Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Premi, problemi e morfemi

PREMI

Non mi sono dimenticato che quattro blogger mi hanno affibbiato un premio. Sono Lulu, Anto, Stella e Godot.

Che dire? Ne sono ovviamente onorato, per cui ricambio con qualche piccola congettura sulle premianti.

Conosco da poco Lulu. Ingurgito lietamente calorie soltanto nel guardare le foto che posta dei dolci. Mi ha colpito una frase di King che ha ricordato: un delicato modo per spiegare a un bambino perché si muore. Come potrei definire il suo blog? Una macedonia di pensieri.

Le altre tre signorine sono invece amiche di lunga data.

Anzitutto sono tutte meridionali e questa quindi è la prova che noi blogger padani non siamo mica razzisti.

Anto pare che viva su un’isola sperduta. Lei dice di possedere un cane, ma in realtà è il cane che possiede (e sopporta) lei. Ha superato uno “scoglio” psicologico e adesso si sente Sciumacher. Come potrei definire il suo blog? Un cannolo (siciliano, ovviamente).

Stella è fissata con un’isoletta che non ho mai capito dove sia (probabilmente se l’è inventata lei) e insiste pure che prende il traghetto per andarci! Ogni tanto invece se ne va veramente in Sud America, insieme a comitive composte da tipi stranissimi, alcuni dei quali ci provano con lei, ma finiscono inevitabilmente vittime di diarree fulminanti. Io la consiglio sempre di cambiare aria (!), ma lei non mi sta a sentire. Come definire il suo blog? Una fagiolata.

E poi c’è Godot. Qualcuno l’ha definita la sfogliatella dei blog e mai termine fu più azzeccato. Me la immagino quando ci cospargono sopra lo zucchero a velo e lei che borbotta (perché lei ogni tanto borbotta… se borbotta…). In redazione (perché lei pensa di essere giornalista), è circondata da strani personaggi, tra cui un capo… senza capo né coda.

Grazie a tutte.

PROBLEMI

Io sono negato per la tecnologia. Tutto quello che compro si rompe, non perché lo uso male (sono anzi delicatissimo…), ma perché devo essere portatore di qualche strano virus: è sufficiente che io entri in un negozio, guardi, che so, una lavatrice e state pur sicuri che quella diventerà una cliente affezionata del centro di assistenza.

Metto pertanto in guardia tutte le persone che conosco: “Se dovete acquistare qualsiasi strumento tecnologico, non chiedete consiglio a me. Anzi, non ditemelo neppure, che solo il pensiero può procurarvi danni inenarrabili”.

E quando devo risolvere i miei problemi tecnologici, mi metto le mani nei capelli (è un modo di dire… diciamo che mi metto le mani in testa).

Stamattina mi sono pertanto recato nella Grande Città, al grande magazzino, a portare in riparazione il cellulare comprato sei mesi fa. Davanti a me un signore anziano che stava spiegando alla signora del banco assistenza che il televisore acquistato poco tempo prima aveva qualche problema di funzionamento.

“Ce lo deve riportare – ha risposto quella – e noi lo inviamo in riparazione. Ma tenga presente che rimarrà via per un mesetto.”

Il signore l’ha guardata con aria affranta: “Un mesetto?”

“Sì – ha ribadito quella – 29 giorni per l’esattezza.”

Il tizio se n’è andato con la coda tra le gambe e la signora si è rivolta a me: “E lei che problema ha?”

“Io personalmente nessuno – ho risposto – ma è questo coso qua che non ne vuole sapere di funzionare come il buon Dio comanda.”

“Non c’è problema. Lo inviamo in riparazione. Ma tenga presente che rimarrà via per un mesetto.”

“Un mesetto anche per me? Cioè 29 giorni?”

La signora ha alzato lo sguardo, mi ha squadrato dalla testa ai piedi e ha infierito con ghigno satanico: “Sì, 29 giorni. Lavorativi, per l’esattezza.” Ho lasciato l’apparecchio e me ne sono andato, con la coda tra le gambe pure io.

Quando sono tornato a casa, mentre stavo osservando l’ingarbuglio di cavi che uniscono tv, decoder e videoregistratore, ho ricevuto una telefonata dall’ex badante di mia madre: “Io avere bisogno di un aiuto” ha detto la voce dall’alto capo del telefono (il mio vecchio telefono che funziona a intermittenza, ripescato per l’occasione, e infatti la prima volta che ho schiacciato il tasto “accetta” si è spento…).

“Un aiuto? Che aiuto?”

“Io volere comprare un computer per vedere internet, telefonare con scaip, vedere foto della mia famiglia. Tu potere aiutarmi?”

Io? Nonononononono!!! Non ti conviene. Io sono negato per queste cose!

“Ma io mi fidare di te!”

Travolto dalle sue insistenze, ho acconsentito ad accompagnarla a comprare il computer. Individuato il modello, la tizia ha deciso che occorreva anche acquistare la chiavetta per internet e così ho dovuto fornire una seconda consulenza.

Mentre tornavamo a casa, mi ha chiesto: “Ora io potere parlare con mia famiglia?”

“Beh, prima bisogna rendere operativo il computer e poi installare la chiavetta, e ci vuole qualche ora prima che si attivi il numero.”

“Tu potere fare queste cose per me?”

Io? Nonononononono!!! Non ti conviene. Io sono negato per queste cose!

Indovinate com’è finita: mi sono portato a casa computer e chiavetta e prima di cena ho dato l’avvio all’avventura che, inaspettatamente, si è conclusa con la perfetta attivazione del computer.

“Forse non porto così sfiga come pensavo – mi sono detto – ora basta installare la chiavetta per internet e il lavoro è finito.”

E qui è iniziato il disastro.

La prima difficoltà l’ho incontrata nell’aprire la confezione. La seconda, finora insormontabile, è stata quella di aprire la chiavetta per inserire la SIM.

Le istruzioni sono chiare: schiaccia qua/spingi sotto/solleva sopra e poi infila qui/richiudi là/inserisci qua. Dopo mezz’ora di tentativi inutili di aprire quella dannata chiavetta, aiutandomi con coltelli, cacciaviti, pinze, tenaglie, unghie, denti, decido di chiamare l’acquirente della stessa, ignara delle mie fatiche.

“Il computer è perfettamente funzionante – attacco – ma la chiavetta… ecco… cioè… dev’essere chiaramente difettosa. Te la restituisco e tu domani mattina vai al centro TIM e fai inserire la scheda.”

“Quale centro TIM?” chiede l’ignara.

“Quello vicino alla piazza.”

“Non c’è più. E’ diventato centro VODAFONE?”

“Ah sì? – chiedo stupito – E da quando?”

“Da un anno” risponde quella e mi accordo con quanta assiduità io frequenti il centro del mio paese.

E ora sono qui, con la chiavetta rinchiusa nella sua confezione trasparente, che mi osserva e ride.

Ride sguaiata, anzi sghignazza, si sganascia.

Alza da sola, maliziosamente, quel dannato coperchietto che con me non si spostava nemmeno di una frazione di millimetro.

La vedo.

Vedo anche che si muove.

Lo so che stanotte, protetta dalle tenebre, si avvicinerà al mio letto, entrerà nei miei sogni e… datemi un martello!

MORFEMI

Recentemente mi hanno ricordato che l’uomo ha una struttura cerebrale più semplice di quella della donna.

Per l’uomo le cose importanti nella vita, quelle alle quali pensa sempre, sarebbero poche, praticamente tre: il sesso, il cibo e il dormire.

Io ovviamente non sono d’accordo: non è affatto vero che pensiamo sempre a mangiare e a dormire!

Che c’entra con tutto ciò il morfema? E soprattutto, cos’è il morfema?

Il morfema è la più piccola unità linguistica dotata di significato.

Per esempio, nella sequenza di suoni bevo, vi sono due morfemi, bev- (portatore del significato lessicale bere) e -o (portatore del significato grammaticale 1^ persona singolare =io).

Orbene, da fine linguista quale sono (e non fate battutacce…), mi sembra ovvio che siamo stati noi uomini a inventare il morfema, cioè la più piccola azione dotata di un chiaro e inequivocabile significato. E l’abbiamo fatto proprio per semplificare il dialogo uomo-donna, che altrimenti sarebbe stato foriero di svariate incomprensioni.

Quando per esempio Ify sentenzia che “una pacca sulle spalle dista solo poche vertebre da un calcio nel sedere, ma arriva molto più lontano” e io annoto che tra i due “lo strumento migliore è… la pacca sul sedere” e lei controbatte che “non è come invitare una donna a una cena al lume di candela, presentarsi con i fiori, sussurrarle che è la cosa più bella che ti sia capitata nella vita…“, bene, lei ha esposto una frase grammaticale di senso compiuto che comporta una serie di conseguenze impreviste e imprevedibili (la cena, la candela che fa fumo, i fiori che bruciano vicino alla candela, il sussurro reso difficile dal fumo acre, ecc…).

Io ho esposto un morfema…

E tanto per restare in tema di telefonate/magistrati/escort/ecc…

 

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30 gennaio 2011 - Posted by | Diavolerie tecnologiche, Storie ordinarie, Un po' di me | , ,

37 commenti »

  1. Se si va avanti così il mio blog lo trasformiamo in una pasticceria chiamata: “Waiting for sfogliatella!” 😯 ehm… comunque non è la prima e non credo sarà l’ultima volta che avrai problemi “tecnologici”!!! :mrgreen: e per questo ci piaci assai!!!! (ma sei padano!? Ma perchè non sei come noi uno di quelli che stanno “sotto lo stivale”???)

    Commento di Godot | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  2. Caro fine linguista, dopo la lettura di questo intricato post mi sono convinta che inefficenza tecnologica e attitudine ai morfemi sono strettamente intrecciate tra di loro, e, soprattutto, assolutamente collegate alla presenza del cromosoma Y.
    Oggi mio figlio ha rotto la sua SECONDA chiavetta internet. Gliene ho comprata una terza (sic) e ho inserito la SIM senza neanche pensarci. Non mi sono neppure AZZARDATA a chiedergli di farlo lui da solo. Non perché non mi fidi, ma perché la sua idea di aggiustare la chiavetta non funzionante, un paio d’ore prima, è stata quella di lanciarla contro il muro della sua stanza.
    E qui si arriva ai fonemi. La mia teoria, sperimentata con esempi pratici, è che sia molto pericoloso chiedere a una donna “cosa stai pensando”. La risposta sarà elaborata, probabilmente si estenderà in modo retroattivo ai pensieri delle ultime 48 ore e includerà accenni di teorie antropologiche, l’analisi dei sogni fatti negli ultimi due mesi e la conseguente interpretazione. Senza contare i consigli per ridecorare le pareti della camera che ormai si stanno sbiandendo.
    Fate la stessa domanda a un uomo e la risposta varierà da “niente” a “che c’è stasera a cena”, a seconda delle situazioni.
    E questo non è un commento antiuomini, perchè io, nonostante tutto vi adoro, fonemi, chiavette lanciate contro i muri e tutto il resto 😉

    P.S. e complimenti per i premi 🙂

    Commento di Martina | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  3. Commento di 1,2,3stella | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  4. Se mi diceste come inserire la SIM nella chiavetta, invece di questi commenti inutili, sarebbe mooooooolto meglio! 😎

    Commento di aquilanonvedente | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  5. che ti dobbiamo dire??..sei impedito.. !!
    riportala al negozio dove una dolce commessa sistemerà la cosa in un secondo..
    a proposito del cromosoma Y di cui parla @ martina ricordo sempre un episodio e la mia frase: “ora si spiega tutto!!” detta ad alta voce quando a lezione ci mostrarono i vari cromosomi tutti numerati ed in coda il cromosoma X (che fa la sua discreta figura) ed il cromosoma Y (na cosarella piccola ed insignificante..)..

    Commento di 1,2,3stella | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  6. ok, ho scritto fonemi, intendevo morfemi. Quel che l’è…
    😀

    Commento di Martina | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  7. 😕 😕 😕
    E’ ora che andiate a letto… (e non aggiungo altro…)

    Commento di aquilanonvedente | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  8. @Aquila, come posso spiegarlo… prendi la sim e la infili nel… ehm… dal verso giusto… lasciamo perdere. 😳
    @Stella, difatti la teoria più realista è che il cromosoma Y sia un cromosoma X che si è, come dire… rattrappito?
    😀

    Commento di Martina | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  9. sono insonne 😛

    Commento di Martina | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  10. :-DDDDDDDDD

    Commento di 1,2,3stella | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  11. Ho letto questo post dal cellulare stamattina mentre ero fuori con il cane che mi sopporta, quindi sono arrivata a una conclusione: il post è lungo e il mio cane ci mette troppo a fare tutti i bisognini :mrgrreen:
    Detto questo, è vero mi sento Schumacher…..quando è ubriaco, però 😀
    Vorrei inoltre farti notare che il mio cellulare l’hanno aggiustato in 15 giorni totali, compresi feriali e festivi. Proprio qui sull’isola sperduta! 😉
    Infine: ti chiedi davvero come fai a distruggere le cose? Io inizierei a non usare coltelli e aggeggi vari per sollevare la copertura della chiavetta 😀

    Commento di anto | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  12. 😯 mandaci la foto della chiavetta che ti diamo istruzioni…ma sata pazienza possibile che ti dobbiamo dire tutto?

    …. Aquila su su fai il bravo pennuto e cerca di stare attento in classe o ti bocciamo…ma insomma!

    :ridc: :ridc: :ridc:

    un abbracciooooooooooooooo grande grande…troppo forti i tuoi discorsi tra un quasi pazzo e uno scalmanato ironico :inc:

    kate

    Commento di kate | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  13. Va beh niente non ci mette certe faccine che avevo trovato veramente carine e invece di sana volevo dire santa

    😳 😆

    Commento di kate | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  14. Caro Ser @Aquila, non sei un “tombeur” ma un “cicleur”, così mi informasti !
    Ma ora … ehm … anche un “rompeur” ?!?
    Insomma, se mettessimo insieme le nostre due professionalità ingegneristiche, una lampadina fulminata nel bagno, la sapremmo cambiare ?

    Ps. Lady @Marty, che fai, ci provochi ???

    Commento di cavaliereerrante | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  15. Una volta tolta la chiavetta dallo scatolo (sicurooo che l’hai fatto?!?) devi applicare una certa pressione sulle feritoie laterali… se hai le unghiette da aquilotto è meglio… sennò usa uno stuzzicadenti… una forchetta… qualcosa… e facendo leva ZAC si apre… se non è così ricorrere al metodo B!

    … prendi un martello e colpisci la chiavetta finchè non si arrende! :mrgreen:

    Commento di Godot | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  16. Molto bizzarro , anche io ho scoperto solo dopo un anno che quello che credevo ancora centro TIM era diventato centro VODAFONE. Che meraviglia.

    Commento di Marta | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  17. ma ci sono anche le chiavette in cui lo “sportellino” della SIM scorre e non bisogna sollevarlo… per cui basta fare pressione con il pollice… ma che tipo è? Kate ha ragione, mandaci la foto. 😀

    Commento di Martina | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  18. Sì mi unisco all’ invocazione delle nostre Ladies @Martina & @Kate : “mandaci la foto” !
    Ehm … compresa quella dell’ utente !!!

    Commento di cavaliereerrante | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  19. Se io vi mando la foto della chiavetta, voi mi mandate la vostra (magari insieme al numero di telefono e ad altre “necessarie” informazioni…)?
    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

    Commento di aquilanonvedente | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  20. Vuoi la foto della nostra chiavetta?

    Commento di Martina | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  21. 😀 😀 😀

    Commento di aquilanonvedente | 30 gennaio 2011 | Rispondi

  22. stanotte ho il cuore ha pezzetini, piccoli piccoli. so che farò fatica a dormire però non posso che farti i miei complimenti. di cuore. dicono che “domani è un altro giorno…”… io lo spero.

    Commento di maria | 31 gennaio 2011 | Rispondi

  23. si vede che sono sconvolta… intendevo “a pezzetini”.

    Commento di maria | 31 gennaio 2011 | Rispondi

  24. Passo per augurarti buona settimana.

    Un bacione

    Commento di Kylie | 31 gennaio 2011 | Rispondi

  25. Ser Aquila buongiorno…sulla foto ci posso fare un pensierino…magari guardandola il vostro cuore salta per la paura e poi non si fa più vedere?
    Dopo come facciamo?
    Ora che vi abbiamo trovato perdervi sarebbe insostenibile…

    @Maria non ti conosco, ma leggendo il tuo commento credo dicapire cosa provi, anche se non posso sapere la causa…mi dispiace, veramente tantissimo, ogni giorno si va a dormire contando le ore e sperando che con il nuovo giorno tutto migliori.
    A volte accade a volte ci vuole tempo, e tutto sembra essere infinito…
    cerca di farti forza, se vuoi scrivi, chiedi un pò della forza dei tuoi amici anche di quelli di blog perchè credimi alcuni sono veramente stupendi.
    Il cuore a pezzettini piano molto piano comincerà a cicatrizzare e tutto rimarrà un ricordo…credimi…devi solo circondarti di persone che ti vogliono bene e non vergognarti mai di dire sto male ho bisogno di aiuto…
    un bacio grande Kate

    Commento di kate | 31 gennaio 2011 | Rispondi

  26. grazie Kate. ho letto solo ora. non fraintendetemi. il mio dolore deriva dal fatto che è mancata una persona che nel passato è stata molto importante per me.
    è vero che io e te non ci conosciamo, io qualche volta leggo i tuoi commenti qui da Aquila, anche se ho il sentore che nella realtà siamo molto più “vicine” di quanto si possa immaginare.
    ricambio il bacio e ancora grazie

    Commento di maria | 31 gennaio 2011 | Rispondi

  27. Quando vuoi il mio blog è li, e quando vuoi se ti va c’è anche la mia mail…
    Anche io ho perso persone importanti della mia vita, soprattutto parecchi amici dell’infanzia…è terribile…ma il dolore si supera, prima o poi si deve superare, e con le persone che sono state importanti hai la gioia di sapere che anche tu eri nel loro cuore.

    Un bacio kate

    Commento di kate | 31 gennaio 2011 | Rispondi

  28. Viste le tue performances tecnologiche forse è meglio che non leggi il mio ultimo post… Sai ci terrei che il cellulare mi durasse ancora a lungo :-))

    Commento di Giulio GMDB© | 31 gennaio 2011 | Rispondi

  29. Buongiorno…un sorriso un abbraccio e un buon caffè?

    kiss kate

    Commento di kate | 1 febbraio 2011 | Rispondi

  30. Maria e Kate: cioè, basta che ci siano due donne, che subito si coalizzano. Vieni da me, scrivimi, chiamami, parliamone… 😈
    E noi uomini scompariamo, come volatilizzati!
    Giulio: tu sì che te ne intendi di ‘ste robe. Ma una tua consulenza no?
    Per vostra informazione, voglio precisare che:
    1) ho inviato una mail al servizio di assistenza della casa produttrice del videoregistratore, che mi ha risposto, consigliandomi… di portarlo al più vicino centro di assistenza! 👿 C’arrivavo pure io a questo…
    2) la gentile signorina del negozio TIM, per aprire la chiavetta ha chiamato due omaccioni che l’hanno portata nel retro e molto probabilmente hanno utilizzato strumenti di tortura che io non immaginavo nemmeno potessero esistere. Me l’ha comunque riportata aperta. L’ho installata sul pc e la connessione internet funziona! (Ora cos’altro si romperà?)

    Commento di aquilanonvedente | 2 febbraio 2011 | Rispondi

  31. mmmhhhh…. meglio che io vada a nanna e non dica niente, vero? notte Aquila.

    Commento di maria | 2 febbraio 2011 | Rispondi

  32. la lavatrice? :mrgreen:

    Commento di a77 | 2 febbraio 2011 | Rispondi

    • Già rotta e sostituita due anni fa.
      Piuttosto sto monitorando il frigorifero…

      Commento di aquilanonvedente | 2 febbraio 2011 | Rispondi

  33. peccato! Mi sono sbagliata 😦

    Commento di a77 | 2 febbraio 2011 | Rispondi

  34. Guarda che anche se ci coalizziamo tu sei sempre tu, e quindi hai le tue attenzioni garantite…ci mancherebbe…santi numi non potrei mai lasciarti in disparte, poi chi ti regge 😉

    Povero pennuto con i piumini arruffati!
    Un bacio bacio bacio bacio e un sorriso così la giornata ti sorride va!
    Giusto perchè oggi mi gira bene 😆

    Commento di kate | 2 febbraio 2011 | Rispondi

  35. Aquila, ciò che hai appena descritto dei tuoi elettrodomestici è degno di un romanzo kafkiano….

    Commento di Martina | 2 febbraio 2011 | Rispondi

  36. Romanzo kafkiano ?!?
    Nò, se Musil avesse conosciuto le qualità di Ser @Aquila avrebbe riscritto “L’ uomo senza qualità” ….
    Ed avrebbe sbagliato !

    Commento di cavaliereerrante | 3 febbraio 2011 | Rispondi


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