Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Una merdaccia

merdaccia

Stasera mi sento una merdaccia.

Sì, proprio come il qui raffigurato ragionier Fantozzi (o Fracchia che sia).

Il motivo?

Ho sgridato la piccola. Una, due, tre volte. Finché lei si è arrabbiata e se n’è andata a letto, per la prima volta senza chiedermi di leggerle qualcosa (o di stare ad ascoltare quello che lei legge).

Mi sono sentito come una di quelle mamme paranoiche che rompono i coglioni ai figli. salvo poi lamentarsi che “non c’è dialogo”. Ettecredo che non c’è dialogo…

E a un certo punto le ho anche detto che secondo me le sue amiche sono più brave di lei e questo l’ha offesa.

Il fatto è che anche nelle sgridate non bisognerebbe mai perdere l’autorevolezza. Bisognerebbe puntare sul risultato, più che sulla forma.

Mi sono sentito un incapace, un inetto, un rompicoglioni. A un certo punto ho anche interrotto la comunicazione, e questo non andrebbe mai fatto (anzi, non bisogna mai farlo).

Devo stare più attento. Non devo mai dimenticare che devo accompagnare, devo aiutare.

E per la prima volta dopo tanto tempo mi sono chiesto se non siano proprio questi i momenti nei quali è meglio essere in due. Nei quali un genitore deve intervenire sull’altro correggendone le asperità, svolgendo un ruolo educativo anche nei confronti del proprio compagno, oltre che del figlio. I momenti nei quali occorre fare un gioco di squadra, insomma.

Ma da soli non c’è squadra. Non c’è nessuno a cui appoggiarsi, anche se questo non vale certo come scusante.

Per la miseria, mi sento veramente una merdaccia.

P.S.: stavolta il tag “teste di cazzo” è dedicato interamente a me.

Poesia

4 aprile 2013 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Storie ordinarie | , , | 38 commenti