Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Pensieracci e pensierini

Vorrei parlare di tante cose, stasera.

Vorrei parlare dei nuovi crociati del crocefisso, che lo stanno infangando impunemente (nella mia provincia i sindaci si stanno distinguendo in una serie di stronzate inimmaginabili, tanto per usare un termine finiano).

Vorrei parlare del processo breve (ma dopo la legge sul processo breve, arriverà anche quella sulla scopata lunga? Mah…).

Vorrei parlare dell’omicidio di Brenda e di un paese che manda quattro (dicesi quattro) magistrati sul luogo del supposto delitto (non ne bastava uno?).

Vorrei parlare di una cosa che ho notato fare questo pomeriggio a mia figlia.

Ma…

Ma prima di tutto da un po’ di tempo è diventato difficile accedere alla plancia di comando del blog (non potete immaginare la fatica che ho fatto per caricare la foto a fianco…).

Ma in secondo luogo mi è venuta una riflessione circa un’ora fa, mentre finivo di stirare.

Stirare, ormai ne sono convinto, non è una banale attività casalinga. Stirare stimola la riflessione ai più alti livelli, filosofica, esistenziale, come mi è capitato stasera.

Pensavo che le persone sono come i vestiti.

Quando se ne compra uno nuovo, lo si trova tutto ben stirato sull’appendino, pulito e pronto per essere provato e indossato.

E certo provare un vestito nel camerino non è come indossarlo tutti i giorni, però nemmeno questo è sufficiente.

Un vestito lo si può apprezzare o disprezzare soltanto al momento di stirarlo.

E’ soltanto quando il vestito ce l’hai sull’asse da stiro, tutto stropicciato e devi sistemarlo per stirarlo, soltanto allora puoi renderti conto di come è stato confezionato quell’indumento. Ne puoi scoprire tutti i difetti, le imperfezioni, i falli.

Per quanto ti impegni, alla fine non sarà mai nelle stesse condizioni di quando l’hai comprato. E allora capisci che quella era una condizione artificiale e che il suo stato naturale è quello che esce dalle tue mani. E’ soltanto in quel momento che deciderai se quello è un vestito di qualità oppure no, anche se, in entrambi i casi, continuerai a indossarlo.

La stessa cosa, ne sono convinto, capita anche per le persone.

Quando le vedi sono tutte eleganti, attraenti, a volte anche ammalianti.

Quando le conosci può saltare fuori qualche difettuccio, ma in fondo – pensi – chi non ne ha?

Quando le frequenti invece ti accorgi di come sono veramente.

23 novembre 2009 - Posted by | Pensieri disarcionati, Storie ordinarie, Un po' di me | , ,

7 commenti »

  1. E come sono?

    Commento di a77 | 23 novembre 2009 | Rispondi

  2. in linea di massima potrei essere d’accordo. a parte qualche piccolo problemino che ho io con l’asse e il ferro da stiro… anche se non mi è chiara la tua conclusione.

    Commento di maria | 23 novembre 2009 | Rispondi

  3. D’accordissimo! In questo periodo ho trovato moltissime brutte sorprese sul mio asse da stiro…
    Un saluto, Vale

    Commento di valeaparigi | 23 novembre 2009 | Rispondi

  4. si, vabbè.. ma tra casalinghitudine e pensieri disarcionati.. che c’appizza la bellucci ??
    😆
    😆

    Commento di 1,2,3stella | 23 novembre 2009 | Rispondi

  5. E non ti capita quando stiri di notare che il collo della camicia è usurato? Voi uomini a causa della barba proprio lì le rovinate. In quel caso che pensi, butto o faccio girare il collo per continuare ad usarla? Magari anche i rapporti si usurano e ci chiediamo se con un pò di buona volontà si riesce aD andare avanti o se è il caso di farne stracci per la polvere.

    Commento di ami | 23 novembre 2009 | Rispondi

  6. Ok commentiamo seriamente, ogni tanto…
    Le persone non sono mai esattamente come le vediamo o le percepiamo da una prima impressione. C’è chi sembra forte e perennemente allegro e poi si scopre che è fragile e “sofferente”. C’è chi è sempre ottimista, ma poi, come tutti, ha i suoi momenti no in cui tutto è nero e punto.
    C’è chi è burbero, o fa finta di esserlo, chi ti capisce usando solo poche parole, chi sembra sapere di te più di quello che tu sai di te stesso, ecc.
    Il mondo è vario, è difficile trovare persone che ti assomiglino e, soprattutto, è impossibile trovare la perfezione. Ognuno di noi ha i propri difetti, proprio come la camicia e ci vuole impegno, anche se spesso è facile sbagliare o non sapere come agire, pur con tanta buona volontà.

    Commento di a77 | 24 novembre 2009 | Rispondi

  7. Ma lo sai che questa similitudine è geniale?

    Degna dei grandi filosofi greci però… io credo che un abito stirato perda quell’aria fasulla che aveva in vetrina, o alla stampella del negozio. Perde quell’aria inamidata, quell’odore di fabbrica, e assume il tuo.

    L’abito che riprende forma, da stropicciato, sotto le tue mani, è il tuo abito: lui, non quello in vetrina.

    Commento di Ifigenia | 2 gennaio 2010 | Rispondi


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