Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

L’uomo senza amici

Oggi ho conosciuto l’uomo senza amici.

L’ho conosciuto al supermercato, al termine della spesa; conducevo uno di quei cestini con le ruote e il manico, quando – galeotto fu il pecorino – sterzando improvvisamente verso il banco dei formaggi, i nostri corbelli sono entrati in collisione, proprio davanti al banco degli yogurt. Le nostre spese si sono mischiate; panini e brioche alla marmellata sembrava si salutassero l’uno con l’altro; scatolette di carne e di tonno che si rincorrevano rotolando da tutte le parti; carte igieniche e fazzoletti usa e getta che si scambiavano profumi con i detersivi e i deodoranti per ambienti.

“Mi scusi.” ha detto lui mentre raccattava i suoi acquisti.

“Di niente. – ho risposto io mentre facevo altrettanto con i miei – Lei veniva da destra, aveva la precedenza.”

Mi sono recato in cassa, ho pagato e sono uscito dal supermercato. Nel parcheggio, ho sentito una voce alle mie spalle: “Signore! Scusi signore!”

Mi sono voltato: era lui, l’uomo senza amici. Veniva verso di me con la sua borsa della spesa che era delle stesse dimensioni della mia.

“Credo che nello scontro ci siamo scambiati qualcosa – ha detto, un po’ trafelato – Forse la mia carne è finita nel suo cestino.”

“La sua carne? Non me ne sono accorto.”

Ho frugato nella borsa e ho trovato un sacchettino del banco macelleria. Sarà stato sì e no mezz’etto di carne macinata, sessantotto centesimi.

“Forse è questa?”

“Sì grazie, è proprio questa. Aspetti che gliela pago.”

Ha iniziato a frugarsi convulsamente nelle tasche, concludendo con un “Accidenti! Non ho moneta.”

“Fa niente. Sarà per il prossimo scontro.” ho risposto sorridendo.

“No no, ma ci mancherebbe! – ha proseguito quello – Beh, senta, permetta allora che le offra almeno un caffè.”

E’ stato a quel punto che, per la prima volta, l’ho guardato negli occhi. Il suo sguardo timido e impacciato aveva qualcosa di famigliare, come se quel tipo l’avessi già visto da qualche parte. Non me la sono sentita di rifiutare la sua offerta e così ci siamo diretti, con le nostre borse sempre più uguali, verso il bar del centro commerciale e ci siamo seduti a un tavolino all’esterno.

“Per fortuna mi sono accorto che mi mancava la carne – ha esordito – altrimenti non avrei potuto farmi le lasagne stasera.”

Mi sono ricordato di quel piccolo sacchetto.

“Mi sembra un po’ poca quella carne per le lasagne.”

“Ma io le faccio soltanto per me ed è più che sufficiente. Sa, io non ho amici…” e così dicendo ha abbassato lo sguardo, mostrandomi la sua testa un po’ spelacchiata, proprio come la mia.

“Beh – ho detto – a volte capita di sentirsi soli…”

“No no – ha ribattuto prontamente – non ho detto di sentirmi solo. Io non sono solo. Io sto abbastanza bene con me stesso. Lavoro, leggo ,scrivo, vado in giro in bicicletta, cucino. Io sono soltanto senza amici.”

“Nessun amico? Impossibile.”

“Eppure è così. Giuro. Nessuno con cui parlare, scherzare, litigare, chiedere consiglio o aiuto.”

Mentre pronunciava queste parole osservavo i suoi occhi tristi, che riflettevano una strana luce: per un attimo ho avuto l’impressione che fossero i miei.

“Ma nemmeno da giovane ha mai avuto amici?”

“Alcuni sì, soprattutto ai tempi della scuola, poi le mie amicizie non le ho coltivate e si sono disperse. Nella vita ho avuto genitori, parenti, colleghi di lavoro, conoscenti, compagni di partito, fidanzate, una moglie, dei figli…”

“Lei è sposato?” ho chiesto sorseggiando il mio caffè.

“Lo sono stato. Poi mia moglie se n’è andata. Chi vuole avere un marito senza amici?”

“E i figli?”

“Ne ho due, ma ormai sono grandi e ci vediamo poco. Chi vuole avere un padre senza amici?”

Ho preso il pacchetto di sigarette e gliene ho offerta una.

“Grazie – ha detto allungando la mano – io fumo pochissimo, ma dopo il caffè ci vuole, no?”

“Anch’io fumo pochissimo.” ho replicato, notando che entrambi avevamo l’abitudine di fare uscire la prima boccata di fumo dal naso.

“Non è per farmi i fatti suoi – ho proseguito – ma si dice che vi siano diversi modi per farsi degli amici. Frequentare locali, cinema, palestre. Poi adesso che c’è pure internet…”

“Non è così facile, mi creda. Soprattutto a cinquant’anni.”

La mia età, ho pensato, cercando di convincermi che ne dimostrasse di più, anche se non era vero.

“C’è qualcosa che ci si sente dentro e che non riesce a venire fuori. – ha continuato – Qualcosa che rimane attaccata alla propria pelle, che non trova parole per farsi ascoltare, non trova sguardi per farsi osservare, non trova gesti per farsi avvicinare.”

Non sapevo che dire. Ero in serie difficoltà nel portare avanti quella strana discussione, ma per fortuna lui, l’uomo senza amici, mi è venuto in aiuto.

“Ora devo andare, altrimenti si fa tardi e non faccio in tempo a farmi le lasagne.”

Si è alzato e mi ha teso la mano. Mi aspettavo una stretta debole e molliccia e invece ho sentito una presa forte e decisa, come fosse un desiderio di riscatto – o forse un addio. Ha preso la sua borsa della spesa e si è allontanato. L’ho osservato scomparire nel parcheggio, eclissarsi tra le altre persone, confondersi con le striminzite piante del piazzale, eclissarsi nell’ombra del crepuscolo.

Solo allora mi sono accorto che non aveva pagato il conto.

Epperò! – ho pensato – Ci credo che non ha amici quello! Se invita la gente al bar e poi se ne va senza pagare…

Mi sono diretto al banco, la barista ha schiacciato un tasto della cassa, facendola tintinnare e mi ha consegnato lo scontrino con un sorriso: “Un caffè, un euro.”

Stavo obiettando che i caffè erano due, poi ho guardato il tavolino dov’ero seduto, con la tazzina vuota e il portacenere con un mozzicone e le ho dato l’euro chiesto, ricambiando il sorriso.

Ho preso la mia borsa della spesa, ho controllato di non avere dimenticato di comprare qualcosa – soprattutto la carne macinata – e mi sono diretto al parcheggio, confondendomi tra le altre persone, nella penombra dell’imbrunire.

Devo sbrigarmi – ho pensato – altrimenti non faccio in tempo a farmi le lasagne.

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9 ottobre 2010 - Posted by | Racconti, Storie ordinarie, Un po' di me | , , ,

54 commenti »

  1. Aquila, sei dolcissimo!

    Commento di Ifigenia | 9 ottobre 2010 | Rispondi

  2. Una bella storia, non c’è che dire.
    Guardarsi dal di fuori è difficile tanto quanto guardarsi dal di dentro (insomma, è il guardarsi in sè che è dura), ma tanto vale provarci.
    Specie se il risultato è una frase come questa: “C’è qualcosa che ci si sente dentro e che non riesce a venire fuori, qualcosa che rimane attaccata alla propria pelle, che non trova parole per farsi ascoltare, non trova sguardi per farsi osservare, non trova gesti per farsi avvicinare.”
    Aquila, hai colpito in picchiata.

    Commento di silvia | 9 ottobre 2010 | Rispondi

  3. Non ho parole.
    Non riesco a commentare.
    Ogni parola sarebbe di troppo.

    Commento di Maria | 9 ottobre 2010 | Rispondi

  4. però…

    Commento di Maria | 9 ottobre 2010 | Rispondi

  5. chissà perchè questo racconto mi trasmette ansia! 😉
    Ps: sai che ti dico? Forse una spiegazione non c’è, è inutile stare a pensarci. Serve solo ad amareggiarsi e a darsi delle colpe maggiori rispetto alla realtà.

    Commento di anto | 9 ottobre 2010 | Rispondi

  6. aquila… un forte abbraccio.

    Commento di Martina | 9 ottobre 2010 | Rispondi

  7. La “tua immagine”, vista dall’ esterno da te stesso, ti ha rimandato indietro “Un Uomo senza Amici” ???
    Non posso smentire “te stesso”, o la tua malinconica riflessione, Ser @Aquilastraordinariamentevedente !!!
    Ma “posso affermare e dimostrare” che ci sono decine di famosissimi Scrittori stranieri ed italiani, Scrittori di “bestseller” a catena di montaggio, Scrittori vezzeggiati e superpagati che, di fronte a questo Piccolo Capolavoro che ci hai fatto leggere ( “gratis”, mi auguro ! ), POTREBBERO TUTT’ AL PIU’ CHINARSI A PULIRTI LE SCARPE !!!
    E già sarebbe un ‘onore letterario’ per loro, Amico mio !
    Mi associo quindi all’ invito accorato dell’ indimenticabile brano “Stand by me”, cantato da John Lennon, per gridarti, carissimo Ser @Aquila, “STAND BY US” !!!
    Stai con noi, che, in questa esistenza pazza, in questo vivere che è un morire lento, di tutto potremmo avere bisogno, MA MAI come dell’ intelligenza scavata, dell’ intelligenza discreta, dell’ intelligenza ironicamente amara, che Tu in ogni circostanza riesci mirabilmente ad esprimere !!!

    Commento di cavaliereerrante | 9 ottobre 2010 | Rispondi

  8. non voglio essere duro ma questo è il pensiero a voce alta di un cinquantenne che ha avuto tutto dalla vita (amici, e non sono tutte le persone che ne hanno avuto veramente; figli,
    chissà quante persone hanno pensato di dare fortune per poterne avere, moglie, conoscenti, fidanzate, compagni di partito ecc. ecc, ecc, pensa quante persone non hanno avuto quello che tu hai avuto)
    ma ti ringrazio perchè non c’è niente di meglio come i pensieri
    a voce alta per fermarsi un attimo e guardarci allo specchio,
    riflettere e continuare verso l’altra metà della vita quella dai 50 a cento……

    Commento di andrea | 9 ottobre 2010 | Rispondi

  9. Mi permetto – e te ne chiedo scusa, Ser @Andrea ! – di introdurre alla tua giusta riflessione ( “….. pensa quante persone non hanno avuto quello che tu hai avuto” ! ) che ti viene, probabilmente, dal conoscere meglio il nostro impareggiabile Amico Ser @Aquila ( ahimè ‘virtuale’, anche seda noi percepito “come Amico reale” ! ), una mia considerazione . E cioè che, al di là di ciò che si abbia ottenuto dalla vita, al di là del picco dei ‘cinquant’ anni’ ( o di qualsivoglia altra età ), c’ è sempre nell’ animo umano quel momento cruciale in cui ci si domanda la ragione delle cose, la natura degli accadimenti che si attraversano vivendo non immemori, insomma del perchè si stia qui su questa terra che non ci aggrada affatto, anzichè su un’ isola in cui il sole non tramonti mai, su un’ isola felice che ci riporti a vivere con maggior consapevolezza, non soltanto di noi stessi, ma soprattutto degli altri, del loro sentire che a volte trascuriamo, su “questa terra” infame, o calpestiamo per seguire unicamente i nostri interessi !
    E nel chiederci “perchè”, specie quando, “anche su questa terra”, non abbiamo smesso di fare il nostro dovere come ‘Cittadini e come Persone’, inevitabilmente ci attraversa, causandoci un dolore lancinante a prescindere dall’ età maturata, il dubbio “che se tutto è vano, lo sia anche la virtù” !
    E’ un dubbio umanissimo, insopprimibile ( almeno per chi non abbia una Fede religiosa che lo rassicuri ! ), che ci induce alla malinconia . Alcuni rispondono, a quella sottile riflessione, “Sì, tutto è vano !” e si lasciano vivere alla bene e meglio, adattandosi ad un ‘carpe diem’ più o meno convinto, più o meno ossessivo . Altri, si rispondono “Nò, non è tutto vanno, non è vana mai la virtù !”, e si battono sempre, in un modo o nell’ altro, a che questa verità sentita nel cuore emerga comunque, anche quando la cialtroneria sembri non avere più argini alla sua immonda
    miserabilità !
    La portentosa “Piccola Novella” che Ser @Aquila ci ha fatto leggere ( “gratis”, mi auguro ancora ! ), riflette – a mio ‘errante’ parere – proprio uno di quegli stati d’ animo !
    E la malinconia che ci desta il leggerla, affiora non tanto da un condividere nostro, nel sentimento empatico, la supposta solitudine dell’ Amico o il suo mesto prender atto che il tempo sia trascorso per lui ( ed ahimè anche per noi ! ) crudelmente rapido, quanto dal “vederci tutti riflessi” in una immagine desolante di noi stessi che non vorremmo mai vedere in uno specchio reale !
    E’ questo il punto, e non dipende nè dall’ età che si ha, nè dall’ aver avuto o nò Amici intorno a sè !
    A mio ‘errante’ parere, quando il Narratore nel saluto del commiato avverte, da parte dell’ Omino tremolante e timido, una ‘vigorosa stretta di mano’ ( “…Mi aspettavo una stretta debole e molliccia e invece ho sentito una presa forte e decisa, come fosse un desiderio di riscatto – o forse un addio” . ), dà ( anche a se stesso ! ) una traccia non labile del suo pensiero più intimo : “Nò, non tutto è vano, e non ci ridurremo mai, costi quel che costi, a quella nostra immagine del vinto” !
    Si sà, ognuno di noi, prescindendo dall’ estro e dalle intenzioni dell’ Autore, reinterpreta ciò che quello ha appena scritto . A me, Cavaliere Errante sotto le stelle, piace rileggerla così !

    Commento di cavaliereerrante | 10 ottobre 2010 | Rispondi

  10. Probabilmente ho un po’ di “colpa” io nell’aver suscitato questa riflessione.
    Secondo me è normale chiedersi il perchè di una situazione che comunque ci accompagna da sempre (almeno per me!). Si arriva a chiedersi “Dove sbaglio?”, “Cosa c’è che non va in me?” e cose simili.
    Ma la risposta non può essere la più banale? “Non ho incontrato la persona giusta su cui riversare affetto, per cui valga la pena spendere energia, sacrificare un po’ della nostra vita, del nostro tempo? Non ho trovato la persona a cui mi faccia piacere raccontare i miei pensieri più intimi, le mie paure, le mie giornate o le mie gioie?” 😉

    Commento di anto | 10 ottobre 2010 | Rispondi

  11. Ma tu gli amici li haiiiiii… magari di blog… ma li hai!!! e poi hai la fatina!!!

    Commento di Godot | 10 ottobre 2010 | Rispondi

  12. Bello..
    colpisce e fa centro.. 🙂

    Commento di dani | 10 ottobre 2010 | Rispondi

  13. spesso lo scrivo anche nel blog, di quella solitudine che sento e vivo, ma forse nessuno può percepire realmente quello che si sente, quel non avere nessuno anche per andare fuori, o fare la spesa,
    quando mi lamento con mia madre mi dice sempre che ci sono i miei figli, ma non è la stessa cosa, perchè manca quel confronto, quel sapore di chiacchiere e confidenze.
    Ci sono conoscenti, per un saluto al volo, come un caffè al bar,ma l’amicizia è un’altra cosa!

    Commento di sabby | 10 ottobre 2010 | Rispondi

  14. Hai voglia qui quante persone vorrebbero essere tue amiche , me per prima. E’ molto bello quello che hai scritto.

    Commento di Marta | 10 ottobre 2010 | Rispondi

  15. @sabby: hai ragione. I figli non sono cani da compagnia, lo ripeto sempre. I figli si mettono al mondo per loro stessi, non per noi. Se in futuro decidono di diventarci amici, perché ce lo meritiamo, allora si puo’ quando sono adulti instaurare una bella relazione. quando sono piccoli sono loro che hanno bisogno di noi, non noi che abbiamo bisogno di loro. E’ un concetto che continuo a ripetere a tutti da quando sono nati. Le nostre vite, seppur unite, sono separate.
    I miei amici sono, come hai detto tu, cose diverse. Siamo cresciuti assieme, conoscono i miei vissuti ed i miei errori. E non gli devo comprare i libri di scuola 😉

    Commento di Martina | 10 ottobre 2010 | Rispondi

  16. Concordo con l’ umanissima riflessione della ‘Little Big’ Lady @Marty d’ Irlanda !!! E concorderebbe pure, se fosse vivo, lo stesso Lord @Gibran !
    Semprechè il futuro dei Figli, nella fase presente in cui crescano ed abbiano necessariamente bisogno di sostegno ed affetto, siano assistiti o da entrambi i Genitori o da quello/quella non ‘fedifrago/fedifraga’ che abbia il cuore di non abbandonarli a se stessi !!!
    Non ci chiesero loro di venire al Mondo, nè lo chiedemmo noi ai nostri Genitori ( e così via, retrocedendo nel tempo ), questo, francamente, non lo dovremmo dimenticare mai !
    L’ abbiamo già detto, ma giova ripeterlo : “immolarsi” per i Figli non è strettamente necessario, essere loro di sostegno ( quando piccoli, economicamente non siano in grado di scegliersi un futuro, o già grandi richiedano il nostro aiuto ) è questione di affetto, rispetto, responsabilità e senso ‘normale’ del ruolo di Genitore !

    Commento di cavaliereerrante | 10 ottobre 2010 | Rispondi

  17. I figli non saranno mai amici. Ho due figlie grandi, 18 e 21 anni. Loro vogliono una mamma e non un’amica. Gli amici li hanno al di fuori del nucleo familiare. Vogliono una madre presente, felice e non rassegnata. Una mamma con la sua vita sociale e affettiva.
    Questo non significa che non si parli. Anzi, a casa mia siamo 3 donne e parliamo di tutto. Ma io resto e sono la madre e loro le figlie.
    Io sono anche figlia. Ho 49 anni e due genitori anziani. Ma resto e sono una figlia e una madre. Poi, spero di essere anche un’amica per coloro che mi sanno accettare e voler bene.

    Commento di Maria | 11 ottobre 2010 | Rispondi

  18. Post splendido, di elevata qualità per scrittura e per l’intimismo espresso! Mi ritengo fortunata d’esser passata qui a leggerlo. Chapeau!
    P.S. So che può sembrare nient’altro che un surrogato, ma a volte l’amico trovato sul web può esserti molto più d’aiuto di chi ti vive accanto.

    Commento di Ornella | 11 ottobre 2010 | Rispondi

  19. Non so se ve ne siete accorti, ma in questo momento nella sezione “Più cliccati” c’è pure un numero di telefono.
    Quanti ammiratori… (Sarà un invito? Mo’ che faccio?)

    Commento di aquilanonvedente | 11 ottobre 2010 | Rispondi

  20. Questa sì che è vita.

    Commento di Marta | 11 ottobre 2010 | Rispondi

  21. Che fai mo’, Amico mio ????
    “Non puoi cambiarti”, neanchè tu lo puoi, ancorchè Scrittore di finissima pasta e Uomo di rare virtù ( questo ‘complimento’, ti costa un altro caffè “da pagarmi” alla prima occasione ! ), straordinario esempio di “buon senso” e del sentire gli altri mai immemore e guardando sempre dentro di sè !
    Questo sei, Ser @Aquilapiucchevedente ! E, “con o senza il tuo numero di telefono”, ti devi rassegnare a raccogliere Amicizia esattamente quanta ne hai seminata, non hai alternative, non hai scampo !
    Ed al prossimo incontro, diglielo a quel “tuo doppio” : non si è mai privi di Amicizia, quando si è se stessi e si vive da generosi “comunque e senza nulla a pretendere” !

    Ps. Che se poi ti azzardi a farci pagare il privilegio di leggerti, ritiro tutto e ti prendo a spadonate in testa !

    Commento di cavaliereerrante | 11 ottobre 2010 | Rispondi

  22. aproposito di telefono! Vorrei capire perchè dal cellulare posso accedere al tuo blog e al mio no 😥
    Vabbè non c’entra niente, lo so :mrgreen:
    Era solo una considerazione

    Commento di anto | 11 ottobre 2010 | Rispondi

  23. Mi ha emozionato molto questo post, il modo in cui l’hai scritto, in cui arrivi dritto al cuore, il modo in cui mi ha riportato a rivivere le sensazioni che ho provato durante il lungo periodo che ho passato senza avere un’amica…

    Commento di Maria Emma | 11 ottobre 2010 | Rispondi

  24. Non avevo mai letto questa storia e devo dire che mi ha davvero molto impressionata…che tristezza.

    Ieri lo scrittore Coe ad Alba ha parlato della solitudine: 100 amici su Facebook e nessuno con cui bere un caffè…ecco che ritorniamo sull’argomento.
    Il protagonista del suo ultimo libro si mette a parlare con il navigatore satellitare a cui ha dato una voce da donna…ed alla quale chiede di sposarlo. Certo è una storia portata all’eccesso ma rende molto bene l’idea di solitudine.

    Commento di giusymar | 11 ottobre 2010 | Rispondi

  25. mi sono scordata di dirti una cosa: secondo il mio sistema metrico culinario, con sessantotto cent di carne macinata non ci fai le lasagne nemmeno per un uccellino. per un’aquila ce ne vogliono almeno due, tre euro. Siamo un pò spilorci? 🙂

    Commento di silvia | 11 ottobre 2010 | Rispondi

  26. […] piace praticamente sempre quello che scrive, ma con “L’uomo senza amici” mi ha colpito e […]

    Pingback di My best blogger « Il mondo di Ifigenia | 11 ottobre 2010 | Rispondi

  27. Toc, Toc.
    Permesso?
    Dopo diverse toccate e fuga, spesso di rimando dagli intelligenti commenti da te scritti sul blog di Ifigenia, stavolta non resisto e devo necessariamente lasciare una parola di commento a quello che hai scritto, ossia: “emozionante”.
    P.S.: non so perché, mi ricorda i telefilm “Ai confini della realtà”…

    Commento di kalojannis | 12 ottobre 2010 | Rispondi

  28. questa è davvero bella.
    anche se essere consapevole della mia empatia non è piacevole, è davvero davvero bella

    Commento di Any | 12 ottobre 2010 | Rispondi

  29. Aquila sai volare davvero alto!

    Commento di rossaura | 12 ottobre 2010 | Rispondi

  30. Complimenti, davvero una bella storia.

    Commento di Fede | 12 ottobre 2010 | Rispondi

  31. che dire? bello, emozionamte, triste…
    quanto alle amicizie….guardati intorno, tanto sei un’aquila che ci vede benissimo!!!

    Commento di raperonzola54 | 12 ottobre 2010 | Rispondi

  32. Che bella storia… un pò triste ma… chapeau!
    Ringrazio Ify per avermela fatta notare!
    Ciao..

    Commento di Daniela | 12 ottobre 2010 | Rispondi

  33. in caso non ve ne siate accorti, Aquila ha anche ispirato il mio ultimo post 😉
    Aquila, ti giuro che questo non voleva essere un esplicito sfruttamento del tuo spazio a fini personali 😛

    Commento di Martina | 12 ottobre 2010 | Rispondi

  34. @Martina: scusa, potevi mettere il link, altrimenti che leggerà questo commento quando tu avrai pubblicato altri post come lo rintraccerà?

    Lo faccio io per te (tanto sfruttare gli uomini a fini personali è un nostro preciso diritto 😛 ) :

    http://killercat.blogspot.com/2010/10/lei-che-appendeva-i-silenzi-alla.html

    Commento di Ifigenia | 12 ottobre 2010 | Rispondi

  35. Ps. ….. ehm !
    Ser @Aquila, ….. caz… tuoi !!!!

    Commento di cavaliereerrante | 12 ottobre 2010 | Rispondi

  36. Purtroppo cara Ify gli uomini tendono a sfruttare me 😛
    Non avevo messo il link appunto perché non volevo che il nostro caro pennuto si sentisse sfruttato…:D

    Commento di Martina | 12 ottobre 2010 | Rispondi

  37. che folla! :mrgreen:

    Commento di anto | 12 ottobre 2010 | Rispondi

  38. […] Io non le sopporto le idee per i racconti, come quest’ultimo. […]

    Pingback di Stalking (letterario) « Aquila Non Vedente | 12 ottobre 2010 | Rispondi

  39. Questo post è scritto così bene, che ad un certo punto ho pensato che la storia fosse inventata, e forse un po’ lo è, senso, caro Aquila, che c’è la fila fuori dalla tua porta di blogger che vorrebbero solo essere tue amiche (e pure secondo me qualcuna qualcosa in più)

    Commento di Fra Puccino | 12 ottobre 2010 | Rispondi

  40. splendido, amaro, commovente

    Commento di engelsblick | 13 ottobre 2010 | Rispondi

  41. 40 commenti… uomo senza amici? 😉
    Tralasciando le connotazioni autobiografiche, l’idea è veramente bella, mi ha messo tenerezza, anche perchè il protagonista non è il classico superman, ma un uomo normale!

    Commento di Grimilde | 13 ottobre 2010 | Rispondi

  42. Normale, Lady @Grimilde ???
    Me la chiami ‘normale’ un’ @Aquila ‘non vedente’ con quella vista ?
    Un’ @Aquila ‘lisa’ che , non ostante le difficoltà ad inforcare una “stilo” tra i suoi adunchi artigli, scriva novelle di quella portata ?
    Nò, io lo definirei un ParaPadano ! E di quelli tosti, poi !

    Commento di cavaliereerrante | 13 ottobre 2010 | Rispondi

  43. @cavaliere… mi riferivo solo al protagonista del racconto, scevro da ogni contesto autobiografico, come ho scritto nel mio precedente commento…
    E poi dammi tempo, ho solo iniziato a scalfire la superficie di tutte queste personalità… 😉

    Commento di Grimilde | 13 ottobre 2010 | Rispondi

  44. Ehm …. carissima Lady @Grimilde “scevro da ogni contesto autobiografico” quel personaggio ???
    Nò, non credo ! Penso che Ser @Aquila stesse parlando di se stesso, visto da se stesso sdoppiato e nettato di ogni autoesaltazione, infingimento ed autoconsolazione, un lavoro immaginario che dovremmo fare tutti, almeno una volta nella vita !
    Che poi, a voler essere letterariamente “pignuoli” e dimenticandoci per un attimo della stupefacente bellezza della novella ( che definii non indegna di A. Cechov ), me lo chiami “normale” un “timido omino” che compri ’60 centesimi di macinato’ e poi ardisca ad aspettare uno sconosciuto per restituirgli i soldi che non ha e per proporgli di pagargli un caffè con soldi che ugualmente non ha ???? Ne hai visti tanti nella vita reale di questi ‘normali’ ?
    Io nò, a dire il vero !

    Commento di cavaliereerrante | 13 ottobre 2010 | Rispondi

  45. Capitato qui per caso seguendo un tuo commento sul blog di Fra Puccino, sono rimasto affascinato da questo tuo racconto. Semplice ma intenso, molto ben scritto davvero. Viene voglia di chiedere “ancora!” 🙂
    Complimenti!

    Commento di Giulio GMDB© | 15 ottobre 2010 | Rispondi

  46. molto molto bella!

    Commento di Zia Raspa | 15 ottobre 2010 | Rispondi

  47. uhmmm.. pennuto… mumble mumble..
    😉

    Commento di 1,2,3stella | 17 ottobre 2010 | Rispondi

  48. Ciao. Ho preso la libertà di pubblicare la tua storia sul mio profilo di Facebook. Chiaramente, ho anche citato la fonte! (con il link al tuo blog).

    Commento di Davide | 1 novembre 2010 | Rispondi

  49. Niente o tutto, mi sono commossa complimenti!;).. .E’ scritto in maniera molto delicata e scorrevole. Ho percepito tutte le sfumature! Vorrei anch io pubblicarla su Facebook! Ancora complimenti!!!

    Commento di Sarah | 16 giugno 2011 | Rispondi

  50. Niente o tutto, mi sono commossa complimenti!;).. .E’ scritto in maniera molto delicata e scorrevole. Ho percepito tutte le sfumature! Vorrei anch io pubblicarla su Facebook! Ancora complimenti!!!

    Commento di Sarah Liotto | 16 giugno 2011 | Rispondi

  51. Beh sì… devo ammettere che non è male… ma posso fare molto meglio. :mrgreen:

    Commento di aquilanonvedente | 30 aprile 2012 | Rispondi

  52. Ciao Aquila e grazie infinite di essere passato da me, credimi, mi ha fatto molto piacere. Complimenti per il tuo racconto, è davvero bello ed ho capito quasi subito che stavi parlando della stessa persona che stava parlando con sè stessa…
    Le sensazioni che hai espresso, sono simili a quelle di cui parlavo io…
    Grazie per avermi fatto passare di qui… E’ stato bello.
    A presto, spero… 🙂

    Commento di Deborath | 12 luglio 2012 | Rispondi

  53. Bello il racconto…
    Spesso, anch’io parlo a me stessa…
    🙂

    Commento di ゚・❤ EleOnora ❤・゚ | 18 luglio 2012 | Rispondi


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