Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Le imposte, le tasse, i canoni e Belen Rodriguez

Rimembravo recentissimamente (cioè ieri sera, avendo avuto la malauguratissima idea di vedere l’inizio del festival di Sanremo) sui miei trascorsi di diritto tributario.

Poca roba, in realtà. Tanto quanto sarebbe bastato per fare il ministro delle finanze.

Rimembravo la differenza che passa tra le imposte, le tasse e i canoni (con l’accento sulla “a”, onde evitare bibuleggiamenti vari…).

Le imposte sono soldi che lo Stato o gli altri enti pubblici territoriali incassano e che sono prive di vincolo di destinazione: vengono cioè restituite ai cittadini sotto le più svariate forme. Case, scuole, strade, ospedali, pubblica sicurezza, cultura, ecc. Le imposte in genere sono progressive, cioè chi più ha, più paga, non soltanto in termini reali, ma anche in termini percentuali. Le imposte di scopo, cioè istituite per finalità specifiche, sono un’anomalia, e infatti credo che forse paghiamo ancora qualche imposta legata alla guerra di Libia…

Le tasse, invece, sono legate alla fruizione di uno specifico servizio. Vengono pagate ovviamente soltanto da chi usufruisce di quel servizio. Possono essere calibrate sul reddito del cittadino oppure no. Se lo sono, in genere occorre dimostrare di avere diritto alla loro riduzione.

Poi ci sono i canoni, che in pratica sono tasse legate alla fruizione di particolari servizi pubblici. Tipici sono, per esempio, i canoni demaniali.

Orbene, tra questi ultimi vi è uno dei canoni che è forse quello più odioso e iniquo di tutti, cioè il canone RAI. Io sono uno di quelli che lo ha sempre pagato diligentemente, incazzandomi pure con chi invitava (e invita) all’evasione.

Ammesso e non concesso che sia giusto che lo Stato chieda ai cittadini il pagamento di un canone per accedere all’etere, cioè per poter guardare la tv o ascoltare la radio, non si capisce perché il canone debba essere versato alla RAI.

Mi si può rispondere che la RAI è la concessionaria del servizio pubblico radio televisivo.

Una risposta del genere è in realtà una presa per il culo bella e buona, perché ci sono tonnellate di libri e quintalate di sentenze che in pratica sono giunte alla conclusione che il servizio pubblico si qualifica come tale non tanto da un punto di vista formale, quanto sostanziale. Tradotto in soldoni: il servizio pubblico possono farlo anche televisioni e radio private, anche se non ne sono concessionarie e anche se non ne hanno il “timbro”.

Il canone serve per tenere in piedi quell’immondo carrozzone che è appunto la RAI. E io non ho nessuna voglia di pagare il canone per vedere i tatuaggi inguinali di Belen Rodriguez. Perché ieri sera, con una mossa alquanto avventata, mi sono sparato circa tre quarti d’ora di festival di Sanremo e dopo avere visto la cagata dell’anteprima, la cagata dello studio stellare, le cagate delle battute dei conduttori e le cagate delle prime canzoni, mi sono chiesto: “Ma perché attendono così tanto per fare entrare le vallette… pardon, le collaboratrici?”

Beh, ora l’ho capito: perché bisognava uscire dalla fascia protetta, per dare il via a uno degli spettacoli più osceni che abbia mai visto. Dopo il comizio strapagato della prima serata (anche lì è andato un pezzo del mio canone), per fare odiens hanno pensato di andare sul volgare, anzi direi proprio sullo squallido. Se avessero preso una decina di prostitute di strada, lo spettacolo sarebbe stato più fine, avrebbero speso molto meno e avrebbero pure tolto dalla strada per una sera alcune povere disgraziate.

Mi chiedo: ma quanto avranno dovuto pensare i dirigenti RAI per mandare in tv (nella tv del servizio pubblico…) una donna senza mutande? Quanto guadagnano questi geni? Più o meno di diecimila euro al mese (netti, ovviamente)?

Sono stufo di finanziare queste stronzate.

Scriverò una lettera alla RAI: chiederò che mi restituiscano la mia quota di abbonamento relativa al cachet di Celentano, a quello di Belen e agli stipendi dei dirigenti che hanno tolto le mutande a quest’ultima. Entro trenta giorni, altrimenti gli espongo pure gli interessi.

P.S.: oggi sono stato impegnato fuori casa, ma non mi sembra di avere letto di vibrate e accorate proteste della Chiesa cattolica nei confronti dello smutandamento in diretta sulla tv del servizio pubblico. Evidentemente è più preoccupata dell’ICI…

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17 febbraio 2012 - Posted by | Questa poi... | , ,

23 commenti »

  1. UNOOOOOO ?!? 😯
    Evvabbè … “uno” !
    Per dirti @Aquilanonvedente … che hai “forsennatamente” ragione !!!
    E’ stata una immonda presa per il culo, quella della RAI … e non è la prima, nè credo che sarà l’ ultima fintanto che non usciranno dalle sue tane “tutti i partiti politici”, senza esclusione di alcuno … e fino a che i suoi @dirigenti (sic!), pur fruitori di stipendi da favola, non saranno chiamati dall’ azienda a rimborsare i danni per i fallimenti delle loro politiche cialtrone !!!
    @Bruno …

    Commento di cavaliereerrante | 17 febbraio 2012 | Rispondi

  2. Non ho visto nulla ad eccezione delle tante foto apparse in rete e mi è bastato.

    Buon venerdì!

    Commento di Kylie | 17 febbraio 2012 | Rispondi

  3. E’ dal 1996 che non guardo Sanremo e mai ebbi a pentirmene.
    Secondo me bisognerebbe che proprio non lo guardasse nessuno. Ma il fatto è che lo guardano tutti. Anche per un po’, anche per sbaglio, anche sentendolo per radio, anche per curiosità (ma de che?)…
    Poi è inutile che ci lamentiamo che i soldi del nostro canone finiscono lì.
    Non guardiamolo, non parliamone.

    Commento di Ibadeth | 17 febbraio 2012 | Rispondi

  4. Ma no, in fascia semi-protetta le mutande ci sono: sono semplicemente color carne (io non ho neppure la tv e rivendico il mio diritto di non pagare il canone, ma ho sentito le discussioni in ufficio, scoprendo così che era iniziato il festival, e ho guardato le foto sui vari quotidiani). Il risultato ottenuto è che tutti parlano di belen senza mutande, e parecchia gente è stata a cercare di capire se era vero oppure no… di fronte al nulla delle idee resta solo il motto amicaChips: la pataina tira. Sempre.

    Commento di goldie | 17 febbraio 2012 | Rispondi

  5. Come non darti ragione? E concordo con Ibadeth sul fatto che tutti criticano Sanremo ma tutti pure lo guardano ed è questa la tragedia: se non lo guardasse nessuno non lo farebbero più. E così per tante altre trasmissioni. Purtroppo la TV è lo specchio di quello che la gente vuole guardare. O, per lo meno, che la maggior parte della gente vuole guardare.

    Commento di Giulio GMDB | 17 febbraio 2012 | Rispondi

    • MI unisco al coro di chi invita a non guardarla proprio la tv.

      Tanti nemici, tanto onore, è questo che vogliono ed è questo che ottengono (più milioni e milioni di canone).

      Meritano solo un “off”, indifferenza, silenzio.

      Commento di Diemme | 17 febbraio 2012 | Rispondi

  6. Quando il canone sarà riscosso dall’Agenzia appropriata… lo pagherò.

    Commento di mapina69 | 17 febbraio 2012 | Rispondi

  7. La mia può sembrare una voce fuori dal coro.
    Sanremo in teoria non è una “cattiva” cosa.
    Leggevo in questi giorni come è nata questa manifestazione nel lontano 1950.
    Trasmettere della musica, italiana o meno, non è una brutta idea.
    Dare modo a dei giovani di farsi sentire, di emergere.
    Forse ora come ora è qualcosa di anacronistico. Forse.
    Io non sopporto quello che è diventata questa manifestazione in teoria canora.
    Perché al centro dell’attenzione non ci sta più la musica di qualità.
    Le canzoni, spesso molto brutte, servono da scusa, da contorno.
    E’ diventata il festival del cattivo gusto e dello spreco, che viene sbattuto in faccia a gente (non l’intera popolazione, ovviamente, ma molti) che in questo momento ha ben poco di che ridere, con l’assillo di tirare avanti la baracca e arrivare alla fine del mese. Sfarzo inverosimile, battute infelici, compensi elargiti in modo sconsiderato, alla faccia di chi ha ormai perso anche l’abitudine di andare a mangiare una pizza il sabato sera. Un minestrone di bruttezza e cattivo gusto, qualsiasi cosa pur di tirare su l’audience. E se mostrare il seno ormai è scontato, cosa fare? Arriva la gnocca argentina con lo spacco inguinale. E il giorno dopo la maggior parte dei quotidiani dava la notizia, con tanto di foto, in prima pagina. E la diatriba era: aveva o non aveva le mutande?
    Io non so voi, ma i miei problemi sono di natura leggermente diversa.
    Conclusione: mi sono sentita offesa e presa per il culo. In modo insostenibile.

    Commento di maria | 17 febbraio 2012 | Rispondi

  8. Non sei fuori dal coro, @Maria, anzi ….
    Dal Festival di S.Remo, sono uscite canzoni che fanno parte del nostro patrimonio musicale e poetico … come, ad esempio, VOLARE di @Modugno ( che rivoluzionò il mondo canoro e che tuttora appare modernissima ), 1950 di @Amedeo Minghi, VITA SPERICOLATA di @Vasco Rossi, @ANCORA di @De Crescenzo e tante altre canzoni indimenticabili …
    Da S.Remo sono nati artisti importanti, che hanno lasciato il segno per generazioni .
    Ma come dici Tu, la canzone italiana, bella o brutta che sia, “dovrebbe stare al centro di questa manifestazione”, non fare da contorno a spettacoli che potrebbero essere inseriti in altri contesti, ed oggi il festival – in linea con la pusillanimità dei dirigenti rai, mi appare come un guazzabuglio in cui prevale il cattivo gusto e la battuta facile, quando non volgare o peggio .

    Commento di cavaliereerrante | 17 febbraio 2012 | Rispondi

  9. Arìdatece i Matia Bazar!
    Pensionate i Morandi e i Celentani!
    Ho visto solo 10 minuti di Celentano, non ho capito cosa c’era e se c’era qualcosa da ridere, non ho capito cosa c’era e se c’era qulacosa da applaudire, d’improvviso mi è piombata addosso una celentanite acuta e mi sono addormentata.

    Commento di silvia | 17 febbraio 2012 | Rispondi

  10. E @Aquilanonvedente …. ?!?
    Ahè … c’ è ancora neve da spalare ?!? 😯
    Ti cerchiamo … ehm … e non ci sei, ti sfuggiamo …. e ricompari ‘a volo radente’, ma ‘ndò stai ?!?
    Beh … beccati questa, sembrerebbe composta proprio per te, amico caro ! :mrgreen:
    @Bruno …

    Commento di cavaliereerrante | 19 febbraio 2012 | Rispondi

  11. Beh, certo che il festival di sanremo può essere ignorato. Io l’ho fatto per quasi quindici anni.
    Però qui la faccenda è un po’ diversa.
    Qui non è questione di programma che piace oppure no. E’ ovvio che non possono piacere tutti i programmi televisivi.
    Qui siamo nell’ambito di una concessionaria di un servizio pubblico che per fare “scer” adotta le soluzioni più disgustose, i cui dirigenti (gente da centinaia di migliaia di euro all’anno, intendiamoci) litigano in pubblico, poi si commissariano e chi più ne ha più ne metta.
    Se tutto questo accadesse in una televisione privata, potrebbe anche fregarmene niente, ma questo scempio avviene con i miei soldi e quindi io mi incazzo.
    P.S.: all’ultimo festival che ho apprezzato c’era questa:

    Commento di aquilanonvedente | 19 febbraio 2012 | Rispondi

    • 🙂
      Sicuro che sei padano?

      Commento di Rory | 19 febbraio 2012 | Rispondi

    • Mi si è impallato il computer per andare a vedere ‘sta canzone… avrei dovuto immaginarlo… se posso: svegliati… gli anni passano e non ci si può fossilizzare in questo modo. E non parlo di Sanremo, di cui non me ne frega niente,
      Un consiglio amichevole… credimi.

      Commento di maria | 20 febbraio 2012 | Rispondi

      • Non volevo essere saccente.
        Scusami.
        Io non ho niente da insegnare a nessuno.

        Oggi per puro caso ho ascoltato questa canzone, e non l’ascoltavo da decenni

        mi sono ritrovata a piangere come una cretina…
        Non ho davvero niente da insegnare.
        Ma crogiolarsi, come faccio io, non serve a niente.
        Non serve a niente e a nessuno.

        E ora dormo.
        Notte

        Commento di maria | 20 febbraio 2012 | Rispondi

        • Ma che canzone è??? Mai sentita. :-)))
          Wow…il 45 giri…:-))

          Commento di Rory | 20 febbraio 2012 | Rispondi

          • Ehm … @Rory cara … Tu non eri ancora nata, quando intorno al ’66 @Maurizio ( un bellissimo … e dannato scavezzacollo, che piaceva non poco alle ragazze … ) inventò questa canzone tenera, insolita per il suo stile aggressivo e la sua tendenza alla diversità rimarcata anche nelle forme esteriori .
            A me giovanissimo e romantico, sebbene @Maurizio mi fosse assai antipatico e questo genere sentimentale mi fosse estraneo – all’ epoca, mi affascinavano già @Bob Dylan da una parte, e @Jacques Brel ( il più grande di tutti i poeti ‘cantanti’ … ) dall’ altra – questa canzone piacque tantissimo per ragioni che non saprei tuttora spiegare … e non l’ ho mai più dimenticata !
            Ed ancora oggi, non è piccola l’ emozione che mi induce il riascoltarla ….
            Grazie @Maria … un piccolo-grande bagliore gettato nella memoria ! 😀
            @Bruno …

            Commento di cavaliereerrante | 20 febbraio 2012 | Rispondi

  12. 😯

    Commento di cavaliereerrante | 19 febbraio 2012 | Rispondi

  13. Mi sono sorbita la tua lezioncina tributaria ma devo farti un piccolo appunto: in realtà il “canone Rai” (cosiddetto) è una tassa di possesso sul televisore e risale agli albori della Rai o giù di lì. Essendo all’epoca l’unico canale visibile, per logica (non si capisce quale) se tu compravi un televisore era per poter usufruire del servizio pubblico via etere, altrimenti che ci facevi?? Ma eran tempi in cui la Rai poteva fare il bello e il cattivo tempo. Col sopraggiungere delle tv commerciali, non solo il “canone Rai” non è stato tolto ma il nostro servizio pubblico ha pensato bene che non era bastante e ha cominciato a utilzzare anche introiti pubblicitari non indifferenti: tutti ‘sti soldi per propinarci schifezze di programmi il più delle volte imbavagliati! 🙂

    Commento di Rory | 19 febbraio 2012 | Rispondi

    • Se il canone rai fosse una tassa di possesso del televisore, si pagherebbe appunto sul televisore (o sui televisori) al momento dell’acquisto.
      Se fosse una tassa per accedere all’etere, dovrebbe essere incamerato dallo Stato e utilizzato appunto per investire sulla rete.
      In realtà, non si capisce bene cosa sia, ed è per questo che è suddiviso in due distinte voci, tanto per rendere le cose più semplici…
      😯
      Il canone rai assomiglia più che altro a una tassa in faviore del cosiddetto “servizio pubblico radiotelevisivo” e quindi la rai, che ne è concessionaria, dovrebbe operare senza pubblicità. Questo imporrebbe una cura dimagrante degli stipendi dei dirigenti e dei consulenti rai, ma mi sembrerebbe il problema minore…

      Commento di aquilanonvedente | 19 febbraio 2012 | Rispondi

  14. Prova a comprare un televisore e vedrai se non ti arriva subito il bollettino. Ma tu già lo paghi, ops…:-))
    E comunque è così. Fidati.
    Hai ragione che la rai non dovrebbe usufruire degli introiti pubblicitari e hai ragione anche sul fatto che il canone serve quasi del tutto a pagare i dirigenti, per cui alla fine, resta ben poco per produrre una programmazione degna di stare sul mercato e fare concorrenza alla concorrenza! 🙂
    La verità è che se non ci fossero quei 2/3 programmi e personaggi che “tirano, la Rai non se la filerebbe nessuno, neanche chi il canone lo paga! E’ per questo che son disposti a dare fior di quattrini a un Celentano o a un Benigni, perchè hanno paura di finire del tutto nel dimenticatoio. 🙂

    Commento di Rory | 19 febbraio 2012 | Rispondi

  15. Discorso che non fà una piega il tuo, @Aquilanonvedente ( ma anche “nonudente” … se ci propini ‘alla mutigna’ quell’ allegra brigata dei “@vernice da asciugare” … 😯 ), così come è giusto quello che aggiunge @Rory : a prescindere dalle patetiche e lacrimevoli predicazioni qualunquiste di @Celentano ( …. ma che grande @rocker è ancora …. tacci sua, è addirittura migliore di quand’ era giovane ), sono almeno vent’ anni che la RAI ci propina stupidaggini e volgarità, facendo una finta gara con le reti @mediaset a chi sia il peggiore, ma in realtà incassando e dividendosi, come i ladri il bottino, il pressochè totale mal tolto dei proventi pubblicitari !
    L’ unica soluzione, è che i politici ( “tutti” !!! ) si levino dalle balle dell’ azienda ( e nostre … ) con le loro squallide spartizioni, e che “quei” @dirigenti d’ azienda che dirigono 😯 la RAI …. vengano buttati fuori a calci in culo e riadibiti a pulire i cessi della stazione Termini, da cui un tempo, ahinoi, furono incautamente tolti dal solito padrino politico a cui serviva un lacchè !
    Tornando al “pezzo” ( che se fosse di piombo …. te lo tirerei in fronte … 😀 ) che ti piacque …. io, da @Cavaliereerrante non a digiuno della nostra storia, avrei … ehm … preferito “questo” !

    … tacci sua, @Elio ci aveva fatto a noi tutti, più che la foto, la radiografia !!! :mrgreen:
    @Bruno …

    Commento di cavaliereerrante | 19 febbraio 2012 | Rispondi

  16. Ho guardato tutto il Festival e non mi sono scandalizzata. Non so perchè…forse ho sviluppato una corazza!
    Intanto che aggiornavo e catalogavo le ultime Foto, mi sono incuriosita alle nuove proposte canore.
    Ormai non mi scandalizzo più di niente….e non mi faccio più sangue amaro.
    Forse è autodifesa o solo sopravvivenza.. Non so! Comunque credo che a questo mondo, tutti hanno diritto di essere
    quello che sono, anche la Belen. La nostra amata Italia….sprofonda nel ridicolo? Ormai siamo la barzeletta del mondo!
    Purtroppo, la Storia ci insegna, che tutto va e tutto ritorna.
    Io spero nel Professor Monti che…per incominciare, raccimola credibilità.

    Anch’io non volevo pagare il canone ma…la trasgressione fa male più a me!
    Quindi stò con Monti e sul suo Principio di equità. Poi vedrò!
    Intanto..le finestre sulle Pensioni, grazie al suo Governo, non ci sono più, così non sarò “derubata” di un anno di Pensione.
    E che dire di Celentano?….Lui….bisogna compatirlo….per tutto! Ma, secondo me, i suoi discorsi hanno senso.
    Ciao @Aquila!
    Nives

    Commento di nives1950 | 23 febbraio 2012 | Rispondi


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