Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Una merdaccia

merdaccia

Stasera mi sento una merdaccia.

Sì, proprio come il qui raffigurato ragionier Fantozzi (o Fracchia che sia).

Il motivo?

Ho sgridato la piccola. Una, due, tre volte. Finché lei si è arrabbiata e se n’è andata a letto, per la prima volta senza chiedermi di leggerle qualcosa (o di stare ad ascoltare quello che lei legge).

Mi sono sentito come una di quelle mamme paranoiche che rompono i coglioni ai figli. salvo poi lamentarsi che “non c’è dialogo”. Ettecredo che non c’è dialogo…

E a un certo punto le ho anche detto che secondo me le sue amiche sono più brave di lei e questo l’ha offesa.

Il fatto è che anche nelle sgridate non bisognerebbe mai perdere l’autorevolezza. Bisognerebbe puntare sul risultato, più che sulla forma.

Mi sono sentito un incapace, un inetto, un rompicoglioni. A un certo punto ho anche interrotto la comunicazione, e questo non andrebbe mai fatto (anzi, non bisogna mai farlo).

Devo stare più attento. Non devo mai dimenticare che devo accompagnare, devo aiutare.

E per la prima volta dopo tanto tempo mi sono chiesto se non siano proprio questi i momenti nei quali è meglio essere in due. Nei quali un genitore deve intervenire sull’altro correggendone le asperità, svolgendo un ruolo educativo anche nei confronti del proprio compagno, oltre che del figlio. I momenti nei quali occorre fare un gioco di squadra, insomma.

Ma da soli non c’è squadra. Non c’è nessuno a cui appoggiarsi, anche se questo non vale certo come scusante.

Per la miseria, mi sento veramente una merdaccia.

P.S.: stavolta il tag “teste di cazzo” è dedicato interamente a me.

Poesia

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4 aprile 2013 - Posted by | Notizie dal mondo fatato, Storie ordinarie | , ,

38 commenti »

  1. Non vorrei infierire, ma che le sue amiche sono meglio di lei (o i suoi amici meglio di lui) sono le ultime cose da dire a una figlia (o a un figlio).

    Commento di Diemme | 4 aprile 2013 | Rispondi

    • Veramente la frase precisa è stata “penso che le tue amiche siano più brave di te, perché ubbidiranno ai genitori e terranno in ordine la propria stanza”.
      Ciò non toglie che non andava comunque pronunciata.

      Commento di aquilanonvedente | 4 aprile 2013 | Rispondi

      • I paragoni sono la via più sbagliata per educare un figlio, comunque ho letto il commento di Maria e sono d’accordo con lei. Siamo esseri umani, sbagliamo, l’importante è imparare dai propri errori.
        Io mi sono resa conto, credo per fortuna in tempo, che avevo la tendenza a colpevolizzare mia figlia per tutto, con la mia dietrologia congenita. Meno male che ho fatto presto marcia indietro, ma certo non prima di qualche scivolone…

        Commento di Diemme | 5 aprile 2013 | Rispondi

      • Anche perché sicuramente non è vero. Io ai miei genitori li avrei mollati volentieri i figli degli altri, visto che tutti erano meglio dei loro! (Perdonami aquila, non vorrei stare qui a farti pagare il conto dei miei genitori, naturalmente è con loro che ce l’ho!)

        Commento di Diemme | 5 aprile 2013 | Rispondi

  2. Una “merdaccia” ?!?
    No … un padre vero, un padre umano …. una Persona vera con tantissimi pregi e qualche difetto !
    Coraggio, passerà …. a volte occorre, credimi, anche far piangere i figli, sebbene poi ci si sente come dici Tu !
    Passerà …. amico mio !

    Commento di cavaliereerrante | 4 aprile 2013 | Rispondi

  3. Posso chiedere in cosa sarebbero meglio le sue amiche? non è una domanda per provocare, solo una curiosità. A me mi facevano sentire stupida, più stupida rispetto alle mie amiche e questa sensazione non mi è mai andata via del tutto. “Ah la tizia si che è brava, vedi che bei risultati? Tu no”. Oppure con la variante “tu non più”.
    Stacci più attento, ma renditi pure conto che sei un essere umano e che la perfezione non puoi offrirla da solo, e non potreste offrila nemmeno in due. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Parola di figlia.

    Commento di Luisa | 4 aprile 2013 | Rispondi

    • Ho già precisato sopra in cosa è consistita esattamente la frase “incriminata”.
      Sono stato figlio anch’io (purtroppo non lo sono più) e ricordo ancora benissimo quali erano le cose che non mi piaceva sentirmi dire.
      Ora, passato “dall’altra parte”, comprendo le ragioni per le quali me le dicevano.

      Commento di aquilanonvedente | 4 aprile 2013 | Rispondi

      • Guarda, la frase non mi sembra poi così grave. Si poteva formulare in modo diverso, ma insomma, c’è di peggio. E’ giusto che impari a tenere in ordine la propria stanza ma stai sicuro che se non vuole farlo non lo farà, avrai voglia tu a spiegare e rimproverare…
        Stavo per darti pure un consiglio, ma giusto oggi ho detto a Diemme che non davo consigli su questi argomenti 😉

        Commento di Luisa | 4 aprile 2013 | Rispondi

      • Tu scrivi “Ora, passato “dall’altra parte”, comprendo le ragioni per le quali me le dicevano.”.

        E’ quello che intendevo dire nel mio ultimo post. Mio padre mi diceva sempre l’odiosa frase “Quando sei madre capirai”: non ho capito i miei torti, perché continuo a pensare fossero loro, ma sicuramente ho capito come sia facile commetterli.

        Commento di Diemme | 5 aprile 2013 | Rispondi

  4. ok, trovata la precisazione sulla frase incriminata.

    Commento di Luisa | 4 aprile 2013 | Rispondi

  5. La fatina sta diventando grande. Gli scontri sono da tenere in conto. Ciò non toglie che un buon padre non è quello che NON SBAGLIA… ma quello che se dice una cosa sbagliata chiede scusa.
    Rigirare il coltello nella piaga non serve. Ma forse ti serve un consiglio? Domani trattala da “grande”. Sedeti a tavolino con una bibita o una cioccolata calda e inizia a chiederle scusa per quello che hai detto. Ma poi ovviamente spiegale che due torti non fanno una ragione e che sebbene il modo sia sbagliato deve comunque comportarsi in un certo modo! 😉

    Commento di Godot | 4 aprile 2013 | Rispondi

    • Hai ragione.
      Era quello che intendevo fare. 😉

      Commento di aquilanonvedente | 4 aprile 2013 | Rispondi

      • Sono una donna saggia… *_*

        Commento di Godot | 4 aprile 2013 | Rispondi

        • Anche ricca? :mrgreen:

          Commento di aquilanonvedente | 4 aprile 2013 | Rispondi

          • No T_T ma il ricco non eri tu??? Io in dote portavo mail e post sconclusionati… i soldi dovevi portarli tu!

            Commento di Godot | 4 aprile 2013 | Rispondi

            • 😦

              Commento di aquilanonvedente | 4 aprile 2013 | Rispondi

              • Ma era un post serio… perchè anche quando mi metto d’impegno e commento seriamente dopo un po’ finisce che buttiamo tutto in caciara??? 😯 Figurati che l’aneddoto caciaresco te l’ho inviato per non guastare l’atmosfera qui… Uffi! 😯 Non sono folle è che mi disegnano così! Ecco!

                Commento di Godot | 4 aprile 2013 | Rispondi

                • :mrgreen:
                  Eh, ma lo so.
                  Facciamo così. Ti offro una cioccolata e una fetta di torta padana. Ok?

                  Commento di aquilanonvedente | 4 aprile 2013 | Rispondi

                  • Perchè in Padania fate anche le torte!? 😯

                    Commento di Godot | 5 aprile 2013 | Rispondi

  6. Prima di tutto non ti buttare giù.
    Altrimenti io dovrei buttarmi giù… dal secondo piano (che poi finisce che neanche mi ammazzo e mi faccio solo male).
    Siamo genitori e questo implica il commettere errori.
    Potessivo vivere 200 anni continueremo a sbagliare.
    Ma questo non significa che dagli errori fatti non si possa imparare.
    Prima di tutto non drammatizzare.
    Non è successo niente di così grave. Tutto è comunque risolvibile.
    Forse la piccola ha esagerato e tu eri stanco e un po’ nervoso.
    Capita. Molto spesso. Basta una parola di troppo o un tono sbagliato.
    Non cedere le armi del tutto. Ammetti il tuo errore ma facendo presente che anche lei ha sbagliato.
    Bisogna venirsi incontro fra “adulti”.
    Se chiedi scusa e basta e gliela dai vinta in toto per lei diventerà automatico continuare a comportarsi nel modo che tu hai criticato.
    Ci vuole molto molto equilibrio.
    L’adolescenza è una fase complicata e delicata e allo stesso tempo anche noi cinquantenni diventiamo un po’ più delicati e colplicati. Trovare armonia e smussare gli spigoli. E parlare, parlare cercando di non alzare la voce e mantenendo la calma.
    Sul fatto che in coppia è più semplice educare i figli… Certo che sì. Ma solo se la coppia vive in armonia, se è una vera coppia. Cosa c’è di più orrendo e sbagliato quando un genitore rimprovera un fliglio e l’altro genitore, invece di appoggiarlo – o al limite tacere – rimprovera il coniuge e prende le parti del figlio? Il figlio pur avendo sbagliato si sente doppiamente forte, con un genitore che gli ha dato il suo appoggio e l’altro che è stato umiliato pubblicamente-
    Queste sono le cose che non dovrebbero succedere mai. Mai e poi mai . Se iniziano a succedere c’è qualcosa che non funziona, questo è poco ma sicuro.
    Io rimprovero mia figlia ma posso anche sbagliare. Tu se non sei d’accordo sul momenti taci e poi in privato mi spieghi le tue motivazioni. E cerchiamo di trovare un accordo. Per me dovrebbe funzionare così. M molto spesso è pura utopia.

    Ho lasciato una specie di testamento (l’argomento mi sta molto a cuore). Spero di non lasciarci le penne proprio stanotte.

    Commento di Maria | 5 aprile 2013 | Rispondi

  7. Parliamoci francamente, caro @Aquilanonvedente, e possibilmente su dati obiettivamente accettabili, con ciò intendendo quei dati che godano di una adeguata esperienza ( in questo caso “esperienza di padre o di madre” ) e siano inoltre corroborati da buon senso e confronto ( con ciò escludendo i genitori “all’ italiana”, per i quali i propri figli “sono sempre i migliori del mondo” ) .
    Sotto questo aspetto, e premesso che non esistono università che laureino “genitori master” e che l’ unica scuola è la vita, mi sembra di poterti dire una cosa che Tu sai bene : e cioè che i figli, non appena crescono e diventano adulti, si accorgono se i genitori li stiano adulando ( quando gli danno sempre ragione, quando li giudicano i più belli ed i più bravi dell terra, “sempre, in ogni occasione e a prescindere” ) oppure se li stiano valutando con pacato, affettuoso e riscontrabile giudizio genitoriale, insomma avvertono se, da parte del papà, o della mamma, o di entrambi i genitori, essi siano valutati come lo sono fuori di casa oppure no, e quando accade questo esagerato sdolcinamento, questo metterli su un piedistallo per affetto, finiscono per fregarsene di quelle lodi iperboliche e per sentirsi ancora più fragili dentro di quanto non lo siano in realtà, e questo “decrescere nella propria autostima da parte dei figli stessi”, è proporzionale – per quanto ho potuto constatare come padre io e come in tanti altri padri ( o madri ) – al divario fra le incondizionate lodi che ricevono in casa e le non poche difficoltà, o giudizi negativi, che incontrano fuori di casa da altri diversi dai genitori !
    In realtà, ed anche questo sai bene, essi, i nostri figli uscendo dalle tenerezze dell’ adolescenza, acquisendo un minimo di consapevolezza del loro crescere e del mutare delle loro esigenze in relazione al mutare dell’ ambiente esterno, man mano che si formano “si confrontano”, o meglio “dovrebbero e vorrebbero confrontarsi”, coi loro genitori ( in particolare col padre se bambini, con la madre se bambine … ma non sono rari i casi opposti ) . E’ questa la fase più amara, per un padre o una madre, poichè i figli non lesinano, consapevolmente o inconsapevolmente, giudizi cinici e dirompenti, ritorsioni ed accuse giuste o ingiuste … su mamma e papà, atteggiamenti di inaspettata durezza e cattiveria nei loro confronti, salvo poi pentirsene “dopo”, ma prontissimi alla prima occasione a rincarare la dose, alternando pentimenti a sanzioni, carezze e, pur di fare i propri comodi, legnate … e quest’ ultime fanno assai male, proprio perchè i genitori non se le aspettavano, ignari com’ erano che, in pochissimo tempo, i loro pargoletti amatissimi erano mutati, sbocciati “da cuccioli” ( che brutta parola “cucciolo” riferita ad un figlio ancorchè di pochi mesi e “grottesca” ad un bambino che stia crescendo … e quanto spesso la leggo nel web ) in ragazzi e ragazze, uscendo da quella invisibile ‘linea d’ ombra’ in cui noi genitori vorremmo relegarli, magari per evitare loro i frutti maligni della vita !
    Quanto è successo fra te e l’ aquilotta è normale, è usuale, è imprescindibile nel rapporto genitori e figli … e, per il bene che vuoi a tua figlia, ti ci devi abituare, ma pronto Tu a ribattere e a proporre, a passarci su teneramente o a insistere severamente “da padre” e non “da zimbello” …. ma sempre aiutandola a crescere come sai e puoi ( e Tu … puoi tantissimo, giacchè sei “Persona di valore” ), senza mai farle mancare affetto e “giusta ed equilibrata” considerazione, umana e profonda comprensione . Per quanto ne so io, un genitore normale, più che un adoratore pronto a farsi calpestare senza “umanamente” reagire mai, dovrebbe rappresentare invece un solido porto dove attraccare, da parte dei “vascelli figli”, dopo ogni tempesta, un porto da vagheggiare in quanto saldo ed immutabile nel tempo, sempre disponibile ad accogliere, a far riposare e a riparare lo scafo o le vele se del caso …. un luogo che, pur da esso lontanissimi, i figli sentano come la parte più sicura per loro nel mare impetuoso della vita, che squassi il cielo un temporale o invece sorrida il sole su un mare disteso …. sempre !

    Commento di cavaliereerrante | 5 aprile 2013 | Rispondi

  8. Mi associo anch’io al’approvazione del commento di Maria. Spiegati ma non cedere su tutta la linea. Ci saranno ancora occasioni in cui sarete in disaccordo e, come dice il mio amico, tu le vuoi bene e vuoi il suo bene. Se cedi e basta non glielo dimostri questo affetto, ti farai solo mettere i piedi in testa. Lo so che vederla soffrire perchè non può fare quello che vuole ti dispiace tantissimo, ma non è risparmiandole queste “sofferenze” che farai di lei una persona migliore.
    E sono d’accordo pure che quando i genitori usano il figlio per darsi addosso l’un l’altro, il bambino ha vinto e nello stesso tempo ha perso. T. urlava al bambino di non dar retta al padre perchè lui era un cretino, e forse lo era pure, ma lei, in quel momento non era meglio. E il bimbo era una bomba ambulante…ma questo con te non c’entra niente 🙂

    Commento di Luisa | 5 aprile 2013 | Rispondi

    • I famosi no che aiutano a crescere…

      Io personalmente sono stata una madre tirannica (e infatti ho tirato su una figlia tirannica 😉 ), ma i miei no credo che l’abbiano abituata al fatto che non tutto si può avere, non tutto è dovuto, a distinguere tra bene e male, giusto e sbagliato, e soprattutto ad assumersi le proprie responsabilità.

      Commento di Diemme | 5 aprile 2013 | Rispondi

      • Esatto, è proprio quello che intendevo. Sulle prime fanno male, a volte anche dopo. Ma se ci si spiega come si deve prima o poi il figlio lo capisce. Nella vita ne verranno tanti di no che faranno male, possiamo almeno fare dei distinguo tra quelli che ci hanno fatto male e basta e quelli che in fondo hanno fatto di noi delle persone migliori.

        Commento di Luisa | 5 aprile 2013 | Rispondi

  9. Non ho figli, però credo che un genitore a volte possa anche sbagliare.

    Baci e buon venerdì.

    Commento di kylie | 5 aprile 2013 | Rispondi

  10. Non essere troppo duro con te stesso. In fondo “siamo Uomini, non caporali”, e la sfiga è che non esiste un manuale del perfetto genitori che i figli portano in dote.
    Un mio amico mi regalò un libro che si intitola il genitore perfetto ma non l’ho mai letto.
    Ps: ma la torta padana è buona come la pastiera napoletana?? :mrgreen:

    Commento di Rosanna | 5 aprile 2013 | Rispondi

  11. Commento di cavaliereerrante | 5 aprile 2013 | Rispondi

  12. ma lasciala mettere in disordine tutto ciò che vuole! Questa è l’età giusta per potersi permettere cose del genere. Ci sarà tempo per imparare a fare la “donnina di casa” e occuparsi di cose serie.
    Quello di mettere in ordine è compito tuo, non suo. Lasciale godere in santa pace la sua età! 😉

    Commento di lettricetecnologica | 6 aprile 2013 | Rispondi

  13. Ci siamo ovviamente parlati. E subito, al mattino successivo.
    Le ho dtto che mi spiaceva quello che era successo e quelle parole che le avevo detto.
    “Noi grandi purtroppo a volte – le ho spiegato – diciamo cose che non pensiamo veramente. Perché siamo arrabbiati, nervosi, preoccupati o altro.”
    Alla fine ci siamo abbracciati.
    E il fine settimana è “volato via” liscio.
    :mrgreen:
    P.S.: grazie a tutte/i per i consigli.

    Commento di aquilanonvedente | 9 aprile 2013 | Rispondi

    • Liscioooo??? 😯 E lo chiami “liscio”??? E’ dal giorno di questo post che sono alla posta centrale aspettando che arrivi con raccomandata la fetta di torta padana che mi avevi promesso! Tzè!

      Commento di Godot | 9 aprile 2013 | Rispondi

      • Ehm… 😳 ecco… veramente… sì, una piccola torta l’avrei anche fatta, ma sai com’è… temevo non fosse di tuo gusto e allora, per sincerarcene, ce la siamo pappata tutta!

        Commento di aquilanonvedente | 9 aprile 2013 | Rispondi

        • E magari siete andati anche a Pontida mentre io aspettavo alla posta!? 😥

          Commento di Godot | 9 aprile 2013 | Rispondi

          • NO! Pontida NO! 👿
            P.S.: ma io le torte le spedisco con il corriere!

            Commento di aquilanonvedente | 9 aprile 2013 | Rispondi

            • Il Corriere?? 😯 Spero almeno sia carino! :mrgreen:

              Commento di Godot | 9 aprile 2013 | Rispondi

  14. sai una cosa’ è che noi i nostri figli li trattiamo sempre come fossero piccoli….tu sarai sicuramente un buon padre….e poi guarda che con i figli qualunque cosa fai non sai mai se è quella giusta…un abbraccio….Sara

    Commento di melodiestonate | 9 aprile 2013 | Rispondi

  15. Cazzarola!!! Mai fare confronti con amiche o parenti varie!!! ‘nnaggia a te, Aqui! Però…. sono nella stessa pentola anche io ultimamente! Il fatto è che non riesco a far capire a mio figlio, quello grande, dodicenne, l’importanza della “Fede”. Lui, infatti, non crede in Dio e Gesù e non vuole più andare nè a catechismo nè in chiesa! Non sono una fervente cattolica, credo assolutamente, ma per me credere non significa per forza andare in chiesa. Sarà per questo, o forse per la sua età che comincia coi “contrasti”, ma il mio cucciolo non ne vuole davvero più sentire e mi ha rinfacciato addirittura che io “non lo capisco”!!! Maròn!!!! Se non lo capisco io che alla sua età ero tale e quale, chi potrebbe mai?????? Niente… finchè non ho detto le parole magiche “va bene, non andrai più in chiesa e a catechismo. Deciderai tu quando tornare” allora pace fatta e ha ricominciato a parlarmi!
    Bè… io non so se ho fatto bene o fatto male, ma farlo piangere disperatamente costringendolo in un qualcosa che lui proprio non riesce a concepire, mi ha confuso e fatto fare un passo indietro. Aqui carissimo… tu cosa ne pensi?

    Commento di Mapy | 11 aprile 2013 | Rispondi


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