Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Perché il mio carrello della spesa se ne va sempre per i cazzi suoi?

Iclienti dei supermercati/ipermercati si dividono in due categorie: quelli che prendono un carrello normale e fanno una spesa normale e quelli che prendono un carrello ingovernabile e sono costretti a fare una spesa da incubo.

Io appartengo alla seconda categoria.

Oggi pomeriggio, per esempio, ho pensato di fare un salto in un noto centro commerciale (del quale non pronuncio il nome per non fare pubblicità gratuita) per comprare un paio di cosucce.

Entrato nel parcheggio, ho cercato un posto che potesse godere almeno di qualche centimetro quadrato di ombra. Ho messo l’auto sotto a una piantina che sembrava implorasse acqua ai passanti e mi sono diretto verso il più vicino deposito di carrelli.

Ho inserito due euro (due euro! avrebbero dovuto restituirmeli con gli interessi!) nel primo carrello della fila e mi sono indirizzato verso l’entrata dell’iper.

Donna consumatore acquirente con carrelloDopo qualche metro, avendo ormai l’occhio clinico, ho notato che la ruota posteriore sinistra era, se così possiamo dire diversamente abile rispetto alle altre: sembrava che avesse problemi a ruotare come una normale ruota dovrebbe fare.

Ho proseguito per qualche metro ancora, cercando di raggiungere un percorso più piano, ma il difetto non scompariva.

Mi sono fermato e ho osservato attentamente il movimento della ruota, spingendo avanti e indietro il carrello (ovviamente sotto al sole), incurante dell’altra gente che mi passava accanto.

Sì, effettivamente la ruota posteriore sinistra aveva qualche difficoltà a girare e ho anche preso in considerazione l’ipotesi di cambiare carrello: ho osservato il deposito più vicino e ho fatto i miei conti. In fondo il carrello tirava solamente un po’ a sinistra, ma non tanto: con una piccola correzione potevo farlo andare dritto. Avrei anche potuto sostituirlo, ma chi mi diceva che il carrello successivo sarebbe stato normale? E se anche quello avesse avuto un difetto occulto? Insomma, ho preso la mia decisione: mi sarei tenuto quel carrello.

E così sono entrato nell’iper.

Ora, devo dire che effettivamente il carrello non andava poi così storto, ma il problema vero si è presentato quando ho caricato quattro confezioni di acqua. La ruota sgangherata ha iniziato a fare strani rumori, che aumentavano mano a mano che proseguivo nella spesa. Se all’inizio il suono che produceva poteva sembrare quello di un’orca marina incastrata sotto al ponte del Ticino a Pavia, di giovedì pomeriggio, a metà spesa sembrava quello di un procione innamorato appena cornificato dalla fidanzata (e quindi incazzato nero).

Ho quindi pensato di affrettare la spesa, ma più cercavo di fare presto, più il gemito della ruota aumentava e si modificava, cosicché alla fine a ogni giro emetteva un suono che assomigliava a quello di un orgasmo multiplo di una coppia di elefanti del Trentino Alto Adige.

Ovvio che la gente mi osservasse con aria incuriosita, ma io facevo finta di niente.

Il carrello ha anche preso a tirare sempre più a sinistra (carrello comunista, indubbiamente) e mentre ero in fila alla cassa stavo anche per essere sorpassato da una coppia di extracomunitari (ma quand’è che la Lega proporrà casse separate negli ipermercati per gli stranieri? mi sono chiesto).

Insomma alla fine sono riuscito a portare a termine la mia spesa e dopo il pagamento la commessa, mostrandomi lo scontrino, mi ha detto:

“Vede? Lei è fortunato. E’ uscito un buono sconto del 10% da utilizzare entro il 31 ottobre. Deve soltanto mostrare la sua carta e lo scontrino alla cassa.”

Mi sono dimenticato di chiedere se lo sconto vale anche con un altro carrello o se devo andarmi a cercare proprio questo.

12 settembre 2009 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Storie ordinarie | , | 20 commenti