Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il futuro

“Papà, io non avrò un futuro.”

“Eh? Ma che dici? Dove hai sentito una fregnaccia simile?”

“L’ho sentita dai grandi, al bar. C’è la crisi e io non avrò un futuro.”

“Beh, lascia che ti dica una cosa. Chi ha pronunciato questa frase, ha detto una grandissima stupidaggine. Tu avrai davanti il futuro che ti costruirai, fatto di gioie e dolori, di alti e bassi, di amori e delusioni, forse di figli e di nipoti. E un giorno, tra tanti anni, io me ne andrò, come se ne sono andati i nonni, ma ti osserverò sempre da lassù. E un altro giorno ci ritroveremo tutti insieme a mangiare le tagliatelle al ragù.”

“Con tanto formaggio?”

“Tantissimo.”

Quando la guardo, penso che sono fortunato.

E mi inchino a chi sopporta questo dolore grande grande…

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3 novembre 2010 - Posted by | Notizie dal mondo fatato |

14 commenti »

  1. aquila che mi combini? tra questo post e l’altro qui non mi bastano piu’ i kleenex 😦
    di’ alla fatina che adesso arrivo io in Italia e cambia tutto. Riprendo a fare politica, mi faccio eleggere, divento prima ministra e c’e’ lavoro per tutti (anche per i miei figli scapestrati).
    E le tagliatelle al ragu’ le mangerete nel vostro paradiso in terra. Qui. Non lassu’.
    🙂
    (come si fa la faccina con la lacrima?)

    Commento di Martina | 3 novembre 2010 | Rispondi

  2. Ho letto il post che hai linkato… e non ce l’ho fatta a scrivere nulla. Penso che sia il terrore di ogni genitore.

    E pensa che in quei momenti bisogna trovare le parole per consolarlo quel figlio che sta volando via, bisogna sorridergli fino alla fine, “tranquillizzarlo”.

    Deve esistere un’aldilà aquila caro, deve esistere, queste persone si dovranno riabbracciare, e ripensare a quei momenti come un passato lontanissimo, un brutto sogno da cui è possibile svegliarsi.

    Anche a me non bastano i kleenex… dovremmo tutti rivedere le nostre priorità, e non permettere che la nostra vita venga avvelenata da cose che non contano niente.

    Appena riesco torno a risponderti sul futuro (appena trovo la sfera di cristallo intendo).

    Ti abbraccio.

    Commento di Ifigenia | 3 novembre 2010 | Rispondi

  3. Grazie del passaggio. E già, è tornato a giocare, e con chi??? Io penso proprio di saperlo e anche tu lo sai. Allora stringiti forte ai tuoi cuccioli perchè hanno bisogno di grandi ali per volare e tu comunque sei la loro aquila, e le tagliatelle al ragù con tanto formaggio ce le mangiamo in abbondanza nel mio giardino delle fate
    Baci baci Folletta

    Commento di FOLLETTABACIBACI | 3 novembre 2010 | Rispondi

  4. Fai conto che ti stia abbracciando.

    Commento di Grimilde | 3 novembre 2010 | Rispondi

  5. Sì, Ser @Aquilanonvedente, sei fortunato !
    Ma ancora di più lo è tua Figlia ad avere un Padre come te !

    Commento di cavaliereerrante | 3 novembre 2010 | Rispondi

  6. è vero quanto dici serbruno@ è fortunata la piccolina e anche il suo papà!
    a volte non ci si rende conto di quanto ci riempiono il cuore i figli, sembra così sconatto che ci siano e che ci vogliano bene, poi piccole cose ci allargano il cuore ci danno la dimensione del vero reale.

    Commento di sabby | 3 novembre 2010 | Rispondi

  7. Credo di averlo detto anche troppe volte. Vorrei avere delle figlie dell’età della tua. Mai come in questo periodo. Le mie da un lato sono ormai grandi e, apprentemente, vanno per la loro strada. Dall’altra hanno sempre e comunque bisogno di essere indirizzate e rassicurate. Rassicurare due figlie dell’età delle mie è terribilmente complicato.
    Goditi la tua piccolina, più che puoi.
    Mi associo a coloro che hanno detto che siete fortunati entrambi, tu e la tua bimba.
    E comunque siamo tutti fortunati, tutti coloro che non hanno dovuto soffrire in quel modo assurdo, straziante e illogico. Io non riesco a immaginarlo.

    Commento di Maria | 3 novembre 2010 | Rispondi

  8. Chissà dove si trova la forza di andare avanti , certi dolori esistono ma non riesco a immaginarli. Non ci riesco.

    Fortunati tutti e due che potete godere l’uno dell’altra.

    Commento di Marta | 3 novembre 2010 | Rispondi

  9. Conosco più di una persona con una tragedia simile alle spalle. E in modo particolare una coppia di amici la cui figlia è morta per suicidio.
    Non ci sono parole e di fronte a queste situazioni nessuno si sente più in diritto di lamentarsi della propria infelicità.
    Tu aquila gioisci in modo particolare per questo rapporto che hai con la fatina.. e che mi sembra andrà avanti sempre in modo positivo..

    Commento di dani | 3 novembre 2010 | Rispondi

  10. Rendi speciale ogni istante passato insieme a lei e questo è un modo per rendere omaggio a quelle coraggiose persone che possono vivere solo il ricordo di risa, di baci, di tenere carezze, di sguardi birichini.

    Commento di Erynwen | 3 novembre 2010 | Rispondi

  11. ho letto il link.
    ieri sono andata al funerale di un coetaneo di mio figlio, morto a 22 anni per un tumore.
    mi sembrava che tutti noi che lo piangevamo, in quella chiesa, stessimo vivendo a suo discapito: recitavamo preghiere che lui non poteva ascoltare, ascoltavamo canti che lui non poteva sentire, piangevamo lacrime che lui non poteva asciugare. mi sembrava che dovessimo tutti sentirci in colpa, nei suoi confronti, per il nostro vivere.
    Un genitore non deve sopravvivere a un figlio, non è umano.

    Commento di silvia | 3 novembre 2010 | Rispondi

  12. Sì, chi vive spesso si sente in colpa quando una morte viene vissuata come ingiusta, e la morte di un ragazzo di 22 anni appare sempre ingiusta.

    Ripeto, spero che questa nostra vita sia solo una parentesi di una vita ben più ampia,il che darebbe pure una ragione a tante cose.

    Purtroppo, al momento, non sappiamo.

    Commento di Ifigenia | 3 novembre 2010 | Rispondi

  13. Ify, come sai io non sono credente ma rispetto le filosofie orientali (Zen e Buddista). Penso che siamo parte di un tutto. Penso che ci sia una spiritualita’ ma e’ su questa Terra. Quando ce ne andiamo entriamo nella memoria collettiva. Per questo e’ importante non vivere in solitudine. La nostra spiritualita’ e’ il collegamento che stabiliamo coi nostri simili. La nostra immortalita’ e’ il ricordo delle nostre azioni, dell’amore che abbiamo dato.
    Per questo ho scritto che il paradiso e’ qui, qui bisogna trovarlo, con i nostri atti quotidiani.
    E’ qui che bisogna mangiare le tagliatelle.
    E ora mi fermo senno’ devo rifare la scorta di kleenex.
    😉

    Commento di Martina | 4 novembre 2010 | Rispondi

  14. A me piace molto questa frase di Walter Villa e cerco sempre di ricordarla anche alle mie figlie:

    “Ognuno di noi nasce con un tot di carburante nel serbatoio di cui non conosce la quantità. A qualcuno è stato fatto il pieno, altri ne hanno metà, altri nascono che sono già in riserva. L’unica è tirare come se niente fosse e quando poi sentirai che il carburatore si svuota improvvisamente, è il tuo momento.
    Non fa niente.
    L’importante è non essere andato a passo di lumaca tutta la vita per paura di questo momento.”

    Commento di Giulio GMDB© | 5 novembre 2010 | Rispondi


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