Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

L’amore e l’odio (in politica)

La politica è la tecnica di governo della società.

Come tutte le tecniche, si impara con lo studio, la pratica, l’impegno e la fatica.

Come tutte le attività, c’è chi è più portato e chi meno, ma nessuno nasce “imparato”. Se qualcuno sostiene di avere la politica “nel sangue”, vuol dire che è un buffone.

Con la politica si decide come allocare e utilizzare le risorse disponibili per rispondere ai bisogni della gente.

Se ci fossero risorse sufficienti per soddisfare tutti i bisogni, non ci sarebbe alcun bisogno della politica. Basterebbe un buon sistema di rilevazione e di risposta alle diverse necessità, praticamente una cosa quasi automatica.

Visto che non è così, c’è bisogno della politica.

Attraverso gli strumenti dei quali si dota la politica, i cittadini (in senso lato) decidono come impiegare le risorse disponibili. Decidono cosa fare o non fare; cosa fare prima e cosa fare dopo; cosa fare in maniera perfetta e cosa fare in maniera passabile e così via.

I politici si occupano di tradurre in azioni concrete queste scelte.

Nessuno può ergersi a giudice delle scelte fatte dalla maggioranza dei cittadini. Quando la maggioranza cambia, può darsi che quelle scelte vengano ribaltate.

Il rapporto tra i cittadini e i politici dovrebbe essere semplice e chiaro: ti credo/non ti credo; mi fido/non mi fido; ti voto/non ti voto.

L’amore e l’odio sono due sentimenti che non hanno niente a che vedere con la politica.

Ognuno può amare e odiare chi vuole: un salumiere, un farmacista, anche un politico se vuole, ma questi rimangono sentimenti personali e privati, non devono diventare movimenti collettivi.

L’amore e l’odio, insomma, con la politica non c’entrano una mazza.

Il dibattito di questi giorni, dopo l’aggressione a Berlusconi è quantomeno stucchevole e vomitevole.

Non c’è alcun bisogno di rimarcare ogni cinque secondi che si condanna quell’episodio. Questo dovrebbe essere ovvio. Semmai è chi lo approva che dovrebbe spiegare il perché.

Le aggressioni a opera di squilibrati si prevengono e si evitano con un buon servizio d’ordine.

Punto.

L’amore e l’odio non c’entrano una mazza.

16 dicembre 2009 Posted by | Politica, Questa poi..., Storie ordinarie | , , | 1 commento