Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Cercava sesso con un dobermann: denunciato da associazione animalista.

La notizia compare oggi su un quotidiano della provincia di Piacenza.

Pare che l’associazione animalista AIDAA abbia denunciato, tra le altre persone, anche un 52enne della provincia di Piacenza che tramite internet cercava una coppia in possesso del famigerato animale per accoppiarsi… con il cane! La denuncia riguarda il reato di maltrattamento di animali, considerato che non esiste quello di zoofilia.

dobermannL’articolo non specifica se l’incauto porno-zoofilo cercasse un maschio o una femmina e non specifica nemmeno quale tipo di rapporto cercasse. La mia speranza era che il dobermann assumesse qualche autonoma iniziativa in proposito, capace di “tarpare le ali” (e non solo quelle) all’indomito personaggio.

Leggendo l’articolo, però, si scopre che tra le Regioni in cui il fenomeno è venuto a galla, l’Emilia-Romagna occupa il primo posto, seguita dalla Lombardia (alla faccia dei lumbard). Pare siano stati inseriti in rete alcuni annunci-civetta (niente a che fare con le aquile), ai quali dall’Emilia-Romagna sono giunte 386 risposte, di cui 142 uomini e 72 donne che cercavano rapporti con animali.

Gli animali maggiormente richiesti e offerti per il mercato della zoofilia sono cani di grossa taglia, cavalli, pony, asini, maiali e pollame di varia natura.

Secondo il presidente dell’AIDAA, il mercato del sesso con animali coinvolge in Italia mediamente 50.000 persone. Facendo le opportune proporzioni, vuol dire che nel mio paese, che ha circa 12.000 abitanti, una decina di persone sono coinvolte in questo turpe menage (qualche sospetto sul mio vicino del palazzo di fronte l’avevo sempre avuto, però…).

Ora, mi si permetta di svolgere qualche breve considerazione su questa notiziola.

Al di là della soddisfazione di sapere che nessuna aquila (e gufo) è coinvolta in questo tipo di incontri, io mi chiedo: ma cribbio, siamo in Emilia-Romagna!

Una volta qui c’erano i comunisti, si mangiavano le lasagne, si beveva il lambrusco, si trombava (e non solo) con le donne!

E’ nato qui quel grazioso sinonimo del termine mavalà! o ma quando mai! oppure, accompagnato ad altre parole, anche accidenti! che da’ l’idea di una modalità di visione e appianamento dei dissidi sociali molto accomodante (insomma, il famoso socmel!).

E ora?

Che figura ci facciamo a essere al primo posto tra le regioni nelle quali si tromba con i polli?

Che le donne emiliano-romagnole avessero stretto i “cordoni delle mutande” ce ne siamo accorti tutti, ma arrivare fino a questo punto!

Mattidicoio… non c’è più religione! Sono rimasto veramente a becco aperto.

21 agosto 2009 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie | , | 15 commenti