Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Anonima scapoli

In questa tranquilla serata pre-ottomarzo, a poche ore da quella primitiva usanza che vede orde di femmine assatanate invadere le strade delle città cercando di autoconvincersi della loro autosufficienza (mentre, per la teoria degli opposti estremismi, tutti sanno che la donna esiste in quanto esiste l’uomo), mi sembra giusto commentare questo grazioso romanzetto di Pelham Grenville Wodehouse, Anonima scapoli, scritto nel 1973, all’età di 92 anni.

Wodehouse è stato un grande scrittore umoristico, creatore tra l’altro del maggiordomo Jeeves e nei suoi libri ha creato quello che potremmo definire un vero e proprio mondo parallelo, un paese dell’irrealtà governato da leggi proprie, nel quale si sviluppano le sue trame tra personaggi quasi fiabeschi.

Qui si parla di “un piccolo gruppo di uomini il cui scopo nella vita è evitare di sposarsi“, dedicando “ogni sforzo a preservare intatto il nostro celibato” con tanto di inno “La vita è tutta un dolore ma essere sposati è il peggiore“.

Ma, come in tutte le storie che si rispettino, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, e un autorevole membro dell’Anonima scapoli capicollerà (voce del verbo “capicollare”, cioè “cadere dentro tutto intero, senza possibilità di salvezza”) nelle sgrinfie del gentil sesso, incentivando addirittura il matrimonio di un suo amico.

Io ho vissuto i primi trentatre anni della mia vita nella convinzione di non essere adatto al matrimonio. Alla stessa età in cui il buon Gesù è stato crocifisso e il buon Dante Alighieri, anno più anno meno, si è messo in moto per scrivere la Commedia, ho cambiato idea. Non me ne pento, anche se non è finita come avrei voluto, ma se non fosse stato così, ora non ci sarebbe un’aquilotta che dorme beatamente in camera da letto e che mi chiama papà.

Buon otto marzo.

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8 marzo 2011 - Posted by | Libri | ,

17 commenti »

  1. Sei ottimista e mi fa piacere. E certamente, anche se solo per la tua aquilotta, ne è valsa la pena.
    Io invece sono per l’Anonima Scapoli. O celibi, zitelle, insomma chiamaci come vuoi 😉 Al contrario di te, io ero convinta al 100% di volere una famiglia. E’ così che ci tirano su noi donne. Quel che è successo dopo lo sai.
    Ovvio che non rimpiango i miei figli. Rimpiango averli avuti con quell’uomo, perché adesso stanno crescendo senza padre.
    Non tutti i padri sono come te, Aquila. Purtroppo.
    Qui in merluzzolandia l’8 marzo non si festeggia. Non mi meraviglia.

    Commento di Martina | 8 marzo 2011 | Rispondi

  2. Anch’io ero convinta di volere una famiglia, e quel che è peggio sono recidiva, perché ancora la vorrei, e proprio quella del Mulino Bianco.

    Vorrei quando mia figlia torna a casa farle trovare un buon pranzetto e ascoltare i suoi racconti sulla scuola, magari prepararle i biscotti e poi, che so, mettermi a stirare un po’, e trovare nel bucato qualche capo maschile, che dà allegria.

    E poi, la sera, aspettare il ritorno del guerriero.

    Sono stanca di essere uomo e donna, ermafrodita psicologica e a momenti pure fisica, perché poi le palle nella vita in qualche modo le ho sempre dovute tirar fuori io.

    Mi dà tristezza la festa delle donne, è il giorno in cui mi sento più sola.

    Commento di Ifigenia | 8 marzo 2011 | Rispondi

  3. Ify, io invece quella vita non la voglio. Voglio la mia indipendenza, la mia dignità di donna e di persona. Ho trasportato la discussione anche sul mio blog. Voglio lavorare senza dover sentirmi piena di sensi di colpa dalla mattina alla sera.
    Lo sai cosa mi ha detto mia figlia, DODICI ANNI, ieri sera? Non so da cosa è saltato fuori il discorso, probabilmente da un film che stavamo guardando alla tv. Mi ha detto: “sono le donne che si lasciano fare tutto ciò.” Ha aggiunto, “e se tutte le donne decidessero improvvisamente di non fare più nulla in casa e per gli altri (Aquila astieniti da commenti :D) cosa succederebbe al mondo? Forse dovremmo farlo e vedere cosa succede”.
    Mia figlia di dodici anni ha detto questo.
    Spero che almeno lei non sprechi la sua vita a inseguire sogni da Miluni Bianco e principi azzurri. Spero che VIVA. E, reggendosi sulle sue gambe, ami e sia riamata. Nel modo giusto però. Senza il bisogno di annullarsi per nessuno.

    Commento di Martina | 8 marzo 2011 | Rispondi

  4. I figli sono più saggi di noi adulti…dovremmo apprendere da loro…ma intanto Buon 8 marzo…anche se la nostra festa è sempre….

    Io se potessi avere Mattia senza essere passata per il matrimonio giuro lo farei!

    besitossssssssssssssssssssssss

    Commento di kate | 8 marzo 2011 | Rispondi

  5. Voi uomini sarete sempre in bilico tra il pensare “dannatissima costola” e ” costola benedetta”!!:-)

    Io la famiglia del Mulino Bianco l’ho avuta per parecchi anni. Ora è crepatissima e non so se e quando crollerà. Mi restano cmq due tesori e spero di riuscire a insegnare a entrambi che uomini e donne sono al pari importanti, basta rispettarsi!
    Buon: “tutti i giorni”
    R.

    Commento di Mamma non basta | 8 marzo 2011 | Rispondi

  6. la vita è tutta una questione di prospettive,
    e tu hai centrato quella giusta!!!

    Commento di sabby | 8 marzo 2011 | Rispondi

  7. Martina: non è mica necessario “annullarsi” per avere una buona famiglia. Che poi in molti casi gli “annullamenti” sono anche reciproci, nel senso che la cosa vale per le donne ma vale anche per gli uomini. Forse sono semplicemente rapporti sbagliati. Proprio ieri sera pensavo a una cosa, che però necessiterebbe di un discorso più approfondito. Ci sono persone che, a seguito di proprie esperienze personali, si creano certe convinzioni, che non sono disponibili a rivedere nemmeno di fronte all’evidenza. Fuggono, semplicemente. Non sto parlando del tuo caso, il mio è un discorso ad ampio raggio (o spettro?), o meglio è riferito a una persona che ho conosciuto e che ragionava (e penso ragioni) proprio così. Ma le mie sono – ovviamente – opinioni personali.
    Per quanto riguarda le donne che in casa non fanno nulla, beh, lassamo perdere…
    Ify: ma come! Sono giorni/settimane/mesi/anni che ti corteggio per spedirti i miei calzini/mutande/maglie/ecc. affinché tu possa lavare/asciugare/stirare/piegare/ecc. e tu ora te ne esci con queste affermazioni?
    L’8 marzo è il giorno in cui ti senti più sola semplicemente perché – visti i precedenti – voi donne vi date appuntamento ed essendo in perenne ritardo, finite per ritrovarvi il giorno dopo. Basta che diate appuntamento a un uomo e non vi sentirete più sole…
    Comunque mi piace l’espressione “ermafrodita psicologica”.

    Commento di aquilanonvedente | 8 marzo 2011 | Rispondi

  8. Martina, io intendevo in un contesto di reciprocità chiaramente, non annullarsi per l’altro, ma dedicarsi all’altro che a sua volta si dedica a noi: alla fine la fatica sarà pure la stessa, ma è più bello, c’è più entusiasmo e soprattutto sostegno.

    Chiaramente, me ne rendo conto, stiamo parlando del Mulino Bianco.

    Commento di Ifigenia | 8 marzo 2011 | Rispondi

  9. Kate: tu vuoi la botte vuota e il marito sobrio, altrochè! (Forse ho sbagliato esempio…). 😯
    Mammaecc.: più che costola noi pensiamo a una “spina nel fianco”… :mrgreen:
    Sabby: d’ora in poi chiamatemi architetto aquila… 😆

    Commento di aquilanonvedente | 8 marzo 2011 | Rispondi

  10. Aquila, certo che è sbagliato annullarsi per un rapporto. D’accordo al 200%. Mi sono spiegata male, autoannullarsi per un altro è anormale. I rapporti più belli sono quelli vissuti nella pienezza della propria vita quotidiana, una vita, appunto, di condivisione e accettazione.
    Però. Nonostante questa coscienza, noi donne questo errore lo facciamo, e lo rifacciamo, e lo rifacciamo.
    Finché, come hai giustamente detto tu, si comincia a fuggire. Perché non ci si rende conto che SIAMO NOI le prime a fare questo errore, che dobbiamo rivedere completamente il nostro vissuto e ricostruici come persone prima di andare in giro a ripetere gli stessi errori.
    Sai Ify che hai ragione… in questa data cominciano a venirmi un bel po’ di angosce…
    Per cui vi mando un forte abbraccio, tiriamoci su a vicenda… 😉

    Commento di Martina | 8 marzo 2011 | Rispondi

  11. … “femmine assatanate”?
    Ma che gente frequenti?

    Commento di solindue | 8 marzo 2011 | Rispondi

  12. Guarda che alcune “spine” possono essere piacevoli…basta saperle “cogliere”…non a caso ho postato le rose… 🙂

    Commento di Mamma non basta | 8 marzo 2011 | Rispondi

  13. Sono sposato da oltre 20 anni e quindi, per esperienza, posso dire che se si vuole cercare di creare un buon rapporto di coppia è necessario inevitabilmente fare qualche rinuncia da entrambe le parti. Non si tratta di annullarsi per il partner (cosa sbagliatissima) ma di anteporre l’amore per il compagno/a al proprio egoismo/egocentrismo.

    Poi una lunga vita di coppia è anche questione di tanta fortuna perchè nella vita cambiamo e riuscire a cambiare di comune accordo non è sempre possibile.

    Commento di Giulio GMDB© | 8 marzo 2011 | Rispondi

  14. Martina: fuggire di fronte ai propri errori è quasi peggio che compierli.
    Solin2: le femmine padane sono strane…
    Mamma&c.: se non si possono cogliere, le spine si possono sempre arrotondare, no?
    Giulio: parole sante le tue. Soprattutto per quanto riguarda i cambiamenti nel corso della vita. Non sempre si riesce a coordinarsi, e in questi casi succede il patatrac. Riconoscere i cambiamenti dell’altro/a è essenziale e di cambiamenti nel corso della vita ce ne possono essere parecchi, non tutti definitivi e non tutti positivi.

    Commento di aquilanonvedente | 8 marzo 2011 | Rispondi

  15. Certo. Si può provare ad arrotondarle…:-)

    @ Giulio: condivido in pieno il tuo commento!

    Commento di Mamma non basta | 8 marzo 2011 | Rispondi

  16. @Aquila: a volte è inevitabile, quando fanno troppa paura perchè ti sei rovinata la vita e l’hai rovinata anche ad altre persone (dicasi figli…). Rendersi conto di ciò che si è fatto e spaventarsi non vuol dire però non prendersi le proprie responsabilità. Il peggio secondo me è quando si continua imperterriti a non vedere ciò che è successo…

    Commento di Martina | 9 marzo 2011 | Rispondi

  17. dovrei continuare a non commentare, come ho fatto sino a ora. vi ho letto e vi mando un saluto. sincero. su questo argomento io non so dire. sono troppo imbrigliata nel tentativo di venirne a capo. non rinnego niente e vorrei cambiare tutto. allo stesso tempo. mi manca il passato maledettamente. oppure vorrei cancellarlo. forse vorrei solo la possibilità di avere ancora un futuro. e questo mi sta sfuggendo dale mani.

    Commento di Maria | 9 marzo 2011 | Rispondi


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