Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Piccola storia zen sulla vita

Due monaci zen, mentre stanno camminando per la campagna, incontrano una ragazza in lacrime. Le chiedono il motivo del suo pianto e quella risponde che per tornare a casa deve attraversare il fiume, ma dal mattino si è un po’ ingrossato e lei ha paura.

Allora uno dei due, che è grande e grosso, le dice: “Non ti preoccupare, ora ti prendo sulle spalle e ti porto io sull’altra sponda” (fosse stato un prete cattolico, la storia sarebbe stata completamente diversa…).

Così avviene, il monaco torna indietro e insieme all’altro prosegue il cammino.

Due ore dopo uno dei due monaci dice all’altro: “Senti, ma ti rendi conto che hai commesso un peccato?”

“Perché?” chiede l’altro.

“Perché noi abbiamo fatto voto di non toccare mai alcuna donna e tu ne hai appena presa una sulle spalle e le hai fatto attraversare il fiume.”

“Ah, quella donna, dici? Ma vedi, io quella donna me la sono lasciata dietro due ore fa, mi sembra di capire invece che tu la stai ancora portando con te.

Due atteggiamenti opposti rispetto alla vita.

Quello di chi, evitandola, se la porta dietro sotto forma di rimpianto e rimpianto su rimpianto, il suo cammino lungo la vita si appesantisce.

Quello di chi le cose della vita le vive talmente intensamente nel presente, da bruciare completamente qualsiasi scoria, addirittura anche di ricordo, guadagnando in questo modo leggerezza.

Ho deciso: per i miei cinquant’anni divento buddhista.

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9 maggio 2010 - Posted by | Sani principi, Storie ordinarie |

14 commenti »

  1. oggi ce l’hai col buddismo e col Dalai Lama! :mrgreen:

    Commento di a77 | 9 maggio 2010 | Rispondi

  2. A me fa sempre piacere leggere queste storie, danno sempre spunti di riflessione interessanti.

    Commento di Ifigenia | 9 maggio 2010 | Rispondi

  3. Aquila buddista… questa ancora ci mancava…

    Commento di maria | 9 maggio 2010 | Rispondi

  4. :mrgreen:
    Mai stupirsi quando c’è di mezzo l’aquila 😉

    Commento di a77 | 9 maggio 2010 | Rispondi

  5. io invece, per i miei cinquant’anni, smetto di mangiare carne, finalmente! Forse è un modo anche questo di stare più ‘leggeri’. Ciao

    Commento di M | 9 maggio 2010 | Rispondi

  6. Adoro questi racconti, ti lasciano sempre con uno spunto in più per vivere positivamente.
    Su le mani per l’aquila buddista!!!!!

    Commento di millevolteme | 10 maggio 2010 | Rispondi

  7. quanta verità..
    i rimpianti ci seguono come ombre senza luce, ci fanno vivere sempre un po’ sospesi tra passato e presente, incapaci di vivere il presente per quello che ci da’ perché troppo presi a rimpiangere!

    Commento di aurora267 | 10 maggio 2010 | Rispondi

  8. E perché aspetti d’avere cinquant’anni? 🙂

    Commento di Ibadeth | 11 maggio 2010 | Rispondi

  9. Già, perchè aspettare di avere cinquant’anni?
    Non è mai troppo presto per diventare buddisti.

    Commento di aquilanonvedente | 11 maggio 2010 | Rispondi

  10. mai troppo presto e mai troppo tardi
    il cuore è quello che conta… come ci si senta
    nessuna forzatura… altrimenti potrebbe sembrare un gesto, una scelta dettata dalla “moda”…

    Commento di maria | 12 maggio 2010 | Rispondi

  11. I cinquanta li ho passati e non faccio più in tempo a diventare buddhista, ma vorrei dare, non so come, un’impronta più spirituale alla mia vita.
    Mi sa che mi butto sullo studio del reiki. O sotto un treno. 😀

    Commento di giodi foster | 13 maggio 2010 | Rispondi

  12. […] Vi sono altre persone che invece, al contrario, hanno il potere e/o la sfiga di appesantirla, di renderla tragica, angosciosa. Vedono, cioè, il bicchiere mezzo vuoto. In genere questa seconda categoria è anche composta da persone che mantengono sulle spalle, per tutta la vita, i propri fardelli, più o meno reali (vedi post). […]

    Pingback di La leggerezza della vita « Aquila Non Vedente | 2 gennaio 2012 | Rispondi

  13. Che bella storiella. Ho ancora un pò di tempo prima dei 50 anni, intanto ho cominciato a vivere “con molta calma”. 🙂

    Commento di rory | 2 gennaio 2012 | Rispondi

  14. Questo racconto di @Aquilabuddeggiante ( ehi … attenzione : “buddeggiante”, non “bungaggiante”, mi raccomando … 😀 ), è esemplare !
    All’ epoca, credetti che il nostro amico fosse stato preso da una crisi mistica 😯 …. ehm …. mooolto preoccupante !
    Riletto oggi, apprezzo la coerenza dell’ amico, e ne faccio tesoro e tiro un sospiro di sollievo nel ritenere scongiurato il rischio di veder sparire @Aquila in un cupo eremo del Tibet !!! 😀
    @Bruno …

    Commento di cavaliereerrante | 3 gennaio 2012 | Rispondi


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