Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Quando è troppo, è troppo…

Facciamo due rapidi calcoli.

Forse dovrebbero illustrarceli i partiti, ma si sa che sono impegnati in ben altre discussioni.

Un lavoratore dipendente per avere uno stipendio netto di circa 1.500 euro al mese, deve avere un reddito lordo di circa 28.000 euro all’anno.

Mi si perdonerà qualche arrotondamento, ma gli ordini di grandezza sono questi.

1.500 euro corrispondevano, una volta, a circa duemilioni e novecentomila lire, cioè a un signor stipendio.

Orbene, ammettiamo che a questo (oggi) povero lavoratore dipendente un mese venga liquidato un premio di produzione di 1.000 euro.

La domanda è: di questi 1.000 euro, quanti gliene rimangono in tasca?

Il conto è presto fatto.

Su 1.000 euro, anzitutto ci paga i contributi previdenziali, circa 92 euro.

Sull’imponibile di 908 euro, ci paga l’IRPEF nella misura del 38%, cioè 345 euro.

Sullo stesso imponibile di 908 euro, ci pagherà poi le addizionali regionali e comunali all’IRPEF, che, prendendo a esempio il mio Comune, saranno rispettivamente l’1,73% e lo 0,5%, cioè rispettivamente circa 15,7 e 4,5 euro.

Totale: dei 1.000 euro iniziali, gli rimangono da scialacquare ben 543 euro (arrotondati), cioè il 54% del lordo (se è un dipendente pubblico, gli rimarrà anche meno, perché c’ha anche il contributo sul TFR).

Lo Stato si è preso il 46% dei suoi soldi. E se ne prende anche di più, se il povero lavoratore abita, per esempio, in una Regione in deficit sanitario, che quindi ha dovuto aumentare l’aliquota dell’addizionale regionale IRPEF.

Intendiamoci: lo Stato si è preso il 46% del reddito extra di una persona che guadagna 1.500 euro al mese, mica di uno che ne guadagna 15.000.

Senza scadere nella facile demagogia antitasse, mi chiedo: è morale questo?

Me lo chiedo perché ieri il presidente del Consiglio ha pensato bene di smorzare le illusioni di chi, leggendo i giornali due giorni prima, aveva letto che era stato elaborato un dossier per una possibile riduzione dell’IRPEF: niente riduzioni per ora.

Allora, vogliamo dire che un’aliquota IRPEF del 38% per la fascia di reddito tra i 28.000 e i 55.000 euro è troppo elevata, perché va a colpire soprattutto i redditi bassi e/o medio bassi?

Vogliamo dire che non è giusto che lo Stato si prenda quasi la metà del reddito extra di un lavoratore dipendente che, se ha alle spalle una famiglia, deve fare i salti mortali per arrivare a fine mese?

Vogliamo dire che il blocco prima parziale e poi totale del cosiddetto fiscal drag è stato un furto ai danni soprattutto dei redditi medio bassi?

Non mi piacciono le affermazioni tipo “mettere le mani nelle tasche degli italiani“, così care al puttaniere con la bandana e ai suoi sgherri, ma qui una regolata dovremmo darcela

Pierluigi, vogliamo dire qualcosa, non dico di sinistra, ma almeno di sensato?

(E magari la discussione sui matrimoni gay la facciamo dopo, eh?)

Pitzinnos in sa gherra

17 agosto 2012 Posted by | Politica | | 42 commenti