Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Since i left you

The Avalanches è un gruppo musicale australiano, del quale si hanno poche notizie in Italia.

Uno dei loro album è SINCE I LEFT YOU, il cui motivo principale credo vinse anche diversi premi.

The Avalanches – Since i left you

Vi fu un periodo nel quale il videoclip veniva trasmesso spesso dalle tv musicali italiane e io ne rimasi affascinato.

Il titolo anzitutto: since i left you, da quando ti ho lasciato, da quando te ne sei andato, come uno struggente ricordo di una persona cara che non è più tra noi.

La musica, sottilmente malinconica, con le parole ripetute in maniera quasi ossessiva, come un ritornello che tenta di recuperare un legame affettivo interrotto.

E poi i personaggi del video, con il protagonista, il minatore che balla leggiadro malgrado la sua stazza, quasi vincendo la forza di gravità, la giuria, dapprima scettica e poi piacevolmente sorpresa e, last but not least, le due ballerine…

Rimasi talmente stregato da questo video che acquistai l’album via internet. E tra la data di acquisto e quella di arrivo, mio padre morì.

Così ancora oggi, quando sento questa canzone, mi prende un groppo alla gola e mi viene da dire: “Papà, mi manchi ancora tanto” e mi piace immaginare che volteggi e piroetti da qualche parte, senza l’assillo delle nostre piccole cose terrene.

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9 febbraio 2013 - Posted by | Musica |

13 commenti »

  1. Penso di capire. Non bene come chi ha perso una delle persone più care al mondo. Ma un po’ credo di capire.
    E’ stata una settimana orrida. Due mie care amiche hanno perso il padre, lo stesso giorno. Il 3 febbraio. Erano anziani, va bene. Ma il dolore e il senso di “perdita” non credo cambi.
    Avendo un padre anziano penso che dovrò abituarmi all’idea che un giorno non ce l’avrò più vicino. Credo che sarà una perdita e un dolore feroce e senza scampo. Ci litigo, ci discuto, mi fa venire i nervi. Ma non riesco a immaginare la mia vita senza di lui. Dovrò “crescere”.

    Un abbraccio, Mauro. E buona notte.

    p.s.: il pezzo è delizioso e il video è grandioso.

    Commento di Maria | 9 febbraio 2013 | Rispondi

  2. Non lo conoscevo, sai, questo video. Grazie è veramente bello e emozionante. Legato poi al ricordo di tuo padre capisco bene come possa toccarti ogni volta. Anche mia madre mi manca ancora tanto, nonostante siano passati oramai dodici anni.
    un abbraccio
    eli

    Commento di elinepal | 9 febbraio 2013 | Rispondi

  3. Non conoscevo nè questo video nè i suoi eccellenti attori, caro amico ( ehm … quante cose, e insolite e vere e che scavano dentro restandoci …. mi hai fatto conoscere Tu, magari fra uno sfottò e l’ altro : anche in questo Tu sei speciale, @Mauro ) e, ancora una volta, debbo esserti sinceramente grato di questa mia crescita interiore .
    La morte ….. la morte di chi abbiamo amato, non di rado comprendendo soltanto “dopo” come e quanto lo/la amammo, come e quanto ci amò, come e quanto inadeguata fu la nostra risposta affettiva “prima”, presi tutti/tutte noi da quello che Tu, giustamente, chiami “l’ assillo delle nostre piccole cose terrene” …. la morte che ci coglie “sempre” impreparati, sorpresi, squassati, denudati e messi di fronte, senza più illusione alcuna, alla nostra insanabile fragilità … amara e disperata precarietà, quando a denudarci dalle nostre certezze è quella di chi, fin da bambini fantasticanti e ignari, credevamo immune da questo passaggio straziante, la morte che ci lascia irrimediabilmente soli e smarriti …. la morte col suo mistero inaccettabile …. è il nostro destino !
    Non ci sono parole, capaci di esprimere quel dolore lancinante che ci ferisce a ritroso, che non unicamente a noi appartiene bensì a tutti/a tutte su questa terra, non esistono pensieri che – al netto delle fede, e beato/beato chi ce l’ abbia … – possano, non dico toglierci, ma almeno ‘appena appena’ attenuarci, tutta la sofferenza, tutta l’ amarezza del vivere, tutto lo strazio della solitudine che la morte ci rivela all’ improvviso …. e nulla ci soccorre più, eccetto il sogno che “nulla muore, muta soltanto” !
    E allora o nuvola candida che se ne va, o musica indimenticata che ci sovviene tenerissima, o fiume che scorre, o albero, o stella irraggiungibile, o petalo d’ un fiore mosso dal vento, o sublime tramonto, o ricordo indelebile …. tutto di ciò che ci circonda ha in sè, seppure in infinitesima parte, un qualcosa che ci resta della persona amata, come una voce dolcissima ormai lontanissima, perduta sì ma di cui ci giunga l’ eco ancora, come i battiti del nostro cuore che continua imperterrito a palpitare … e a vivere !
    Se tuo Padre …. somigliava almeno un poco a te, @Aquilanonvedente, ebbene credo anch’ io che, finalmente felice e libero, danzi immune da dolori in un paradiso, quale che sia, come il minatore che, ballando agile e delizioso ad onta della sua pesante corposità, rende struggentemente unico il bellissimo link che ci hai inviato !

    Commento di cavaliereerrante | 9 febbraio 2013 | Rispondi

  4. la msica si lega e ci lega alle emozioni, ne sucita altre e altre ne rievoca,
    è bella e struggente proprio per questo!
    la canzone la conosco, non è proprio il mio genere ma è bella!

    Commento di sabby | 9 febbraio 2013 | Rispondi

  5. Non posso che dire “mi dispiace”. Non posso dire ti capisco perchè i genitori li ho ancora e quindi non so. L’immaginare non è come l’aver provato e quindi…Temo il giorno in cui non ci sarà più bisogno d’immaginare perchè saprò.
    Si il ballerino si muove con una leggerezza non comune. La musica offre fa incontrare due mondi anche solo per un momento .

    Commento di Luisa | 9 febbraio 2013 | Rispondi

  6. Anche io ho ancora entrambi i genitori. Però a volte, per motivi di salute, si “perde” una persona anche se fisicamente è presente. E’ un dolore sordo e senza dubbio diverso dalla perdita definitiva. Ma è comunque un dolore che sconvolge l’esistenza. Non so se riesco a spiegare. So solo cosa provo e comunque si cerca di trovare il modo di andare avanti. La vita è fatta anche di questo. Continue prove a cui è necessario rispondere. Ho due figlie e questo mi porta a trovare la forza e le voglia di andare avanti. Anche con il sorriso.

    Commento di Maria | 9 febbraio 2013 | Rispondi

  7. Maria, ti sei spiegata benissimo. Riesco a capirlo senza sforzi. Si la vita è fatta anche di questo. O lo accetti o ne muori e questo non te lo puoi permettere ne sei hai qualcuno di cui occuparti e che guarda a te come punto di riferimento e nemmeno se sei sola. La vita fa strani “regali”, vanno comunque accolti con amore. Dai quello che puoi molto o poco che sia, ma continua a dare…e questo sia se sembra che se ne accorgano e anche se non sembra… e non perderlo mai il sorriso…

    Commento di Luisa | 9 febbraio 2013 | Rispondi

  8. Hai capito perfettamente, Luisa. Io il sorriso cerco di non perderlo mai. Anche quando la vita, le persone, ecc. sembrano fare di tutto per annientarlo. Sono testarda. Resisto. Si dà al prossimo per il piacere di dare, per stare bene con noi stessi. Quindi alla fin fine dare al prossimo è una delle tante forme di egoismo. Non saprei vivere senza “dare” e senza “condividere”. E sono tutto tranne che una “santa”. E’ solo un modo di vivere. La forma di vivere che mi fa stare meglio o meno peggio.

    Commento di Maria | 9 febbraio 2013 | Rispondi

  9. Ecco, questo genere di testardaggine mi piace. Non so se l’ho già detto da qualche parte, ma c’è una scena di Via col vento che mi piace particolarmente. Te la descrivo per come la ricordo. Rossella è a casa sua, una Tara distrutta. Al piano si sopra Melania urla e chiama perchè sta partorendo. Rossella è affranta, sfinita,sembra cedere. Eppure, all’ennesimo lamento di Melania, si scuote la polvere dai vestiti, cambia il suo sguardo e dice “arrivo”. Presente e coraggiosa nonostante tutto, forse anche nonostante se stessa. Ripensare a quella scena mi da forza anche nei momenti bui. Si può fare, lo si fa.
    Diamo agli altri e stiamo bene noi stessi, questo è amore. Permettimi un’altra cosa, guarda con la dovuta pena quelli che non sono in grado di apprezzare niente e vogliono spegnere il sorriso negli altri. E in giro di questi ce ne sono tanti, troppi.

    Commento di Luisa | 9 febbraio 2013 | Rispondi

  10. Gran cosa immaginare altrove le persone care che non ci sono più.
    Io non ci riesco. 🙂

    Commento di Rosanna | 11 febbraio 2013 | Rispondi

  11. Ierlaltro è preso a me e a mia sorella il magone per papà… 😥

    Commento di Diemme | 4 marzo 2013 | Rispondi

    • E’ la primavera…

      Commento di aquilanonvedente | 4 marzo 2013 | Rispondi

      • No .. non è la primavera, almeno non la primavera del calendario e dell’ aspettativa, che addolcisce i dintorni e ci riconduce alla porta della bella stagione e del sole !
        Se primavera è, questo riaffiorare del ‘magone’, questo riemergere dall’ anima ferita dell’ inallontanabile nostra malinconia a cui accenna @Diemme, allora è primavera del cuore, poichè chi non c’ è più, da quel luogo a noi caro, fra quei prati sempreverdi e fiori che non appassiscono più, NON se ne è mai andato, restando ad abitarci ….. a onta della morte !!!

        Commento di cavaliereerrante | 4 marzo 2013 | Rispondi


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