coscienza).

    Commento di Diemme | 23 aprile 2013 | Rispondi

  5. Conosco gente che dovrebbe risolvere il problema alla radice evitando proprio di scrivere qualsiasi cosa 🙂

    Commento di gmdb | 23 aprile 2013 | Rispondi

  6. Esame di coscienza:

    Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi. Ok, qui ci siamo, non allittero.
    Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario. Ok pure qui, ci azzecco frequentemente. Non sempre, ma di sovente.
    Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata. Ehm… va beh, un minimo fisiologico.
    Esprimiti siccome ti nutri. Questo lo faccio, perciò sono verbosa.
    Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc. Assoluzione piena 😀 .
    Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso. Colpevole Vostro Onore, sono la regina dell’inciso 😦 .
    Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione. Ehm… posso avere la condizionale?
    Usa meno virgolette possibili: non è “fine”. Ma quando si usa un’espressione non potendo precisare tutto quello che c’è dietro, come si fa? Facciamo il minimo fisiologico pure qui?
    Non generalizzare mai. Ma non si può neanche ogni volta stare a fare tutti i distinguo, e che capperi!
    Le parole straniere non fanno affatto bon ton. Qui me la cavo (chapeau! ).
    Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.” Ma se cito, cito qualcosa che so.
    I paragoni sono come le frasi fatte. Però rendono l’idea.
    Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito). Sed repetita iuvant.
    Solo gli stronzi usano parole volgari. Ma se uno è un pezzo di merda mica lo puoi definire “scioccherello”.
    Sii sempre più o meno specifico.
    L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive. Vero.
    Non fare frasi di una sola parola. Eliminale. no.
    Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente. fortuna audaces iuvat.
    Metti, le virgole, al posto giusto. Non, mancherò, di, farlo.
    Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile. E’ facilissimo: funzione del punto e virgola è discriminare tra il punto che sta sopra e la virgola che sta sotto..
    Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso. E come trasporresti in italiano “Ogni calcio ‘n culo tira avanti un passo”?
    Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia. Basta, devo tornare al lavoro!!!.
    C’è davvero bisogno di domande retoriche? Come di risposte scontate.

    —- Mi fermo qui, il resto alla prossima puntata 😉

    Commento di Diemme | 23 aprile 2013 | Rispondi

  7. Secondo queste regole geniali probabilmente saranno gli stessi tasti del portatile a farmi smettere di scrivere.

    Commento di 4pecmuill4 | 23 aprile 2013 | Rispondi

  8. Eheheheh …. @Aquila-apaxlegomeno …. 😆
    Interessante …. davvero interessante @Uòzzon ! 😯
    Del resto …. scopriamo l’ america dopo @Colombo ???
    Eh … @Umberto Eco, è un gran semiologo, un accademico di cultura immensa …. e pochissimi più di lui “sanno come si debba scrivere per scrivere correttamente” ( ai sensi della grammatica e della sintassi, e soprattutto come utilizzare ogni singola parola, o fonema, nel significato intrinseco della parola stessa …. e non alla ‘cacchio de canis’, tanto per riempire il rigo alla come viene viene ), ma …. ehm …. sottolineo il “ma” !
    Scriver bene e correttamente, non vuol dire “saper scrivere”, e cioè saper costruire romanzi, poichè la cultura accademica e la ‘competenza sui segni’, se impediscono ad uno scrittore di scrivere strafalcioni, non ne fanno automaticamente uno Scrittore : per questo, ci vuole un talento particolare, un quid capace di far scaturire, in chi legga, un’ emozione !
    A tale riguardo, si confrontino fra loro IL NOME DELLA ROSA, capolavoro echiano, e LA MONTAGNA INCANTATA di @ Thomas Mann : entrambi monumenti della conoscenza e dello scibile a 360°, entrambi perfetti morfologicamente e sintatticamente, ma il primo, “freddo e lucido”, non assurge mai a romanzo e resta un eccellente ripasso della cultura abbaziale, il secondo, altrettanto lucido, E’ ROMANZO …. e per questo, oltre ad informarci su tutte le scienze e i loro progressi fino all’ inizio del secolo XX, continua ad emozionarci ogni volta che lo leggiamo !
    Provare per credere ! :mrgreen:

    Commento di cavaliereerrante | 23 aprile 2013 | Rispondi

    • Aquila, aggiungi là in alto che la @ non @’ una congiunzione….
      hihihihihihhihihihihhiihi!!!
      a Brunoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo :mrgreen:

      Commento di Mapy | 26 aprile 2013 | Rispondi

      • @Mapinaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa …. 😯
        Non ti sfugge niente, ehhhhhhhhhhhhhhhhh ?!?
        Abbiamo appreso …. delle tue prestazioni da “grande maratoneta” !!! 😀
        EROA !!! :mrgreen:

        Commento di cavaliereerrante | 26 aprile 2013 | Rispondi

        • Si! Domenica 21 aprile sono diventata più vecchia di un anno e Maratoneta! Cioèèèèèèèèèèèèèèèèèèè!!!!!!!!
          😉

          Commento di Mapy | 26 aprile 2013 | Rispondi

  9. Sono contenta di non seguire un corso di scrittura e di aver finito la scuola da tempo: per poter essere libera di scrivere nel modo in cui mi viene in mente senza che mi diano pensiero tutte queste regole, anche se tu le hai esposte in modo molto simpatico 😀
    Infatti ho tenuto a specificare sul blog che i miei appunti sono spesso privi di concordanza dei tempi e di coesione linguistica :-), e anche di altro in realtà
    Punto esclamativo, due punti, punto e virgola e accapo
    :mrgreen:

    Commento di Maria Emma | 24 aprile 2013 | Rispondi

  10. Io ho una passione per i puntini di sospensione. È grave?

    Buon 25 aprile!

    Un abbraccio forte

    Commento di kylie | 25 aprile 2013 | Rispondi


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