Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Laura

Se ne sono ricordati qualche giorno fa, in occasione del suo settantesimo compleanno.

Laura Antonelli ha rappresentato la sintesi della donna dei sogni per quella generazione che era troppo giovane per entrare nei cinema che proiettavano Malizia e che lo hanno visto anni dopo, rimanendone incantati.

Una cosa ho sempre considerato particolarmente attraente di questa donna (lo dico anche se la cosa potrà suscitare ilarità): i capelli e la pettinatura (poi tutto il resto, ovviamente, che non era mica poca roba, perdinci!).

La vita per lei non è andata proprio come doveva, per colpa sua o di altri poco importa. Sta di fatto che rileggere di lei in questi giorni mi ha fatto fare un saltino all’indietro, agli anni della mia giovinezza.

E un saltino all’indietro, ogni tanto, aiuta ad andare avanti, no?

(Questo film è completamente diverso, ma…)

29 novembre 2011 Posted by | Ricordi, sogni | , | 9 commenti

Aborto e obiezione di coscienza

Mi è capitato in mano oggi un articolo di giornale di qualche settimana fa, in occasione del convegno nazionale tenutosi a Roma della LAIGA (Libera associazione italiana ginecologi per l’applicazione della legge 194).

Pare che in Italia oltre il 70% dei ginecologi si dichiari obiettore di coscienza e pertanto, se prosegue questo trend, l’applicazione della legge 194 (“Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza“, la legge sull’aborto, come viene volgarmente definita), già oggi difficile, verrà seriamente messa in discussione. Pare che i medici non obiettori siano emarginati, penalizzati nella carriera, guardati in cagnesco dai colleghi.

Ora, non intendo certo aprire una discussione sull’aborto, sul dramma che rappresenta per la donna, sull’efficacia della legge 194 e via dicendo.

Intendo soltanto notare che qualificare come omicidio, in base a un convincimento religioso, un’attività consentita (a determinate condizioni) dallo Stato e quindi essere autorizzati a non esercitarla, mi sembra una pura follia.

Un medico non vuole esercitare una determinata attività? Cambi mestiere.

Sarebbe come se un tabaccaio si rifiutasse di vendere le sigarette, pretendendo di mantenere la propria privativa.

E’ uno dei casi nei quali lo Stato si ritira, con la coda tra le gambe, di fronte a un bislacco modo di intendere la religione.

Ma forse il difetto sta proprio in quest’ultima…

26 novembre 2011 Posted by | Questa poi..., Religione | , | 105 commenti

Regola d’oro

Quando ti viene in mente di fare una cosa strana, fermati.

Pensaci.

Valuta le cause.

Dopo, le conseguenze.

Poi non farla.

22 novembre 2011 Posted by | Un po' di me | | 44 commenti

In bicicletta…

E’ bello andare in bicicletta quando si è bambini.

Si segue il padre, che traccia la strada, schivando i pericoli.

Poi si suda insieme agli amici, alla ricerca di mete inesplorate.

Poi viene il tempo nel quale si pedala accanto a un’altra persona, avviati sulla stessa strada.

Poi arriva il momento di montare un seggiolino sulla propria bicicletta, fin quando arriva il proprio turno di tracciare la strada.

A volte bisogna anche pedalare da soli.

L’importante è sapere dove andare.

(pensieri da sabato sera…)

20 novembre 2011 Posted by | Pensieri disarcionati | | 16 commenti

Il blocco dello scrittore

Molti pensano che il blocco dello scrittore sia chissà cosa.

E’ soltanto un grumo di tristezza un po’ più coriaceo del solito.

Bisogna sapere come scioglierlo…

14 novembre 2011 Posted by | Storie ordinarie | 23 commenti

Però…

Credo che siano ormai mesi che non mi lamento più su questo blog.

E’ che ci sono in giro già così tanti casini, che non mi pare opportuno aggiungere anche i miei.

E poi ho bisogno delle mie energie per fare qualcosa di più produttivo.

Però… le cose storte non si possono raddrizzare (oltre un certo limite).

P.S.: ieri sono andato alla presentazione di questo libro. Ne parlerò – ovviamente – dopo averlo letto.

Per intanto c’ho la dedica dell’autrice!

12 novembre 2011 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 34 commenti

Censura!

Forse non tutti lo sanno, ma oggi è accaduta una cosa gravissima.

La caduta a scoppio ritardato del grande puttaniere, che non è riuscito a comprarsi una decina di deputati?

No, peggio.

Lo spread (che non è un succo di frutta) tra i titoli di stato italiani e quelli della culona che ha toccato il massimo storico?

No, molto peggio.

E’ successo che sono stato censurato.

Ma che dico censurato. Peggio. Imbavagliato, rimproverato, espurgato, tagliato, rimproverato, fustigato, strigliato e chi più ne ha più ne metta.

Un mio innocente, candido, immacolato, virtuoso commento su un blog è stato eliminato con un’azione da tabula rasa che al confronto i bombardamenti NATO in Afghanistan sono praticamente delle grattatine sulla schiena.

Che ho fatto?

Beh, avevo semplicemente pensato di accompagnare il mio commento con un link a una innocua immagine natalizia, che nello specifico sarebbesi questa qua sottostante:

Ora, come puotesi agevolmente vedere, trattasi di immagine del tutto innocente, che potrebbe benissimo essere la copertina di un quaderno scolastico, di una povera ragazza che, per sbarcare il lunario, approfitta delle prossime feste per un lavoretto a tempo determinato di babba natalia.

La poverina si vede chiaramente che è a disagio in questa veste. Si vede che tenta malamente di nascondere la cellulite. Si vede che non ha nemmeno avuto tempo di farsi la permanente.

E poi, diciamocelo chiaramente: quale buon padre di famiglia non vorrebbe trovarsi sotto l’albero (l’albero…) una babba natalia simile, con un pacco di regali per i propri pargoli? Eh?

Ecco, io invece sono stato soppresso, azzerato, spento, con un’azione degna dei peggiori talebani.

Poveri noi…

P.S.: non ho mica capito se il grande puttaniere si è dimesso oppure no. Credo che non lo abbia capito nessuno. Conoscendolo, vi fidereste voi?

8 novembre 2011 Posted by | Pensieri disarcionati, Sani principi | , | 58 commenti

Chiedo il minimo: non essere preso per i fondelli

E ammetterete che ho usato un notevole feirplei

A cosa mi riferisco? Alla nostra disastrosa situazione politica, ovviamente. Perché fare politica è un po’ come andare in bicicletta: una volta che hai imparato, è per sempre e il fiuto per le prese per il culo rimane (il feirplei è durato pochino…).

Allora, facciamo il punto: Berlusconi è finito? Può darsi, fosse per me sarebbe finito già da anni, ma tant’è. Quello di cui non sono convinto è che sia finito anche il berlusconismo.

Se questo è vero, occorre fare quello che si fa in tutti i paesi seri: andare alle elezioni. Se è vero che siamo in una situazione di emergenza, adottiamo soluzioni d’emergenza: si vada a votare fra un paio di mesi, all’inizio di gennaio. Due mesi sono più che sufficienti per preparare le elezioni, non c’è bisogno di aspettare sei mesi, un anno o un anno e mezzo.

Se è vero che siamo in una situazione di emergenza, per affrontarla la politica deve avere il sostegno della gente. E il sostegno si misura soltanto con il voto: chi vince ce l’ha, chi perde no.

Si dice: ma siamo in emergenza e quindi serve un governo di emergenza.

Va bene, se serve lo si faccia pure, ma soltanto dopo che sono state indette le elezioni a gennaio, per il tempo necessario per evitare che il puttaniere faccia altri danni. Non un giorno di più.

Si dice: dobbiamo fare decantare la situazione con un governo tecnico.

Cioè, fatemi capire. Allora la politica scende in campo soltanto quando le cose vanno bene? E’ come se il vostro meccanico vi dicesse: portami l’automobile solo se funzione. Se si rompe, non portarla da me.

“E che devo fare se si rompe?” gli chiedereste voi.

E quello alza le spalle: “Boh… – vi risponde – magari chiama il concessionario, così la butti e ne compri una nuova.”

Ecco, noi siamo nelle stesse condizioni: c’abbiamo dei politici che nel momento di difficoltà di tirano indietro, salvo poi lamentarsi che la gente si allontana dalla politica.

Pazzesco…

La realtà è molto più semplice: l’opposizione non è in grado di mettere in piedi un’alternativa a questo governo da operetta. Spera di prendere tempo affidando a qualche tecnico il compito di togliergli le castagne dal fuoco. Il quale tecnico, però, dovrà andare in Parlamento a trovare i voti per fare quello che deve.

Cioè, quello stesso Parlamento di nominati, di inquisiti, di incollati alla poltrona, da un momento all’altro dovrebbe diventare responsabile e appoggiare, senza nulla pretendere in cambio, un governo tecnico che faccia quello che i politici non sono in grado di fare?

Ecco, questa chiamasi presa per i fondelli e questo avrebbe risposto un grande.

7 novembre 2011 Posted by | Politica | , | 27 commenti

Breve divagazione sulla virgola

I linguisti (che sono quelli che studiano la lingua italiana, la grammatica, la sintassi, la profilassi, ecc., e non pornoattori, come potrebbe pensare qualche maliziosa lettrice di questo blog), sostengono che la virgola non ha soltanto la funzione di inserire una pausa nella lettura.

La virgola può anche servire, tra le tante altre cose, per sciogliere ambiguità di senso.

Per esempio, se scrivo: “Facciamo le parti: Giovanni, Francesco, Anna e Paola” non è chiaro se voglio fare quattro parti oppure tre (una per Anna e Paola).

Se voglio specificare, senza ombra di dubbio, di voler fare quattro parti, dovrei scrivere: “Facciamo le parti: Giovanni, Francesco, Anna, e Paola” devo cioè inserire la virgola prima della “e”.

In questo caso la virgola ha una funzione disambinguante, cioè risolve una ambiguità del testo. E’ ovvio che la regola che la virgola non si mette prima della “e” non esiste.

Mi sembrava opportuno chiarire questa cosa, non soltanto per elevare un po’ il tono culturale del blog (e dei suoi frequentatori), ma anche per fornire una piccola certezza di vita in questo periodo di crisi economica (anche una virgola sarebbe meglio del nostro attuale presidente del consiglio).

2 novembre 2011 Posted by | Manate di erudizione | | 33 commenti

Una tragedia?

Non sono un esperto di politica internazionale (per quanto sia molto più interessante di quella di casa nostra), pertanto è forse per questo che non riesco a capire perché l’adesione della Palestina all’UNESCO sia considerata dal governo israeliano “una tragedia”. E soprattutto non riesco a capire perché una delle risposte del governo israeliano sia l’intensificarsi degli insediamenti in Cisgiordania.

“Tragedie” sono ben altre. Tragedia è stata quella dell’olocausto. Tragedie sono le guerre, i morti per fame, i disastri naturali aggravati dall’incuria dell’uomo. Questa può essere una decisione giusta o sbagliata, ma definirla “una tragedia” mi sembra francamente esagerato.

Ho l’impressione che vi siano dei governi che per sopravvivere abbiano bisogno di guerre continue e che quello israeliano e palestinese appartengano a questa categoria. A farne le spese, ovviamente, è sempre la povera gente.

P.S.: è novembre. E’ iniziato il penultimo mese dell’anno. Fra poco è Natale.

PP.SS. a grande richiesta:

:mrgreen:

BUON NATALE!

1 novembre 2011 Posted by | Politica, Storie ordinarie | | 34 commenti