Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Lettera agli “studenti”

Devo dire che sono d’accordo al 99% con quello che ha scritto oggi su Repubblica Roberto Saviano nella “Lettera ai ragazzi del movimento”.

Dico al 99% perché io avrei accentuato un po’ di più alcuni toni, ma è un’opinione personale.

Scrive bene Saviano: “Ogni gesto violento è stato un voto di fiducia in più dato al governo Berlusconi. I caschi, le mazze, i veicoli bruciati, le sciarpe a coprire i visi: tutto questo non appartiene a chi sta cercando in ogni modo di mostrare un’altra Italia.”

Bisognerà organizzarsi, e non permettere mai più che poche centinaia di idioti egemonizzino un corteo di migliaia e migliaia di persone. Pregiudicandolo, rovinandolo.

Mi si dirà: e la rabbia dove la metti? La rabbia di tutti i giorni dei precari, la rabbia di chi non arriva a fine mese e aspetta da vent’anni che qualcosa nella propria vita cambi, la rabbia di chi non vede un futuro. Beh quella rabbia, quella vera, è una caldaia piena che ti fa andare avanti, che ti tiene desto, che non ti fa fare stupidaggini ma ti spinge a fare cose serie, scelte importanti.

Bisognerà organizzarsi, allontanare i violenti. Bisognerebbe smettere di indossare caschi. La testa serve per pensare, non per fare l’ariete.

Ma chi manifesta non si vergogna e non si nasconde, anzi fa l’esatto contrario. E se le camionette bloccano la strada prima del Parlamento? Ci si ferma lì, perché le parole stanno arrivando in tutto il mondo, perché si manifesta per mostrare al Paese, a chi magari è a casa, ai balconi, dietro le persiane che ci sono diritti da difendere, che c’è chi li difende anche per loro, che c’è chi garantisce che tutto si svolgerà in maniera civile, pacifica e democratica perché è questa l’Italia che si vuole costruire, perché è per questo che si sta manifestando. Non certo lanciare un uovo sulla porta del Parlamento muta le cose.

Sono parole importanti quelle che ha scritto Saviano (per un attimo mi è perfino scattato un moto di simpatia nei suoi confronti, subito represso però), soprattutto quel “ci si ferma lì“, che sta a indicare che mai e poi mai, per nessun motivo, bisogna violare le regole.

Se si vuole fare opposizione a Berlusconi, bisogna mostrare che si vuole un’Italia diversa, non soltanto con le parole e le idee, ma anche con i fatti e i comportamenti. Se vogliamo, per esempio, difendere la legalità, dobbiamo farlo sempre, anche quando siamo di fronte a un poliziotto o un finanziere che ci blocca la strada. Soltanto in questo modo possiamo poi pretendere che quello stesso poliziotto o finanziere a sua volta rispetti le regole.

Si dirà: ma i violenti sono una minoranza. Probabilmente è così, ma allora devono essere isolati veramente e isolarli due giorni fa a Roma voleva dire ritirarsi. Le migliaia e migliaia di studenti pacifici dovevano semplicemente ritirarsi, dimostrare fisicamente che loro erano un’altra cosa e lasciare che le forze dell’ordine se la vedessero con i violenti. Soltanto in questo modo sarebbe risultato evidente che gli studenti erano un’altra cosa.

Come sono andate invece le cose, non promette nulla di buono. A parte Berlusconi.

P.S.: Saviano ha scritto quel “ci si ferma lì” perché a lui le forze dell’ordine gli salvano quotidianamente la vita…

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17 dicembre 2010 - Posted by | Politica, Sani principi | ,

18 commenti »

  1. Concordo con quanto hai scritto. Purtroppo temo che fermare i violenti sia qualcosa di molto difficile basta vedere cosa succede quasi ogni domenica negli stadi italiani… 😦

    Commento di Giulio GMDB© | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  2. Premetto che sono non-violenta. In caso si fraintendesse cio’ che sto per scrivere. Anzi, lo ribadisco, giusto per, non si sa mai. La violenza non e’ mai ammissibile come metodo di risoluzione o di protesta.
    Ho premesso.
    Adesso dico, pero’: non mi meraviglia quello che e’ successo. Anzi, mi meraviglia che sia successo cosi’ poco.
    Ci fosse un ritorno agli anni di piombo (spero di no) non mi sorprenderei.
    La gente e’ incazzata. Questa rabbia non riesce a trovare sbocco. Almeno non democraticamente, pare che in Italia non sia possibile. Ed allora, hai presente la pentola a pressione quando si fa il brasato?, se la valvoletta democratica non funziona…

    Commento di Martina | 17 dicembre 2010 | Rispondi

    • Giulio: lo so che fermare i violenti è molto difficile. Per questo bisogna mettercela tutta, non fare gli “gnorri”, come hanno fatto ieri sera gli pseudo-studenti invitati ad Annozero che sembravano piccoli berlusconini.
      Martina: se invece di andare in giro a protestare ti mettessi a studiare i codici, queste cose non succederebbero! (Non sono capace di riformattare il testo… 😳 ) Comunque anche su questo Saviano ha detto una cosa importantissima: “Beh quella rabbia, quella vera, è una caldaia piena che ti fa andare avanti, che ti tiene desto, che non ti fa fare stupidaggini ma ti spinge a fare cose serie, scelte importanti.” Cavolo, mi sta diventando simpatico quel ragazzo! Non mi riconosco più…

      Commento di aquilanonvedente | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  3. ehm, e’ venuto tutto in neretto perché sono una ciofeca ad usare i codici… Aquila me lo riformatti? 😉

    Commento di Martina | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  4. ehm… a me Saviano sta simpatico, ma non te l’ho detto prima per non farti arrabbiare 🙂
    comunque, l’unica parte che andava in neretto era il termine “non-violenta” e ci terrei a ribadirlo. Ci sono altri modi per protestare. Cercavo semplicemente di dare una spiegazione a cio’ che e’ successo, una spiegazione razionale e non certo una giustificazione.
    Adesso, tanto oramai sono totalmente sput…. ehm venuta allo scoperto ;), ma quando ero adolescente io facevo i sit-in, anche per cose importanti. Era un metodo di protesta fantastico, perché la gente non sapeva che farsene di noi, ovvero eravamo li’ pacifici a fere presenza, nessuno si sarebbe azzardato a fare qualsiasi cosa violenta, semplicemente seduti, in massa, il messaggio era: siamo qui per rimanere, perché la nostra voce e’ importante.
    E poi c’e’ un’altra arma, importantissima, piu’ potente di mille spranghe: il voto.
    Che gli italiani se lo ricordassero.

    Commento di Martina | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  5. discorso importante quello di Saviano e anche se non condivido le tue perplessità su quest’uomo sono d’accordo con te quando dici:
    “Se si vuole fare opposizione a Berlusconi, bisogna mostrare che si vuole un’Italia diversa, non soltanto con le parole e le idee, ma anche con i fatti e i comportamenti. Se vogliamo, per esempio, difendere la legalità, dobbiamo farlo sempre, anche quando siamo di fronte a un poliziotto o un finanziere che ci blocca la strada. Soltanto in questo modo possiamo poi pretendere che quello stesso poliziotto o finanziere a sua volta rispetti le regole”.
    Le idee ci sono, sono i fatti concreti che mancano.

    Commento di sabby | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  6. Sono d’accordo, ancora una volta, con Saviano. Ultimamente s’è fatto prendere la mano dalla fregola dello show man, ma rimane una persona intelligente e pacata.
    La violenza mai.
    Gli anni di piombo li ricordo ancora come un incubo, e non vorrei vederli riprodotti per nulla al mondo.
    Nemmeno per Berlusconi, oramai alla fine della sua parabola politica.
    Ancora di più temo quello che verrà “dopo”.
    Concretamente abbiamo (avete)una lega arrogante, una sinistra frammentata e, ahimè, idee liberali disperse nel vento.

    Commento di nico | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  7. Ser @Aquila, scusami l’ imperizia ‘blogghiera’ ! Ho per errore stampato il mio commento sull’ altro tuo Post . Provvedo pertanto a ristamparlo qui !
    Nò, Amico Ser @Aquila, questa volta non condivido, nè poco nè punto, il tuo pensiero, e confermo che – se si vuole fare veramente una “seria e concreta” opposizione al potere “quale che sia”, o nero o rosso, se invade, imbarbarisce e rende allo stremo chi lavora lasciandolo privo di risorse e futuro, CI SI DEVE FERMARE LI’ ! E ci si deve fermare ‘non per rispetto delle regole democratiche’ ( o almeno, non soltanto per quello ), ma per la stessa ragione per cui Pier Paolo Pasolini, alle prime guerriglie ‘pre-sessantotto’, tra Studenti armati di spranghe e ‘bombe molotov’
    ed Agenti della P.S., si schierò, “motivandolo con lettera aperta”, dalla parte dei Proletari, a suo giusto giudizio individuabili più negli Agenti, figli di poveri ( se avevano scelto quel mestiere, e prevalentemente proveniente da gente del Sud senza altre alternative di lavoro ‘che fare il poliziotto’ ), che in “quegli agiati figli di papà” studenti, che sprangavano e devastavano, avendo sempre papà e mamma ad assicurargli ‘vitto e alloggio’ gratis !
    A Roma, c’ erano in piazza a manifestare Lavoratori ‘disoccupati’, Ricercatori vessati, Studenti angariati da una legge ( la legge gelmini ) fasulla ed ingiusta, c’ era insomma Gente di ogni tipo scesa in piazza a tutelare i propri diritti sacrosanti ed a gridarli in faccia ad un governo infame, e dall’ altra parte un governo cialtrone ( scampato, lui che poteva contare sulla più ampia maggioranza nella storia della Repubblica dal 1948 ad oggi, “per tre miseri voti” in più nella votazione della ‘fiducia’, alla sua crisi ), un governo ‘immorale’ coeso soltanto sui propri sporchi interessi e sulla spregiudicata difesa del suo caporione !
    Bene, un migliaio di delinquenti armati di tutto punto sono riusciti con una violenza che gli è propria, “e che prescinde da ogni motivazione quando decide di scendere in campo”, a sconvolgere tutto quanto di buono e di onesto c’ era in quel momento !
    A mio modesto parere “errante”, ci si deve fermare sempre là, poichè la verità invocata da chi soffra e lotti, di tutto potrà avere bisogno per affermarsi, meno che mai “dei mascheramenti, delle spranghe, delle devastazioni e delle aggressioni”, che sono invece armi tipiche ed utili al potere, quando langua e sia prossimo alla crisi !
    Per quanto mi concerne, e senza interessarmi più di tanto al fatto che Saviano “sia difeso e scortato” e con i suoi libri o articoli guadagni cifre non indifferenti ( per me, sono cacchi suoi ! ), applaudo ai contenuti ideali della sua “lettera aperta” !

    Commento di cavaliereerrante | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  8. Marty: sull’arma del voto io ormai non ci faccio più affidamento.
    Sabby: sì, mancano i fatti, i comportamenti. Manca la coerenza. Manca (quasi) tutto.
    Nico: quando riusciremo a rimettere insieme le “idee liberali sparse nel vento”, a creare un minimo comun denominatore di regole nelle quali riconoscersi e che siano la base di un’Italia nuova, allora… no vabbeh, questa è fantascienza.
    Ser@Cav.: forse non mi sono spiegato bene, ma vedendo le immagini di tre giorni fa a Roma, io incontestabilmente mi sarei schierato dalla parte delle forze dell’ordine, indipendentemente dal fatto che fossero figli di proletari oppure no. Saviano ha scritto parole sagge e pacate e soprattutto ha scritto quel “ci si ferma lì” anche perché, secondo me, lui sa bene quale sia l’impegno delle forze dell’ordine per difendere non soltanto lui, ma la legalità in generale.

    Commento di aquilanonvedente | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  9. Bruno, tu e Aquila state dicendo ESATTAMENTE la stessa cosa 😉
    Quella lettera di Pasolini… me la ricordo eccome. Devi sapere che io ho una venerazione per Pasolini, ho un altare con la sua immagine e recito ogni sera “Poesia in forma di rosa” a mo’ di preghiera inginocchiata davanti a lui. Pensi che scherzo? 😀
    Pero’ su quella sua famosa lettera ho sempre avuto le mie riserve. Fu scritta in modo passionale, come spesso il nostro sapeva fare (ed in modo inimitabile e finora ineguagliato), partendo da un’ideologia marxista che non lasciava nessuno spazio ai figli della borghesia, e conteneva indubbie contraddizioni. Eppure da sempre e’ la “borghesia” che guida le rivoluzioni e i movimenti di pensiero, e lo diceva anche Marx. Bisogna stare attenti a non generalizzare. La polizia e l’esercito italiano sono famosi anche all’estero per avere il manganello (ed il grilletto, ahimé) facile contro i manifestanti.
    Fatta questa precisazione, rilancio il mio slogan fate l’amore e non la guerra. Perché qui si sta diventando troppo intellettuali. :mrgreen:

    Commento di Martina | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  10. E invece a quanto pare riusciamo a cadere sempre più in basso.

    Commento di Marta | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  11. Ma infatti, Lady @Martina, io non ho generalizzato ! Nè ho detto che “tutti i Poliziotti ed i loro Dirigenti” siano ‘democratici e santi’ !
    Io ho citato, essendo stato da ragazzetto “testimone oculare dei fatti” durante le immonde risse e violenze di Valle Giulia a Roma da parte di “studenti d’ architettura (sic!) col conto in banca” auto-dichiaratisi ‘la vera sinistra rivoluzionaria maoista’ senza mai aver sperimentato sulla propria pelle cosa significasse essere un proletario, soltanto “una lettera aperta” di Pier Palo Pasolini, una lettera che apprezzai allora e che, oggi, visto il decorso della storia italiana, apprezzo ancora di più !
    Io Pasolini lo porto, “da sempre” nel cuore, ma non gli ho dedicato nè altari, nè preghiere, solo sentimenti di ammirazione e apprezzamento per le sue previsioni “esatte” sui fatti di allora ! Io, pur giovanissimo, all’ epoca votavo PCI ( poichè condividevo la Politica di Enrico Berlinguer, una Persona, lui sì, che adoro tutt’ ora ) ed all’ Università ero considerato da quei “rivoluzionari maoisti” un fascista, alla stregua di tutti gli aderenti al PCI . Come previde il grande Pasolini, da allora iniziò nella Pubblica Sicurezza un processo inarrestabile di democratizzazione, mentre tra quei “rivoluzionari e capi popolo della rivoluzione da salotto”, uscirono i Paolo Liguori, gli Avv, Pecorella, i Piero Mughini, e tanti altri che oggi, ‘mutatis mutandis’, arricchiscono il portafoglio di ser @nano .
    Tutto qui, ed onestamente non mi sembra quindi di aver generalizzato !
    Ser @Aquila, Amico mio, lo ammetto : la passione ( in questo caso l’ incazzamento per i fatti di Roma ) ed il fatto di aver percepito ( a torto ??? ) in te una ‘certa antipatia’ per Saviano ( che ovviamente, se così fosse, non condividerei, pur non avendo mai santificato questo ragazzo del Sud, che mi appare peraltro sincero in quello che fà o scrive ), mi hanno un pochino ‘scaldato la penna’ !
    Ma per come ti stimo, e Tu lo sai bene, capisco ora che il tuo intervento aveva ben altro significato !

    Commento di cavaliereerrante | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  12. Avrei tanti motivi per scendere in piazza accanto agli studenti, ai disoccupati, ai cassintegrati che avevano un lavoro dignitoso e un giorno si sono ritrovati con un mutuo da pagare e non saper più come fare. Avrei tanti motivi per manifestare la mia rabbia, la mia amarezza, la mia paura per un futuro che non vedo e che con mille difficoltà sto cercando di costruire. Ma non ho neanche un solo motivo per stare in mezzo a chi brucia auto (magari di impiegati che fanno fatica ad arrivare a fine mese) , spacca vetrine, aggredisce agenti,tira uova marce e sfila con il volto coperto. No. La rabbia deve avere un volto, il volto dei giovani, dei genitori, perfino dei nonni. Perchè la colpa è di tutti se siamo arrivati a questo punto, perchè non ci siamo arrabbiati prima, non ci siamo indignati prima. Ma la violenza mai, per nessun motivo.

    Commento di Erynwen | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  13. Quoto cavaliere ed erynwen.
    Non ti capisco, martina. O sei antiviolenta o non lo sei, non c’è una via di mezzo, non c’è un però.
    La valvola della democrazia non funziona?
    Chi ha votato gli imbecilli che ci sono al governo, gli alieni?
    L’ho scritto proprio oggi sul blog di Vincenzo: se le parole sono pietre, le pietre sono parole, e colui che lancia la pietra non è cassintegrato, non è povero, non è precario, è un delinquente.

    Commento di silvia | 19 dicembre 2010 | Rispondi

  14. Concordo con Lady @Erynwen : “No. La rabbia deve avere un volto, il volto dei giovani, dei genitori, perfino dei nonni ” !
    Ed aggiungo io : il volto, giovane oppur nò, di chi abbia “un motivo ideale” ( come per esempio sostenere, costi quel che costi “di noi” e non di chi, dopo averla acquistata con sacrifici, se l’ è trovat l’ auto distrutta, i diritti sacrosanti e negati ai Lavoratori che abbiano perso il lavoro, ai Ricercatori che siano stati ignominiosamente allontanati dai laboratori della ‘ricerca pura’, agli Studenti che vogliano una Scuola Pubblica che sia Statale Nazionale e non “Aziendale” o Padana, ed a tutte le altre Categorie Sociali bisognose di aiuto concreto e solidale ), un ‘motivo ideale’, insomma, per cui combattere e lottare “senza maschera”, finchè possibile, ed in Italia non ostante tutto lo è, ‘con metodi democratici’ e ove impossibile attaccando al cuore il Potere governante (sic!) “senza fornirgli alibi” di alcun tipo, o fargli nascondere cialtronescamente agli Italiani le ragioni reali della stragrande maggioranza di persone che stava in piazza l’ altro giorno a Roma !
    Per questo, convengo pienamente anche con Lady @Silvia : chi agisce come il gruppo di ‘allegri facinorosi’ a Roma, “è un delinquente”, quando non peggio !

    Commento di cavaliereerrante | 19 dicembre 2010 | Rispondi

  15. @Silvia: ovvio che non ci sono vie di mezzo. Nei miei interventi non mi sono forse spiegata bene. Dicevo solo: perché ci meravigliamo?
    Una mera analisi sociologica. Molto raffazzonata. Ma vera.
    Anche agli inizi degli anni di piombo era successo cosi’. Chi organizzava la violenza non si sporcava certo le mani: ci mandava i ragazzi sprovveduti, quelli che non avevano ancora una coscienza politica ben formata.
    Invito a tutti la lettura di due libri (uno il seguito dell’altro, che pero’ si trovano solo online, penso sia IBS che il sito della Feltrinelli li abbiano). Li ha scritti Umberto Lucarelli, sono Non vendere i tuoi sogni, mai e Ser Akel va alla guerra:

    http://it.paperblog.com/non-vendere-i-tuoi-sogni-mai-31919/

    In pratica raccontano la storia della genesi degli anni di piombo vista dagli occhi di un ragazzo adolescente che venne letteralmente travolto dalla situazione senza sapere o rendersi conto. D’accordo, quelli erano anni diversi, direte voi, ma non me la sento davvero di mettere in croce ragazzi che letteramente sono stati trascinati in un maelstrom di eventi che, sinceramente avrebbe potuto evitarsi con una classe politica che non includesse collusi e veline.
    Ribadisco, non giustifico. cerco di capire. La mia non-violenza si estende da entrambe le parti: non tiro sassi ma non prendo neppure a manganellate chi ha compiuto l’atto. Non credo all'”occhio per occhio”, ad una societa’ punitiva. Se non si vuole criminalita’ e violenza, beh allora che non ci siano criminali al governo. Se si vuole una gioventu’ con principi etici fortemente ingranati e con salde basi democratiche, beh che i padri diano l’esempio.
    Un puttaniere al governo circondato da veline ed altri simili giullari?
    Ribadisco, mi meraviglia che non sia successo di peggio.
    Chi li ha votati? Certo, gran parte degli italiani. Ma con la legge elettorale vigente non c’e’ speranza, davvero, e viene da piangere perché ancora una volta si andra’ contro i mulini a vento.
    La societa’ italiana (europea in generale, vorrei aggiugere) e’ in disgregazione. Questi sono i sintomi. Non giustifico, ribadisco, ma ritengo che si debba andare a monte del problema.

    Commento di Martina | 19 dicembre 2010 | Rispondi

  16. Proprio perché sono contrario alla violenza, esigo che la stessa severità la si usi anche nei confronti di questi qua:
    http://www.reportonline.it/2010030141318/economia/crisi-in-grecia-un-paese-vittima-della-speculazione.html

    Commento di aquilanonvedente | 20 dicembre 2010 | Rispondi

  17. Ser @Aquilanonvedente-17 : hai perfettamente ragione, senza se e senza ma !
    A questi galantuomini (sic!), toglierei tutto, fino all’ ultimo centesimo !
    E una volta ‘ridotti in mutande’, li lascerei liberi come l’ aria, senza torcere loro il benchè minimo capello !
    Liberi, li lascerei, di cercarsi liberamente un lavoro e vedersi sbattere la porta in faccia, liberi di tornare a casa senza poter sfamare i figli e le mogli, liberi di fare l’ accattonaggio e vedersi rifiutare l’ obolo, liberi perfino di mangiare e bere, ma a spese loro !

    Commento di cavaliereerrante | 20 dicembre 2010 | Rispondi


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