Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Le ferite dell’anima non scompaiono mai

Ogni errore, offesa, torto, fatti oppure subiti, provoca in noi una ferita.

Può essere più o meno grande, può provocare più o meno dolore, può rimarginarsi in più o meno tempo, ma non scompare mai.

Possiamo condividere con gli altri il dolore, cioè la loro conseguenza, ma le ferite rimangono roba nostra.

Per questo ogni tanto sentiamo il bisogno di appartarci per lenirle delicatamente, in momenti che sono soltanto nostri e non si possono condividere con nessun altro. E gli altri devono capire quando è il momento di starsene buoni buoni ad attendere che ritorniamo.

E’ un tragico errore pensare di fare scomparire queste ferite utilizzando, in chiave opposta e contraria, gli stessi strumenti che le hanno provocate.

Quando abbiamo imparato a convivere con le nostre ferite e abbiamo incontrato qualcuno che sa riconoscere questi momenti di raccoglimento, possiamo dire di essere felici.

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10 aprile 2010 - Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | ,

19 commenti »

  1. Mamma mia! Troppo impegnativo per le 8:30 di mattina. Lo leggerò dopo 😉
    PS: grazie

    Commento di a77 | 11 aprile 2010 | Rispondi

  2. E’ così. Chissa se si capisce solo in una certa fase della vita che è così, o sarebbe possibile capirlo prima.

    Non è una questione di età: ci sono persone più grandi di me, di qualche anno oppure una generazione, che questo non lo capiscono, non lo sanno, o più semplicemente l’ignorano perché non vogliono affrontarlo e conviverci.

    Noi, queste ferite, ce le coccoliamo forse ogni mattino e ogni sera, ma non per indulgere nel dolore; lo facciamo perché sappiamo che solo dando loro il giusto spazio e accettandole possiamo andare avanti.

    Commento di Ifigenia | 11 aprile 2010 | Rispondi

  3. il dolore va vissuto tutto, senza scorciatoie,
    e le ferite possono diventare solo più sopportabili e a volte anche delle preziose maestre.
    dopo un dolore, un torto, una ferita, niente è più come prima, ma qualche volta…è anche meglio.
    Bello il tuo post, mi ha fatto riflettere e pensare a mio marito.

    Commento di aurora267 | 11 aprile 2010 | Rispondi

  4. Mi piace pensare che le ferite e gli ostacoli mi aiutino a essere migliore.
    PS: Adoro Rino Gaetano.
    un bacio

    Commento di frivolajuliet | 11 aprile 2010 | Rispondi

  5. dire di essere felici?
    qualcosa del genere.
    peccato non mi sia ancora capitato.

    Commento di maria | 12 aprile 2010 | Rispondi

  6. Certo che le ferite sono solo nostre. E nessuno ne è privo, ma la differenza sta nei tempi di metabolizzazione.
    I miei, per dire, sono quasi eterni.
    Ciò nonostante, pur avendo compreso bene che la felicità è roba per baci perugina, mi sto attrezzando per tentare di avere una vita almeno non tanto orripilante.
    Aquila, ma quanto scrivi???
    🙂

    Commento di enne | 12 aprile 2010 | Rispondi

  7. le ciccatrici restano… e gli altri non possono far nulla.. sono parte di noi.
    Per quanto riguarda il tuo commento: non è mai tardi per festeggiare! Ti offro uno spritz!

    Commento di giugiu | 12 aprile 2010 | Rispondi

  8. Mi trovo d’accordo con quanto scritto e quindi mi risulta difficile aggiungere qualcosa; posso solo dire che anche le ferite dell’anima, come molti altri eventi dolorosi, hanno il compito di farci crescere, Sta a noi guardarle dalla giusta prospettiva.

    Commento di Mr.Loto | 12 aprile 2010 | Rispondi

  9. Quando le ferite sono profonde e causate da qualcuno,l’unico modo di ritornare a vivere è smettere di odiare se no l’odio ti consuma e ti fà restare lì in un angolo mentre la vita scorre inesorabile. Quando invece le ferite te le provoca il destino impari ad apprezzare le piccole gioie e riconsideri le tue priorità da una parte, ma dall’altra rimane appiccicata addosso la sensazione che tutto sia effimero e per ogni gioia ti chiedi quale sarà il prezzo in sofferenza che poi dovrai pagare. In ogni caso hai ragione, certi magoni bisona digerirseli in solitudine e lasciare che gli altri si digeriscano i loro in pace.Invece a volte in momenti difficili si “urla” il proprio dolore ed ecco che gli amici reali e virtuali si stringono a te e ti danno la spinta per ripartire. 😉

    Commento di ami | 13 aprile 2010 | Rispondi

  10. Il fatto è, secondo me, che spesso confondiamo le “ferite” con il dolore, che ne è la conseguenza.
    Il dolore è giusto condividerlo.
    Le ferite invece rimangono lì e ogni tanto si fanno sentire.
    Il dolore si attenua, passa, la ferita no.

    Commento di aquilanonvedente | 13 aprile 2010 | Rispondi

  11. Sì, certe ferite con il tempo fanno un poco meno male o forse riesci a sopportarle meglio e lì arriva il momento di smettere di odiare per riuscire a ritornare a vivere.

    Commento di ami | 13 aprile 2010 | Rispondi

  12. Ma allora fai parte anche tu del partito dell’odio!
    Mannaggia…

    Commento di aquilanonvedente | 13 aprile 2010 | Rispondi

  13. No,ho deciso che mi voglio troppo bene e non voglio ridurmi ad essere una persona sterile e gretta. L’odio non fa più parte della mia vita anche se a volte davanti a certe bassezze mi vien voglia di tirar calci come un mulo 😉

    Commento di ami | 13 aprile 2010 | Rispondi

  14. Grandi bestie i muli: coriacei, tenaci, pazienti, ubbidienti.
    Proprio il contrario delle donne…
    Ops!
    M’è scappato un sussulto di misoginia!

    Commento di aquilanonvedente | 13 aprile 2010 | Rispondi

  15. Ma come farei senza il tuo spirito e la tua simpatia???? 😛

    Commento di ami | 13 aprile 2010 | Rispondi

  16. a volte pensi che le ferite si siano rimarginate, cicatrizzate.
    ci si illude in realtà.
    quando meno te l’aspetti ti rendi conto che stanno sempre lì.

    “boccucce” aperte che strillano e reclamano.

    il dolore è un’altra cosa. al dolore c’è rimedio. nella maggiorn parte dei casi.

    Commento di maria | 14 aprile 2010 | Rispondi

  17. Rende bene l’idea l’immagine che delle ferite dà Maria:

    “boccucce” aperte che strillano e reclamano.

    E’ proprio così…

    Commento di Ifigenia | 14 aprile 2010 | Rispondi

  18. rileggendo questo tuo post mi sembra di vedere e capire meglio mio marito;
    noi abbiamo avuto un brutto momento, perché è venuto a conoscenza di un mio tradimento, e sebbene non sappia tutto, il che è anche peggio, questo ha rappresentato per lui un momento dolorosissimo, di perdita di fiducia, di un contatto con una realtà che neanche immaginava, la perdita di vecchi equilibri,
    ferite profonde nell’anima e spesso lui si isola in uno spazio, penso io, fatto di quel vecchio dolore, in quello spazio lui non mi vuole vicino, da solo cerca possibiltà nuove per stare a galla…

    Commento di aurora267 | 25 aprile 2010 | Rispondi

  19. E’ probabile. E non lo invidio.

    Commento di aquilanonvedente | 26 aprile 2010 | Rispondi


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