Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Come gli stiravo le camicie io…

Mi è capitato e mi capita (non tanto spesso, per fortuna) di raccogliere le confidenze di qualche mamma-suocera.

Cos’è una mamma-suocera?

Quella di cui parlo io è una donna tra i 50 e i 55 anni, sposatasi abbastanza presto, che ha allevato per una trentina d’anni uno spilungone (o anche più di uno) che a un certo punto decide di convolare a nozze oppure di convivere con la propria compagna.

La mamma-suocera ha ormai abbandonato obsoleti moralismi e ritiene che, almeno nel suo caso, la convivenza sia migliore del matrimonio: almeno è più facile tornare indietro.

La mamma-suocera, insomma, non è ancora una suocera nel vero senso della parola, ma è rimasta sicuramente una mamma a tutto tondo. A un certo punto ha dovuto affidare il suo tesssoro (tanto per usare un termine tolkeniano) a una sciacquetta che ha la metà dei suoi anni (e già questo le da’ molto fastidio) e che assiste impotente alla discesa del proprio figlio agli inferi.

La sciacquetta è istruita (c’ha la laurea e forse anche qualche master conseguito in paesi che lei non sapeva nemmeno che esistessero), un buon lavoro anche di una certa responsabilità e sta fuori tutto il giorno. Quando rientra si attacca al computer per controllare un budget (che non è un particolare tipo di sugo, come pensava la mamma-suocera), scambia mail con colleghi di lavoro, ma fa venire le ragnatele sul piano di cottura della cucina.

La mamma-suocera pensa alle 4-5.000 calorie che pompava giornalmente nello stomaco del figlio e si chiede come possa sopravvivere ora con la metà dell’apporto calorico e quindi scruta il suo tesssoro per scovare i segni del suo decadimento fisico.

Ma la sciacquetta non difetta soltanto sul mangereccio: magari!

Fa la lavatrice mettendo insieme bianchi, colorati, scuri, lane, sete, stracci e tutto il resto, estraendo dal cestello dell’incolpevole elettrodomestico una massa informe di tessuti tutti dello stesso indefinibile colore (secondo lei).

Non fa il letto tutti i giorni, perché appartiene a quella scuola secondo la quale è inutile ricostruire al mattino una cosa che alla sera verrà irrimediabilmente distrutta.

Non da’ la caccia in casa ai riccioli di polvere, ma li lascia gironzolare liberamente per i corridoi.

Non sa fare la spesa, ma riempie semplicemente il carrello, all’incirca una volta al mese, quando il frigorifero inizia a fare le valigie, tanto si sente inutile in quella casa, e lo riempie di cose che lei al suo tesssoro non gli avrebbe nemmeno permesso di guardarle.

Ecco, la mamma-suocera c’ha queste e tante altre cose ancora sullo stomaco che a un certo punto deve vomitare fuori e allora con chi decide di farlo? Non con il marito, per carità: quello manco c’è accorto che il figlio non sta più in casa. Non con i parenti, che godrebbero immensamente di questa sua situazione e andrebbero subito a spifferarla a mezzo mondo. E allora non rimane che il conoscente, il collega di lavoro, il vicino di casa. E a volte io capito in questa categoria e assorbo tutte le contumelie della mamma-suocera.

Tento di introdurre una variabile razionale al discorso: “Beh, sarà tuo figlio a fare un bilancio dei costi-benefici, no?“, ma l’eruzione della mamma-suocera è inarrestabile: al suo confronto, il bombardamento di Dresda appare come un tranquillo pic-nic domenicale.

E come gli stiravo le camicie io! – colpisce ancora – Non trovavi una piega neanche a osservarla al microscopio! Adesso? Non capisci se quella che indossa è una camicia, un pigiama o un k-way.

Dopo aver lasciato defluire tutto lo sfogo, per cercare di alleggerire un po’ la situazione, osservo: “Beh, ma forse la ragazza ha altri pregi che tu non sai valutare.

A quel punto lo sguardo della mamma-suocera si fa truce e mi guarda non più come persona, ma come categoria e sentenzia: “Tutti uguali voi uomini. Davanti a un paio di gambe aperte non capite più niente. Ma io ho un sospetto.

Oddio – pensi – quale sarà questo sospetto?” e in breve tempo capisci che avevi indovinato subito.

Ho il sospetto che lei non gliela dia più come prima, che si sia accasata anche in questo. Oh… io sì che sapevo come fare ai miei tempi…

Ecco – pensi – mo’ è proprio messo bene quello…” e, rassegnato, lasci defluire le ultime scosse di terremoto, prima che la povera donna si calmi e torni alla sua vita normale.

E anch’io sono contento in questi casi, perché in fondo ho compiuto un’opera buona…

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29 aprile 2010 - Posted by | Questa poi..., Sani principi, Storie ordinarie | ,

16 commenti »

  1. gentile aquila, non sono tanto d’accordo con il tuo post..innanzitutto le donne oggi a 50 anni hanno altro da fare che stirare camicie al figlioletto..sono donne ancora “in carriera”, che lavorano, escono, hanno interessi. I figlioletti purtroppo non se ne vanno così velocemente da casa..una di 50 anni può avere un figlio di 25 anni (vedi me) e ti pare che uno a 25 anni abbia un lavoro che gli permette di vivere per conto suo? e poi, via, le donne di 50 anni ha vissuto anni di sorellanza, ti pare che debbano essere così acide nei confronti della ragazza del figlio?..non so mi pare tutto un po’ troppo scontato…quella che hai descritto è una donna che appartiene più alla generazione di mia madre che alla mia…poi ci sono le eccezioni, sicuramente, ma spero che siano poche 🙂
    ciaociao

    Commento di missminnie | 30 aprile 2010 | Rispondi

  2. sono d’accordo con miss, ora ti ritroverai il post sommerso dai commenti, e dico solo commenti, delle cinquantenni (come la sottoscritta la cui figlia più giovane ha 13 anni. Eh? Che ti pare?)

    Commento di M | 30 aprile 2010 | Rispondi

  3. a grandi linee potresti anche avere ragione!!
    il post contiene nella sostanza quello che realmente succede, però credo in contesti ristretti, nel senso di piccoli centri, perché in un contesto allargato, come quello di una città, con abitudini diverse, le donne, come giustamente sottolineava misminnie sono ancora nel pieno della loro attività, sono ancora donne bellissime, con la voglia di mettersi sepre in discussione, lontane da certi stereotipi,
    credo che il tuo post sia più indicato a donne di una certa età e cultura, però la tendenza a mettersi in gara bhè, quella c’è!!

    Commento di aurora267 | 30 aprile 2010 | Rispondi

  4. Beh, la nonna paterna di mia figlia è di un’altra generazione, e cinquant’anni li aveva qualche decennio fa, però fa proprio parte della tipologia di donne che tu descrivi.

    Anche in tema sessuale, diceva una mia collega, perennemente in lotta con l’invadenza della suocera, che se non fosse moralmente inaccettabile ci andrebbero pure a letto coi loro pargoli, perché come lo fanno loro non lo fa nessuno, ed è preciso diritto del loro figliolo essere sessualmente appagato.

    Mi ricordo di una tizia che fu portata dalla nuora a Forum, perché le stava mandando all’aria il matrimonio:l’aveste vista! Quelli non si potevano neanche mettere sotto le lenzuola come e quando volevano, perché lei entrava, criticava la casa, si metteva a cucinare perché la nuora quel povero figlio l’avrebbe fatto morire di fame…

    Insomma, gli stava togliendo tutta la gioia, la spontaneità, la freschezza della neo-vita coniugale, per cucinare un accidente di sugo fresco o succedanei, lo stava condannando, “per il suo bene”, allo sfascio della sua famiglia e a poter essere nient’altro che un irresponsabilizzato tacchino all’ingrasso.

    Commento di Ifigenia | 30 aprile 2010 | Rispondi

  5. Storie vere, e che purtroppo non appartengono solo alle realtà piccole, credetemi: ho sentito mamme di maschietti ormai cresciuti dire cose ancor peggiori alla malcapitata compagna del “piccolino”. Roba da matti!
    Ciao Vale

    Commento di valeaparigi | 30 aprile 2010 | Rispondi

  6. Minnie: in realtà io ho descritto una tipologia di mamma-suocera, ma ce ne sono altre. C’è quella che invece di uno o più figli maschi ha allevato una o più figlie femmine, con risultati ancora più disastrosi. Poi c’è quella “in carriera”, che provoca più danni del vulcano islandese che è eruttato poco tempo fa. E via dicendo.
    M: tu appartieni alla tipologia che alleva figlie femmine? Spero nei tuoi insegnamenti sull’organizzazione domestica (che non è un compito di serie B, sia ben inteso).
    aurora: ha ragione valeria, non succede soltanto nelle piccole realtà.
    Ify: concordo.

    Commento di aquilanonvedente | 30 aprile 2010 | Rispondi

  7. Il mio amato bene (inteso come figlio)se vuole dormire in un letto rifatto se lo rifa al mattino, quando torna da scuola e non c’è nessuno, cucina anche per la sua mamma che arriva dopo di lui eD è pure più bravo della sorella maggiore! Lo cresco pensando che non è obbligato a sposarsi e che se avrà una compagna dovranno avere pari diritti e pari doveri. Insomma deve essere indipendente e autonomo.Discorso diverso per i mariti della nostra generazione… noi donne ci mettiamo anni a far capire loro che la famiglia è quella composta da marito,moglie e figli e non mammà sorelle fratelli e poi moglie e figli.

    Commento di ami | 30 aprile 2010 | Rispondi

  8. Ma una donna di 50 anni è troppo giovane… come la descrivi tu sembra dell’epoca paleozoica!!! Comunque noto che ti sei votato anche tu al documentario stile Piero Angela… bravo… mi chiedo già quale sarà la prossima puntata… forse l’evoluzione dei Papà-aquila?

    Commento di Godot | 30 aprile 2010 | Rispondi

  9. i conti non tornano.. la sciacquetta per essere laureata deve avere almeno 22 anni (se è stata anche abbastanza secchiona) ..quindi il compagno con il doppio arriva a 44!! E la mamma-suocera.. 50-55????? mmmhh.. sicuro??
    Per fortuna non ho figli maschi e inoltre non potrei mai dirlo anche perchè odio stirare e lo faccio il minimo indispensabile. Quindi sono e rimarrò sempre una nuora (anche se ..ex)

    Commento di dani | 1 maggio 2010 | Rispondi

  10. Ami: il problema è proprio questo, sai? Voi mamme educate in maniera quasi perfetta i figli maschi, sapendo che si troveranno poi a dover fare la parte anche delle… figlie femmine (cioè, quelle figlie – di altre mamme – che diventarenno le loro compagne).
    Godot: i papà-aquila non si evolvono, perché hanno già raggiunto il punto più alto della qualità.
    Dani: cosa non fareste voi donne per rimanere giovani: pure le nuore a vita!

    Commento di aquilanonvedente | 2 maggio 2010 | Rispondi

  11. O_o e sei sicuro che sia un bene?!

    Commento di Godot | 2 maggio 2010 | Rispondi

  12. leggo da qualche giorno.
    strana la vita.
    io ho quasi 50 anni, ne compirò a breve 49 ma siamo lì.
    eppure non mi sono sentita minimamente toccata, offesa o altro dal post di Aquila.
    lo conosciamo, credo, da tanti anni.
    la sua ironia, il suo sarcasmo e la misoginia latente che a tratti esplode.

    io so come sono.
    conosco il rapporto che ho con due figlie di 21 e 18 anni.
    però sono stata nuora a suo tempo.
    per almeno un paio di volte, considerando un lungo fidanzamento e in seguito un matrimonio durato quasi 20 anni.
    e comunque non credo sia una questione di nord, sud, città, provincia. sono realta che ancora si possono incontrare e contro cui ci si può sbattere il grugno.
    io, per mia fortuna o sfortuna, ho già dato.
    ora, al limite, potrei solo fare danno come eventuale “suocera”.
    ma ho due figlie che non me lo permetterebbero mai.
    e io credo di avere ancora un po’ di cervello.

    Commento di maria | 3 maggio 2010 | Rispondi

  13. Sono quasi suocera ormai, il maschio nonostante la giovane età mi porta a casa la morosa e per ora non ho fatto alcun commento tranne dire che sono contenta di vederlo felice e se lei sarà quella giusta per lui, non mi frega un tubo se farà la polvere o tirerà i pavimenti a lucido… finchè vedrò i suoi occhi felici chissenefrega di tutto! 🙂

    Commento di ami | 3 maggio 2010 | Rispondi

  14. Su su, coraggio.
    E’ il vostro destino: suocerarvi.
    Ma non è grave: dopo di quello diventerete nonne!
    😉

    Commento di aquilanonvedente | 3 maggio 2010 | Rispondi

  15. Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah! No niente… stavo cantando!

    Commento di Godot | 3 maggio 2010 | Rispondi

  16. E se anche fosse? Fai pure lo spiritoso tanto tra poco sarai tu aD avere problemi di mosconi che girano attorno alla Fatina!!!! EDDDD io son qui che aspetto di vedere come te la caverai hihihihi

    Commento di ami | 5 maggio 2010 | Rispondi


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