Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Una generosa offerta

Circa vent’anni fa io (trentenne) fui testimone di una riconciliazione tra mia madre (settantenne) e una sua sorella, cioè mia zia (ottantenne).

Le due sorelle da anni si ignoravano pacificamente, complice una futile litigata sul niente, come spesso accade tra persone troppo orgogliose di sè.

Un pomeriggio (credo di sabato) ci recammo pertanto da questa mia zia, che abitava in un paese vicino e se ne andarono un paio d’ore tra chiacchiere, caffè, vino bianco, pasticcini e biscotti.

Mia zia era vedova da anni e abitava in una grande casa, rimasta praticamente intatta dalla morte di mio zio.

Prima di andarcene, la zia volle farci vedere tutta la casa, comprese le due camere da letto, entrambe perfettamente arredate; la prima, che aveva condiviso per anni con il marito e la seconda, nella quale non dormiva più nessuno, essendo i figli ormai sposati da anni.

A quel punto si svolse la seguente conversazione tra lei e me, presente mia madre, ovviamente in stretto dialetto piacentino, che traduco perché, ahimè! non tutti hanno la fortuna di essere padani come il sottoscritto.

Zia: “Ho saputo che hai la fidanzata. Bene, bene…”

Aquila: “Beh, insomma, fidanzata…”

Zia: “E dimmi un po’, quando volete stare da soli, dove la porti?”

Aquila (un po’ imbarazzato): “Beh, dipende…”

Zia: “Potete venire qui. Non farti problemi. Guarda che bella stanza e che bel letto. Puoi venire quando vuoi, nessuno vi disturba.”

Aquila: “Ehm… grazie zia. Ecco, io… cioè… effettivamente è una bella stanza…”

Zia: “Io lo so cosa vuol dire poter avere un posto dove portare la fidanzata. Altrimenti come si fa? Vero?” rivolgendosi a mia madre, che rimase rigorosamente in silenzio.

Aquila: “Ok zia, va bene. Ne terrò conto.”

Ricordo con piacere quel pomeriggio, dopo il quale la zia tornò a frequentare la nostra casa e noi la sua. Rimpiango anche di non avere di fatto accettato quella gentile proposta di una simpatica ottantenne.

L’avessi fatto…

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21 gennaio 2010 - Posted by | Ricordi, Storie ordinarie | ,

12 commenti »

  1. Nella vita bisognerebbe arrivare a non pentirsi mai, poichè di solito scegliamo quello che è più adatto a noi, Purtroppo di solito, non sempre.

    Commento di enne | 21 gennaio 2010 | Rispondi

  2. Grande la zietta ottantenne dalla mentalità moderna!

    Commento di valeaparigi | 21 gennaio 2010 | Rispondi

  3. :mrgreen:
    ci voleva una bella risata dopo una nottataccia 😉

    Commento di anto_s1977 | 21 gennaio 2010 | Rispondi

  4. la tua zia ottantenne mi ha ricordato la mia nonna paterna, se n’è andata a 87 anni, con una mentalità moderna e dal carattere gioviale.
    perché non hai accettato? imbarazzo?

    Commento di maria | 21 gennaio 2010 | Rispondi

  5. Alle volte mi capita di rimanere piacevolmente stupita dalle persone anziane, che ti parlano candidamente come fanno spesso i bambini.
    Mi si apre il cuore sapendo che le vicende amorose e tutto il loro contorno, sono sempre simili a loro stesse, generazione dopo generazione.
    Mi ricordo cosa mi disse la mia prozia, al tempo ultra 80enne, quando le raccontai che il mio allora fidanzato mi aveva chiesto la classica pausa di riflessione: “ancora esiste la scusa della pausa di riflessione?!?”.
    🙂

    Commento di Maria Emma | 21 gennaio 2010 | Rispondi

  6. Che sciocche queste guerre familiari, in cui si perdono anni d’affetto e di calore da persone che il nostro abbraccio l’hanno sempre meritato!

    Quanto vorrei che non esistessero guerre all’interno delle famiglie, specie di quelle stupide dovute a malintesi.

    Eh sì, carina la zietta, magari essersela goduta un po’ di più!

    Commento di Ifigenia | 21 gennaio 2010 | Rispondi

  7. Le nostre “reggiore” erano donne fantastiche, mia nonna quando avevo 20 anni mi disse” Se avessi saputo che tuo nonno mi avrebbe sposato lo stesso non avrei aspettato il matrimonio, te fa mia la cuiona se gli vuoi bene non aspettare” 😉

    Commento di ami | 21 gennaio 2010 | Rispondi

  8. Forse nella vita ci si pente proprio perché si sceglie soltanto in funzione di noi stessi, senza pensare agli altri.
    Effettivamente spesso le persone anziane ci stupiscono con un’apertura mentale più “naturale” di quella dei giovani.
    Spiegare perché non accettai quell’invito sarebbe troppo lungo e forse non verrei nemmeno creduto.
    Oggi quell’episodio, quell’alternativa mancata è diventata il paradigma di un bivio e di una strada sbagliata intrapresa.
    Ecco, mi è tornato in mente forse proprio per questo: forse allora sarei stato ancora in tempo…

    Commento di aquilanonvedente | 22 gennaio 2010 | Rispondi

  9. forse ho capito cosa intendi.
    capita nella vita e di capirlo a posteriori.
    ovviamente non si può tornare indietro.
    sarebbe bello in certe occasioni e circostanze.
    ma gli “errori” del passato possono sempre servire.
    errori: non mi viene un termine più appropriato.
    si è sempre in tempo, sino all’ultimo istante di questa vita.

    Commento di maria | 22 gennaio 2010 | Rispondi

  10. Che strana cosa, forse perché non te lo aspetti da chi, in genere, si fa portabandiera di costumi probi, cioè l’anziano. ma deve essere piacevole, quando, invece, lo scopriamo ancora giovane e spensierato.

    p.s.Sarebbe davvero cambiata la tua vita?

    Commento di Linda | 25 gennaio 2010 | Rispondi

  11. Non sempre si è in tempo a correggere gli errori del passato.
    Mi verrebbe da dire che altrimenti sarebbe troppo facile permettersi di sbagliare.
    Sarebbe cambiata la mia vita?
    Sì, una delle tante occasioni, piccole o grandi, che avrebbero cambiato il corso della mia vita.
    Non so se in meglio o in peggio…

    Commento di aquilanonvedente | 25 gennaio 2010 | Rispondi

  12. non si è in tempo a rimediare agli errori del passato.
    ma a vivere meglio il presente.
    solo questo.

    Commento di maria | 26 gennaio 2010 | Rispondi


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