Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Tecnicamente…

In questi giorni è riemerso improvviso e robusto il ricordo di mia madre.

Non tanto della mamma tenera e affettuosa dell’infanzia. No, i ricordi che affiorano sono quelli dei suoi ultimi mesi di vita.

Ogni volta che entro nella casa dei miei genitori per svuotarla è come se ricevessi una pugnalata dritta al cuore. Raccatto svogliatamente alcune cose ed esco, poco persuaso di doverle gettare.

Ogni volta che esco sul balcone rivolgo lo sguardo a quello vicino, ricordandomi quando spuntavano fuori i miei genitori e la piccolina (allora sì piccolina) correva incontro alla ringhiera per salutarli.

Ogni volta che guardo la piccola sedia di ferro, un po’ arrugginita, in un angolo dello stesso balcone, mi sembra di vedervi mia madre seduta di spalle, china su un libro o un giornale.

E quando cucino per me e la piccolina ripenso a quando facevo da mangiare anche per lei e a quanto ancora desidererei farlo.

E poi la rivedo nel suo camminare lento e strascicato, nei suoi ragionamenti sempre più confusi, nel suo aspetto sempre più deperito.

E poi la rivedo nei suoi – e nei miei – momenti di rabbia, in quelli di rassegnazione, in quelli di richiesta d’aiuto; nella sua accettazione della casa di riposo e dei suoi ritmi di vita.

E in tutti questi momenti io mi ritrovo egoista, disattento, inconsapevole dei suoi bisogni e delle sue debolezze.

Lo so che tecnicamente sto ancora nella fase di elaborazione del lutto.

Lo so che tecnicamente sto nella fase dei sensi di colpa.

Lo so che tecnicamente sto nella fase di bisogno di condivisione del dolore.

Lo so che tecnicamente sto nella fase di rescissione del legame e di accantonamento dei ricordi.

So benissimo tutte queste cose, però tecnicamente io mi sento comunque un po’ stronzo.

28 Maggio 2010 - Posted by | Ricordi, Storie ordinarie, Un po' di me | ,

38 commenti »

  1. Credo che sia del tutto normale, anche sentirsi stronzi. Credo faccia parte del percorso. Anche se non è detto che tu lo sia. Personalmente non lo credo.
    Rifletto su come mi comporto io ora con mia madre. A come certe sere avrei voglia di scuoterla da quel suo torpore innaturale, ai nervi che mi saltano per niente. So che un domani, sperando che sia il più lontano possibile, mi dispiacerà e proverò rimorso per tutto questo.

    Commento di maria | 28 Maggio 2010 | Rispondi

  2. Caro Aquila, ti capisco, non sai quanto, e ti sono vicina.

    Commento di Ifigenia | 28 Maggio 2010 | Rispondi

  3. mi e’ capitato anche a me per un altro tipo di lutto.
    La perdita di una persona che amiamo e’ devastante, ci vuole tempo, la tua piccolina e’ la tua gioia.
    Intanto ti abbraccio.

    Commento di valeriascrive | 29 Maggio 2010 | Rispondi

  4. diciamo subito che questo è un argomento che mi ronza parecchio per la cabeza negli ultimi tempi ( ed anche nei penultimi..
    Non capisco però perchè tu si senta un po’ stronzo.. sensi di colpa??
    come si fa a sapere quando è il caso di fare di più, il più possibile o l’impossibile?
    e perchè DOPO sembra sempre tutto chiaro: non abbiamo fatto abbbastanza?

    Commento di 1,2,3stella | 29 Maggio 2010 | Rispondi

  5. perchè ti vuoi così male??
    Sì, nell’aria comincia a ronzare l’obbligo alla felicità e allegria a cui sembrano portare d’obbligo risveglio primaverile ed estivo.. E come sempre chi si sente escluso da questo brio si lascia prendere da malinconia e rimpianti.. ma , forza impegnati a cercare nella tua vita qualcosa di più banale che possa associarsi a questi tuoi stati d’animo.. Non può non esserci…

    Commento di dani | 29 Maggio 2010 | Rispondi

  6. Sono cresciuta in una specie di tribù, i nonni i loro 2 figli con le mogli e noi 3 nipoti e a 50 metri l’altro figlio con relativa famiglia. Inutile dire che c’era molto amore ma a volte un senso di claustrofobia e il desiderio di evadere. Ho visto mia madre e mia zia assistere i nonni quando si sono ammalati e ho visto nei loro occhi la stessa stanchezza e gli stessi sentimenti che provi tu e che provo io. Sapessi quanto mi manca ora la mia tribù dove ci si dava una mano e c’era sempre qualcuno con cui dividere una tazza di caffè e un pignatta di problemi. Domani parto per una settimana e lascio mia madre affidata ai ragazzi, ti puoi immaginare i sensi di colpa e l’ansia che avrò per tutto il tempo ma non voglio rinunciare. Ho già visto mia madre sacrificare se stessa per poi rendersi conto che la vita era passata e lei non se n’era accorta. Di sicuro per tua madre sei stato un gran bravo figlio, pensa a quello che le hai dato e ti renderai conto che non è poco.

    Commento di ami | 29 Maggio 2010 | Rispondi

  7. una mia riflessione, non di oggi, ma su cui sto a riflettere da mesi, da quando ne ho parlato con una psico-terapeuta. i sensi di colpa, a volte fossilizzati, sono alla base della sensazione di “insofferenza” che mi porto appresso. i sensi di colpa perseguitano e rendono la vita molto più difficile, complicata, dolorosa. io sto cercando di liberarmi dei sensi di colpa. ma so che non è facile.

    Commento di maria | 29 Maggio 2010 | Rispondi

  8. Maria: essere o non essere stronzi dipende sempre dai punti di vista. I miei non sono sensi di colpa, sono semplici domande. Semplici e banali: in quella determinata situazione, cosa mi costava fare un sorriso o una carezza invece di rimanere fermo oppure, peggio ancora, andarmene?
    Ifi: c’è chi riesce a scrollarsi di dosso subito il passato, io evidentemente c’ho qualche problema al riguardo.
    Vale: lo so, la piccolina è una delle pochissime cose belle che mi sono rimaste e cerco con lei di non compiere troppi errori.
    Stella: perché capiamo le cose dopo è uno dei grandi misteri della vita. Io mi accorgo giorno dopo giorno di avere capito troppe cose dopo. Sensi di colpa? Mah, forse i cinquanta che si avvicinano…
    Dani: cerco cerco, altroché se cerco. Ho il tasto della funzione “cerca” perennemente cliccato…
    Ami: fai bene a staccare. Anch’io l’ho fatto diverse volte, ma non è per questo che mi rammarico e nemmeno tu lo devi fare. Mi rammarico per quello che non ho fatto quando c’ero.

    Commento di aquilanonvedente | 30 Maggio 2010 | Rispondi

  9. le domande, non pensi che possano nascere proprio dai sensi di colpa? chiedersi, ora che non è più possibile, se avresti potuto comportarti in modo differente, non credi che dipenda da un senso di colpa?
    siamo esseri umani. nel bene e nel male. facciamo del bene ma mai come vorremmo, facciamo anche del male, a volte. bisogna imparare provare “misericordia” anche verso noi stessi e non condannarci sempre e comunque.
    queste parole, che scrivo qui da te, io le dico e le ripeto prima di tutto a me stessa.
    continuo ad attribuirmi le colpe di un mondo di cose che sono capitate nella mia vita. e forse, a un erto punto, bisogna voltare pagina e pensare al futuro. il futuro siamo noi stessi, le nostre figlie, la vita che ci aspetta e che, magari, riuscirà a sorprenderci. ancora.

    Commento di maria | 30 Maggio 2010 | Rispondi

  10. Guarda, io penso che il senso di colpa sia una cosa positiva.
    Ci costringe a rimettere in discussione le nostre azioni.
    Sfuggire dal senso di colpa vuol dire chiudere gli occhi di fronte alla realtà.
    Certo che, come tutte le cose, anche il senso di colpa va vissuto in maniera – permettimi il termine – “sana”.
    Nel mio caso non lo chiamerei un vero e proprio senso di colpa, bensì una consapevolezza di essere stato, in determinati momenti, inadeguato. Quei momenti non si ripeteranno più, quindi il mio “senso di colpa” non produce alcun effetto positivo, si ingrugnisce su se’ stesso.

    Commento di aquilanonvedente | 30 Maggio 2010 | Rispondi

  11. non sono d’accordo, se mi permetti tu. tutto serve. non potrai più dare un sorriso a chi non c’è più ma potrai imparare a darne uno in più a chi c’è ancora. la vita continua.

    e qui devo ringraziarti per questo post che hai scritto. perché mi ha fatto riflettere e capire un po’ di cose. scrivere spesso per me significa riflettere. confrontarsi con la realtà degli altri. insomma… tutto ciò è stato positivo.

    Commento di maria | 30 Maggio 2010 | Rispondi

  12. Sicuramente i sentimenti verso i genitori sono diversi e spero di provare questo dolore il più tardi possibile, ma sai cosa mi riempie di tristezza? Chiudere gli occhi e rivedere perfettamente le persone che non ci sono più e a cui ho voluto bene, ma scoprire di non ricordarne più le voci. (soprattutto di una persona in particolare, a cui sono stata accanto da quando avevo 3 mesi)
    Quella voce non la ricordo più, però ricordo perfettamente le volte in cui avrei preferito non andarla a trovare e mi costringevano a farlo.
    Io sono convinta che sia normale ricordarci le nostre mancanze! Più che normale, direi che si tratta di una debolezza umana, così come credo sia una debolezza dell’uomo sbagliare e poi rendersene conto dopo.
    Certo, lo so anch’io, essere consapevoli di questo non è una consolazione!

    Commento di a77 | 30 Maggio 2010 | Rispondi

  13. Carissimo, simpaticissimo @Aquila . Mi ero affacciato qui da te, per farci -insieme- due risate . Perchè in questo, e nelle tue ‘laconiche, irresistibili’ riflessioni sia nelle penne dell’ aquila del compare ( che ci vede quando gli pare ! ), sia nei panni del ‘filosofo da strada’, tu sei un grande e sincero ‘maestro’ !
    Così mi ero detto : questo inizio incerto di giugno, questa mattinata incerta di pensieri, stacchiamo la spina, andiamocene da ‘Aquila’ .
    Inaspettatamente, trovo questo tuo delicato ‘Post’, che mi ha commosso, che mi ha fatto rivivere, ahimè, gli ultimi momenti passati con mia Madre . Lei sempre più fragile, indifesa, bisognosa di aiuto ‘attento e previdente’ . Io distratto, di corsa, fuggente .
    Mi colpiscono ( ‘come la pugnalata che ricevi tu’ ogni qualvolta accedi alla vecchia casa dei tuoi alla casa della tua infanzia perduta, e ti ritrovi a ‘dover sottrarvi ancora’ frammenti della tua vita, della vita di tua Madre ! ) le scarne immagini che ne trai, quella sedia di ferro che sta arrugginendo, inutile ormai, quei libri non più letti, quell’ ombra gentile e tenera che adesso ancora senti e vedi nell’ anima tua . Mi colpiscono amaramente, mi colpiscono nella parte più profonda di me, mi colpiscono senza ‘via di scampo’ alcuna .
    Ma, almeno in questa occasione, non condivido quel tuo chiamarti, tecnicamente, “uno stronzo” .
    Nò, non sei “uno stronzo”, nè tecnicamente, nè meramente . Se provi questi sentimenti, se il rimpianto tuo fa rivivere quelle ombre, quei loro visi immobili, sfumati, quei loro nomi, così dolci ormai .
    Ti abbraccio

    P.S. ‘ma ti aspetto’ , quando sarà il momento di sorridere !

    Commento di Bruno De Angelis | 2 giugno 2010 | Rispondi

  14. Maria: prego. Vuoi la fattura o facciamo senza IVA?
    A77: sì, forse è normale ricordarsi delle proprie mancanze dopo. Il brutto è ricordarsene troppo tardi.
    Bruno: grazie per la visita e le parole. Mo’ vediamo di sorridere un poco…

    Commento di aquilanonvedente | 2 giugno 2010 | Rispondi

  15. non ho capito… senza IVA? intendi in nero? tu, uomo, scusa… pennuto… senza macchia e senza peccato?

    Commento di maria | 3 giugno 2010 | Rispondi

  16. però… posso condividere appieno il commento di Bruno? ha esplicitato, e bene, quello che io pensavo dentro di me.

    Commento di maria | 3 giugno 2010 | Rispondi

  17. BELLISSIMO POST…

    Commento di Tytty | 7 giugno 2010 | Rispondi

  18. Ho letto questo post per colpa del cavaliere. E io che pensavo fosse un post politico, a giudicare dal titolo.
    Mi spiace per tua madre, non avevo idea.
    Se sai tutto questo però, credo che tu sia a un passo dall’accettazione, posto che quel passo si possa mai riuscire a fare…
    Un abbraccio.

    Commento di Rory | 15 aprile 2011 | Rispondi

  19. Beh, l’accettazione prima o poi arriva, altrimenti c’è la pazzia.
    E’ il rimpianto che s’attacca come una zecca…

    Commento di aquilanonvedente | 19 aprile 2011 | Rispondi

  20. Il rimpianto è una brutta bestia! 🙂
    Cercherò di traslare questo tuo commento e lo terrò per me.
    ‘notte Messere!
    Ro e basta!

    Ps: non c’è bisogno che mi rispondi.
    pss: e lo so che stai pensando “tanto non t’avrei risposto cmq!” 🙂

    Commento di Rory | 19 aprile 2011 | Rispondi

  21. Appunto… 😉
    Ma non ti posso lasciare con l’ultima parola… :mrgreen:

    Commento di aquilanonvedente | 19 aprile 2011 | Rispondi

  22. Presuntuoso! 🙂

    Buongiorno.

    Commento di Rory | 19 aprile 2011 | Rispondi

  23. Io!

    Commento di aquilanonvedente | 19 aprile 2011 | Rispondi

  24. Mi piacerebbe star qui a giocare con te, ma siccome sono una donna comprensiva, mai vorrei ferire l’amor proprio di un uomo (a casa sua per giunta). Indi, per cui, allorquando detto ciò, ti lascio questa santa ultima parola e non ti rispondo più! Per quanto, credimi, la mia natura mi porterebbe a risponderti a oltranza! 😀

    Commento di Rory | 19 aprile 2011 | Rispondi

  25. Ed allora continuo io !
    Nò, @Rosanna, non fù per mia colpa che ti consigliai di leggere questo pezzo che non riesco a dimenticare mai, “galeotto fu il Post e chi lo scrisse” !
    Ma anche utile, poichè mi consentì di conoscere una Persona, un Amico ‘in carne ed ossa’ ( altro che le reiterate, banali fesserie che ti ha scritto quel @Tlaloc sulla virtualità dl Blog ! ), un @Aquila che – come amo scrivere ‘a tormentone’ – è un “non vedente” con gli occhi, ma un “più che vedente” col cuore, con il buon senso, e con una irraggiungibile ironia che, talvolta, è come una ventata d’ aria fresca che arrivi inaspettata in una stanza ammuffita e chiusa al mondo !
    Se mai le nostre strade dovessero incontrarsi a Roma, pretenderò che mi scriva il suo autografo “personale” ( ahimè, già immagino come lo farà, che lo possino …allo a lui e la parapadania ! ) sul suo Libro, che porterò sempre appresso con me ( poichè dimostra che talvolta, non sempre questo sì, l’ onestà e la fiducia in se stessi e nel “proprio” – ed esclusivo – talento, i sogni assumono la dimensione della realtà ), gli mozzerò a colpi d’ accetta le mani ove osasse mettere le mani nel suo portafogli, lo accompagnerò ‘mutilo’ alla stazione e … “non lo lascerò più andar via da Roma” !
    Letto, confermato e sottoscritto” !
    Ser @Bruno

    Commento di cavaliereerrante | 19 aprile 2011 | Rispondi

  26. Caro Ser Bruno, “colpa” era inteso in senso buono, se tu non me ne avessi accennato, non sarei mai venuta a sbirciare per questo post, che ha colpito molto anche me.
    Dovremmo dirlo a quel Tlaloc che le persone non si finiscono mai di conoscere, tantomeno da pochi post letti. una persona che può sembrare superficiale può rivelarsi sensibile e profonda, mentre una che sembri patetica può scoprirsi ironica, allegra e persino simpatica.
    @ aquila: è un discorso in generale! Presenti/assenti esclusi!:-)

    Commento di Rory | 19 aprile 2011 | Rispondi

    • Vabbeh, ho capito che non posso avere l’ultima parola su questo post… 😉

      Commento di aquilanonvedente | 19 aprile 2011 | Rispondi

  27. ….e per continuare…..anch’io sono qui dietro consiglio del comune amico…..un post in cui ci si mette a nudo con sincerità….in cui penso tantissimi ci si ritroveranno, come è capitato a me….figurati che avevo 20 anni……e quindi tante cose ancora non si valutano nel giusto modo purtroppo……e a distanza di tanti anni, ripensandoci mi ci sento davvero ancora tanto, e la sensazione non passerà mai perchè indietro non si torna.

    Commento di Silvia | 8 febbraio 2014 | Rispondi

  28. Ora mi sento “in pace” con i miei genitori. È come se avessimo ripreso un discorso interrotto qualche anno fa, perché io non riuscivo più a sentirli…

    Commento di aquilanonvedente | 8 febbraio 2014 | Rispondi

    • bene….molto meglio così 🙂

      Commento di Silvia | 9 febbraio 2014 | Rispondi

  29. Sono passati quasi quattro anni ormai ( … una eternità nella blogsfera ) da quando, allo scopo di farmi quattro risate con l’ insuperabile @Aquilanonvedente, maestro dell’ ironia leggera e intelligente, venni in questo blog bellissimo e, anzichè motivi per ridere, vi trovai invece questo post ….
    Di tanto in tanto … continuo a leggerlo, e m’ accorgo, ahimè, che molti commentatori/commentatrici sono ora svaniti, chi per una ragione, chi per un’ altra … ma io non riesco ancora, ed ancora una volta, a NON commuovermi .
    Ed è con piacere grandissimo, amico mio dalle penne splendenti, che vengo a sapere, da questo tuo ultimo commento di risposta alla mia amica @Silvia, che ora ti senti in pace con i tuoi @Genitori e che è vivo il vostro struggente parlarvi !

    Commento di cavaliereerrante | 8 febbraio 2014 | Rispondi

    • Quando il nostro cuore è colmo di dolore, quando i nostri occhi sono bagnati di lacrime, quando la nostra mente trasuda rimpianti e sensi di colpa, allora è difficile ritrovare un canale di comunicazione con i nostri cari che non ci sono più. E i pochi ricordi diventano sbiaditi, offuscati, quasi fossero essi stessi immersi nella nebbia padana. E l’accettazione del presente e del passato si avvolge di risentimento e malanimo.
      E’ soltanto quando la memoria del passato si spalanca sul presente con soavi rimembranze, tutto lo invade e gli da’ vigore per il futuro, allora ci accorgiamo che non erano i nostri cari a essere scomparsi, bensì noi stessi che non riuscivamo più a parlare a loro in modo nuovo e diverso rispetto a prima.
      A questo punto possiamo dire di avere sublimato il dolore in nuova linfa per proseguire la nostra vita… 😀

      Commento di aquilanonvedente | 9 febbraio 2014 | Rispondi

      • ” ….
        Non vive Ei forse anche sotterra quando
        gli sarà muta l’ armonia del giorno,
        se può destarla con soavi cure
        nella mente dei suoi ? Celeste è questa
        corrispondenza d’ amorosi sensi,
        celeste dote è negli umani; e spesso
        per lei si si vive con l’ amico estinto
        e l’ estinto con noi, se pia la terra
        che lo raccolse infante e lo nutriva,
        nel suo grembo materno ultimo asilo
        porgendo, sacre le reliquie renda
        dall’ insultar dei nembi e dal profano
        piede del vulgo, e serbi il sasso un nome,
        e di fiori odorata arbore amica
        le ceneri di molli ombre consoli ! ….”
        Ci sono momenti … magici, momenti in cui l’ anima si distende ed espande fino a conchiudere il tutto, e il tutto diventa parte di noi, momenti di lucida, benchè strana, inusuale felicità, ma così intensa quanto fugace …. e questo è uno di quelli ! E se mi ripeto, @Aquilanonvedente, nel dire che sei un amico a cui non vorrei mai rinunciare …. ebbene mi ripeto e, debbo confessarlo in punta di spada …. è bellissimo ripetermi !!! 🙂

        Commento di cavaliereerrante | 9 febbraio 2014 | Rispondi

  30. Mi è stato consigliato di leggere questo tuo post e così ho voluto dare una sbirciatina che, purtroppo, tale non è stata.
    Sono appena rientrata dalla Sicilia, la mia terra e proprio in queste due ultime settimane di “vacanza” ho dovuto passare il mio tempo a svuotare la casa dei miei genitori.
    Ricordi che riaffioravano al solo tocco di una coperta o di un oggetto, ricordi che tenevo nascosti nella parte più buia del mio cuore, come li avessi dimenticati ma che…erano là e sono riemersi prepotenti rigandomi il viso di lacrime e di struggente dolore.
    Ho dovuto buttar via fotografie, oggetti, coperte, ricordi di mia madre… ho dovuto farlo e ho pianto tutte le volte. Molte cose le ho regalate con la speranza che andassero a chi ne aveva davvero bisogno.
    Avrei tanto voluto sentire la sua carezza dirmi che lei non è in quei ricordi, lei è dentro di me, sempre. Sapessi quanto mi è costato…ho conservato solo pochissime cose, perchè la mia è una vita da nomade e non ho nessun luogo sicuro dove lasciare i ricordi.
    Una valigia, una casa dove capita per poco tempo e poi via…ho imparato che io sono la mia vera casa, l’ho imparato adesso ingoiando lacrime in silenzio… lacrime che nessuno può sentire, vanno via come il vento e così come me, viaggiano alla ricerca di un pò di serenità. I miei fratelli mi hanno chiesto se m’interessava avere dell’oro dei miei o almeno avere il ricavato della vendita…no, non m’interessa proprio.
    Io avrei tanto voluto la mia copertina, quella a quadretti di lana rosa…ma adesso chissà dov’è…scusa lo sfogo ma non ho potuto resistere.
    Un caro abbraccio!
    Sara.

    Commento di sara | 15 marzo 2015 | Rispondi

    • Come ho scritto sopra, quando una persona cara se ne va occorre un po’ di tempo prima di riprendere il “dialogo” con lei.
      Occorre imparare a parlare un’altra lingua, che non è soltanto quella che esce dalla bocca.
      Ma una volta che ci si è riusciti, allora il filo non si spezza più.

      Commento di aquilanonvedente | 15 marzo 2015 | Rispondi

      • Già, quel linguaggio che non tutti riescono a vedere…ed è difficile, molto difficile da spiegare. Lo conosco.

        Commento di sara | 15 marzo 2015 | Rispondi

  31. Come il profumo delle rose che portiamo nel cuore non svanisce mai, così questo Post, esemplare e sincero, non cessa di vivere e costruire, al di là della retorica dei sentimenti, percezioni e stati d’ animo che ci emozionano, ci commuovono …. e fanno affiorare in noi la parte più nobile e migliore : la Memoria !

    Commento di cavaliereerrante | 16 marzo 2015 | Rispondi

  32. Sarà la malinconia ???
    O il dolore “impotente” nel vedere, mio malgrado, le brutture e le devastazioni del mondo, naturali alcune, indotte dall’ umana malvagità le altre ?!?
    O forse il mio recente lutto che, tuttora, non riesco ad assorbire ( come dovrei, come fanno tutti … ) ?!?
    Oppure la strana e illogica circostanza di non esser ancora riuscito ad incontrarti almeno una volta ( e fà niente, se a Roma o a Pesaro come vorrei, o a San Giovanni Piacentino ( come “da amico” avrei dovuto fare subito dopo che Tu …. ) ?!?
    Dalla mia stanza sento il mare, ed il rifrangersi dell’ onda sulla scogliera di levante si ripete monotonamente, producendo un suono come il rintocco di una campana ( quella della mia infanzia ??? ) e par che dica che il mio tempo si sta esaurendo, ed ancora non ho finito di chiudere i conti con l’ esistenza !
    Così rieccomi qui a leggere e rileggere questo post che conosco a memoria … come un tornare che rappacifica me stesso con l’ altro me inquieto, intransigente … Cavaliere Errante che cerca di rendere possibile l’ impossibile, ossia i sogni lasciati svanire o vissuti un tempo ormai lontano !
    AVE, AQUILA NON VIDENS … VALEAS : dove sei Tu è sempre dolce venire muore anche il mare !

    Commento di cavaliereerrante | 28 agosto 2016 | Rispondi


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