Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Manuale d’am3re

E’ ormai risaputo (ma ahimè, non ancora universalmente accettato), che le cose importanti nella vita di un essere umano sono tre: mangiare e dormire.

Purtroppo, a due di queste tre cose, cioè mangiare e dormire appunto, spesso occorre sottrarre un po’ di tempo, per dedicarlo alla famiglia, ai divertimenti, alla lettura e, purtroppo, anche al lavoro (c’è chi sottrae tempo anche alla terza cosa, e in questo modo poi accadono le disgrazie alle quali assistiamo quotidianamente nel mondo).

Accade quindi che l’amore si fa largo inaspettatamente, sotto le più diverse spoglie, qualche volta provocando anche qualche guaio.

Questo film di Giovanni Veronesi sviluppa tre gradevolissime storie che hanno per protagonista la terza cosa importante della vita, in tre momenti distinti dell’esistenza umana: giovinezza, maturità e oltre.

Nel primo episodio, Riccardo Scamarcio riesce perfino a trattenere entro limiti accettabili il suo sguardo da trota grigliata. Il merito a mio parere va al regista, a Laura Chiatti e Valeria Solarino, nonché alla compagnia di buontemponi toscani che sono un vero e proprio sollazzo.

Il secondo episodio, protagonista Carlo Verdone e Donatella Finocchiaro, si apre con una vera e propria performance comica dei due attori che mi ha fatto piangere dalle risate.

Senza soluzione di continuità si passa poi al terzo episodio, con due eccezionali interpretazioni di Michele Placido e Robert De Niro. De Niro è uno di quegli attori che recitano anche se stanno immobili.

E poi c’è lei: Monica Bellucci.

Come definirla?

Uno scorcio di paradiso mandatoci sulla terra per farci assaporare quello che può attenderci dopo, se facciamo i bravi prima.

La cappella sistina del genere femminile.

La prova che il buon Dio quando ci si mette fa proprio le cose per bene.

Vabbeh, mi fermo qui.

Un grazioso film, che fa trascorrere serenamente un paio d’orette.

Prima di tornare al lunedì, ai TG e a tutte le disgrazie di questo bislacco mondo.

Consoliamoci con questa, poso conosciuta ma molto bella.

27 febbraio 2011 Posted by | Film | | 24 commenti

Stasera lasciatemi piangere su queste note.

Penso che mi fermerò quaggiù ancora un po’.

Ci sono due piccole manine che mi tengono ancorato qui.

22 febbraio 2011 Posted by | Un po' di me | | 13 commenti

Così mi piace

“Papà, tu hai un quaderno piccolo, con i quadretti come questo, ma da maschio?”

“Non penso. Ma perché? A cosa ti serve?”

“Perché la mamma di M. questo mese è senza lavoro e lui non ce l’ha. Allora glielo regalo io.”

“Allora ricordati di comprarlo domani, quando andiamo a fare la spesa.”

(Così mi piace…)

19 febbraio 2011 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Storie ordinarie | , | 23 commenti

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Mark Haddon con una storia raccontata in modo lieve ci porta nel mondo di un ragazzo con la sindrome di asperger.

La voce narrante è quella del ragazzino, quindi la storia è narrata in prima persona (la terza e la prima persona sono quelle più utilizzate. Poi ci sono scrittori che possono anche permettersi la seconda persona).

Partendo dallo “strano caso” del cane della vicina misteriosamente ucciso in giardino, Christopher dovrà risolvere un altro e ben più impegnativo mistero, che coinvolge sé stesso e la sua famiglia.

Lo stile di Haddon è abbastanza asciutto, british direi e qualcuno ha scritto che è già uno stile cinematografico, ma questo poco importa. Raccontando in prima persona, non so come avrebbe dovuto scriverlo diversamente. A volte ho l’impressione che certe “critiche” vengano scritte da qualcuno che evidentemente non sa proprio che altro fare.

Il libro ha anche la capacità di farci entrare (per quello che si può) nel mondo di questo ragazzino, del suo modo di pensare, delle sue manie, delle sue paure e dei suoi desideri, fornendoci, se posso usare questa espressione, una diversa “prospettiva”.

Insomma, questo libro costa un terzo di quello di Fabio Geda, ma vale di più.

18 febbraio 2011 Posted by | Libri | | 26 commenti

Immaturi

Dopo “La banda dei Babbi Natale”, questo è il secondo film della stagione che vedo.

Mi sono ripromesso di andare al cinema almeno una volta ogni quindici giorni, anche se finora non ce l’ho fatta.

E’ un film esilarante, che strappa più di una risata, che fa uscire sereni dal cinema.

Un gruppo di quarantenni deve rifare l’esame di maturità, che è stato annullato. Ognuno ha ormai la propria vita e la propria storia alle spalle. Lo studio (difficile) in comune sarà l’occasione per rivivere gli anni passati, facendo i conti con i problemi del presente.

Assolutamente superlativo è il personaggio e l’interpretazione di Ricky Memphis: un bamboccione saldamente piantato nella casa (e nella vita) dei genitori, coccolato e viziato alla madre (Giovanna Ralli) e sopportato a fatica dal padre (Maurizio Mattioli).

Raoul Bova è in gran forma, adatto al personaggio che interpreta senza darsi troppe arie: un medico spaventato dall’improvvisa gravidanza della sua compagna, Luisa Ranieri (che è, oltre che brava, molto bella).

Ambra Angiolini è una cuoca impegnata a liberarsi da una sindrome ossessivo compulsiva in ambito sessuale e Barbora Bobulova è una manager separata, con una figlia e perennemente incasinata. Brave tutt’e due.

Scarsine sono invece le interpretazioni di Luca Bizzarri e di Paolo Kessisoglu: si vede che non sono ancora “attori”.

Il regista Paolo Genovese ha confezionato un bel film, checché ne dica la critica, forse adatto a un pubblico over-quaranta, al quale può strappare anche qualche lacrimuccia (com’è accaduto al sottoscritto, ma si sa come diventano gli “anziani”…).

Sono uscito dal cinema sereno, sapendo che quelle sono le nostre storie, che dobbiamo tenerci strette per guardare avanti.

Un delizioso trailer qui.

14 febbraio 2011 Posted by | Film, Ricordi | , | 27 commenti

Il sabato del terrore

Una volta c’era il sabato del villaggio.

Ora pare esserci il sabato del terrore.

Io appartengo a quella categoria di persone che non vogliono pensare che “poteva andare molto peggio”.

Io voglio pensare che “poteva andare meglio”. Anzi, che può andare meglio.

Basterebbe volerlo. Anzi, pretenderlo.

9 febbraio 2011 Posted by | Guerra al terrore, Sani principi, Storie ordinarie | , , | 40 commenti

Nel mare ci sono i coccodrili

Sembra che a noi occidentali piacciano le storie di ragazzini che, partendo dai loro lontani paesi, arrivano da noi.

Il protagonista di questa storia parte dall’Afghanistan a dieci anni e attraverso l’Iran, la Turchia, la Grecia, mari, deserti e montagne, arriva fino in Italia.

Il libro (16 euro, mica bruscolini), manca però di verve, è un po’ troppo “piatto”.

Certo, il viaggio è avventuroso e in più di una occasione viene da chiedersi “Ma in che razza di mondo viviamo?”, ma ho avuto l’impressione che nella storia mancasse qualcosa.

E quando dico qualcosa non mi riferisco a particolari truculenti o altre cose del genere.

Mi riferisco alla capacità dell’autore di colpire al cuore il lettore, di sentire questo bambino come un nostro figlio.

Il libro di Susanna Tamaro “Fuori” è tutta un’altra storia…

6 febbraio 2011 Posted by | Libri | | 34 commenti

Ilarità

Oggi ero particolarmente ilare.

Lo sono stato per tutta la giornata.

E così, sognando di essere a Honolulu, non ho praticamente fatto un… tubo.

Deve essere in arrivo qualche disgrazia…

L’ultima volta che sono stato così tanto ilare era il… il… era settembre, forse il 22? O il 33?

Mah…

3 febbraio 2011 Posted by | sogni | | 46 commenti