Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Le maestre del CIP E CIOP

Ho visto in tv, come molti altri, le tremende immagini registrate dalla polizia delle violenze inflitte da parte delle maestre ad alcuni bambini dell’asilo CIP E CIOP di Pistoia.

Sono immagini crude, che provocano rabbia e sdegno, difficili da guardare.

Però, come per tutte le cose, non bisogna fare immersioni nell’ipocrisia ed essere onesti e razionali.

1) Non capisco chi ha diffuso il video della polizia e per quale motivo.

Quel video, necessario per provare le violenze, non deve essere visto da noi. Non ce n’è alcun bisogno. Noi non siamo né giudici né investigatori. Perché vengono diffusi soltanto i video dei poveracci e non quelli dei potenti? Perché non ci mostrano i video di Marrazzo? Volevano arrivare a una condanna morale delle maestre? Bene, l’avrebbero comunque avuta anche con delle normali descrizioni, senza scendere troppo nei particolari. Invece noi dobbiamo sempre creare il mostro, il nemico, il diavolo, altrimenti non siamo contenti.

2) Quel video non doveva essere visto nemmeno dai genitori dei bambini coinvolti.

Dovevano vederlo i magistrati, gli investigatori, gli avvocati, i giudici. Qual è la motivazione di questa presa di visione? Fare esplodere la rabbia? Ma vogliamo fare i processi in piazza e nelle tv, al posto dei tribunali?

3) Da quel poco che ho visto in quei filmati, mi sono convinto che le maestre colpevoli di quelle tremende violenze siano malate.

Da quel poco che capisco, ho avuto questa impressione da alcuni gesti, da alcun modi di fare. Quale altro motivo vi può essere per schiaffeggiare una bambina di alcuni mesi che fa capricci per mangiare? O per tirarle i capelli e schiacciarle una manina? Questo rende meno grave quello che hanno fatto? No, ma rende più difficile per noi porvi rimedio e prevenire. E infatti non lo facciamo. Abbiamo scoperto i mostri e questo ci basta. Il prossimo passo, se ci fosse consentito, sarebbe un bel falò in piazza.

4) Vedendo alcuni genitori intervistati in tv, mi sono chiesto da quale mondo venissero e se non fossero loro i primi pericoli per i loro figli.

Prima di parlare potevano chiedersi se avessero fatto effettivamente tutto il possibile per capire come stavano i loro figli. Potevano chiedersi se avessero dovuto e potuto osservarli un po’ meglio a casa, come si comportavano, come giocavano. Alcuni genitori, forse più attenti, avevano avuto sospetti da prima e, anche se non avevano trovato riscontri, avevano ritirato i figli dall’asilo.

5) La nostra società non ama i bambini.

Non li ama e non li rispetta, come con gli anziani, i disabili (che li chiama “diversamente abili” in modo ipocritamente ipocrita) e in generale tutti quelli che “rimangono indietro”. L’elenco sarebbe lunghissimo. Allora meglio indignarsi in casi come questo, così ci puliamo un po’ la coscienza. E intanto che ci indigniamo, forse non ci accorgiamo che nostro figlio ha bisogno di noi.

P.S.: prima che qualcuno se lo chieda, come se la cosa avesse qualche importanza, ho una figlia piccola.

9 dicembre 2009 Posted by | Storie ordinarie | | 18 commenti