Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Mark Haddon con una storia raccontata in modo lieve ci porta nel mondo di un ragazzo con la sindrome di asperger.

La voce narrante è quella del ragazzino, quindi la storia è narrata in prima persona (la terza e la prima persona sono quelle più utilizzate. Poi ci sono scrittori che possono anche permettersi la seconda persona).

Partendo dallo “strano caso” del cane della vicina misteriosamente ucciso in giardino, Christopher dovrà risolvere un altro e ben più impegnativo mistero, che coinvolge sé stesso e la sua famiglia.

Lo stile di Haddon è abbastanza asciutto, british direi e qualcuno ha scritto che è già uno stile cinematografico, ma questo poco importa. Raccontando in prima persona, non so come avrebbe dovuto scriverlo diversamente. A volte ho l’impressione che certe “critiche” vengano scritte da qualcuno che evidentemente non sa proprio che altro fare.

Il libro ha anche la capacità di farci entrare (per quello che si può) nel mondo di questo ragazzino, del suo modo di pensare, delle sue manie, delle sue paure e dei suoi desideri, fornendoci, se posso usare questa espressione, una diversa “prospettiva”.

Insomma, questo libro costa un terzo di quello di Fabio Geda, ma vale di più.

18 febbraio 2011 - Posted by | Libri |

26 commenti »

  1. Grazie per questa recensione. Ho sempre pensato che lo stile di Haddon volesse riprodurre le modalità verbali di un ragazzo Asperger. Ma ovviamente questa è un’opinione molto personale.
    Questa sindrome è poco conosciuta in Italia. Eppure così diffusa (ne sono affetti anche Bill Gates, Bob Dylan, Stephen Spielberg e Tim Burton).
    Consiglio a tutti di leggere il libro, se non altro per un “assaggio” di questa diversità.
    Ma, in fondo in fondo, siamo tutti diversi, no?
    😉

    Commento di Martina | 18 febbraio 2011 | Rispondi

  2. Anch’io ho letto qualche anno fa questo libro e concordo con la tua recensione.

    Buon venerdì!

    Commento di Kylie | 18 febbraio 2011 | Rispondi

  3. Finalmente uno che ho letto pure io! 🙂

    Commento di anto | 18 febbraio 2011 | Rispondi

  4. Mi hai incuriosito… Mi sa che lo metto nella wish-list

    Commento di Giulio GMDB© | 18 febbraio 2011 | Rispondi

  5. Ho letto questo libro qualche anno fa. All’inizio mi sembrò come dici tu “asciutto” , poi mi sono dovuta di gran lunga ricredere. Davvero bello!

    Commento di Marta | 18 febbraio 2011 | Rispondi

  6. Anche io lo lessi anni fa, più o meno quando uscì (quindi stiamo parlando di almeno 7 anni fa). Forse lo regalai a mio marito, ora non ricordo bene. So che leggendo il tuo post mi è venuta voglia di rileggerlo, ma non l’ho trovato. Una delle cose che mi è rimasta più impressa è l’incapacità di alcuni genitori di accettare e affrontare un figlio con degli handicap (mentali o fisici). E la facilità con cui un genitore può fare del male a un proprio figlio.

    Commento di maria | 18 febbraio 2011 | Rispondi

  7. Non voglio fare polemica. Giuro non voglio 😉
    Però essere genitore di un figlio con una diversità (scusate, non voglio chiamarla handicap) è difficilissimo. A volte è quasi titanico. Ci si ritrova spesso isolati, contro gli ostacoli che la società ci frappone dinnanzi.
    Probabilmente il genitore può fare del male a proprio figlio, ed è ingiusto certo. Ma siamo solo umani. Facciamo errori.
    Mio figlio ha la Sindrome di Asperger. Quando ho letto quel libro ho visto lui nel protagonista. Con tutta la sua genialità ma i suoi problemi. Le sue ossessioni. Mio figlio che ha cambiato sei scuole in dieci anni e nessuna scuola lo ha voluto. Mio figlio che non ha passato neppure una materia in prima superiore. Mio figlio che non dorme la notte e che si detesta perchè è diverso. Che ha bisogno di cure psicologiche continue.Che è fragile, isolato. Che potrebbe dare un pugno a un poliziotto un giorno, me lo aspetto quasi come fatto certo.
    Che non vede quello che fai per lui, e dici: è l’autismo, non riesce a capire. Cerchi di razionalizzare ma a volte come genitore ti inc*beep*. Perché gli hai dedicato la vita, tutto e lui non ti dice grazie e si ribella.
    Certo noi possiamo fare male ai nostri figli, ma loro possono fare male a noi. Ci ritroviamo da soli a piangere la notte, perché la struttura sociale ti stigmatizza pure, non ti dà supporto e ti abbandona. Perché gli altri hanno paura della diversità e questa paura, questa esclusione, la diversità la peggiora. E a volte ti sembra che la società ti abbia condannato perché hai avuto questo figlio, che tu ami più di tutto al mondo.
    Non c’è polemica, ma è difficile essere dei genitori “giusti” e “equilibrati” quando ogni giorno è un costante arrampicarsi sugli specchi. E si scivola sempre, costretti a ricominciare tutto daccapo il giorno dopo. Si diventa esausti.
    Scusate lo sfogo.
    Peace&Love

    Commento di Martina | 19 febbraio 2011 | Rispondi

  8. Kylie: buon fine settimana a te. Grazie per il termine “recensione”.
    Anto: l’hai letto, ma che ne pensi?
    Giulio: wish-list? Sì, ci può stare…
    Marta: sì, può sembrare “asciutto”, ma Haddon (che è anche sceneggiatore) ha voluto raccontare dal punto di vista del ragazzino.
    Maria: fare del male è più facile che fare del bene. Forse l’amore di un genitore non basta per affrontare situazioni simili.
    Martina: nessuno credo volesse polemizzare. Posso intuire le difficoltà (forse), aggravate dall’essere lasciati soli.

    Commento di aquilanonvedente | 19 febbraio 2011 | Rispondi

  9. Martina io non ti conosco e non posso conoscere la tua storia. Io mi riferivo solo e unicamente a l’impressione che ho avuto leggendo, circa 7 anni fa, quel libro. Niente di personale. Solo ora vengo a conoscenza della tua storia. Ma anche se l’avessi conosciuta prima io non mi sarei mai e poi mai permessa di dire qualcosa o di polemizzare. Questa è una delle cose che non sopporto del blog. Tutto può essere travisato e ci si trova alla berlina senza saperne esattamente il motivo.
    Ho un grande rispetto per il prossimo. Ma vedo che comunque vengo sempre travisata.

    Commento di Maria | 19 febbraio 2011 | Rispondi

  10. un’altra precisazione. io non conoscevo la tua storia esattamente come tu non conosci la mia. ma se tu scrivi un commento in questo blog io non penso di certo che sia rivolto a me, contro di me, anche se per certi versi mi può ferire. io commento quello che scrive il padrone di casa e basandomi sulle mie esperienze personali. niente di più. e non ho mai avuto la minima intenzione di ferire nessuno o di polemizzare con nessuno. ovviamente mi dispiace immensamente, sono una madre. un essere umano, una donna.

    Commento di maria | 19 febbraio 2011 | Rispondi

  11. Maria, mi dispiace se ti ho ferito ma non era mia intenzione e me ne scuso. Ieri ero reduce da un’ennesima giornata difficile con mio figlio e probabilmente non avrei dovuto rispondere così di getto. Niente di personale, ti assicuro.
    Però vorrei precisare una cosa. Nella mia vita ho conosciuto moltissimi genitori di figli con diversità (di tutti i tipi). Di varie nazionalità, per cui non si tratta neppure di un fattore culturale. Tutti questi genitori, senza alcuna eccezione, avevano dedicato la loro intera vita a questi figli speciali. Con una passione e una dedizione commovente. Vite passate a combattere contro i mulini a vento della discriminazione, dei sistemi scolastici obsoleti, dei problemi di quotidiana amministrazione. Vite passate a proteggerli.
    Una volta, incinta di mio figlio, andai al mare. C’era questa famigliola la cui figlia adolescente aveva la sindrome di Down. Il padre me la presentò, “questa è la mia figlia speciale”. La ragazza mi vide il pancione e con quel meraviglioso stupore che solo le persone Down sanno dimostrare, mi chiese se poteva ascoltare il cuore del bambino. Ovviamente acconsentii con piacere, lei appoggiò l’orecchio sulla pancia e dopo un minutò esclamo estasiata “lo sento, lo sento!”. Non dimenticherò mai quel gesto di spontanea tenerezza.
    Perché ho raccontato questa storiella? Perché questi ragazzi “speciali” arricchiscono il mondo. E perché i loro eroici genitori fanno sì che loro rimangano sempre speciali, nonostante gli ostacoli sociali. Vi assicuro, a volte è un’impresa insormontabile.
    Con questo mi scuso ancora per aver impestato questo blog con le mie fisime personali 😉

    Commento di Martina | 19 febbraio 2011 | Rispondi

  12. È bello proprio per questo poi.

    Commento di Marta | 19 febbraio 2011 | Rispondi

  13. Beh, l’ho letto qualche anno fa e, se mi chiedi un commento preciso non sono in grado di farlo, perchè ricordo la storia in generale.
    Ricordo che era un libro che ho letto con piacere e che probabilmente dovrei rileggere oggi che conosco nella realtà un bambino speciale. (mi permetto di usare anch’io questa definizione) 😉

    Commento di anto | 19 febbraio 2011 | Rispondi

  14. Martina, accetti un forte e sincerissimo abbraccio? Non credo di poter fare molto di più. Anche se vorrei.

    Commento di Maria | 19 febbraio 2011 | Rispondi

  15. Non è successo niente.
    Semplice scambio di opinioni.

    Commento di aquilanonvedente | 20 febbraio 2011 | Rispondi

  16. Certo Maria… e ti offrirò anche un caffé un giorno, spero 😉 Aquila ci cucina una bella torta da accompagnare 🙂

    Commento di Martina | 20 febbraio 2011 | Rispondi

  17. Scordatevelo.
    Per chi mi avete preso?
    Per un tortarolo?
    :mrgreen:

    Commento di aquilanonvedente | 20 febbraio 2011 | Rispondi

  18. sarà un bel caffè, Martina. e tu Aquila, dai… la torta di mele per le tue amiche…

    Commento di Maria | 20 febbraio 2011 | Rispondi

  19. Nò, per un “tortiglione” rampante !

    Commento di cavaliereerrante | 20 febbraio 2011 | Rispondi

  20. Tortiglione con la coda? 😆

    Commento di aquilanonvedente | 21 febbraio 2011 | Rispondi

  21. l’ho letto in inglese e non mi e’ piaciuto. Se l’avessi letto in italiano forse l’avrei apprezzato di piu’. Forse.

    Commento di valeriascrive | 22 febbraio 2011 | Rispondi

  22. Ero dentro un mercatino dell’usato, prima di Natale, e curiosavo tra i libri… Una signora anziana mi porta questo che tu hai postato, implorandomi di prenderlo. Io l’ho preso, perché è stata così carina e non le ho saputo resistere… ma non l’ho ancora aperto.
    Forse, ora, lo farò.

    Commento di linda | 24 febbraio 2011 | Rispondi

  23. Ho letto anche io questo libro, ma si tratta di qualche anno fa. Comunque conservo un piacevole ricordo di questo romanzo, scorrevole e molto coinvolgente.
    Mi sono prefissata di rileggere alcuni libri prossimamente, e penso che questo faccia parte della lista.

    Commento di Scrutatrice Di Universi | 27 febbraio 2011 | Rispondi

  24. per colpa tua lo sto rileggendo :mrgreen:

    Commento di anto | 27 febbraio 2011 | Rispondi

  25. Ragazze (si fa per dire… :mrgreen: ), spero che siate così solerti anche con il MIO libro… 😉

    Commento di aquilanonvedente | 27 febbraio 2011 | Rispondi

  26. Io li seguo spesso i tuoi consigli, anche se non è detto che la pensi come te (tipo Firmino che io ho trovato bruttino, desolante e un po’ deprimente :mrgreen: )

    Commento di anto | 1 marzo 2011 | Rispondi


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