Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Barcollo ma non mollo

Gli esperti sono ancora divisi circa le ragioni per cui a volte si barcolla un po’.

Alcuni dicono che sia per l’alimentazione: eccesso di proteine da fagioli, per esempio.

Altri sostengono che sia per la crisi economica: uno sente le notizie sulla Grecia e poi ripensa ad altro.

Altri ancora ritengono che la colpa sia di una valvolina che starebbe nel torace, sulla sinistra e che ogni tanto dovrebbe essere scrollata un po’.

In ogni caso, tutti gli esperti concordano sul fatto che il barcollamento non può durare più di 48 ore, oltre le quali potrebbe diventare pericoloso ed esigere interventi più radicali.

Il mio in genere passa entro 24 ore. Basta che sposti il baricentro dei ricordi e passa subito.

E si prosegue…

28 ottobre 2011 Posted by | Musica, Pensieri disarcionati, Ricordi, Smancerie pseudo-sentimentali, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , , | 23 commenti

Come si cambia…

Io non lo so se i cosiddetti NO-TAV c’abbiano ragione oppure no.

Quello che so, è che gli altri sparano talmente tante cazzate,

che ho il sospetto che siano loro ad avere torto.

Aquila – domenica 23/10/2011, ore dieci di sera circa.

Questo è quello che ho pensato ieri sera, vedendo Sergio Cofferati su La7 a parlare della costruzione del tratto di alta velocità in Val di Susa.

Avevo e ho rispetto e ammirazione per “il cinese”, ma sentendolo ieri sera ho pensato: “Mamma mia, come si cambia…”

Cofferati, in sostanza, ha detto che per risolvere il problema dei disoccupati e precari bisogna incentivare lo sviluppo. Già qui sarebbe stato opportuno chiedergli “quale tipo di sviluppo“, ma soprassediamo. Ha quindi detto che opere infrastrutturali come quella prevista in Val di Susa vanno in questa direzione, perché “gli uomini devono viaggiare più veloci“, aggiungendo, se non ricordo male, che queste sono le regole.

Bene, Sergio, ti prendo in parola: gli uomini devono viaggiare più veloci.

Ma quali uomini?

I pendolari che impiegano tre-quattro ore al giorno per andare e tornare dal lavoro. Pensa se dimezzassimo i loro tempi di viaggio! Tornerebbero a casa prima, starebbero più tempo in famiglia, oppure avrebbero molto più tempo libero a disposizione, sarebbero meno stressati. Pensa te quale indotto di felicità metteremmo in campo.

Oppure quelli che vanno a lavorare in auto, sprecano tempo e benzina in coda, sono a rischio incidenti, arrivano al lavoro o tornano a casa super incazzati. Pensa se questi qua avessero a disposizione mezzi pubblici con tempi di viaggio ragionevoli, quanta felicità pure loro metterebbero in circolo nella società.

Tonnellate e tonnellate di maggiore serenità si riverserebbero sulle nostre città, sui nostri paesi, nelle nostre case.

E anche chi alla fine fosse costretto ad andare a lavorare in auto, lo farebbe con maggiore tranquillità e con tempi di persorrenza minori. E poi ci sarebbero quelli che andrebbero in bicicletta, perché le strade sarebbero più sicure. E le città sarebbero meno inquinate, forse si eviterebbero i blocchi al traffico.

Insomma, soltanto con questa cosa metteremmo in circolo talmente tante novità positive, che poi forse la gente si accorgerebbe che sarebbe meglio andare avanti su questa strada, e allora invece di chiedere la costruzione di super strade, super ponti, super tangenziali, chiederebbero di spendere i soldi per parchi, giardini, strutture sportive, e poi magari per strutture sanitarie e assistenziali, scuole, asili.

Insomma Sergio, per qualcuno forse sarebbe una vera e propria catastrofe, no? Per quelli che vivono sulle nostre perenni incazzature, sulla nostra fretta, sul nostro spreco di risorse. Per molti altri invece no, sarebbe una vera e propria manna. Le cose positive si diffonderebbero come virus, non si fermerebbero più, perché la gente – almeno la maggioranza – non è masochista e capisce cosa è meglio e se gli fai fare uno sforzo, capisce anche che rinunciando a qualcosina adesso, puoi avere enormi vantaggi dopo. Sempre che quelli del “dopo” non siano politici come te, ovviamente. Devono essere credibili, altrimenti vengono mandati affanculo.

Questo mi aspettavo che dicessi ieri sera Sergio. Che dicessi qualcosa di nuovo e di diverso. Qualcosa che prima ancora di essere di destra o di sinistra, fosse semplicemente migliore. Perché è questo che bisogna mettere in campo. Qualcosa che possa darci una speranza, un obiettivo più interessante rispetto a quello di vedere un carciofo rumeno transitare in treno a 300 chilometri orari.

Ma, come ho detto prima, come si cambia…

P.S.: mi sa che deve scendere in campo Bibùlo… :mrgreen:

24 ottobre 2011 Posted by | Pensieri disarcionati, Politica, Questa poi..., Storie ordinarie | , , | 40 commenti

Eccolo qui l’indignato!

Roma, arrestato il ragazzo dell’estintore. “Sono pentito, ma non un black bloc”

È stato identificato dal tatuaggio sul corpo. Soprannominato “er pelliccia”, si è difeso sostenendo che stava tentando di spegnere un incendio. E’ accusato di resistenza pluriaggravata. I genitori avrebbero collaborato con la polizia

 (ansa)

ROMA – E’ lui il ragazzo dell’estintore: un giovane studente romano di 24 anni, identificato e fermato dagli agenti della Digos, perché ritenuto tra i responsabili dei disordini avvenuti sabato scorso a Roma durante il corteo degli Indignati. Fabrizio Filippi, che ha alcuni precedenti per stupefacenti ed è noto con il soprannome di “er pelliccia”, è stato fermato sotto casa dagli agenti.

“Sono pentito ma non sono un black-bloc. Probabilmente mi sono lasciato trascinare dagli avvenimenti”. È il commento di Filippi, come riferito dal padre, dopo l’arresto. 

Figlio di impiegati, vive a Bassano Romano con la famiglia e frequenta l’università privata Marconi di via Plinio, al primo anno di Psicologia. Alle indagini avrebbero collaborato attivamente i genitori dopo averlo riconosciuto dai tanti scatti di quel gesto e avrebbero aiutato la polizia. Il padre ha parlato con Radio Capital: “Siamo sconvolti, in stato confusionale, non sapevamo nemmeno che fosse andato alla manifestazione”.

Insomma, praticamente questo sarebbe uno degli “indignati” ai quali noi dovremmo affidare la protesta contro questo modo criminale di gestire la crisi economica. Non è un blecbloc, dice lui e ci credo: troppo imbecille per esserlo. E’ semplicemente uno da mandare a lavorare in mezzo ai campi: vorrei vederlo a prendere con due mani una bella badilata di merda di vacca e spanderla sul terreno. E’ uno che quando torna dai campi dovrebbe essere messo a pulirsi il cesso, poi a farsi da mangiare e poi da spedire a letto con un calcio in culo.

Ecco.

18 ottobre 2011 Posted by | Politica | | 32 commenti

Evvvvvvvaiiiiiiiiiiii !

😛

Il cerchio capovolto

😛

15 ottobre 2011 Posted by | Libri | | 22 commenti

S’i fossi foco…

S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo;
s’i fosse vento, lo tempestarei;
s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i fosse Dio, mandereil’ en profondo;
s’i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s’i fosse ‘mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S’i fosse morte, andarei a mi’ padre;
s’i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi’ madre.
Si fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.

S’i avessi più voglia di lavorare

e le fanciulle mi lasciassero stare,

già il libro finito potrei stampare…

:mrgreen:

13 ottobre 2011 Posted by | Un po' di me | | 26 commenti

Prospettive generazionali

“Papà, la doccia la faccio da sola, anche i capelli. Tu devi solo spruzzarmi il balsamo. Vattene via!

“Ok, me ne vado. Meglio così. Ma che è tutta ‘sta voglia di fare da sola?”

Ormai sono un’adolescente e non posso mostrare le mie parti intime!

😯  😯  😯

(Ormai ce n’è una nuova tutti i giorni…)

Manhattan Transfer – Soul Food To Go (LIVE, alla facciaccia vostra…)

11 ottobre 2011 Posted by | Storie ordinarie | , | 22 commenti

Prospettive di vita futura

“Papà, per tornare a casa percorriamo tutto il corso, dall’inizio alla fine?”

“Ancora? Ma l’avremo fatto dieci volte, oggi!”

“Sì, ancora, perché il nostro è il paese più bello del mondo. Io abiterò qui per tutta la vita e quando sarai vecchio ti comprerò i pannoloni!

😯  😯

“A parte il fatto che non ho capito bene il collegamento tra i due ragionamenti, devi sapere che quando sarò vecchio io abiterò a Honolulu, farò surf sulle onde dell’oceano pacifico e avrò una badante come Pamela!”

8 ottobre 2011 Posted by | Storie ordinarie | , | 33 commenti

Ciao, Steve

7 ottobre 2011 Posted by | Storie ordinarie | , | 2 commenti

Le donne e le scarpe

Questo credo che l’abbia scritto (o detto) la Littizzetto.

Avendo una figlia di nove anni che ha già più che ampiamente mostrato una tendenza scarpifera oltre a ogni immaginabile immaginazione, posso giurare che è vero!

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Volete sapere il segreto per conquistare una donna? Niente fiori ne opere di bene. SCARPE. Occupatevi dei suoi piedi e lei si occuperà del vostro cuore.

Ma quali fasci di rose rosse, ma quali bouquet di mammole?! Date retta a me: mazzi di scarpe. Questo è il desiderio inconfessabile di ogni femmina. Vedersi recapitare a casa dall’Interscarpa un’enorme fascina di scarpe miste. Stivali a mezza coscia sul fondo per sostenere il mazzo e sul davanti sandali, décolleté dal tacco audace, zatteroni, anfibi, college, pantofole pelose a muso di topo e ciabattine argentate con tanto di piume di colibrì. Il tutto mescolato a infradito miste. E lì, pinzato sulla fibbia dell’ultimo sandalo, un bigliettino: «Seguimi».

Costoso? Giusto un pelo. Ma si va sul sicuro. E poi le scarpe non appassiscono. E tendenzialmente le donne le buttano a fatica. Sono monumenti del tempo, ricordi di strade, memorie di cammini passati. Vanno tenute. A costo di scialacquare interi stipendi in scarpiere. D’altronde siamo figlie di Afrodite, la dea dell’amore che viaggiava nuda come un verme, ma con i sandali ai piedi. E poi si sa: una scarpa può cambiare una vita. E Cenerentola lo insegna. Per non parlare degli stivali del Gatto dagli stivali, ovviamente…

Comunque le donne non comprano le scarpe per necessità, visto l’esubero costante. Il loro è un piacere, un gusto perverso, un bisogno impellente a cui è difficile sottrarsi. Un’urgenza, insomma, tipo la pipì che anche se ti sforzi non te la puoi tenere. Come si fa a resistere a un tacco a spillo? Metti che lui dopo cena, in preda alle fregole, voglia bere lo champagne dalla tua scarpa. Puoi mica dargli un anfibio… devi avere per forza il décolleté da grande soirée, che calza comodo come un guanto. Da pugile. Dicono che l’incremento della sporgenza dei glutei in una donna che indossa tacchi alti è di circa il venticinque per cento. Secondo me si può fare di più. Con un bei paio di tacchi a gradino ti viene un fondoschiena da permesso edilizio.

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Questa estate inopinatamente prolungatasi nell’autunno mi mette addosso un po’ di nostalgia…

5 ottobre 2011 Posted by | Questa poi... | | 14 commenti

E Meredith?

Chi l’ha uccisa insieme al nero Rudy, brutto, sporco e cattivo?

Ma l’hanno poi uccisa Meredith Kercher?

E se si fosse suicidata?

E se fosse stata lei a tentare di uccidere gli altri, a farsi male e morire?

E poi, diciamocela tutta, siamo proprio sicuri che Meredith sia morta? Che perizie sono state fatte al riguardo? E se avesse finto tutto questo tempo?

Perché se c’è una certezza nel sistema giudiziario italiano è che se sei ricco (e anche bello, che non guasta mai), puoi anche dimostrare che nello stesso momento eri in due posti diversi e se ti hanno condannato oggi, stai sicuro che domani ti assolveranno.

Fossi cattivo, direi che i magistrati italiani se non hanno in mano almeno un paio di tonnellate di intercettazioni telefoniche, possono anche farsi una pippa.

E la povera Meredith, dato che era morta (o almeno tale pareva…) non poteva telefonare…

4 ottobre 2011 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie | , | 14 commenti