Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

I ragazzi della parrocchia

Ieri pomeriggio, mentre la piccola assisteva ai giochi popolari organizzati per la festa di San Rocco, io osservavo i ragazzi della parrocchia (rectius: i ragazzi della parrocchia del mio paese).

Era da tanto che non assistevo ai tradizionali giochi popolari che un tempo spopolavano nelle feste di paese: la gara a chi mangia più spaghetti, la corsa con le balle di fieno, la cattura del pesce in piscina, la cuccagna…. Spesso nelle feste di paese vengono importati anonimi luna park che, a volte, provocano anche qualche tragedia.

Mi veniva spontaneo confrontare la festa del santo patrono del paese con questa.

Nella prima vi è una sfilza di bancarelle simili a tutte le altre feste, che vendono cose sempre uguali a sé stesse, con l’immancabile luna park e le immancabili serate danzanti.

Nella seconda c’é lo stand gastronomico (du iu rimember le feste de l’Unità?), il banco di beneficenza (dove la piccola ha immerso le manine nella boccia con i biglietti e ti ringraziano dopo che hai pescato), i giochi popolari, la musica non assordante, il banchetto dei libri (du iu rimember le feste de l’Unità?) e quello del mercato equo solidale, la processione, la messa, il pomeriggio di festa per gli ospiti della casa di riposo. E giovani, tanti giovani.

E proprio questi ultimi osservavo ieri: i ragazzi della parrocchia.

I ragazzi della parrocchia che portano i piatti dalla cucina sono un po’ impacciati, forse non organizzati alla perfezione macchissenefrega, non devono mica quotarsi in borsa. La varietà del menù non è eccessiva, ma chi vuole cose strane se ne può andare al ristorante, qui si viene per stare insieme e mettere sotto ai denti qualcosa di buono che non costa nemmeno tanto caro (abbiamo cenato in cinque con 38 euro, acqua e vino compreso. La bottiglia del vino locale veniva venduto allo stesso prezzo del supermercato).

I ragazzi della parrocchia sono tutti belli. Chi è un po’ meno bello è simpatico. Poi c’è chi è tutt’e due le cose. Sono moderatamente abbronzati e non hanno tatuaggi. Eccezionalmente li vedi con il telefonino in mano. Le ragazze si vede che fanno attività sportiva. Se tra loro c’è qualche flirt (e ci sarà sicuramente), non lo danno a vedere.

I ragazzi della parrocchia sono tutti italiani. Non ho detto che sono tutti bianchi, ho detto che sono tutti italiani: qualcuno è nero, frutto di adozioni internazionali in tempi non sospetti. Sarei curioso di sapere cosa ne pensano degli altri, che rapporti hanno con loro.

I ragazzi della parrocchia non ostentano vestiti firmati e non li vedo ciondolare in giro per gli eppiauar. Mi ricordano quelle ricche famiglie di un tempo, che tenevano i figli a stecchetto perché dovevano imparare il senso dell’importanza del denaro, proprio come i loro amici meno fortunati.

I ragazzi della parrocchia non hanno l’aria di chi sniffa, beve, fuma, fa le ore piccole in discoteca e poi si lancia in autostrada a duecento all’ora. Ma hanno l’aria divertita comunque e a ferragosto se ne stavano in paese in tanti.

I ragazzi della parrocchia sono in gran parte nati dopo il crollo del muro di Berlino, dopo il crollo della DC, erano bambini quando sono crollate le torri gemelle e vivono nel periodo del crollo delle borse. Chissà perché nel nostro mondo deve sempre crollare qualcosa… E quando costruiamo, facciamo danni…

Forse i ragazzi della parrocchia non devasterebbero una parte del Piemonte per fare arrivare le merci due ore prima a Lione (ha scritto bene qualcuno: “per arrivare due ore prima, basta partire due ore prima“). Forse non costruirebbero nemmeno il ponte sullo stretto di Messina.

Superata la soglia dei cinquant’anni, è aumentata la mia intolleranza (o vera e propria allergia?) nei confronti di un sistema di vita “da copertina”, come se fossimo tutti sulle pagine di TV Sorrisi e Canzoni o dietro alle telecamere di Rete4.

E dopo questo post che mi farà perdere un sacco di posizioni nella classifica dei comunisti mangiapreti (dovrò darmi daffare per tornare in una posizione decente, lo so…), me ne torno al mio daffare, che non è un malaffare, ma soltanto una grande rottura di… palle (non fa rima, lo so, ma fa lo stesso…).

Saluti a tutt quant!

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16 agosto 2011 - Posted by | Sani principi, Storie ordinarie | , ,

23 commenti »

  1. insomma sempre col pnte sullo stretto te la prendi :mrgreen:

    Commento di anto | 16 agosto 2011 | Rispondi

    • Sì, perché se è “stretto”, non capisco a cosa serva un ponte. Semmai se fosse “largo”… 😯

      Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2011 | Rispondi

  2. Sarà che ho raggiunto i 50 anche io, ma sono affetta da un’allergia molto simile alla tua. Solo che non riguarda solo i ragazzi. Forse a loro qualche peccato di vanità potrei anche farglielo passare, vista l’età. Chi mi fa venire l’orticaria sono gli adulti, spesso miei coetanei. A volte guardo anche i colleghi sbigottita. Sia chiaro: in ufficio si va vestiti in modo decente e consono, non da spiaggia. Però… un continuo voler apparire e voler sfoggiare, mai mettere due volte lo stesso vestito. Io mi domando come diavolo facciano a trovare i soldi per comprare tutta quella roba, per lo più firmata. Per andare dal parrucchiere tutte le settimane, per avere un tenore di vita così alto. Macchina nuova e costosa, smartphone ultima generazione, vacanza di qua, vacanza di là….
    Ringrazio la mia famiglia che mi ha dato una certa educazione e pertanto ho la fortuna di non dare peso a certe cose. Le cose “belle” mi piacciono, sia chiaro. Ma so, credo di saper dare, il giusto peso alle cose. E non giudico le persone dal tenore di vita che ti sbattono in faccia o dalla marca dei jeans.

    Commento di maria | 16 agosto 2011 | Rispondi

    • Effettivamente osservando alcuni genitori, mi chiedo come possano mai crescere diversamente i figli…

      Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2011 | Rispondi

      • Esatto. Noi siamo l’esempio per i nostri figli, nel bene e nel male.
        Non dico tutto, ma molto dipende dall’educazione che gli diamo e dall’esempio quotidiano.

        Commento di maria | 17 agosto 2011 | Rispondi

  3. uhh.. stai acca’ pure te??
    e quale sarebbe il tuo daffare??
    e non hai detto oltre te e la piccolina (che ormai tanto piccolina non è più..lo sai? ) chi c’era per farvi arrivare a cenare in 5.. ti ha già presentato fidanzato e suoceri?

    Commento di 1,2,3stella | 16 agosto 2011 | Rispondi

    • Gli altri tre erano suore, ovviamente. Del famoso ordine delle partenopee smutandate. Pare abbiano anche dato una mano al poliziotto a diventare sindaco di Napoli… 😎

      Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2011 | Rispondi

  4. Guarda caso, @Aquilaparrocchieggiante, anche io ero, l’ altra sera partecipavo ad un Festival dell’ Unità che il PD di Anzio ha voluto far svolgere in un quartiere difficile di Lavinio, “lo Zodiaco”, accanto ad una comunità “onlus” ( la “Ponteponente” che un mio amico Insegnante sta portando avanti come “pizzeria e bar” facendoci lavorare “ragazzi down o con seri problemi” come camerieri, pizzaioli e baristi, che – col sostegno dei genitori – si stanno creando un futuro di lavoro, “con grandi sacrifici di tutti” ma realizzabile ! ), e dando sostegno alle volontarie dell’ A.N.D.O.S. ( Associazione Nazionale Donne Operate al Seno ), fra cui mia Moglie che è sana ( fortunata lei ), ma che da sempre attua questo tipo di volontariato a favore delle Donne colpite, per la raccolta firme “trasversale” da presentare a Renata Polverini, il Presidente della Regione Lazio ( che mal consigliata da “sumari che di Sanità non capiscono un acca”, da gennaio ha cassato 6 posti letto per malati oncologici del territorio, pur essendo stato questo reparto dell’ Ospedale locale organizzato dalle Donne stesse, con l’ acquisto perfino del macchinario sanitario e con l’ aiuto di pochi e coraggiosi Medici specialistici pure volontari ), per convincerla o costringerla a revocare il suo decreto !
    Beh, ti assicuro che, non ostanti le problematiche tragiche, anche qui si è respirata un’ aria serena e paesana, una aria d’ affetto e comprensione, e soprattutto ho potuto ascoltare il Dr. Stefano Fassina ( membro della Direzione Nazionale del PD ), un quarantenne umile e pacato, ma straordinariamente capace di parlare, finalmente, di politica vera “da sinistra”, e senza i carismi di bandiere rosse nostalgiche al vento, tanto belle da vedersi quanto inutili in un mondo globalizzato ed in cui ( anche se non ne parla nessuno ) da almeno ventanni è intervenuta massicciamente una “rivoluzione tecnologica” che ha mutato la storia del proletariato !
    Se hai occasione di sentire questo modesto “economista” su Youtube, valuta le sue riflessioni … capirai che la politica, quando si esce dal ladrocinio, dai luoghi comuni “anche di sinistra” e dalle nostalgie del bel tempo che fù, paga ancora ed appassiona anche i giovani !

    Commento di cavaliereerrante | 16 agosto 2011 | Rispondi

    • Lo farò, Ser@Bruno. E complimenti alla moglie per la sacrosanta battaglia.

      Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2011 | Rispondi

  5. Anch’io penso che la parrocchia sia rimasto uno degli ultimi “ambienti sani” dove i giovani possono crescere e svilupparsi con idee e principi diversi da quelli proposti in questi ultimi anni dalle tv e dai giornali patinati; salvo, poi, a volte scoprire che sotto la cenere cova qualche…disturbo! Ma questo forse è fisiologico. Io sono cresciuta in parrocchia e pur avendo modificato molte delle mie posizioni da adulta, comunque a volte in qualche modo ho nostalgia di quel periodo e di questo tipo di feste… è stato piacevole “riviverlo” con la lettura del tuo articolo

    Commento di lisboantigua | 17 agosto 2011 | Rispondi

    • Io invece non sono cresciuto in parrocchia, cioè solo il minimo per prendere i sacramenti, ecco.
      Sì, è vero che una volta mi ero messo in testa di fare il corso di formazione per chierichetto, ma poi sono rinsavito subito.
      Nella Chiesa ci sono molti “disturbi”, più si sale e peggio è. Ma forse in basso qualcosa di buono è rimasto…

      Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2011 | Rispondi

  6. La penso esattamente come te, vedere certa bella gioventù, certa gioventù sana, allarga il cuore.

    Ricordi i papaboys? Che bella cosa vedere Roma invasa da quei giovani puliti, profumati, sorridenti, ordinata, che grande gioia! Invasioni che non generavano certo paura…

    Certo, la gioventù sana non c’è solo in parrocchia (come, purtroppo, il contrario), e i giovani pieni di entusiasmo e voglia di fare, i giovani costruttivi, i giovani che non bruciano la vita, penso illuminino la speranza di molti adulti, come me, te, etc., che in questo mondo ci vogliono ancora credere.

    Commento di Ifigenia | 17 agosto 2011 | Rispondi

    • Quello che mi dà più fastidio è che per essere “sani, costruttivi, ecc.” bisogna lottare “contro” chi a tutti i giorni e le ore ti spinge verso la direzione opposta. basterebbe tarpare le ali a questi ultimi e metà del lavoro sarebbe già fatto.

      Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2011 | Rispondi

      • Le ali degli adulti sono spesso già tarpate, ed è forse per rivalsa che le vogliono tarpare ai giovani, per dimostrare che non è vero che hanno fallito, e che il mondo è davvero lurido e spento come lo vedono loro.

        Commento di Ifigenia | 17 agosto 2011 | Rispondi

        • Ottima osservazione. Se tu fosti (o fossi? o fot… ehm… no, quello no 😳 ) anche capace di cucinare, potrei anche sbilanciarmi… 😉

          Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2011 | Rispondi

          • Sbilanciati, sbilanciati (a costo di fare un corso accelerato 😉 ).

            Ma che significa: “No, quello no”?

            Commento di Ifigenia | 17 agosto 2011 | Rispondi

            • No niente… era una voce di un altro verbo, ecco… 😳
              (però, a pensarci bene… 😀 )

              Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2011 | Rispondi

              • E’ che io sono ingenua, non ho proprio capito…. magari spiegarmelo, fare qualche esempio, aiutarsi, che ne so, con qualche illustrazione… 😆

                Commento di Ifigenia | 17 agosto 2011 | Rispondi

                • Nonononono!!! Ma quali illustrazioni! Siam mica qui a far finta che le aquile siano fringuelli…
                  Solo applicazioni pratiche, che sennò poi permangono dei dubbi…

                  Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2011 | Rispondi

  7. @Aquila … non ti smentisci mai, e credimi, mentre ascoltavo incantato @Stefano Fassina in quella bellissima saga paesana ( pensa Tu … ho vinto alla riffa un “prosciutto di 7 Kg.” … 😛 ), nella sua pacatezza e modestia, nel suo buon senso onesto e nel suo ragionare concreto e fattivo … mi sembrava di ascoltare proprio te, o almeno quell’ “oscuro Ingegnere” che operava “solitario” nelle politiche sociali della tua città !
    @Ifi … i “papa boys” ?!? 😯
    Nell’ anno 2000, l’ anno del giubileo, invasero Roma, rendendo la vita difficilissima a chi, come me, doveva lavorare e spostarsi per il centro e le borgate, e francamente molti come me vissero quell’ esplosione di folklore come una vera e propria invasione di locuste !
    Ma “onore a loro”, se – come Tu affermi – essi seguirono e seguono “fattivamente e concretamente”, al di là dell’ infame esempio che ad essi danno le alte gerarchie di sancta romana ecclesia, i loro ideali per costruire un mondo – qui e adesso ( e non poi, magari in paradiso ) – migliore e più equo per “tutti”, credenti che siano i suoi abitanti oppur nò !
    Concludo con un piccolo episodio che ho potuto constatare direttamente, avendo visto crescere @Stefano Fassina, questo giovane uomo illuminato da autentica ed onesta passione per la politica : figlio di operai, si laureò con 110 e Lode ( e bacio accademico ) presso l’ Università Bocconi di Milano, dove il Papà lo manteneva a prezzo di sacrifici notevoli ( ma lui era bravissimo, portato allo studio duro fin da bambino ) … bene, @Stefano festeggiò la sua laurea affittando con amici un camion e portando “personalmente”, mettendo a rischio la sua giovane vita, viveri ed altri generi di conforto alla gente già schiacciata dall’ orrenda guerra in corso in quel martoriato paese fra la Croazia e la Serbia !
    Da lui, e da tantissimi come lui, traggo in me la speranza che, senza benedizioni e/o messaggi apostolici, è ancora possibile sperare di raggiungere una esistenza meno infame, e più pulita, giacchè illuminata da valori etici ed onesti che non moriranno mai !
    @Bruno

    Commento di cavaliereerrante | 17 agosto 2011 | Rispondi

  8. Esempi positivi, caro Ser@Bruno…
    P.S.: 7 chili di prosciutto??? ‘tacci! Spero te ne rimanga qualche fetta per il mio arrivo! :mrgreen:

    Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2011 | Rispondi

  9. Eh sarebbe un onore per me, ma ….. Tu porta un bottiglione di “rosso” delle tue parti, eh ?
    Pensa @Mauro, nella mia vita non ho mai vinto nulla con schedine del totocalcio, biglietti della befana, gratta e vinci o altro ( beh, non è che ci giochi spesso, a dire il vero, ma qualche volta sì 🙂 ) … poi domenica sera alle 22,30 ( io ero andato là a controllare il banchetto delle firme dei volontari dell’ ANDOS, poichè mia Moglie era al suo paese a festeggiare il Santo e a seguire lavori sul tetto della sua casa natìa … ), mentre con il mio amico Insegnante – @Ivano, che ha creato quella straordinaria “onlus” che da un futuro a 24 giovani handicappati – ci stavamo bevendo la nostra “grappa di riserva” smaltendo la stanchezza, eccoti sopraggiungere la Vicesegretaria del PD di Anzio, recando l’ ampolla con i residui “fogliettini” da pescare ad 1 euro l’ uno ed avvertendoci che il 1° premio, e cioè quel signor prosciutto di 7 Kg. ben stagionato e profumato, non era stato ancora vinto e, alle 23, finiva la riffa !
    Bene, abbiamo acquistato dieci “fogliettini” ciascuno, io e il mio amico, ed abbiamo cominciato a scartarli . I miei primi sette erano bianchi ( nessuna vincita ! ), mentre il mio amico, con i suoi sette, aveva già vinto una sveglia, un accendino, una collana, una scatola di colori ed un libro ( due, erano bianchi ) . A questo punto, ho scartato il mio ottavo foglietto, dicendo : “@Ivano, ecco il prosciutto” !!! Lui ovviamente rideva e mi guardava con commiserazione, ma quando ha letto “prosciutto” è sbiancato …. come tutti gli altri del resto, come io stesso !!! Ora, quando rientrerà mia Moglie, lo divideremo con tutti, specie con le volontarie che, da ieri e fino al 16 di settembre, stanno raccogliendo “ufficialmente” le firme davanti ai Comuni di Anzio e Nettuno !
    Ma una chilata per te, la lascio …. e faremo bisboccia … lasciando che i passanti, vedendoci, si chiedano : “Ma che caz@@ stanno facendo quell’ @Aquila e quel @Cavaliere Errante … ma chi li ha sciolti ??? Ahè, ma i canili non erano chiusi ???” :mrgreen:
    @Bruno

    Commento di cavaliereerrante | 17 agosto 2011 | Rispondi

  10. Qui sei un pò incazzatello, vero?? Ma che gente frequenti?
    Cmq, concordo sui ragazzi della parrocchia: animo semplice e vita tranquilla. Ma dove stanno??? Le parrocchie non sono più quelle di una volta, quel luogo sano e divertente dove passare i pomeriggi con gli amici. Tu le frequenti le parrocchie di oggi?? Io ci sono costretta perchè mio figlio ha 12 anni e vuole (giustamente!) giocare al campetto con gli amici. Ti assicuro che ci sono dei ragazzi (anche ragazzini) molto poco raccomandabili, senza alcun rispetto, di quelli che si sentono i padroni del mondo. Quando mio figlio mi chiede di andare al campetto della parrocchia da solo io sto in ansia per tutto il tempo! E tra un pò anche mia figlia avrà l’età per andarci da sola. Quando sarà penso che mio marito avrà un attacco di cuore per l’ansia, per cui mi basta avere un pò di pazienza per liberarmi di lui! Ahahahhah…scherzo ovviamente.
    Però ti assicuro che molti di quei ragazzi sono figli di bravissime persone e non si sa perchè prendano altre strade. Io mi illudo che ai figli basta dare il buon esempio e trasferirgli i nostri sani principi, ma forse a volte non basta.

    Commento di Rory | 22 agosto 2011 | Rispondi


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