Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Yara

Questa cosa la sento come uno “strappo” al cuore.

Sarà che sto invecchiando.

Sarà che ho una figlia che tra qualche anno inizierà a uscire da sola.

Sarà che non siamo preparati a simili orrori.

Ovviamente mi hanno fatto incazzare quelli che, appena arrestato il ragazzo marocchino, si sono subito scatenati nella “caccia al nero”.

Ovviamente, mi fanno pure incazzare quelli che adesso gongolano perché non è stato il marocchino e se la prendono con ‘sti bergamaschi leghisti che ora non sanno più cosa pensare.

Ma possiamo vivere sperando che cose simili non accadano e se proprio devono accadere, che colpiscano altri paesi e altre persone?

Possiamo vivere sobbalzando tutte le volte che qualcuno non risponde al cellulare; tutte le volte che sentiamo la sirena di un’ambulanza; tutte le volte che vediamo per strada qualcuno con la faccia strana?

No, non si può. Non possiamo abituarcisi. Non possiamo accettarlo.

Voglio una vita normale, perdincibacco.

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8 dicembre 2010 - Posted by | Storie ordinarie |

24 commenti »

  1. Hai detto una cosa che sento più di quanto vorrei. Uno strappo al cuore. Non c’è altro da dire. Per chi ha dei figli e anche per chi non li ha.

    Commento di Maria | 8 dicembre 2010 | Rispondi

  2. Sai che Yara aveva solo un anno in piu’ di mia figlia. Questa notizia mi ha fatto rabbrividire per questo motivo. Mia figlia che non fa ginnastica ma ha fatto danza classica per 5 anni e vuole riprenderla quando torniamo a Milano. Ho visto quelle foto di quando Yara si allenava e sono impallidita per le similitudini. Mia figlia che ha solo una madre ed un fratello un poco piu’ grande, al momento. Nessun altro. Mia figlia che deve fare un corso di difesa personale, a questo punto non le lascero’ scelta.
    Perché anch’io sono una che comincia a telefonare a destra e a manca quando non risponde al cellulare. Che si fa venire gli attacchi di panico e la rimprovera quando va da un’amica senza avvertirmi.
    No, non possiamo vivere cosi’. Dobbiamo fidarci. Sono cresciuta facendo le medie a Milano, e erano gli anni di piombo. Devo sperare che sia meglio per lei. Per loro, perché non e’ che mio figlio sia esente dalle mie preoccupazioni.
    Non possiamo consumarci pero’.
    Gli psicopatici ci sono dappertutto.
    Possiamo solo spiegarglielo e fargli capire alcune elementari regole di sicurezza.
    Non ho altre soluzioni. Solo, non voglio trasmetterle la mia ansia, quello non sarebbe giusto.

    Commento di Martina | 8 dicembre 2010 | Rispondi

  3. Purtroppo viviamo all’interno di una società violenta e a farne le spese sono i più deboli.
    Giorno dopo giorno si sentono storie simili, storie di una crudeltà estrema perchè hanno per protagoniste ragazze nel pieno della loro vita. Una vita spezzata dalla brutalità di chi non sa distinguere il bene dal male e pensa solo a soddisfare i propri istinti animali.
    E’ avvilente constatare in che mondo viviamo, da quali persone siamo circondati e vivere sempre in preda alla paura e all’angoscia che la nostra vita o quella delle persone a cui vogliamo bene venga distrutta da un momento all’altro!
    E’ vero che i media stanno esagerando parecchio servendoci ad ogni ora del giorno anche i particolari più intimi delle vittime e delle loro famiglie, ma è pur vero che tutto ciò serve ai ragazzi giovanissimi per non dimenticare mai in che mondo vivono e che “il male” può arrivare in qualsiasi momento e da ogni parte.

    Commento di anto | 8 dicembre 2010 | Rispondi

  4. Per fortuna stavolta il paese tace , non per omertà ma per discrezione. Comunque vada a finire ( spero nel migliore dei modi ) voglio pensare che non diventi un caso televisivo come quello di Sarah.

    Commento di Marta | 8 dicembre 2010 | Rispondi

  5. Aquila, sono qui, ma senza parole.

    Non me la sento di aggiungere altro.

    Commento di Ifigenia | 8 dicembre 2010 | Rispondi

  6. difficile aggiungere altro,
    certo non credo si possa vivere con il panico addosso, non è giusto neanche per i nostri figli, però penso che parlare con loro, onestamente, quando l’età consente, sia giusto e doveroso, far capire loro che esiste anche il male,
    quello che non mi piace è l’assalto alla notizia, un nuovo caso Avetrana, questo non mi piace, c’è una soglia sottile tra diritto d’informazione e speculazione e spesso si va oltre questa soglia, scavalcando dolore, emozioni e rispetto.

    Commento di sabby | 8 dicembre 2010 | Rispondi

  7. andavo a scuola da solo,
    tranne che alle elementari…
    tutti andavamo a scuola da soli,
    dalle medie inferiori in poi.
    fu dal 1964 al 1972, mai divertito tanto,
    mai sentito più sicure, e la gente se la pigliava con i “capelloni”… cazzate !
    la libertà dava troppo fastidio al potere…
    che ha inventato nuovi mostri,
    per tenere la gente chiusa in casa.

    Commento di stefanover | 9 dicembre 2010 | Rispondi

  8. Marta, aspetta che la ritrovino… poi vediamo come il Paese tacerà!!!

    Commento di Grimilde | 9 dicembre 2010 | Rispondi

  9. Ciao Aquila, premetto che non so come commentare a post come questi. E dopo aver finito di leggere magari ti dirai, ” e perchè non si è fermata prima, allora?!?”. Ma volevo comunque lasciarti una mia riflessione, se non ti dispiace. Sono una nostalgica! Mi ricordo che quando andavo a scuola ero serena. Ero serena perchè allora non se ne sentivano di storie del genere o comunque, non così frequenti. Mi ricordo che scendevo in “Piazza” da sola per incontrare i miei amici, senza paure, e allora la Piazza era davvero gremita di gente! C’erano il gruppo dei punk, dei metallari, dei paninari, dei New wave e poi c’ero io e altre tante persone che non appartenevamo a nessun gruppo, però eravamo là, tutti insieme e si passeggiava, si chiacchierava, alcuni si picchiavano, quelli del gruppo dei rissosi, ma alla fine stavamo tutti assieme, abbastanza pacificamente, in una bellissima Piazza e io non avevo paura di nessuno. Mia madre, ai tempi, sicuramente si preoccupava, ma non credo abbia conosciuto le paure che vivo io oggi! Mia figlia ora ha solo 6 anni e ancora me la tengo “stretta”, ma dopo? Come mi devo comportare? Tenerli sotto una campana di vetro significherebbe tarpare loro le ali! Devo proteggerla oppure devo lasciare che impari a proteggersi? Perchè io non voglio essere la sua ombra, ma solo la sua guida. Devo insegnarle dove sta il male, ma sarà così fortunata e brava da evitarlo? Devo farle fare un corso di Judo o karate o taekwondo? devo augurarmi che sia una ragazza brutta, da grande, in modo che non susciti troppi interessi? Che tristezza… Io vivo in una piccola città, dove ancora non esiste il “copri-fuoco” la sera, per fortuna, ma sono già piena di ansie e paure verso di lei e di quello che potrebbero farle! Da poco, sono stata ad Amsterdam che certo non si può dire una piccola città. Nonostante i coffee-bar dove, ben esposto, c’erano i “calumet” a tua disposizione e nonostante i numerosi locali a luci rosse, bè… io non mi sono mai sentita così tranquilla a girare di notte, anche con dei bambini, come in quella bellissima città! Voi mi direte, magari non arrivano sino a noi, ma anche li potrebbero esserci notizie simili a quelle che sentiamo noi qua. Ma perchè non ci credo? Può essere che il “buon-esempio” debba arrivare da chi ci governa? Come quello che noi riceviamo dai nostri genitori. Se la nostra società non sa educarci, come possiamo pretendere di vivere tranquilli?
    Bo, basta. Ho finito di riflettere.
    Ciao Aquila! A presto!

    Commento di Mapina | 9 dicembre 2010 | Rispondi

  10. p.s.
    mamma mia! non mi ero accorta della lunghezza!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Commento di Mapina | 9 dicembre 2010 | Rispondi

  11. Per ora aspettiamo.

    Commento di Marta | 9 dicembre 2010 | Rispondi

  12. A me, Lady @Mapina, il tuo commento non sembra lungo, se lo confronto alla lunghezza dell’ ansia che Tu, tante giovani Mamme e Padri pure, ‘se memori’, nutrite nel cuore !
    Sì, la società di oggi è come un boscaccio popolato di streghe e di orchi, pronti a ghermire l’ innocenza di un bambino .
    Che fare, e che fare ora ?
    Nessuno potrebbe risponderti, poichè nessuno è in grado di leggere nel cuore di questa società che viviamo, una nave in avaria in un mare tempestoso, una nave ‘senza bussola o nocchiero’, senza una rotta che si intraveda chiara, nè un approdo che sia meno infame di come lo percepiamo ‘vedendo gli esempi immondi che ci dà, ogni giorno, chi ci governa !
    Sono un Padre anch’ io, e conosco ciò che senti per i tuoi Bambini, conosco quel tipo di paura .
    Solo una cosa, mi permetto di dirti : non stancarti mai, Tu e tuo Marito, di vegliare sempre su tutto ciò che possa invogliare i tuoi Figli, non dare per scontato mai niente, ma tutto questo, ed è qui la parte più maledettamente difficile e la più amara, senza che i tuoi Figli lo avvertano, poichè anch’ essi hanno diritto a vivere spensierati come desidera, in ogni generazione, chi si sta “ora” affacciando alla vita !

    Commento di cavaliereerrante | 9 dicembre 2010 | Rispondi

  13. Non riesco a dire nulla; solo che, anch’io, non sono preparata all’orrore…

    Commento di linda | 10 dicembre 2010 | Rispondi

  14. e dalle notizie che leggo stamattina e’ ricominciato il circo mediatico… proprio come si temeva. 😦

    Commento di Martina | 11 dicembre 2010 | Rispondi

  15. Il problema è che si tratta di situazioni molto vicine a tutti noi. E che tristemente si ripetono.

    Un abbraccio

    Commento di Kylie | 13 dicembre 2010 | Rispondi

  16. Vuoi una vita normale? Mèttete in fila allora amico mio 😉
    La verità è che per la tua bambina dovrai fare appello all’indole del tuo nick, e portare quell’aquila da un buon oculista perchè ci deve vedere, e bene, per sorvegliare, proteggere, vegliare.
    I miei sono grandi ma quando il cellulare non risponde io vado nel panico…mala tempora currunt sed peiora parantur 😦

    Commento di Zia Raspa | 13 dicembre 2010 | Rispondi

  17. Statisticamente, forse la nostra è la società meno violenta e più pacifica che il mondo abbia mai conosciuto.
    In fondo da decenni non abbiamo guerre (parlo dell’Europa occidentale e in particolare dell’Italia). Riusciamo, bene o male, a controllare il terrorismo (quello islamico non è ancora arrivato ai livelli di quello nero e rosso). La criminalità, più o meno organizzata, viene contrastata molto meglio di altri paesi.
    Tutto sommato quindi, razionalizzando, non potremmo nemmeno lamentarci troppo.
    Il fatto è che poi rimaniamo interdetti quando apprendiamo che in un piccolo paese, una ragazzina senza i cosiddetti “grilli per la testa” (ma anche se ne avesse avuti, sarebbe la stessa cosa) può sparire nel nulla senza lasciare traccia, inghiottita da chissà quale mistero.
    Ecco, forse è il mistero che ci fa paura.
    Quando uno esce in auto, sappiamo quali rischi corre e siamo anche in grado di metterlo in guardia, di limitare i rischi: non bere, andare piano, fare attenzione, ecc.
    Ma di fronte a episodi di questo genere, siamo fondamentalmente impreparati.
    E comunque, volere una vita normale dovrebbe essere, per l’appunto, “normale”.

    Commento di aquilanonvedente | 14 dicembre 2010 | Rispondi

  18. E’ proprio così Ser @Aquila !
    Ed essendo anch’ io Padre di due Ragazze, comprendo fino in fondo la tua ansia, il tuo star male ‘normalmente’, le tue insicurezze !
    Eppure, nient’ altro ci è dato che “vigilare fino all’ impossibile, ma senza opprimerli” su i nostri Figli, in questo momento, e non stancarci di combattere e lottare, poi, per rendere questa società “meno normale”, ma più vivibile !

    Commento di cavaliereerrante | 14 dicembre 2010 | Rispondi

  19. Non abbiamo una società violenta? 😯
    Genitori che ammazzano i figli, figli che ammazzano genitori, violenze sessuali e stupri di gruppo, stalking, pirati della strada, manifestazioni che sfociano in lotta con le forze dell’ordine, violenze sui bambini in asili e scuole…
    Mah!

    Commento di anto | 14 dicembre 2010 | Rispondi

    • Per essere precisi, io ho detto che “forse la nostra è la società meno violenta e più pacifica che il mondo abbia mai conosciuto“, il che mi pare un po’ diverso dal dire che “non abbiamo una società violenta”.
      Quanto ai pirati della strada, beh… no comment :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
      Ser@Cav.: vigilare fino all’impossibile? Mi sa proprio che non basti…

      Commento di aquilanonvedente | 14 dicembre 2010 | Rispondi

  20. Che dolore. Ho la gola secca e mi sembra di annaspare. Cerco di immedesimarmi in quei genitori, secondo me non avevano perso ogni speranza. Adesso… che mondo crudele. Non ho l’abitudine di scrivere parolacce sui blog altrui, ma in questo momento mi devo trattenere.

    Commento di Maria | 26 febbraio 2011 | Rispondi

  21. Questa sera non ho parole per commentare.
    Chi è credente, ha una buona occasione per le proprie preghiere.
    Chi non lo è, può sperare che vi sia comunque una punizione per chi compie questi atti. E che sia molto, molto pesante…

    Commento di aquilanonvedente | 26 febbraio 2011 | Rispondi

  22. Concordo, Aquila.

    Commento di Maria | 26 febbraio 2011 | Rispondi

  23. Io ciò che penso l’ho scritto sul mio blog. Anch’io non ho parole, anche perchè non ci sono parole per commentare la follia umana.
    Povera bambina.

    Commento di Martina | 27 febbraio 2011 | Rispondi


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