Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Ferie, mare e… tasse

Dopo l’antipasto dello scorso week-end, sono arrivate le ferie vere e proprie e, da domani, una settimana di mare con la piccola.

Beh, non proprio il mare della foto… un ben diverso e brodoso adriatico, ma si sa, bisogna anche accontentarsi (in attesa di Honolulu…)

Comunque sono bastati due giorni lontano dalla padania per rendermi ancora più insopportabile del solito questa terra. Dopo una settimana di allontanamento, forse al ritorno mi suiciderò direttamente tra il casello di Reggio Emilia e quello di Campegine-Terre di Canossa (che non ho ancora capito che cazzo di paese sia…).

Settembre sarà un mese denso, di cose già preventivate e di novità (speriamo positive).

Ora pensiamo a rilassarci in quel di Cattolica, che ci vedrà ospiti per il secondo anno consecutivo. Sperando che il tempo sia clemente e che ci regali un settembre “vivibile”.

E se proprio addavenì Poppea, ebbene, ce sottoporremo anche a questo ennesimo sforzo!

Ci rivediamo tra una settimana.

Per intanto vi lascio con qualche spizzico di un libretto che ho trovato stamattina in libreria, “La legge di Monthy” (sottotitolo Se qualcosa può essere tassato, lo sarà):

La costante di Monthy: Le persone vengono tassate in proporzione inversa al loro reddito.

Legge della semplificazione fiscale: Per eliminare una tassa bisogna crearne altre.

Legge della coda: Quando siete in coda per pagare le tasse, la coda va sempre più veloce di quando siete in coda per riscuotere la pensione.

Cattolica

Buon inizio di settembre a tutte/i.

28 agosto 2012 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 16 commenti

Antipasto… di mare

Un week-end al mare, prima delle ferie.

Un “antipasto”, insomma…

Ci si rivede lunedì.

Buona Beatrice a tutte/i.

23 agosto 2012 Posted by | Storie ordinarie | | 24 commenti

Non riesco a indovinare la misura giusta!

Lo confesso: non riesco a indovinare la misura giusta.

Lo so che per un uomo è imbarazzante, ma a me proprio non riesce.

Se è troppo stretto, non sale. Spingi spingi, ma poi devi lasciar perdere. Che poi magari ti blocca pure la circolazione del sangue…

Se invece è troppo largo, scivola giù e rischi di perderlo.

Io ho anche provato a prendermi le misure con il righello, ma niente da fare.

Oggi, per esempio, al supermercato, ci ho provato per l’ennesima volta.

Mi sono avvicinato furtivo al reparto. Lì vicino c’erano due donne e allora io ho fatto finta di guardare altro, aspettando che se ne andassero.

Poi ho iniziato a passare in rassegna i diversi modelli e colori: sottili, extrasottili per una maggiore sensibilità, più o meno resistenti, bianchi, rosa, gialli, zigrinati, lisci, eccetera.

Ho individuato quella che mi sembrava la misura giusta e li ho messi nel carrello.

Arrivato a casa, li ho provati con un po’ di timore e… stretti! Ho pensato di metterci dentro un po’ di borotalco, ma niente da fare. Troppo stretti!

Andranno a ingrossare le fila di tutti gli altri e andrà a finire che, prima o poi, li butterò. E non è che mi faccia tanto piacere, con quello che costano.

Mannaggia…

Forse ho davvero bisogno di qualcuna che mi aiuti in questo infausto compito. Le donne sono più brave in questo. Basta che diano un’occhiata e zac!

Di cosa sto parlando? Ma ovviamente dei guanti per lavare i piatti!

Musica!

18 agosto 2012 Posted by | Un po' di me | | 97 commenti

Quando è troppo, è troppo…

Facciamo due rapidi calcoli.

Forse dovrebbero illustrarceli i partiti, ma si sa che sono impegnati in ben altre discussioni.

Un lavoratore dipendente per avere uno stipendio netto di circa 1.500 euro al mese, deve avere un reddito lordo di circa 28.000 euro all’anno.

Mi si perdonerà qualche arrotondamento, ma gli ordini di grandezza sono questi.

1.500 euro corrispondevano, una volta, a circa duemilioni e novecentomila lire, cioè a un signor stipendio.

Orbene, ammettiamo che a questo (oggi) povero lavoratore dipendente un mese venga liquidato un premio di produzione di 1.000 euro.

La domanda è: di questi 1.000 euro, quanti gliene rimangono in tasca?

Il conto è presto fatto.

Su 1.000 euro, anzitutto ci paga i contributi previdenziali, circa 92 euro.

Sull’imponibile di 908 euro, ci paga l’IRPEF nella misura del 38%, cioè 345 euro.

Sullo stesso imponibile di 908 euro, ci pagherà poi le addizionali regionali e comunali all’IRPEF, che, prendendo a esempio il mio Comune, saranno rispettivamente l’1,73% e lo 0,5%, cioè rispettivamente circa 15,7 e 4,5 euro.

Totale: dei 1.000 euro iniziali, gli rimangono da scialacquare ben 543 euro (arrotondati), cioè il 54% del lordo (se è un dipendente pubblico, gli rimarrà anche meno, perché c’ha anche il contributo sul TFR).

Lo Stato si è preso il 46% dei suoi soldi. E se ne prende anche di più, se il povero lavoratore abita, per esempio, in una Regione in deficit sanitario, che quindi ha dovuto aumentare l’aliquota dell’addizionale regionale IRPEF.

Intendiamoci: lo Stato si è preso il 46% del reddito extra di una persona che guadagna 1.500 euro al mese, mica di uno che ne guadagna 15.000.

Senza scadere nella facile demagogia antitasse, mi chiedo: è morale questo?

Me lo chiedo perché ieri il presidente del Consiglio ha pensato bene di smorzare le illusioni di chi, leggendo i giornali due giorni prima, aveva letto che era stato elaborato un dossier per una possibile riduzione dell’IRPEF: niente riduzioni per ora.

Allora, vogliamo dire che un’aliquota IRPEF del 38% per la fascia di reddito tra i 28.000 e i 55.000 euro è troppo elevata, perché va a colpire soprattutto i redditi bassi e/o medio bassi?

Vogliamo dire che non è giusto che lo Stato si prenda quasi la metà del reddito extra di un lavoratore dipendente che, se ha alle spalle una famiglia, deve fare i salti mortali per arrivare a fine mese?

Vogliamo dire che il blocco prima parziale e poi totale del cosiddetto fiscal drag è stato un furto ai danni soprattutto dei redditi medio bassi?

Non mi piacciono le affermazioni tipo “mettere le mani nelle tasche degli italiani“, così care al puttaniere con la bandana e ai suoi sgherri, ma qui una regolata dovremmo darcela

Pierluigi, vogliamo dire qualcosa, non dico di sinistra, ma almeno di sensato?

(E magari la discussione sui matrimoni gay la facciamo dopo, eh?)

Pitzinnos in sa gherra

17 agosto 2012 Posted by | Politica | | 42 commenti

Il “popolo eterno” di Israele

Su Repubblica del 3 agosto è stato pubblicato un interessante articolo di David Grossman: L’Iran, re Bibi e il “popolo eterno” di Israele”.

L’articolo di Grossman (che, insieme a pochi altri, vale il prezzo del quotidiano) è per me “pesante”, nel senso che contiene riferimenti che, con la mia misera cultura, non credo di saper cogliere interamente. Credo però (anzi, spero) di essere riuscito a comprenderne il significato.

Le parole di Grossman, così come quelle di chiunque altro, non sono ovviamente da prendere come oro colato, ma contribuiscono a fare riflettere.

Ecco un possibile scenario: – attacca Grossman – Israele attaccherà l’Iran.

Perché “Benjamin Netanyahu ha una linea pensiero e una visione storica secondo le quali Israele è il popolo eterno, mentre gli Stati Uniti sono una specie di Assiria o di Babilonia, di Grecia o di Roma dei giorni nostri. Vale a dire: noi siamo per sempre, destinati a rimanere, mentre loro, nonostante tutto il potere che possiedono, sono momentanei, transitori…

Noi “da quattromila anni ci troviamo ad affrontare le forze più cruente e gli istinti umani più incontrollabili e oscuri della storia e sappiamo bene come comportarci per sopravvivere in queste zone d’ombra.

Essere israeliti, l’ho già ricordato, significa essere membro del popolo che ha tenuto testa a Dio: figuriamoci che effetto possono fare loro gli iraniani, forse un po’ di solletico.

Quando “re Bibi” dovrà prendere una decisione – continua Grossman – lo farà sulla base della sua visione del mondo estremista, inflessibile e radicata.

I cittadini israeliani che non vogliono che Israele attacchi l’Iran “sono oggi prigionieri, in maniera inequivocabile, delle ermetiche convinzioni del primo ministro“. E sarà anche vero che chi deve prendere decisioni conosce “tutti i fatti e le valutazioni“, ma i cittadini di Israele hanno imparato sulla propria pelle che i loro leader non sono immuni da gravi errori.

E allora – scrive Grossman – su una questione tanto vitale abbiamo il diritto e il dovere di fare ripetute domande. “La conoscenza dei nostri leader si basa solo ed esclusivamente sui fatti oppure è distorta e influenzata da ansie, desideri ed echi di traumi del passato che nessuno è esperto nell’ingigantire quanto il capo del governo?

Chi è a favore di un intervento contro l’Iran si muove lungo un asse i cui estremi sono o la bomba atomica iraniana o il bombardamento dell’Iran.” Questo ragionamento porta i leader israeliani a muoversi solo ed esclusivamente tra “aggredire o essere aggredito. L’Iran dotato di armi nucleari rappresenta un pericolo reale, non è una paranoia del governo israeliano, ma “nella situazione attuale esistono altre possibilità di movimento“.

Conclude Grossman: “Perché ministri e alti dirigenti non si alzano a dire la loro? Perché non si alzano adesso, quando ancora è possibile, per dichiarare: noi non collaboreremo con questo delirio megalomane, con questa disastrosa concezione messianica?

Anche noi cittadini… come potremo poi affrontare noi stessi e i nostri figli quando ci domanderanno perché abbiamo taciuto? perché non siamo usciti a frotte a manifestare nelle strade contro la possibilità di un’altra guerra scatenata da noi?

Io non so se Israele attaccherà l’Iran, come prevede e teme Grossman. Credo che non sia improbabile. Però, quello che maggiormente mi preoccupa nel ragionamento di Grossman è il richiamo a questa visione integralista del mondo da parte dei leader israeliani. La stessa visione integralista di molti leader arabi. La stessa visione integralista che rispunta in tanti Paesi europei.

Una volta si diceva che le ideologie, le visioni ideologiche del mondo erano una cosa brutta, ma se le confrontiamo con l’integralismo odierno, sembrano una barzelletta. Si è voluto fare piazza pulita delle ideologie, cioè delle idee, e quello che è rimasto sono i fanatici che si fanno esplodere tra la gente imbottiti di tritolo.

Poveri noi…

10 agosto 2012 Posted by | Guerra al terrore, Politica, Religione | , | 17 commenti

E dopo Nerone e Caligola…

… arriverà Messalina?

Saresse anche ora, almeno per raffreddare un po’ i bollenti spiriti padani…

music!

8 agosto 2012 Posted by | Pensieri disarcionati | | 38 commenti

La pizza

Forse pochi altri piatti come la pizza riescono a suscitare in me cascate di ricordi.

Ricordo le pizze dei miei diciannove/vent’anni. Le pizze con gli amici di scuola, nelle prime uscite con l’auto, tutti neo patentati. E poi le pizze cotte in forno elettrico in una piccola pizzeria di fianco al bocciodromo del mio paese, dopo la discoteca e prima del rientro a casa.

Ricordo le pizze del militare, in paesi e ambienti che non erano i nostri: una parentesi in attesa di riprendere la vita di sempre.

Ricordo le pizze di mia madre, cucinate in una grande teglia, che servivano a sfamare tutta la famiglia; quelle un po’ spesse, ben cotte, con sopra tanto condimento, di tutto e di più.

Ricordo le pizze mangiate con i colleghi di lavoro e quelle con i colleghi politici.

Ricordo le pizze nelle località di vacanza, al mare, addirittura ne ricordo una con sopra tanti pomodorini (io che non ho un buon rapporto con i pomodori, a patto che non stiano appunto sulla pizza).

Ricordo le pizze con la famiglia, prima in due, poi in tre e poi nuovamente in due.

Ricordo le pizze mangiate a casa con un amico e quelle mangiate a casa da solo.

Ho più ricordi di pizze che di donne… (o forse sono meglio le prime?)

4 agosto 2012 Posted by | Ricordi, Un po' di me | | 59 commenti