Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il papa, emergency, i bambini senza mensa e comacchio

Ieri pomeriggio, mentre la piccolina giocava a basket, ho dato un’occhiata al giornale, cosa che ultimamente mi capita sempre più di rado.

A dire la verità ho letto soltanto le prime 7-8 pagine e mi sono chiesto: chissà quante altre cose interessanti ci sono scritte, potendo andare avanti!

Ma tant’è, accontentiamoci…

In prima pagina c’era un articolo di Hans Kung, sotto forma di lettera ai vescovi cattolici, dal titolo significativo: “Benedetto XVI ha fallito i cattolici perdono la fiducia“.

Con un linguaggio chiaro, semplice ed estremamente esplicito, Kung elenca tutti i passi indietro che B16 ha compiuto in questi cinque anni di pontificato: nessun riavvicinamento con le chiese evangeliche e nessuna continuità di dialogo con gli ebrei e i musulmani; l’abbandono dello spirito del concilio vaticano II; la promozione della messa medievale tridentina in latino, tanto per citarne alcuni. Kung sostiene che la politica restauratrice del papa abbia fallito, allontanando sempre di più la chiesa dalla maggioranza dei cattolici su alcune questioni essenziali, soprattutto relative alla morale sessuale. Invita chiaramente a rivedere la regola del celibato dei preti (a proposito, ricordo di avere letto che nelle prime comunità cristiane i vescovi venivano scelti preferibilmente tra gli sposati, perché ritenuti più “equilibrati”) e dice che B16 quando era cardinale aveva imposto per iscritto ai vescovi il “secretum pontificium” sugli abusi sessuali nei confronti dei giovani. Kung conclude la sua lettera invitando i vescovi a riprendere l’iniziativa per non tacere (“l’obbedianza assoluta si deve solo a Dio“, scrive) e per dare vita a iniziative riformatrici nella chiesa cattolica.

Hans Kung fra pochi giorni compirà 82 anni. La sua lettera sprizza giovinezza da ogni parola.

Accanto vi è un articolo di Gino Strada sull’arresto dei tre operatori di emercengy in Afghanistan, intitolato “Curiamo tutti non taceremo mai“.

Non ho mai avuto una particolare simpatia per Strada, ma questo c’entra poco. Strada sostiene che quella in Afghanistan è una “sporca guerra” condotta per obiettivi diversi rispetto a quelli sbandierati e che la sua organizzazione, che cura le sue vittime, soprattutto bambini, è diventata un testimone scomodo. Concordo con le parole scritte contro la guerra, prese in prestito da Einstein (“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire“), ma mi sembra che il suo sia un atteggiamento troppo “a prescindere”: se è vero che i talebani non sono il male assoluto, non lo sono nemmeno i soldati della NATO e se è vero che alcune donne afghane hanno potuto lavorare, studiare o semplicemente vivere meglio non è certamente merito dei talebani.

Tra questi due articoli c’è Corrado Augias che pubblica alcuni brani della lettera di quella persona che nel comune di Adro, in provincia di Brescia, ha saldato i conti sospesi della mensa scolastica. Da quello che si legge, si intuisce che non ha voluto soltanto compiere un gesto di solidarietà. “So che fra i 40 ci sono i furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi . I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Dove sono i miei sacerdoti? Dov’è il segretario del partito per cui ho votato che si vuole chiamare partito dell’amore?”

Una lettera che suscita “strani pensieri”, conclude Augias.

Prima o poi dirò la mia su questi episodi, dato che quando ero amministratore mi sono trovato di fronte a problemi simili, che non sono di facile soluzione e impongono una grande equilibrio. Da un lato ci sono i furbetti che, facendo leva sui bambini, se ne fregano di pagare i servizi che usufruiscono; dall’altro lato ci sono le famiglie effettivamente bisognose, che devono essere aiutate. Colpire i primi senza fare ricadere sui bambini le conseguenze del comportamento dei genitori non è facile. Occorre mettere in campo capacità di gestione dei conflitti con tecniche che esigono fermezza e equilibrio, qualità che oggi si vanno sempre più assotigliando. Ricordo che anni fa, all’uscita da un supermercato con il carrello della spesa con mia madre, ci venne incontro una bambina nomade, tendendo la mano. Io feci l’indifferente, sperando che mia madre non la cacciasse via a male parole, invece lei mi disse: “Embè? Non le dai niente? I grandi vanno cacciati, ma i bambini non devono pensare che siamo senza cuore“. Una piccola lezione che suscitò “strani pensieri”…

E per finire, mi si consenta di citare l’articolo sul comune di Comacchio, in provincia di Ferrara, dove si è votato di recente e dopo 64 anni di governo di sinistra è stato eletto un sindaco Pdl-Lega.

“Ecco qui, un altro baluardo caduto!” ho pensato, ma poi leggendo l’articolo si scopre che il centro-sinistra è stato dilaniato da lotte interne, risse, veleni, addirittura dall’arresto di due assessori prima delle elezioni.

“Gestione difficile dei piani regolatori, tenuta fragile del partito” li ha chiamati con un eufemismo il segretario provinciale del PD i problemi del partito. Allora si capisce che anche in questo caso più che avere vinto il centro-destra ha perso il centro-sinistra, come sempre più spesso accade. Ed è una magra consolazione dire che, in fondo, anche il berlusca e Fini stanno litigando: loro litigano sì, ma comunque le elezioni le vincono.

“Se proprio devo stare con gli affaristi – si sente dire sempre più spesso da militanti del PD – almeno sto con chi gli affari li sa fare bene e non con dei principianti come noi”.

Che dire? Siamo messi proprio male…

Buon week-end a tutte/i.

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17 aprile 2010 - Posted by | Politica, Questa poi..., Religione, Storie ordinarie | , ,

4 commenti »

  1. …mi è venuta la nausea…

    Commento di maria | 17 aprile 2010 | Rispondi

  2. Caro Aquila,

    c’è stata una parte del tuo post ce mi ha fatto saltare sulla sedia, e cioè l’elemosina data ai bambini: ma lo sapete che è proprio questo che li rende schiavi? I bambini muovono a compassione, ed è per questo che sono ambiti nell’ambito dell’accattonaggio e ce n’è un traffico vergognoso.

    Avete provato a un bambino che vi chiede l’elemosina perché ha freddo e fame a offrirgli un panino, un gelato, un maglione, un paio di scarpe? Lo rifiuterà tremante, perché lui a casa deve portare i soldi, che il suo sfruttatore probabilmente si spenderà al gioco o a puttane. Se torna a casa con un maglione, lo sfruttatore lo massacrerà di botte perché non doveva accettare, a casa lui deve portare soldi, soldi, soldi, a qualsiasi costo.

    Una mia amica sostiene che se non gli si dà l’elemosina potrebbero allora costringerli ad andare a rubare, o peggio a prostituirsi, o venderne gli organi: forse non è così, sono “ambienti” diversi, e comunque quello che dovrebbero fare le autorità e togliere dalle mani di questa gente queste povere creature e affidarle ai servizi sociali (qui si aprirebbe un altro discorso spinoso, ma per ora accantoniamolo).

    Comunque, per quanto mi riguarda, mai e poi mai darei l’elemosina un bambino: contrariamente al pensiero di tua madre, preferisco darla all’adulto, che almeno si espone in prima persona e non si mette sulle spalle di un ragazzino, massacrandolo di botte se non “rende bene”.

    Commento di Ifigenia | 17 aprile 2010 | Rispondi

  3. gentile Ifigenia, come ho scritto diverse volte sul mio blog faccio un po’ di volontariato con t.a. e frequento il nido del carcere della mia città, dove ci sono i bambini da 0 a 3 che stanno con le mamme. rom, per la maggioranza.
    mi sono chiesta a lungo che alternativa avranno questi bambini, quando saranno un pochino più grandi?
    nessuna.
    per chi vive all’interno di un campo rom le probabilità di farcela ad uscirne sono minime, pari a zero.
    a 13 anni le ragazze sono spose, a 14 cominciano a partorire.
    allora dare o non dare 50 centesimi ad un bambino rom non cambia nulla nella risoluzione : non è che non dandoglieli tu li salvi da chissà che. semplicemente si spostano verso un’altra signora che glieli darà.
    perchè ci dovrebbero essere gli educatori dentro i campi rom, le scuole di strada, le assistenti sociali, i servizi. che non ci sono e nessun governo, con l’aria che tira, spenderà una lira per questo.
    quindi dare o non dare l’elemosina ad un bambino rom è un non problema. c’è ben altro di cui indignarsi.

    Commento di missminnie | 17 aprile 2010 | Rispondi

  4. “semplicemente si spostano verso un’altra signora che glieli darà.”: è questo il nostro problema, e spesso pure il nostro alibi quando facciamo qualcosa che forse non è correttissimo. All’alibi “tengo famiglia” (ma non è questo il caso) si aggiunge il “tanto, se non lo faccio io lo farà qualcun altro”.

    Cara MissMinnie, se c’è qualcosa che io non ritengo giusto, non lo faccio e basta, e non m’importa di cosa fcciano gli altri: io ai bambini che chiedono l’elemosina mi offro sempre di comprare qualcosa da mangiare, ma comprerei loro pure da vestire e anche un giocattolo, ma i 50 centesimi non glieli do. Io non lavoro per alimentare la piaga dell’accattonaggio minorile e per pagare le zoccole, le macchine e i vizi di gioco ai loro sfruttatori.

    Insomma, io ho preso questa posizione, poi ognuno segua quello che ritiene giusto e in cui crede. Passo a risponderti da me 😉

    Commento di Ifigenia | 17 aprile 2010 | Rispondi


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