Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

La ragazza perduta

Questo non è un libro da leggere in aeroporto.

Soprattutto se avete appena visto sul tabellone che il vostro volo partirà due ore dopo l’orario previsto – al quale poi si aggiungeranno altre due ore di ritardo – e voi pensate: “C’ho ‘sto raccontino nella valigia. Vediamo un po’…”.

Questo è un libro da leggere con calma e tranquillità, ideale in un torrido sabato augusteo come questo, con il climatizzatore che svolge degnamente il ruolo per il quale fu creato.

E poi questo è un libro da leggere con la matita in mano, per sottolineare, evidenziare frasi, passaggi.

I libri che affronto con la penna o l’evidenziatore – giallo o verde, a volte rosa – in mano, sono quelli che servono a me.

I libri che affronto con la matita, invece, sono quelli destinati – in futuro – agli altri, affinché possano condividere le mie annotazioni, ma possano anche cancellarle, modificarle, integrarle. La matita lascia segni più lievi, a volte sfumati, destinati forse a scomparire con il tempo, come del resto anche noi.

Quando parliamo di un libro, non parliamo mai del libro, ma di quello che il libro ha suscitato in noi; delle emozioni, sensazioni, a volte anche dei turbamenti. Soltanto gli sciocchi e i critici riescono a estraniarsi e a parlare soltanto del libro. E infatti i primi e spesso anche i secondi scrivono enormi sciocchezze.

E’ un racconto questo, forse una novella?

Un regalo; il regalo di un marito “quasi vecchio” alla moglie che lo accusa di non amarla più. Un ricordo sul loro incontro, sulla nascita del loro amore. Una storia pervasa da una leggera malinconia, ma di quelle talmente leggere che alla fine ti lasciano con un sorriso sulle labbra.

Francamente non pensavo di trovarmi di fronte a un tale piccolo capolavoro.

Che posso dire? Mi sono quasi innamorato anch’io della piccola Zezi (e detto da me è tutto dire…), delle sue provocazioni, delle sue finte sfrenatezze, della sua ingenuità e anche – direi soprattutto – della sua reazione finale nei confronti del marito-autore.

Una piccola grande storia da leggere, da assaporare nella scrittura raffinata ma non stucchevole. E che fa sorgere spontanea una carezza alla piccola Zezi, che immagino ancora imbronciata con il marito.

20 agosto 2011 Posted by | Libri | | 16 commenti