Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

New tricks

New tricks è una serie televisiva poliziesca che va in onda la domenica mattina su La7.

Protagonista è una squadra di ex detective in pensione, impegnati a districare casi dati ormai per chiusi o irrisolti. Uomini con i loro problemi, le loro fissazioni e anche le loro debolezze.

Una serie molto british, equilibrata.

La squadra è diretta dal detective Sandra Pullman, interpretata da Amanda Redman. Capelli biondi, occhi azzurri, classe 1957. Quello che si dice una donna affascinante.

Quando La7 cadrà nelle grinfie di qualche amico del grande puttaniere con la testa asfaltata, vedremo anche lì soltanto culi di veline…

30 settembre 2012 Posted by | Storie ordinarie | , | 17 commenti

La banda degli invisibili

C’è a Roma, al quartiere Montagnola, una simpatica compagnia di vecchietti, ultrasettantenni e ultraottantenni, alle prese giornalmente con gli abituali problemi di tutti i “comuni mortali”: la pensione che non basta mai per arrivare a fine mese; le auto blu che scorrazzano nelle corsie riservate; la burocrazia stupida e soffocante; la salute che deve fare i conti non soltanto con gli inevitabili acciacchi dell’età, ma anche – e soprattutto – con la disorganizzazione e la mancanza di risorse dello Stato.

Ma questo non è un  gruppo di vecchietti qualunque: sono ex partigiani, un po’ (tanto) incazzati per le condizioni nelle quali è stato ridotto quello Stato per il quale a suo tempo hanno rischiato la vita.

E così, tra una partita a scopa, una fila alle poste, una litigata al centro anziani e una lotta per impostare il decoder, i nostri eroi decidono, nientepopodimenoche, di rapire il premier, il capo del governo, insomma, il Silvio Berlusconi in persona.

Non si tratta né di violenza, né di estorsione: l’obiettivo della banda è di tutt’altro tenore. I particolari del piano e l’obiettivo che si prefiggono i nostri eroi vengono svelati soltanto nelle ultime venti-trenta pagine del libro, in una sequenza di azioni rocambolesche che li porteranno faccia a faccia con il rapito.

L’azione – della quale ovviamente non svelo il finale – avrà comunque un effetto “liberatorio” su di loro: gli ex partigiani possono fare questo e altro.

Fabio Bartolomei ha dato vita a una storia gradevolmente satirica che si legge agevolmente. A volte le disavventure dei protagonisti lasciano un retrogusto amarognolo, ma senza mai venire eccessivamente appesantito; senza che si piangano addosso, insomma. La voce narrante, che è quella di uno dei partigiani, imprime alla storia un ritmo scorrevole e la scrittura è sobria e misurata, senza eccessi e senza parolacce.

Un bel libro, insomma, per quelli a cui piace l’umorismo e la satira.

26 settembre 2012 Posted by | Libri, Storie ordinarie | | 37 commenti

Dimenticare…

Volevo commentare un po’ tutto ‘sto merdaio politico che ha investito il Lazio (ma è soltanto l’ultimo atto di una tragicommedia infinita), ma stasera la mente vaga per altri lidi. E’ una sera di pensieri disarcionati.

Da qualche settimana mi ritrovo, a volte, a cercare nei meandri della mia memoria scene della mia precedente vita a tre.

Rovisto, frugo, armeggio, setaccio, ma non trovo niente.

Cioè, intendiamoci. Di immagini ne trovo alcune (poche, a dire la verità), ma tutte collegate a situazioni particolari. Quelle che non ritrovo più sono le scene di ordinaria quotidianità.

E’ come per il servizio militare: era un anno buttato, che ti segnava la vita, ma una volta finito te ne dimenticavi, per ricordarti soltanto di alcuni episodi piacevoli, legati alle compagnie createsi in quel periodo.

Ho anche provato a chiudere e gli occhi e concentrarmi, ma non c’è niente da fare.

Un mio amico è solito dire (e io concordo) che l’essere umano si abitua a tutto. Forse bisognerebbe anche aggiungere che noi ci abituiamo a tutto perché di tutto ce ne facciamo una ragione. Forse il nostro corpo (mente compresa) si resetta più facilmente di quanto pensiamo, per avere le energie per guardare e andare avanti.

Nei primi momenti, la cosa mi aveva lasciato un po’ disorientato, poi pian piano ho capito che è meglio così. E che sarà così.

24 settembre 2012 Posted by | Pensieri disarcionati, Un po' di me | , | 46 commenti

Una raffica di salti indietro…

I’ll fly for you

Gold

Through The Barricades

True

Eravate giovani allora, eh?

21 settembre 2012 Posted by | Smancerie pseudo-sentimentali | | 23 commenti

Meno 15… meno 14… meno 13…

Si avvicina il momento nel quale verrò a conoscenza dell’esito del primo esame di BIBÚLO2.

Non nego di essere un po’ emozionato, quasi come uno scolaretto che attende la pagella. Ma tutto sommato sono anche fiducioso.

Fiducioso di avervi dedicato ore, giorni, settimane, mesi: insomma, un tempo considerevole della mia vita. E forse gliene dovrò dedicare ancora (almeno lo spero).

Certo, quello che conta non è il tempo, bensì il risultato. Però il risultato si può anche migliorare. Il tempo invece non si recupera più.

Incrociamo le dita…

Questione di…

16 settembre 2012 Posted by | Libri, Storie ordinarie | , | 162 commenti

Primi!

Chi è ancora convinto che l’Italia si possa salvare?

(domanda retorica…)

12 settembre 2012 Posted by | Questa poi... | | 12 commenti

I peggiori anni della nostra vita

I peggiori anni della nostra vita. Da Craxi alla caduta di Berlusconi” è un libretto uscito a fine 2011 di Paolo Posteraro.

Certo,ripercorrere gli ultimi vent’anni della nostra storia politica in meno di trecento pagine non rende certamente possibile raccontare “tutto quello che avresti voluto sapere sulla politica italiana e nessuno ti ha mai raccontato“.

Ho preso questo libro dalla biblioteca per ripercorrere velocissimamente avvenimenti in gran parte visti in prima persona: tangentopoli, con i suoi processi e i lanci di monetine; i governi “tecnici” di Amato e Ciampi; l’ingresso in politica di Berlusconi, la sua caduta e un altro governo “tecnico” di Dini; la vittoria dell’Ulivo di Prodi nel 1996, le speranze e le disillusioni; il ritorno di Berlusconi nel 2001; la tragicomica esperienza dell’Unione nel 2006 e l’ennesimo ritorno di Berlusconi nel 2008, con la sua successiva caduta nel novembre 2011 e il suo strascico di nani e ballerine (ballerine per modo di dire…).

Tanti governi, tanti partiti litigiosi e, sullo sfondo, una manovra economica dietro l’altra; ognuna una mazzata sugli italiani (quelli più poveri, s’intende), senza intravedere mai uno spiraglio alle continue crisi.

Alla fine del libro si ricava l’impressione che, dopo vent’anni dalla fine della cosiddetta “prima Repubblica”, non si capisce se la seconda sia iniziata, se stia finendo o se in realtà sia stata tutta una finta: fingere di cambiare tutto per non cambiare niente.

Personalmente, questo breve sguardo all’indietro mi ha riconfermato nella mia convinzione che l’Italia non può salvarsi e che l’unica soluzione (per chi può) è quella di emigrare.

E poi, detto tra noi, fa un certo effetto rendersi conto che una parte della propria vita fa ormai parte della storia (e che storia…).

I migliori anni…

11 settembre 2012 Posted by | Politica | | 20 commenti

Scioc!

La riduzione del periodo feriale (cioè di ferie) da tre a due settimane (una piccola spedinreviù nostrana…) non è bastato a evitare lo scioc da rientro.

Che poi il rientro è sempre un momento di presa di coscienza (o coscenza? no, le cosce sono tutt’altre cose…) di cose che uno aveva dimenticato che esistessero e che invece gli ritornano prepotentemente sul muso.

Per esempio, notare che in due settimane i problemi che avevi lasciato lì, ci sono ancora tutti; nessuno che se ne sia andato per i fatti suoi. Eppure io sono uno che i problemi li lascia liberi, sono un libertario, insomma (o un libertino? no, quella è tutt’altra cosa…).

Per esempio, notare che le prime pagine dei giornali si dividono tra il Monti/dopoMonti/forseMonti/seMonti (un tempo, tanti ma tanti anni fa, il termine “monti” indicava un verbo e un’azione molto più piacevole. Forse qualcuno ricorderà che c’era anche un fumetto, “il montatore“, ed era uno che compiva manovre moooooolto diverse…) e il grillino Favia che va in tv a dispetto del suo leader (Favia chi? io le prime volte lo scambiavo per Lavia, l’attore, quello che non capivo perché avesse l’aria sempre incazzata, pur avendo sposato la Guerritore…).

Per esempio, scoprire che la vita sarebbe molto più semplice se le procedure per disfare una cosa fossero le stesse che servono per farle (per esempio: tu puoi disporre un addebito permanente sul tuo c/c al telefono, ma per revocarlo devi andare quantomeno dal notaio).

Per esempio, riuscire a capire almeno il 10% della psicologia femminile (vabbè, mi accontenterei anche del 5%, che sarebbe già un successo…).

Insomma, sono ancora un po’ in confusione.

Avrei bisogno di un periodo di riposo…

Miusic, sciorbole!

10 settembre 2012 Posted by | Pensieri disarcionati | , | 30 commenti