Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Cuore di pietra

Lassù sopra le nostre teste, infatti, negli spazi senza tempo, che noi chiamiamo universo, di tanto in tanto gli Dei – quelli di Omero – vengono ad assistere allo spettacolo delle nostre passioni e delle nostre lotte; e un’eco delle loro risate è forse percettibile nello scroscio delle acque che in primavera straripano tutt’attorno alla città, allagando i terreni coltivati, e nel rumore del vento che, d’autunno, fa turbinare le foglie sui viali, spingendo le nuvole verso le montagne lontane. Gli Dei – già il vecchio Omero ne era consapevole – non hanno alcuna pietà delle sciagure degli uomini e hanno un senso dell’umorismo piuttosto bizzarro, perché conoscono l’esito delle nostre vicende prima ancora che siano incominciate; sanno il giorno e l’ora in cui moriremo, e in quali circostanze; e ridono fino alle lacrime vedendoci lottare per cose che non ci apparterranno, e che saranno comunque diverse da come le abbiamo immaginate.

E’ il terzo romanzo di Sebastiano Vassalli che leggo.

Obiettivamente non lo ritengo un “romanzo storico”, così come non lo sono né “La chimera” né “L’italiano”. E’ un romanzo che narra la storia dell’Italia (e degli italiani, ammesso che esistano), attraverso gli inquilini di una casa, una grande casa costruita da un architetto magistralmente disegnato nei primi capitoli del libro. La storia dell’Italia dall’unità ai giorni nostri, dei grandi avvenimenti che fanno da sfondo alle vicende dei protagonisti del libro.

La casa si trova in “una città piuttosto piccola che grande, piuttosto brutta che bella, piuttosto sfortunata che fortunata e però e nonostante tutto questo che s’è appena detto, piuttosto felice che infelice“. Una città collocata in una grande pianura, che si affaccia su un orizzonte di montagne cariche di neve, “in un paesaggio che gli Dei hanno voluto sistemare in questo modo, perché fosse il loro teatro“.

E in questo teatro Vassalli ci fa conoscere il bizzarro architetto che, con la sua mania di grandezza, rovina tutte le comunità che, disgraziatamente per loro, gli affidano qualche costruzione da sistemare; il garibaldino, i poveri, i banchieri e i matti; il re della lue che fa sparare sulla folla di uomini, donne e bambini che manifestano pacificamente; i comunisti, il fascismo, l’arrivo dei meridionali e degli extracomunitari e via dicendo fino ai giorni nostri, attraverso le vicende degli abitanti della casa.

C’è un capitolo sul quale vorrei soffermarmi: “Banca e manicomio“.

Gli abitanti della città nascono e muoiono ma sentono di non poter essere pienamente felici perché non avevano una banca per metterci i loro soldi e nemmeno un manicomio per chiuderci i loro matti. “La ricchezza e la pazzia, infatti, erano cresciute in modo straordinario nella nostra città, che un tempo era stata povera e saggia; ed erano – diceva la gente – la naturale conseguenza del progresso, rappresentavano le due facce di uno stesso fenomeno: la modernità! I soldi facevano girare il mondo sempre più in fretta, e la fretta faceva impazzire gli uomini.” E allora i nuovi ricchi danno vita alla banca. Ma nella città si diffonde anche uno strano morbo, quello della pazzia: i poveri impazziscono, non riescono ad accaparrarsi nemmeno un rivoletto di quel fiume di soldi, si incattiviscono e si fanno strane idee sull’origine della proprietà, sulla religione… Allora entrano in scena i benefattori, che vogliono, anzi devono aiutare i poveri. I quali poveri, però, dopo che per secoli nessuno si è occupato di loro, pur essendo sempre stati poveri, adesso che tutti vogliono soccorrerli non si vogliono fare aiutare: non vogliono mangiare e dormire a ore fisse; non vogliono recitare ad alta voce le preghiere per i loro benefattori; preferiscono ubriacarsi o battere anziché vivere in un istituto dove comandano le suore. I poveri, insomma, sgusciano come anguille tra le maglie dei buoni propositi dei loro soccorritori. Quindi, “si pensò che i poveri, se non si lasciavano aiutare, erano matti, e che bisoganva fargli un bel manicomio“.

Non c’è che dire, 11 euro ben spesi.

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8 settembre 2010 - Posted by | Libri |

35 commenti »

  1. …buondio… ho la luce fulminata della mia camera da letto e leggo e scrivo con la lucetta del comodino… ora tu scrivi um post con un carattere per me quasi illegibile… dovrei inforcare gli occhiali “da lettura”… ti leggo con la luce del sole…notte

    Commento di Maria | 8 settembre 2010 | Rispondi

  2. Bellissimo post, profonde e inquietanti le immagini e le riflessioni che il passo da te proposto suscita (e suppongo che il tenore di tutto il libro sia lo stesso).

    Una cosa però: quel “re della lue” non sarà per caso un “re della luce”? Perché il re della lue mi sembra ancora più inquietante di tutto il resto… 😯

    Commento di Ifigenia | 8 settembre 2010 | Rispondi

  3. Sì, Ser @Aquilanonvedente, imperdibile Amico !
    Capisco e comprendo, in parte condividendole, le ragioni del tuo interessamento sistematico all’ opera dell’ ottimo Sebastiano Vassalli, uno Scrittore che, grazie a te, finirò per prendere in mano, quando me lo consentirà il mio perenne vagare per lande solitarie e rive di mare sconosciute ai più !

    Ps. Mi associo ad @Ifigenia e mi domando : chi è questo “Re della lue” ?
    Che lo si ricoveri subito !!!! Vista la rapidità del contagio, e in quel paese poi !

    Commento di cavaliereerrante | 8 settembre 2010 | Rispondi

  4. Aquilotto come “critico letterario” spesso dai il meglio di te… mai pensato di farne un lavoro?! 😀

    Commento di Godot | 8 settembre 2010 | Rispondi

  5. …. di farne un lavoro ?
    Mi permetto di aggiungere all’ accorata esortazione di Lady Godot : “…… di farne un lavoro ? Vista la tua propensione innata a ‘fatturare’ i godimenti di chi legge i tuoi Post” ?

    Siamo sempre in attesa di cortesi precisazioni di sapere chi sia questo sifilitico “Re della Lue” !

    Commento di cavaliereerrante | 8 settembre 2010 | Rispondi

  6. Bello il post, la vacanza è stata proficua. Il libro mi sembra davvero interessante e Vassalli è senza dubbio una mia lacuna da colmare.

    Commento di Maria | 8 settembre 2010 | Rispondi

  7. Il RE DELLA LUE è Umberto I, quello che nel maggio del 1898 fece sparare cannonate dal generale Bava Beccaris sulla folla della cosiddetta “protesta dello stomaco” di Milano, provocando decine di morti e centinaia di feriti.
    E’ uno dei capitoli più toccanti del libro.
    Un padre, il custode della “casa”, ex garibaldino, che si mette alla ricerca del figlio tipografo che, partito per Milano per consegnare del materiale, non ha più fatto ritorno.
    Parte per la grande città alla sua ricerca e attraverso un ufficiale suo vecchio amico passa in rassegna diverse vittime e alla fine trova il medico che gli ha tolto una pallottola dal petto, ma che non sa dov’è il suo cadavere.
    “Com’è iniziata la sommossa? Perché gli operai sono insorti?” chiede al dottore.
    “Non c’è stata nessuna sommossa, amico mio. Soltanto un corteo di persone che cantavano l’inno dei lavoratori. Un corteo con donne e bambini: si dice perfino che fosse autorizzato dalla questura. Un ufficiali gli ha ordinato di stare zitti, e siccome loro continuavano a cantare ha dato l’ordine di sparargli, perché così voleva il Re della lue…”
    “Per quattro giorni – prosegue – una città come Milano, tra le più civili e progredite del mondo, è stata in balia di un pazzo: il Re della lue!” e tira fuori una monetina di rame.
    “Questo che si vede di profilo e che molti credono sia il re d’Italia, è il Re della lue, e la sua effigie, anziché sulle monete, dovrebbe essere raffigurata nelle dispense dei corsi di fisiognomica di tutte le università, perché è un vero e proprio campionario di caratteri degenerativi… Non sto parlando come socialista, badate; parlo come medico! Quest’uomo, figlio di un luetico conclamato e di una tisica, è l’estremo prodotto di una razza che ha praticato assiduamente, nel corso dei secoli, l’incesto e il matrimonio tra persone indebolite da tare ereditarie, e il suo viso lo dimostra con assoluta certezza.”
    Per certi aspetti il libro di Vassalli mi ricorda “La storia” della Morante. La storia che entra nella vita delle persone con aspetti sconosciuti dai più, ma che hanno avuto un peso non indifferente negli avvenimenti.

    Commento di aquilanonvedente | 9 settembre 2010 | Rispondi

  8. Aquil8… devi potenziare l’aggiornamento post… qui non si può stare senza leggerti!!! Insomma… ti vuoi mettere a scrivere!!! 😡

    Commento di Godot | 9 settembre 2010 | Rispondi

  9. Già scrivi tu…
    Una in famiglia dovrebbe bastare, no?
    Io cucino.

    Commento di aquilanonvedente | 9 settembre 2010 | Rispondi

  10. Sì ma io sto decidendo di andare in pensione… qualcuno dovrà pur lavorare no!!!??!

    Commento di Godot | 9 settembre 2010 | Rispondi

  11. Mo’ che pensi, di “attaccare il cappello al chiodo”?

    Commento di aquilanonvedente | 9 settembre 2010 | Rispondi

  12. Noto che non ti sei informato… sono stata formalmente invitata, più volte, a cambiar lavoro! :mrgreen:

    Commento di Godot | 9 settembre 2010 | Rispondi

  13. Lo so, lo so.
    Ma ho visto anche che sei cocciuta…

    Commento di aquilanonvedente | 9 settembre 2010 | Rispondi

  14. Perchè avevi qualche dubbio!?!?!?

    Commento di Godot | 9 settembre 2010 | Rispondi

  15. Assolutamente no.

    Commento di aquilanonvedente | 9 settembre 2010 | Rispondi

  16. Ah beh mi credevo! :mrgreen:

    Commento di Godot | 9 settembre 2010 | Rispondi

  17. Ecchettecredevi?

    Commento di aquilanonvedente | 9 settembre 2010 | Rispondi

  18. aD esser sinceri Aquil8… è solo che mi era sorto il dubbio che tu avessi festeggiato la mia assenza… ripulendo eD eliminando tutte le D eufoniche che avevo lasciato in mio ricordo eD immagine … però… se solo trovassi le prove!!!

    Commento di Godot | 9 settembre 2010 | Rispondi

  19. “AVETE FINITO ??? DENTRO TUTTI E DUE !!!!”

    Ps. Errando per lande solitarie e cinematografiche, udii questa battuta che mi pare adattissima all’ uopo !
    La proferiva ‘incazzato’, nel Film “I Soliti Ignoti”, il Commissario ‘Mario Feliciani’ alla coppia di ladroni ‘Vittorio Gasmann e Mario Carotenuto’, che si auto-accusavano a vicenda, indicando col dito imperioso ad entrambi, ed al Secondino che li sorvegliava, la via del ‘Gabbio’ !

    Commento di cavaliereerrante | 10 settembre 2010 | Rispondi

  20. Ricordo… ora vivo in un palazzo che ha il terrazzo che assomiglia a quello in cui prendono lezioni di “scasso” da Totò! 😀

    Commento di Godot | 10 settembre 2010 | Rispondi

  21. Lady @Godotte, complimenti ( eh, stai facendo passi da gigante, nel respirare ‘aria romana e romanesca’, pur senza che nessun pizzaiolo osi venderti ‘pizza napoletana’ fatta da pizzaioli napoletani extra moenia neapoletanentia, li ho minacciati tutti in tal senso !!! ), ottima memoria !!!
    La finestra ‘bocca di lupo’ da cui Tiberio Murgia si affaccia fingendo di allacciarsi la scarpa, la puoi rivedere tale e quale scendendo da Largo Magnanapoli ( però ! ) per Via IV Novembre, una strada che arriva fino a Largo SS. Apostoli e a Piazza Venezia .
    Partendo da Largo Magnanapoli ( attenzione a qualche pizzaiolo in agguato, però ) e tenendoti a destra, la strada di Via IV Novembre fa una doppia curva . Alla seconda curva di questa strada sinusoidale ( sempre rispetto a P.zza Magnanapoli ), c’ è una scalinata sulla destra alta e stretta . Dopo qualche gradino a salire, e sempre sulla destra, c’ è la bassa e mitica finestra !
    Ai piedi poi della gradinata, c’ è il punto in cui Renato Salvatori finge di aggredire la ‘servetta’ Carla Gravina per dare l’ opportunità a Gasmann di intervenire a difenderla ed entrare così nelle sue grazie !
    Eh …. Roma !
    E se ci veniva pure @Aquila !!!!

    Commento di cavaliereerrante | 10 settembre 2010 | Rispondi

  22. 😀 Questo è un tour che farò appena possibile CavErr!

    Commento di Godot | 12 settembre 2010 | Rispondi

  23. Ce vengo, ce vengo…

    Commento di aquilanonvedente | 12 settembre 2010 | Rispondi

  24. Sì vabbè ma ti devi muovere aquilotto oppure arrivi per quando io me ne sarò già andata!!!

    Commento di Godot | 12 settembre 2010 | Rispondi

  25. Già andata ? ANDATA ?!?!? Ner senso, annata vja alla mutignja senz’ aspettà er Cavaljere Sor @Aquila ?
    A Lady @Godotte, ma ‘ndò away si la “mela” nun ce l’ hai !
    Eppoi, mo’ lo dico ar Sor @Becket : luj t’ aspetto ‘na vita ‘ntera e tu, manco cj hai messo ‘r pjede a Roma e gjà te prenne la smanja de ripartì ?
    Temi che a Roma t’ offrano ‘na pizza napoletana proprjo a Te, parte nopea e parte napoletana ?
    Guarda che li pizzaroli qui a Roma ( anche si la fanno mejo de Napoli ) non oseranno propottela, l’ ho minacciati tutti de spaccalli ‘n due si ce provano, ‘ste bertucce !!!
    Ched’ è, la nostargja de li pesci der Gorfo ? Er Vesuvjo ?
    La monnezza ??? Ch’ haj voja ‘r Cavaliere bisunto e quello zozzone de’ la ‘protezzjone incivile’ a imboscàlla, quella come te rigiri, risorte fora come li sorci !
    Senti ‘n Crocjato c’ ha girato ‘r Monno : stattene ‘bbona bbona’ a Roma nostra !!!

    Commento di cavaliereerrante | 12 settembre 2010 | Rispondi

  26. Aspetta che bevo un sorso dall’ampolla e parto…

    Commento di aquilanonvedente | 12 settembre 2010 | Rispondi

  27. Ehm… CavErr io sono un po’ vagabonda… non mi soffermo mai troppo in un posto!

    Aquil8 hai bevuto?! Spero che fosse acqua quella nell0ampolla… (che poi aquilotto… cos’è un rebus… AM”polla”… ho trovato la soluzione: polletto AntiMeridiano!!!! Ossia… Pollo a pranzo!)

    Commento di Godot | 13 settembre 2010 | Rispondi

  28. pollo a pranzo….POLLO A PRANZO ?!?!?
    @Aquila fermati, sono arrivati i Cannibali !!!

    Ps. Ah, triste inganno, dov’ è finita ora la sognante e inattendente Lady @Godòt ?

    Commento di cavaliereerrante | 13 settembre 2010 | Rispondi

  29. Mah…

    Commento di aquilanonvedente | 13 settembre 2010 | Rispondi

  30. Ehm… ero andata dal girarrosto dietro l’angolo :mrgreen:

    Commento di Godot | 13 settembre 2010 | Rispondi

  31. Oh, che sollievo Lady @Godot !
    Tornasti, alfine, da @Malta ???

    Commento di cavaliereerrante | 14 settembre 2010 | Rispondi

  32. Da Malta Tornaiii… perchè sembro sicula?!?!? 😯

    Commento di Godot | 16 settembre 2010 | Rispondi

  33. Nò !
    Sembri, così, ‘ad occhio e croce’ ( insomma, ad occhio di Crociato ! ) “Parte nopea” e “Parte napoletana” !
    Ci presi ????

    Commento di cavaliereerrante | 17 settembre 2010 | Rispondi

  34. @__@ Ma forse sono finita in moderazione?!?!?!? Aaaaaaaaaaaaaaa …. censuraaaaa!!! Temibile censura…
    … ora non ricordo di preciso… ma avevo detto qualcosa del tipo:

    Cavaliere ma come sembro ParteNopea!???
    Eppure … Con tutto quel parlare di pizza, pulcinella e mandolino mi sembra ovvio che io sia di Bergamo (alta però!)

    Commento di Godot | 17 settembre 2010 | Rispondi

  35. Oh, Bergamo alta ?
    Piuttosto ‘pavese’ di Pavia, potevi sembrare !

    Commento di cavaliereerrante | 18 settembre 2010 | Rispondi


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