Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

E’ notte…

Lo so, è tardi, ma domani non lavoro, quindi posso stare qui un po’ di più, in quella che da 13 anni è “la stanza del computer” e che ora è in via di smantellamento, dovendo diventare la stanza della piccolina.

Dal salotto arriva un sottofondo musicale e io mi lascio prendere da qualche riflessione.

Io ho la vita sociale di un bradipo imbalsamato.

Roba da pazzi. Da quanto tempo non esco a cena con un amico (non parlo di amiche, perché quelle manco più ricordo come sono fatte…)? Una di quelle sere nelle quali si ride, si scherza, si mangia o si guarda un film (o tutte due le cose). Boh…

Stasera la casa era desolatamente vuota, vuota e fredda.

Sono tornato dal lavoro verso le otto. Le strade erano quasi deserte, tutti in casa a cenare. Il clima era quello tipico padano: umidiccio e freddognolo. I tortellini con la panna sapevano vagamente di tortellini alla panna; il pezzo di pizza avanzato da ieri sapeva velatamente di pezzo di pizza avanzato da ieri; lo yogurt con i cereali sapeva pressappoco di yogurt con i cereali. Boh…

Io non volevo che finisse così.

Cosa? Tutto. Sì, però non è/non è stato sufficiente. Non basta la volontà, è la performance che conta (tanto per usare un termine manageriale che oggi va molto di moda). E la mia performance è deficitaria, molto deficitaria. Spero in tempi migliori, spero sempre in tempi migliori. Boh…

2 dicembre 2009 Posted by | Un po' di me | , , , | 7 commenti