Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il sabato del terrore

Una volta c’era il sabato del villaggio.

Ora pare esserci il sabato del terrore.

Io appartengo a quella categoria di persone che non vogliono pensare che “poteva andare molto peggio”.

Io voglio pensare che “poteva andare meglio”. Anzi, che può andare meglio.

Basterebbe volerlo. Anzi, pretenderlo.

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9 febbraio 2011 - Posted by | Guerra al terrore, Sani principi, Storie ordinarie | , ,

40 commenti »

  1. Ho letto stamattina, un amico su fb l’aveva pubblicata considerandola un atto di “bullismo”. Ma non è bullismo, è pura e semplice criminalità. Ed è globalizzata. Il mese scorso qui a Cork, una cittadina tranquilla e tutto sommato con uno dei tassi di criminalità più bassi d’Europa, un ragazzo è stato accoltellato all’uscita da un pub, per una semplice lite (ovviamente peggiorata dall’alcol).
    Il fatto che succeda dappertutto ovviamente non alleggerisce il fatto.
    Mio figlio ha 15 anni e ha una personalità che lo porterà probabilmente a invischiarsi, in futuro, in situazioni anche peggiori di queste. Molti mi hanno accusato di essere troppo protettiva nei suoi confronti, Forse, Però ciò non toglie che fino a che non sarà maggiorenne noi in Italia vivremo in una tranquilla cittadina a 20 km da Milano.
    E andrà in una scuola professionale tranquilla fino alla noia situata a 50 metri da casa dei nonni.
    Chiamatemi esagerata, ma non cambio.

    Commento di Martina | 9 febbraio 2011 | Rispondi

  2. Io spero vivamente che tutti questi incredibili episodi siano di “esempio” ai ragazzi della mia età, con figli appena nati o ancora da fare, per evitare che il futuro sia peggio di così.

    Commento di Grimilde | 9 febbraio 2011 | Rispondi

  3. Deve , andare meglio , necessariamente.

    Commento di Marta | 9 febbraio 2011 | Rispondi

  4. Mia figlia ora è fuori con un’amica. E’ uscita poco prima delle 20. E’ andata in un pub del centro storico. Io sto qua. Non posso essere una mamma-chioccia all’infinito (G. ha 21 anni) però ciò non toglie che io stia in ansia. Poco fa le ho mandato un sms e mi ha risposto che non tarda. Però… poi ci si domanda perché io dorma così poco la notte. Provateci voi… io sono fatta così. (sfogo di una mamma che prova a NON essere una mamma-chioccia).

    Commento di maria | 10 febbraio 2011 | Rispondi

  5. Beh Marta ti capisco perché anch’io sono per molti versi una mamma-chiocchia (mi è stato anche detto :oops:), però a quell’età spero che i miei figli abbiano una vita indipendente, sicuramente viaggeranno da soli e avranno la loro vita. E’ l’adolescenza che mi preoccupa di più, soprattutto per il figlio maschio (e questa, purtroppo non è una battuta stavolta) perchè in quell’età si tende a mettersi in situazioni pericolose, e una società che ormai non trasmette più valori non aiuta certo… l’importante è responsabilizzare i nostri figli… almeno proviamoci, tanto si sa che rimarremo mamme-chioccie per sempre. E alla fine non è poi neanche così brutto, vero? Tua figlia si ricorderà quegli sms, si ricorderà che c’eri per lei, eri una presenza nella sua vita su cui contare.

    Commento di Martina | 10 febbraio 2011 | Rispondi

  6. Ho confuso i nomi, scusate lo stress 😉 Il mio ultimo commento era rivolto a Maria, ovviamente ….

    Commento di Martina | 10 febbraio 2011 | Rispondi

  7. Avendo due figlie queste notizie mi provocano sempre un nodo allo stomaco…

    Commento di Giulio GMDB© | 10 febbraio 2011 | Rispondi

  8. Il mio ha quasi 10 anni, e gli ho sempre raccontato tutto per filo e per segno dei comportamenti dei giovani con conseguenze annesse, ne parliamo, di tutto e lui sa cosa va bene e cosa no, ma ciò non toglie che il suo carattere a volte e con certe persone sia debole…per questo ho cominciato a dirgli che se ne deve fregare perchè se uno vuole fare una brutta fine sono cavoli suoi e non deve seguirlo per non sentirsi inferiore…ora boh, uscendo non so come reagirà…ma chioccia non lo sono neanche io, anzi sono di quelle che dicono, non devi essere il primo a bastonare ma se ti colpiscono dagliene due!
    Ora crescendo vedremo, certo la nostra città è quasi un paese…
    Lo seguirò questo è sicuro!

    ciao

    Commento di kate | 10 febbraio 2011 | Rispondi

  9. Mi suonava strano infatti!!

    Commento di Marta | 10 febbraio 2011 | Rispondi

  10. e dire che sei anche quasi mia omonima 😉

    Commento di Martina | 10 febbraio 2011 | Rispondi

  11. Qui non si tratta, ovviamente, soltanto di bullismo.
    E non si tratta nemmeno soltanto di criminalità.
    Qui siamo di fronte a un impazzimento globale della nostra società e al momento non ci sono segnali che facciano sperare e pensare a una marcia indietro.
    Forse sono un po’ pessimista…

    Commento di aquilanonvedente | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  12. Sono d’accordo, forse per questo motivo “ho paura”. Mi sento per certi versi impotente perché non so bene dove andare a parare. Non per me, ovviamente. Ma per “loro”. Se hai un’idea più o meno precisa di cosa devi combattere e contrastare, è meno complicato. Ora mi sembra che siamo allo sbaraglio. Non so, forse sono io a essere pessimista.
    E mi pesa, maledettamente,la mia situazione da “separata”. Ora l’ho detto. Non mi va di ammetterlo ma è così. Condividere significa tanto. Io ho sempre paura di sbagliare. So di aver sbagliato con “loro” nel passato. Ora vorrei come minimo fare meno danno possibile. Essere troppo permissive, essere troppo severe e intransigenti. Trovare un equilibrio.

    Commento di maria | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  13. Maria (stavolta azzecco 😉 ) mi identifico con te. Anch’io sono separata e da anni devo prendere da sola tutte le decisioni. E’ orribile. Mi identifico in pieno. Questo peso sulle spalle costante, la paura di prendere, sempre, la decisione sbagliata. Il cercare di fare a loro da madre e da padre, che sono due ruoli indubbiamente diversi, non c’è niente da fare, e i figli hanno bisogno di entrambi. Hanno bisogno di noi, che facciamo le chiocce 😉 e dei loro padri che danno direzione ed esempi positivi. Quando devi ricoprire entrambi i ruoli, allora a volte diventa titanico. E si sbaglia, come no, perchè alla fine siamo esseri umani.
    Un abbraccio

    Commento di Martina | 11 febbraio 2011 | Rispondi

    • Divorziate, separate, scompagnate, single, ecc.
      Non è meglio usare il termine appropriato?
      Zitelle!
      :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

      Commento di aquilanonvedente | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  14. Aquila, non c’è una faccina con un bazooka? 👿

    Commento di Martina | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  15. Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
    tu sei il primo segnale evidente che il mondo non si recupera 😆

    Poveri noi!

    Commento di kate | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  16. Pizzicate sul vivo, eh?
    😉
    (Magari…)

    Commento di aquilanonvedente | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  17. siamo solo noi che possiamo decidere se può o non può andare meglio :O|
    un abbraccio caro ^_^
    la pizza te la mando con un oacco?

    Commento di mamma papera | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  18. Trattaci bene o c’è poco da pizzicare, qui… 8)
    Piuttosto, con voi zitelloni come la mettiamo? :mrgreen:

    Commento di Martina | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  19. Ser @Aquilanonvedente … ehm … ti serve un aiuto ?
    Basta un fischio, e sarò da te, nella misteriosa e affascinante Terra di Parapadania, e di chimere !

    Commento di cavaliereerrante | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  20. Oh, che disdetta …
    Non avevo letto l’ ultimo commento della nostra Amica Lady @Martina da Corky !
    ZITELLONIIII ?!?!?
    NOIIII ?!?!?
    E CIOE’, ENORMI SPAGHETTONI DI FORMA CILINDRICA BUONI COL SUGO ALLA “@@@@NESCA ?!?

    Però, che immaginazione ‘ste Donne !

    Commento di cavaliereerrante | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  21. Marty: c’è sempre qualcosa da pizzicare…

    Commento di aquilanonvedente | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  22. Ser.Cav.: qui non ci rispettano più!
    Tira fuori lo spadone!

    Commento di aquilanonvedente | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  23. ricambio l’abbraccio Martina.

    purtroppo Aquila il mio commento era maledettamente serio e per una volta non scherzavo. non mi interessa essere “sola” (sempre che io lo sia). mi importa quello che manca a mie figlie.

    Commento di maria | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  24. Aquila io ti posso pure pizzicare se vuoi…cosi ti rendi conto che non stai sognando…

    …la vera cruda realtà è che sei un pò zitellone anche tu e se continui a trattare male le signore che vengono a scrivere nel tuo blog poi rimani solo…ehm….
    insomma comportati bene un pò di cavalleria 😉

    Commento di kate | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  25. Lo spadone?????
    Chi di spadone ferisce di spadone perisce…mica pizza e fichi 😆

    Commento di kate | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  26. scusa Aquila. non vorrei che il mio intervento potesse essere letto in chiave polemica. non era mia intenzione. diciamo che l’argomento lo sento parecchio. volevo semplicemente sottolineare il fatto che per mie figlie conta davvero poco il mio “stato”. quello che pesa a loro è di non avere più un padre come lo avevano prima. la “famiglia”. e in questi giorni mi chiedevo perché mai debbano essere i figli a pagarne le conseguenze.

    Commento di maria | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  27. Sono una “zitella” con figli anormale e la notte dormo più o meno tranquilla..
    Se pur ben consapevole di tutto il marcio che c’è fuori.. riesco a isolarmi e non pensare al peggio fino a che non viene a bissarmi alla porta.

    Commento di dani | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  28. Maria: io capisco perfettamente quello che dici, ma contemporaneamente ritengo che contenga anche una contraddizione. Indubbiamente la separazione sconvolge la famiglia e soprattutto i figli, ma un padre non scompare al momento della separazione. Se i due ex coniugi sono coscienti di rimanere genitori, anche se separati, il padre non scomparirà. Se scompare, è lecito chiedersi se e come ci fosse prima, se solo fisicamente oppure se soprattutto come genitore. E se il tempo di permanenza di un padre con i figli diminuisce, si sforzerà di aumentarne in maniera esponenziale la qualità, di questo tempo. Ogni giorno che passa senza che io veda mia figlia, ogni sua parola, ogni suo sorriso che perdo è una pugnalata al mio cuore, ma entrambi sappiamo che ci vedremo di lì a pochi giorni, che giocheremo, parleremo, mangeremo insieme con più intensità di prima.

    Commento di aquilanonvedente | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  29. Kate: guarda che io le tratto benissimo le donne che passano di qua. Anche quelle che passano di là… :mrgreen:

    Commento di aquilanonvedente | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  30. Dani: il peggio che “bissa” alla porta non farebbe paura nemmeno a me… 😯

    Commento di aquilanonvedente | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  31. @Aquila, non commento #30 sennò corrodo la tastiera… ma la storia la sai 😦
    Ribadisco, non tutti i padri sono come te.

    Commento di Martina | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  32. Maria concordo per esperienza vissuta con Aquila, separandomi e divorziando ho dovuto praticamente combattere con un uomo che all’inizio (già durante il matrimonio) delegava tutto a me, perchè lui diceva di non essere capace, e così nascendo nostro figlio, è stato ancora peggio, cosa che quando stava male lui lo portava da me non sapendo cosa fare, con la tremarella perchè non capiva cosa succedeva.
    E’ stata una lotta continua, per i primi anni credo per tutti i 3 di separazione, gli mandavo messaggi e lettere da parte dell’avvocato, non tanto per me ma per i doveri che doveva prendersi con suo figlio (come soldi ha sempre dato puntualemte) ma per il resto , era ancora figlio lui, e non riusciva a crescere il nostro.
    Poi piano piano ha in qualche modo capito, e per fortuna crescendo Mattia con le idee giuste e i comportamenti molto più decisi di suo padre (ora ha quasi 10 anni), anche lui ha cominciato a metterlo in riga…per fortuna ha un caratterino di tutto rispetto.
    Debbo dire come dice Aquila che per i figli, visto che loro non sono colpevoli, essere una coppia divorziata non vuol dire divorziare anche dai bimbi, genitori si deve restare o non c’è storia, e ognuno deve crescere a suo modo adattandosi nel bene e nel male alla nuova situazione.
    Questo succede e allora si va avanti, se non accade si spera che almeno uno dei due tenga le redini per guidare i figli per quel che si può verso una corretta educazione e rispetto per il mondo circostante, autostima e fiducia in se stessi.
    Purtroppo e la cosa oramai non mi sorprende più, questi bulli sono sempre figli di gente benestante che hanno tutto e che cercano anche lo scaccia noia, e non ragazzi che magari hanno genitori divorziati ma che crescono più in fretta e meglio.
    Quindi direi che a tutto in qualche modo c’è soluzione, magari con questi bulli avrei dato un pò di ceffoni in più quando servivano e li avrei tenuti più sotto controllo invece di mandarli allo sbaraglio pur di non averli a disturbare tra i piedi.

    Besos

    Commento di kate | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  33. Aquila, conoscere questo tuo lato di papà cosi accogliente e dolcissimo mi scalda il cuore…

    E’ un piacere sapere che ci sono uomini così
    che sicuramente crescono dei bambini forti ed equilibrati….

    E brava anche alla tua ex se siete riusciti per vostra figlia ad essere complici.
    La bimba lo merita senza dubbio.

    😀

    Commento di kate | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  34. E’ molto bello quello che hai scritto. Mi ripeto: tua figlia è una bimba fortunata.

    Commento di maria | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  35. cioè me la sono tirata per benino.. il peggio non solo mi viene a trovare una prima volta … ma anche a farmi il “bis” 😦

    Commento di dani | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  36. Non sono capace di raccontare la mia storia. E credo che ogni storia sia differente e che non si possa generalizzare. La mia incapacità è un problema mio e non deriva dalla mancanza di fiducia nei vostri confronti. Chiedo scusa. E vi ringrazio per lo scambio di opinioni e per il confronto. Arricchisce. Amplia l’orizzonte.

    Commento di maria | 12 febbraio 2011 | Rispondi

  37. Maria a volte non serve raccontare la propria storia se non si è pronti a farlo, basta anche sapere che dall’altra parte c’è una persona che c’è e basta che sai che è li, e che se hai bisogno ti ascolterà.
    Un abbraccio e un bacio….buona giornata

    Buongiorno Aquila buon fine settimana 😀

    Commento di kate | 12 febbraio 2011 | Rispondi

  38. Può andare meglio… almeno spero…

    Commento di Godot | 12 febbraio 2011 | Rispondi


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