Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Riflessioni disarcionate di un quasi cinquantenne

Buonasera.

Risorgo dopo dieci giorni di assenza (se lo facevo dopo tre, potevate pensare che mi ero montato la testa).

E’ che ho cercato di terminare la mia raccolta di racconti satirici e, ora che devo solamente aggiustare qualche virgola qua è là, posso dire di avere raggiunto l’obiettivo (passatemi il termine manageriale).

Risorgo perché un recente post di Ify (che a sua volta rimanda a un altro post) ha fatto da start, da motorino di avviamento per alcune riflessioni che da qualche tempo tenevo sulla punta delle dita.

Il fatto è che l’avvicinarsi dei cinquanta mi ha trascinato in una sorta di situazione che potrei definire di ridente tristezza.

Sento il peso degli anni. Lo so, cinquant’anni (quasi) non sono tantissimi, ma tutto dipende da dove ci si trova quando si arriva a questo punto.

Sento la responsabilità di accompagnare mia figlia nella crescita. Tra noi ci sono quarantadue anni di differenza. Tra me e mio padre e mia madre ce n’erano rispettivamente quarantuno e quaranta, ma loro sono stati longevi. Io non so se ci arrivo alla loro età, senza essere rincoglionito.

Sento sulle mie spalle il fallimento familiare , con tutte le conseguenze che si è portato dietro e con tutte quelle che ancora dovranno arrivare.

In somma, mi sento un po’ una merdaccia, ma tutto sommato sono abbastanza allegro. E tutto questo senza essermi fumato niente di particolare, eh! Le piantine che tengo sul balcone sono di basilico, rosmarino e salvia.

Ma non c’è soltanto questo.

Dietro a una apparente allegria, dietro a una disponibilità ad aiutare gli altri, dietro all’impegno nel lavoro, dietro alla rincorsa del sogno di scrivere, dietro a tutto questo c’è una aridità di sentimenti, affetti, passioni, emozioni. C’è un sostanziale distacco nei confronti della vita, c’è una mancanza di coinvolgimento in tutto quello che mi circonda, ad eccezione ovviamente di quello che riguarda la piccolina.

E in questa situazione io mi ci sto adagiando, nella consapevolezza che nessuno e niente potrà cambiarla.

Per usare le parole del poeta:

e il naufragar m’è dolce in questo mare

Mo’ proseguo a spargere un po’ di virgole qua e là…

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24 luglio 2010 - Posted by | Pensieri disarcionati, Storie ordinarie, Un po' di me | , ,

24 commenti »

  1. ok cara aquila, mo’ ti ho beccato, ti metto nel blogroll e non ti liberi piu’ di me 😀
    Prima di tutto non sei vecchio. Vari motivi: tra 5 anni ci arrivo anch’io ai 50 e l’idea di considerarmi vecchia allora mi porterebbe ancora di piu’ sull’orlo del baratro e mi rifiuto: NO! ho ancora speranze 😀 😀
    Secondo, ho amici che hanno avuto figli a 40 anni. Li tengono giovani. Ho coetanei che hanno figli di 3/4 anni. Certo e’ una bella fatica ma ti assicuro che sono COSTRETTI a stere in forma 😀
    Non abbandonarti alla tristezza, seppur ridente. Lo faccio anch’io, a volte, e non mi ci ritrovo. Scrivi, mi fa piacere di aver incontrato un’altro scrittore qui in cyberspazio, io lo trovo terapeutico. Non portarti sulle spalle il mondo (da che pulpito viene la predica, dirai tu :D). Eh lo so, lo faccio anch’io quest’errore. So che e’ un errore. Divertiti con tua figlia. I miei figli con il loro padre non si divertono. E’ un errore. Tu falla ridere, falla gioire. La sua gioia riempira’ la tua vita. Io quando faccio cose divertenti con i miei figli (che va detto sono di un’altra eta’ per cui e’ piu’ facile) mi sento davvero viva.
    E vieni a scrivere quando vuoi sul mio blog sconclusionato.
    Hai un’eta’ bellissima. Non la sottovalutare.

    Commento di Martina | 24 luglio 2010 | Rispondi

  2. A giudicare dai tuoi pensieri, e dalle tue osservazioni, tutto potrai temere, oltrepassando la mitica ‘linea d’ ombra’, meno che il rincoglionimento !
    Non ne vedo i prodromi, non ne vedo gli effetti precoci, non ne vedo ‘le piccole manie’ .
    E non dirmi “Brù, mettiti gli occhiali” !

    Commento di Bruno De Angelis | 25 luglio 2010 | Rispondi

  3. Caro Aquila, quel distacco che tu senti mi pare proprio uguale a quello che sento anch’io, e qui torniamo al discorso che non è una questione di uomini o donne, ma di persone.

    Resta il fatto che siamo una societa di single, siamo una società di divorziati, siamo una società dove la famiglia, che di questa società è il fulcro, è tutta da ricostruire.

    Beh, ‘notte 😉

    Commento di Ifigenia | 25 luglio 2010 | Rispondi

  4. No, aridità di sentimenti non mi sembra proprio..
    Sicuramente quello che ti manca è quel coivolgimento che viene fuori dalla “passione”!! Non posso certo garantirti che ti accadrà di nuovo di vivere certe sensazioni ma… non è nemmeno detto che la porta sia chiusa!!
    Punto primo: i “cinquant’anni” di un uomo non sono la stessa cosa di quelli di una donna. Mi costa molto dirlo ma è una realtà… 😉 (anche in questo ci avete fregato.. e ci mancava solo l’aiutino che da un pò di anni a questa porta vi ha risolto la futura senilità)
    Punto secondo: bisogna imparare a guardarsi attorno perchè ci sarà il vicino con il giardino più verde ma anche quello con il giardino più arido.
    Punto terzo: E vero quanto dice Ifigenia, siamo una società in prevalenza di single, separati e divorziati ma siamo la società di adesso e non possimao tentare di ricostruire una famiglia con i modelli dei tempi passati. E’proprio sulla differenze della famiglia di oggi che dovremmo riflettere.. Tutti e sotto i ruoli di qualsiasi membro della famiglia. marito, moglie, padre, madre, figlio, figlia!!
    p.s. io comunque penso di stare messa peggio.. tanto peggio! 🙂

    Commento di dani | 25 luglio 2010 | Rispondi

  5. Ehi Dani, che ti succede?

    Commento di Ifigenia | 25 luglio 2010 | Rispondi

  6. Marty: ehm, per caso lavori nel campo pubblicitario? 🙂
    Sì sì, concordo con tutto quello che hai detto, non è che mi sento proprio sull’orlo del baratro, ecco, però… insomma…a conti fatti…
    Comunque benvenuta e a presto.
    Bru’: occhiali? Naaaaaaa….. Lenti d’ingrandimento, forse. O magari uno di quei visori militari.
    Che poi forse il rincoglionimento è asintomatico. Uno va a letto la sera che è (più o meno) normale e si sveglia al mattino ed è già stato classificato tra i rincoglioniti.
    Ify: Saremo anche una società di single, divorziati, malmaritati o malammogliati, ma io non mi ci trovo proprio per niente.
    Dani: passione? L’unica passione che ricordo è davanti al banco di pasticceria del supermercato.
    Che poi a guardare bene le coppie che si vedono in giro, non lo so se è poi tanto vero che gli uomini a 50 stanno messi meglio delle donne.
    P.S.: che ti succede?

    Commento di aquilanonvedente | 25 luglio 2010 | Rispondi

  7. Ce l’ho fatta a fare la faccina!
    Ce l’ho fatta!
    :mrgreen:
    😎
    🙄
    😉
    😉

    Commento di aquilanonvedente | 25 luglio 2010 | Rispondi

  8. Immaginati con una piccolina.. ormai tutt’altro che piccolina e neanche più adolescente.. diciamo nel pieno della giovinezza.. che ti detesta, disprezza, disistima.. odia!!
    Altro che distacco dalle passioni.. la vita quotidiana va avanti lo stesso nel pieno dell’apparenza (ma nenache con grande successo, eh) ma il massimo dei fallimenti di vita si è raggiunto!!

    Commento di dani | 25 luglio 2010 | Rispondi

  9. Anch’io sono nata quando i miei genitori erano quarantenni, devo dire con tutta onestà che non è stato il massimo. Buona parte del mio caratteraccio probabilmente è dovuto anche a questo.
    Tra te e loro, per quel che ti conosco, c’è un abisso.
    Loro erano quarantenni più di trentanni fa, in una società diversa, più statica…forse.
    I quarantenni di oggi sono pieni di interessi, non se ne stanno chiusi in casa a guardare la tv tutto il tempo come fossero pronti alla pensione.
    Non credo di saper rendere con efficacia il mio pensiero, quindi chiudo qui, anche perchè sono demoralizzata e tutto quello che esprimerei risentirebbe del mio attuale stato d’animo. E non voglio assolutamente giudicare la “categoria” genitori

    Commento di a77 | 25 luglio 2010 | Rispondi

  10. Condivido, parola per parola, virgola, puntevirgola, punto e due punti quello che afferma @Martina !
    @Aquila stacce, nun t’ abbjoccà chè tutto passa, puro li calli alle ginocchja ! I problemi saranno tanti e gli acciacchi ( tuoi ) pure ! Ma rincoglionito tu, mi sembra inconciliabile con la tua rapacità irridente, ancorchè handicappata dalla ‘non vedenza’ .
    D’ altra parte : s’ è mai vista un’ Aquila
    diventare ‘cappone’ ?

    Commento di Bruno De Angelis | 25 luglio 2010 | Rispondi

  11. Cara Dani,

    quello del rapporto genitori-figli e del fallimento esistenziale (o meglio, della sensazione di fallimento esistenziale), è un argomento che prima o poi affronterò.

    Per ora con mia figlia le cose vanno bene, ma è tra me e i miei genitori che non è mai andata e per il resto… beh, sul mio post “Cara Martina…” un po’ delle questioni esistenziali e dei bilanci di vita parlo, e non certo con tono di festeggiamento 😦

    Commento di Ifigenia | 25 luglio 2010 | Rispondi

  12. b78: hai reso perfettamente il tuo pensiero. Il problema è: come liberarsi di questa “eredità”?
    Bruno: cappone no, eh! Perché i capponi non… non… volano!
    Dani: io sono non preoccupato, ma letteralmente terrorizzato dall’adolescenza e da quello che viene dopo. Però ocdiare mi sembra eccessivo, dai…

    Commento di aquilanonvedente | 25 luglio 2010 | Rispondi

  13. b78 :mrgreen:

    Commento di a77 | 25 luglio 2010 | Rispondi

  14. quasi quasi sento la mancanza di Alibranda :mrgreen:

    Commento di a77 | 25 luglio 2010 | Rispondi

  15. No, non lavoro nel campo pubblicitario ma certamente vivo di passioni… e non solo per la cioccolata 😀 Dani, le passioni ci sono ma noi single con figli siamo un “pacchetto” difficile da mettere sul mercato 🙂 Difatti i miei pochissimi coetanei single (e di sesso opposto) in genere posseggono pacchetti analoghi perché tutti provenienti da relazioni disastrate per cui non si ha tempo e, soprattutto (secondo me) ci si evita accuratamente per cercare di non farsi ulteriore male a vicenda. Si ha anche molta paura di invischiarsi in nuove relazioni che non si avrebbe il tempo e (sinceramente, nel mio caso) la voglia di gestore. Un disastro.
    Aquila, secondo me il tuo problema e’ proprio questo, non la mancanza di passioni. Il sentirsi sulle spalle tutta quest’enorme pesantezza dell’essere. Lo scrivo perché lo provo anch’io.
    Ify ha ragione: stiamo diventando una societa’ di single perché non riusciamo piu’ a relazionarci senza le enormi remore sociali che ci vengono imposte. Non riusciamo ad accettarci l’un l’alro. Come ho scritto nelsuo blog, vogliamo cambiare il nostro partner mentre invece non ci rendiamo conto che non e’ quello l’uomo che vogliamo… altrimenti perché vorremmo cambiarlo?!?! Un discorso cosi’ logico ma che avviene in continuazione. L’accettazione dell’altro, con tutte le sue debolezze, le sue forze, le sue diversita’, le sue diverse passioni, interessi, idiocrincrasie. Ne sono particolarmente convinta. Accettarsi e rispettarsi per cio’ che si e’ la chiave di una relazione duratura.

    Commento di Martina | 26 luglio 2010 | Rispondi

  16. “Accettarsi e rispettarsi per ciò che si è”, @Martina ?
    Sì, può essere una delle chiavi, ma da sola mi sembra, a mio fallace giudizio, del tutto insufficiente !
    Pensaci ( pensiamoci ) bene . Una volta scartato “il cercare di migliorare l’ altro ( o l’ altra ) ‘secondo la nostra unilaterale visione’ e farlo rientrare,suo malgrado, negli angusti panni in cui l’ amammo”, ‘accettarsi e rispettarsi’, a meno che non si soffra di masochismo o altre simili patologie autonichilistiche, mi sembra naturale, scontato . Ben altra sfida è “il non accettarsi”, non nel senso che si pretendi da se stessi ( o dagli altri ) di diventare, d’ amblè, tutti superuomini e superdonne, o tutti Brad Pitt o Catherine Zeta-Jones, ma nel significato di “non accontentarsi mai di se stessi”, non tirare a campare alla bene o meglio, non assoggettarsi alla cialtroneria altrui ( uomini o donne che siano ) o di se stessi . Ognuno di noi, a prescindere dal sesso o dall’ età, è un “Universo Unico”, un Universo in espansione ( che lo si voglia o nò ) ! Perchè, imponendoci di ‘accettarci’, lo vogliamo a tutti i costi ridurre ad un piccolo ‘pallone da football’ ?
    Dobbiamo avere più fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità, e fiducia anche negli altri “ma fino a prova contraria” .

    Commento di Bruno De Angelis | 26 luglio 2010 | Rispondi

  17. fra un mese esatto, vero?

    io vivo la mia condizione di separata in modo diverso, quasi opposto. sento la necessità di provare sensazioni, emozioni, sentimenti. altrimenti non mi sento “viva”. per questo motivo ogni tanto faccio delle cavolate. c’è una cosa da dire. nonostante io e te siamo quasi coetanei io ho figlie ormai grandi. se avessi delle figlie dell’età della tua credo che la mia vita sarebbe diversa e che sentirei meno questo maledetto vuoto dentro. goditi l’infanzia di tua figlia il più possibile.

    Commento di Maria | 26 luglio 2010 | Rispondi

  18. Caro volatile, per quei problemi adolescenziali ci siamo passati tutti ed è vero che gli adolescenti di adesso se la vedono anche peggio di noi a causa di quella evoluzione della società di cui parlavamo (davvero peggio? boh.. ma sicuramente in modo diverso..) e non è il caso di essere così terrorizzato. Ce la farai a superare tutto..:-)
    Per quel che mi riguarda personalmente mi riferisco a qualcos’altro…
    So bene che c’è sempre quel giardino più arido su cui affacciarsi ogni tanto per riprendere un pò di fiato ma la sensazione di aver fallito è qualcosa di così amaro che non ti lascia mai anche se ti riempi la bocca di leccornie..

    Commento di dani | 27 luglio 2010 | Rispondi

  19. Marty: sì, la “pesantezza” dell’essere. La mancanza di tempo o, meglio ancora, di voglia di “gestire” altre complicazioni.
    Bruno: potremmo dire che bisogna avere la forza di “cambiare insieme”?
    Maria: fra un mese cosa?
    Dani: guarda che sul senso del fallimento ci potrei tenere un master post-universitario…

    Commento di aquilanonvedente | 27 luglio 2010 | Rispondi

  20. il 26 luglio. mancava un mese esatto al tuo cinquantesimo compleanno. ora di meno (count down…)

    Commento di Maria | 27 luglio 2010 | Rispondi

  21. Ciao, Aquila, passavo di qui per salutarti !

    Commento di Bruno De Angelis | 27 luglio 2010 | Rispondi

  22. Ehm, rieccomi qui !
    @Aquila-19, sì ! E’ quello che intendevo io !
    Non sarà nè facile, nè immediato . Ma è una meta raggiungibile !
    Staremo a vedere ( E A FARE ) !

    Commento di Bruno De Angelis | 28 luglio 2010 | Rispondi

  23. …non è vero che nessuno e niente potrà cambiarla la situazione. Tu puoi.

    Ti volevo fare un saluto Aquila e ringraziarti per essermi passata a trovare, perché alle volte anche un piccolo spunto, come un battito di ali lontano, può farti ricominciare.

    Ciaooo

    Commento di Maria Emma | 1 agosto 2010 | Rispondi

  24. L’ho scoperto adesso questo post e ti posso dire che quello appena passato è stato il primo compleanno della mia vita in cui ho fatto queste tue stesse riflessioni, e devo dire che mi è pesato parecchio anche perchè, sto messa un pò peggio di te.
    Vabbè, cerchiamo di andare avanti come si può. 🙂

    Commento di Rory | 24 settembre 2012 | Rispondi


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