Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

E domani è il 1° agosto…

Ci pensavo ieri e lo scrivo oggi: domani è già il 1° agosto e questa estate sembra scivolarmi tra le mani.

Se prendiamo a riferimento l’estate “meteorologica” (dal 21 giugno al 21 settembre), siamo quasi arrivati a metà.

Se prendiamo a riferimento l’estate “scolastica” (dal 10 giugno al 10 settembre circa), abbiamo già passato la metà.

Se prendiamo a riferimento i tre canonici mesi estivi (giugno, luglio e agosto), siamo arrivati addirittura ai due terzi.

Eppure questa estate se ne sta andando a una velocità mai vista prima.

Sarà l’età? Sarà che per l’autunno si attendono positive novità? Sarà che sto perdendo la cognizione del tempo?

Boh…

Nel dubbio, questa ci sta bene.

 

31 luglio 2011 Posted by | Ricordi, Un po' di me | , | 36 commenti

Ho messo via…

Ho messo via un po’ di rumore
dicono così si fa nel comodino c’è una mina
e tonsille da seimila watt.
Ho messo via i rimpiattini
dicono non ho l’età
se si voltano un momento
io ci rigioco perché a me… va.
Ho messo via un po’ di illusioni
che prima o poi basta così
ne ho messe via due o tre cartoni
comunque so che sono lì.
Ho messo via un po’ di consigli
dicono è più facile
li ho messi via perché a sbagliare
sono bravissimo da me.
Mi sto facendo un po’ di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n’è stato ce n’è ce ne sarà.
Ho messo via un bel po’ di cose
ma non mi spiego mai il perché
io non riesca a metter via te
Ho messo via un po’ di legnate
i segni quelli non si può
che non è il male né la botta
ma purtroppo il livido.
Ho messo via un bel po’ di foto
che prenderanno polvere
sia su rimorsi che rimpianti
che rancori e sui perché
Mi sto facendo un po’ di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n’è stato ce n’è ce ne sarà.
Ho messo via un bel po’ di cose
ma non mi spiego mai il perché
io non riesca a metter via te
In queste scarpe
e su questa terra che dondola
dondola dondola dondola
con il conforto di
un cielo che resta lì
Mi sto facendo un po’ di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n’è stato ce n’è ce ne sarà.
Ho messo via un bel po’ di cose
ma non mi spiego mai il perché
io non riesca a metter via
riesca a metter via,
riesca a metter via te

E’ estate, anche se non sembra dalla temperatura.

Il Liga sembra essere la colonna sonora giusta quest’anno…

28 luglio 2011 Posted by | Musica | | 9 commenti

Coccole…

Ormai l’ho capito: per alzarsi dal letto al mattino, la piccola necessita di una dose di coccole.

Poi ha bisogno di una seconda dose dopo la colazione.

Con due dosi si sveltisce il tempo del lavaggio e della vestizione.

A conti fatti, qualche minuto impegnato prima ne fa risparmiare almeno il doppio dopo… (ehm… e non è soltanto una questione di tempo… 😛 )

26 luglio 2011 Posted by | Notizie dal mondo fatato | | 33 commenti

Casper, il gatto pendolare

Ogni tanto c’è bisogno di una storia che interrompa la follia umana e questa è una di quelle. Una specie di boccata d’ossigeno.

E’ il 2002 quando Susan Finden si rivolge alla protezione animali di Plymouth per adottare l’ennesimo gatto. Le affidano Casper, un siberiano di 12 anni che qualche tempo dopo e per ben quattro anni esce di casa, aspetta l’autobus della linea 3 (non un autobus qualsiasi, lui ha il suo preferito), si siede educatamente al suo posto e si fa il giro della città. Per la sua simpatia e dolcezza diventa il beniamino di autisti e passeggeri e diventa famoso non soltanto nella sua città, ma, grazie al web, in tutto il mondo.

Mi ha teneramente emozionato la storia di questo gattone. Me lo sono immaginato in trepidante attesa dell’autobus, non incazzato e nervoso come noi umani, ma felice di potersi prendere la gitarella preferita, finché un taxi troppo veloce lo ha spedito al ponte arcobaleno.

Ma – come scrive Casper – c’è un tempo per tutti noi. E il mio tempo con la mia mamma, e con voi, è giunto alla fine.

Ognuno di noi, alla fine, c’ha il proprio autobus. L’importante è riuscire a prenderlo sempre con il sorriso sulle labbra.

la storia di Casper

24 luglio 2011 Posted by | Animali, Notizie dal mondo fatato, Sani principi, Storie ordinarie | | 37 commenti

Non ci possiamo salvare

Stamattina osservavo le persone che si stavano dirigendo verso il mercato del mio paese.

Apparentemente, la scena era la stessa di tutte le domeniche mattina: giovani, anziani, famiglie con bambini. Gente di campagna con le loro borse della spesa; ragazze abbronzate in minigonna con calzature all’ultima moda; ragazzi con l’orecchio incollato al cellulare; mamme che trascinano bambini più o meno recalcitranti. E poi le auto in fila, in cerca di parcheggio o semplicemente di passaggio.

La stessa scena di tutte le domeniche mattina, ma oggi osservavo questa umanità in modo diverso.

Non ci possiamo salvare” pensavo.

La nostra società si basa su due presupposti: i consumi sempre crescenti e il debito.

Per consumare occorre avere soldi, soprattutto per consumare cose inutili. Se non ci sono soldi, ci si indebita. Da anni ormai siamo sottoposti a un bombardamento continuo. Lo dicono i politici per primi: per uscire dalla crisi occorre fare ripartire i consumi. Non c’entra cosa e perché si consuma. Frasi come queste dovrebbero essere classificate come reati e chi le pronuncia dovrebbe andare in galera, invece ci governa.

Viviamo di consumi inutili e che non ci possiamo permettere e di debiti che non potremo mai pagare: la nostra ha smesso da tempo di essere una società industriale.

Ora qualcuno sostiene che questo meccanismo si stia inceppando. Niente di più falso: il meccanismo funziona alla perfezione. Soltanto che chi ci guadagna in questo meccanismo, vuole guadagnare ancora di più e allora la povera gente ne paga il conto. Ma attenzione, il conto da pagare è particolare. Non verranno ridotti i consumi superflui, per concentrarsi sulle cose fondamentali. No. La gente deve poter cambiare il cellulare ogni sei mesi, il guardaroba ogni anno e l’auto ogni tre anni. Se poi non avrà i soldi per farsi assistere o curare, poco importa: quando ha finito di consumare può anche andare al creatore, perché è diventata inutile.

La nostra “manovra” da 70 miliardi, ideata da un ministro dell’economia che non è un economista, ma un commercialista che insegna ai clienti come non pagare le tasse, non sarà sufficiente. Non ci salveremo, anche perché abbiamo un tasso di corruzione spaventosamente elevato che impedisce che tutti paghino le imposte e le tasse.

Io non avrò la possibilità per andarmene da qui, ma spero almeno che la piccola trovi la strada per farlo.

E al più presto possibile.

17 luglio 2011 Posted by | Pensieri disarcionati, Politica, Storie ordinarie | , , | 40 commenti

La prossima volta…

… così mi farò trovare:

altroché in mutande!

P.S.: scusate eh, ma se invece di essere solo fossi stato in compagnia, tutto questo non sarebbe successo!

Non vi sentite un po’ in colpa? Sì, vero?

:mrgreen:

(Ser@Bruno, quest’ultima non è dedicata a te…)

15 luglio 2011 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | | 16 commenti

Non è piacevole…

Non è piacevole svegliarsi di soprassalto alle tre di notte (ma perché di soprassalto? sarebbe meglio dire di sottoassalto!) e accorgersi che nella tua camera da letto, vicino al tuo letto, sta un individuo non invitato.

Non è piacevole farsi trovare impreparati, mezzi addormentati e pure in mutande, mentre il tizio o i tizi sguazzano in casa tua.

Non è piacevole trovare soltanto un urlo alla tarzan da lanciargli addosso e vederlo fuggire precipitosamente.

Non è piacevole ispezionare la casa e le vicinanze del palazzo armati di un attaccapanni.

Non è piacevole accorgersi che il fetentone t’ha fregato il pc nuovo e che t’ha fregato soltanto quello perché tu dormi come i cauboi, cioè con un occhio e un orecchio solo.

Ora io mi chiedo: ma è mai possibile che io debba proprio preoccuparmi di tutto da solo?

E Bibùlo andocazzo stava?

P.S.: il fetentone m’ha fregato anche un pacchetto di sigarette nuovo. Mi consola almeno sapere che il fumo nuoce gravemente alla salute!

13 luglio 2011 Posted by | Storie ordinarie | , , | 19 commenti

Say it right

Traduzione padana:

parla come mangi!

12 luglio 2011 Posted by | Musica, Storie ordinarie | | 13 commenti

Il peso della valigia

Il peso della valigia

Hai fatto tutta quella strada,
per arrivare fin qui,
e ti è toccato partire bambina,
con una piccola valigia di cartone,
che hai cominciato
a riempire.
Due fogli di quella radura che non c’era già più,
rossetti finti ed un astuccio di gemme,
e la valigia ha cominciato a pesare,
e dovevi ancora partire.
E gli occhi han preso il colore del cielo,
a furia di guardarlo.. e con quegli occhi,
ciò che vedevi, nessuno può saperlo.
E sole e pioggia, e neve e tempesta..
sulla valigia e nella tua testa,

E gambe per andare e bocca per baciare.
Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui,
e ad ogni sosta c’era sempre qualcuno,
e quasi sempre tu hai provato a parlare,
ma non sentiva nessuno.

E ti sei data, ti sei presa qualche cosa, chissà..
ma le parole che ti sono avanzate,
sono finite tutte nella valigia, e li ci sono restate.

E le tue gambe andavano sempre,
solo sempre più adagio, e le tue braccia,
reggevano a stento il peso della valigia.

E sole e pioggia, e neve e tempesta..
sulla valigia e nella tua testa.
E gambe per andare e bocca per baciare.
E sole e pioggia, e neve e tempesta,
sui tuoi capelli, su quello che hai visto..
braccia per tenere, e fianchi per ballare.

Hai fatto tutta quella strada per arriavre fin qui,
ma adesso forse ti puoi riposare.
Un bagno caldo e qualcosa di fresco da bere e da mangiare.
Ti apro io la valigia mentre tu resti li,
e piano piano ti faccio vedere,
c’erano solo quattro farfalle un pò più dure a morire..

e sole pioggia neve tempesta
sulla valigia e nella tua testa
e gambe per andare
e bocca per baciare

sole pioggia neve tempesta
sui tuoi capelli su quello che hai visto
e braccia per tenere e fianchi per ballare

P.S.: dimenticavo. Serena estate alle blog-amiche!

7 luglio 2011 Posted by | Musica | | 49 commenti

D.S.K.

DSK, ovvero Dominique Strauss-Kahn, ormai sappiamo tutti chi è.

C’ha due cognomi, come il nostro Lorenzo Bini Smaghi, che è quello che sta nella Banca Centrale Europea e dovrebbe “fare un passo indietro”, per consentire che diventi presidente Mario Draghi, ma due italiani in una banca sono troppi: uno basta e avanza. Ma Bini Smaghi non ne vuole sapere, ovvero, vuole un incarico ancora più importante, magari proprio quello lasciato libero da Draghi.

Ma chiudiamo questa divagazione. DSK il 14 maggio è stato arrestato dalla polizia di New York per tentata violenza sessuale (credo che ci sia di mezzo anche il sequestro di persona) ai danni di una cameriera dell’hotel dove alloggiava. L’arresto è stato degno dei migliori film d’azione: il fetentone era già a bordo dell’aereo, ovviamente in business class, quando i poliziotti sono saliti, l’hanno fatto scendere e l’hanno ammanettato.

Ho sentito e letto, anche su alcuni blog, vere e proprie esplosioni di gioia e soddisfazione, ovviamente da parte femminile.

L’occasione era veramente ghiotta: un potentissimo uomo, direttore del Fondo Monetario Internazionale (mica un Tremonti qualunque), bianco, socialista (questa è un’aggravante: la prova che gli uomini di sinistra sono anche peggio di quelli di destra), uno che stava preparando nientepopodimenoche il piano di salvataggio della Grecia (mica uno che non si sa che cazzo sta facendo, come per esempio il Calderoli), viene arrestato, si deve dimettere e la sua carriera è praticamente finita perché accusato di stupro da una cameriera, povera, nera e forse anche dalla dubbia moralità, però si sa che in questi casi non conta niente, perché la violenza è violenza punto e basta (e questo è vero).

Qualcuno aveva adombrato il sospetto di un complotto nei confronti di DSK, ma subito sono emerse voci, testimonianze, giuramenti su tentativi precedenti di violenza sessuale nei confronti delle sue collaboratrici: insomma, il fetentone pare fosse più aduso a correr dietro alle gonne che ai debiti dei paesi “sovrani”.

E giù encomi agli USA e alla giustizia americana, che non guarda in faccia a nessuno, è veloce eccetera eccetera. Quello stesso Paese messo sulla graticola per la sua politica internazionale, finanziaria, economica, interna, per i palestinesi, il petrolio, la NATO, l’Afghanistan e chi più ne ha più ne metta, in questo caso era diventato un simbolo della civiltà, e non solo giuridica.

Ieri al fetentone sono stati revocati gli arresti domiciliari, praticamente è tornato quasi libero. Le accuse a suo carico al momento rimangono in piedi, ma si legge dappertutto che molto probabilmente verranno ritirate, perchè la sua accusatrice non è credibile e quindi il famoso rapporto sessuale tra i due potrebbe essere stato effettivamente consensuale. Pare addirittura che la Procura di New York abbia espresso qualche dubbio su come sono state condotte le prime indagini.

Ovviamente adesso le persone che prima gongolavano diranno che, così ricco e potente, DSK ha messo in campo un esercito di investigatori per trovare le contraddizioni nelle accuse a suo carico, che forse si è comprato i poliziotti e i giudici, che probabilmente c’è un complotto politico-internazionale, uguale e contrario al precedente, per scagionarlo e fargli conseguire una maggiore popolarità.

Potrei ovviamente prendere spunto da questa vicenda per svolgere una serie di considerazioni sul tema “violenza alle donne“, che esiste sicuramente ma che viene amplificata e distorta da analisi e statistiche in alcuni casi ridicole, che fanno male anzitutto alle donne.

Ma non lo farò. Sarebbe troppo facile e gli uomini non amano le cose facili…

2 luglio 2011 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie | | 26 commenti