Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il cellulare, un vecchio stanco e il gioco del tris.

Il cellulare che utilizzo attualmente l’ho acquistato nel novembre 2007.

L’apparecchio precedente, della stessa marca, mi è stato rubato una domenica mattina da un ragazzo nordafricano mentre camminavo in una via centrale del paese. Troppo tardi mi sono accorto che lo stronzone mi si era avvicinato troppo ed era troppo insistente. Quando mi sono accorto del furto – e avere promesso il voto leghista per i successivi cinquant’anni, nonché avere caldeggiato l’espulsione di tutti gli extracomunali – ho bloccato la SIM, ho sporto denuncia e il giorno successivo ho anche bloccato il telefono. Dal sito del gestore ho poi appurato che lo stronzone aveva effettuato tre o quattro chiamate in Marocco, prosciugandomi il credito. Oltre al disagio di aver dovuto ricostruire la rubrica, ho perso anche qualche foto carina, soprattutto della piccolina. Quel cellulare ce l’avevo da poco più di un anno, da quando quello precedente – sempre della stessa marca e quindi, per la proprietà transitiva, della stessa marca di quello attuale – mi aveva lasciato a piedi una domenica mattina (si sarà capito che la domenica mattina è il momento critico per i miei cellulari): improvvisamente era sparito il display, per non ricomparire mai più e un cellulare senza display è inutilizzabile.

Il cellulare attuale, insomma, ce l’ho da circa due anni e tre mesi, è dotato di tutto quello che mi serve e l’unico difetto che ha sono le batterie, che hanno una durata molto limitata (è un difetto comune dei cellulari della mia marca, comunque), non superiore ai due giorni. Negli ultimi giorni, però, mi è sembrato di notare per due-tre volte qualche “cedimento” del display interno, quello principale. Mi è venuto il sospetto, insomma, di dover prevedere prossimamente l’acquisto di un apparecchio nuovo.

Tutto questo per dire che venerdì sera ero al ristorante con la piccolina, con la neve che scendeva a gargarozzi. Mentre stavamo mangiando – penne al salmone per lei e trofie gamberetti e zucchine per me – le ho scattato una foto con il cellulare. Ovviamente, lei ha voluto fare altrettanto e quando ho guardato il display ho visto un vecchio stanco: io.

La mia prima reazione è stata: “ecco la prova che il display del telefono è partito definitivamente!”, ma mi sono accorto subito che questa spiegazione era una ciofeca: il display non c’entra niente.

Allora ho pensato: “E’ perché ho la barba lunga.” e ho concluso che dovrei fare più attenzione al mio aspetto fisico: tenere la barba sempre corta; smetterla con queste felpe e tornare a indossare qualche giacca o qualche maglioncino con la camicia; riprendere finalmente a fare attività fisica e comprare quella crema rivitalizzante che ho visto in negozio l’altro giorno. E poi tutta un’altra serie di aggiustamenti vari che ora non sto a elencare.

Terminato l’elenco dei buoni propositi – e terminate anche le trofie – la conclusione è stata più terra-terra: io appaio un vecchio stanco perché io mi sento vecchio e stanco. Questa è la realtà.

E allora oggi mi è venuto in mente questo parallelepipedo: la mia vita è come una giocata a tris.

Nel tris uno deve mettere in fila tre crocette o cerchietti. Io finora ne ho messe in fila due.

La prima è mia figlia, senza la quale tutto quello che faccio avrebbe ben poco senso. Una volta questa crocetta comprendeva tutta la famiglia al completo, poi le cose hanno preso una piega diversa.

La seconda è, attualmente, la mia tortuosa attività letteraria. Una volta questo spazio era occupato dal mio lavoro e dall’attività politica. Ora il lavoro è diventato un incubo e serve soltanto per portare a casa lo stipendio e l’attività politica l’ho abbandonata da tempo.

Rimane lo spazio per la terza crocetta (o cerchietto).

Ho l’impressione che quello spazio rimarrà vuoto molto a lungo e io non vincerò mai a tris.

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7 febbraio 2010 - Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , , ,

9 commenti »

  1. che tu ci creda o meno.
    oggi ho avuto una giornata a dir poco di merda.
    eppure ieri sono stata dal parrucchiere e avevo fatto tutta una serie di cosine che dovrebbero farmi stare bene o meglio. e ieri notte guardandomi allo specchio… non mi dispiacevo più di tanto. ecco.
    poi. oggi.
    forse perchè ho pianto per ore (mò esagero…), ho dovuto discutere e rimettere sul piatto della bilancia la mia vita. chiedere “aiuto” al mio ex marito.
    conclusione. io ora mi sento uno straccio.
    questa è una di quelle notte min cui mi chiedo perché cavolo sono nata e se mio padre e mia madre non potevano prendere qualche accorgimento per evitarmi questa inutile tortura.

    Commento di maria | 7 febbraio 2010 | Rispondi

  2. Io invece penso che questi cinquantenni o quasi vadano aiutati a capire che l’età dell’adolescenza è finita, forse…
    (In questa generazione c’è proprio qualcosa che non va. Sei umano e per questo anche simpatico). Ciao.

    Commento di M | 7 febbraio 2010 | Rispondi

  3. succede. di sentirsi stanchi.poi ci si dà una mossa e si riparte. perchè ci sono cose peggiori delle nostre. perchè abbiamo delle figlie che stanno bene e crescono, perchè abbiamo un lavoro in un periodo dove il tasso di disoccupazione è del 40%, perchè siamo sani, perchè i piagnistei li fanno le signorine viziate e sono noiose. stanotte ho sognato cose di lavoro….ma perchè non mi faccio mai un bellissimo sogno erotico ???

    buonadomenica..:)

    Commento di missminnie | 7 febbraio 2010 | Rispondi

  4. Beh, questi post confessione, questi in cui uno si guarda allo specchio e si mette a nudo, io li trovo sempre straordinari, veri, toccanti.

    Qui poi ritrovo un vecchio amico, quella foto che utilizzai per un mio vecchio post dedicato a mio nonno, e a sua volta presi da un altro blog che la utilizzava per un articolo su un anziano in un ospizio. Credo proprio che parli al cuore quell’immagine.

    Sono momenti di stanchezza, anch’io sono stata fotografata qualche giorno fa da mia figlia, e quello che ho visto non mi è piaciuto. Anche a me è stato rubato il cellulare una domenica mattina, forse non era un extracomunitario, solo ladro. Ha fatto pure lui un po’ di telefonate a mio carico, non ho mai potuto sapere i numeri chiamati perché il gestore è tenuto a tutelare la privacy del ladro, e io dovevo solo pagare il conto, visto che essere titolare dell’utenza non dà il diritto di conoscerne l’utilizzo ma solo di pagare il conto.

    Terza affinità, anch’io vorrei fare tris. Vorrei, dovrei?

    Buona domenica! 😉

    Commento di Ifigenia | 7 febbraio 2010 | Rispondi

  5. Consiglio di impegnarsi vivamente per portare a termine tutta quella fila di buone intenzioni pro-aspetto esteriore. E non tanto per riuscire in qualche modo a mettere quella terza crocetta ma soprattutto per soddisfare la prima crocetta. I primi a risentire pauraosamente (e senza che nemmeno tu riesca a rendertene conto )di un nostro crollo esteriore sono loro.. i figli!!
    E poi magari.. chi lo sa.. arriva anche la terza crocetta!!

    Commento di utente ferrovie | 7 febbraio 2010 | Rispondi

  6. io di crocetta ne ho solo una.
    stai meglio di me dai.:)

    Commento di valeriascrive | 8 febbraio 2010 | Rispondi

  7. Peccato che in questi giorni non riesca nemmeno ad interagire come vorrei.
    Io le foto col cellulare me le scatto da sola perchè mio figlio (che mi sta dando tante preoccupazioni) ha 17 anni e mezzo, e nessuna voglia di ritrarre la sua patetica mammina che è rimasta ragazzina nella testa.
    In certi mmomenti non serve sentirsi dire:” ma cosa ti manca” (cazzo se so quanto e cosa mi manca), “c’è chi sta peggio di te” (certo, mi manca un cancro e siamo a posto), “hai un lavoro2 (io non ce l’ho, per esempio), e cose così.
    Molto dipende da come si è fatti.
    Diciamo che in questo ormai lungo periodo, come ha scritto Maria, anch’io sto tornando a chiedermi perchè “quell’uovo e quello spermatozoo” diedero vita proprio alla sottoscritta, tante belle speranze bruciate in un attimo.
    Poi ci si guarda allo specchio, e si sente uno stridore assurdo fra quello che ci si sente, a volte, e l’immagine che rimanda lo specchio.
    Allora io mi trucco appena, tiro su i capelli, che così mi stanno bene, realizzo che non sono ancora da rottamare e, cos’, inizio ad affrontare i miei problemi familiari e i miei demoni.

    Commento di enne | 10 febbraio 2010 | Rispondi

  8. Ma c’hai pure l’ecoincentivo?

    Commento di aquilanonvedente | 10 febbraio 2010 | Rispondi

  9. Mica sono la Fiat, io. 😉

    Commento di enne | 10 febbraio 2010 | Rispondi


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