Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Almeno il cappello.

“L’Evelindo rientrò a casa quando mancavano pochi minuti alle dieci di sera. Incespicò sulle scale. Faceva conto di liberare un rutto che da un po’ gli ballava nello stomaco non appena fosse stato in cucina. Lo sganassone che la Noemi gli tirò, senza preavviso, gli fece ringoiare l’alcolico refolo e lo spostò di un metro buono, perché nell’avambraccio della Castrozzi c’era una lunga abitudine a spaccare la legna. Andò a sbattere contro la stufa, sulla quale mancò poco si sedesse. Dopodiché tentò una reazione. Vocale, più che altro. Un grugnito.

Una seconda sberla gli si abbattè sulla faccia e lo annebbiò molto più del vino che era andato scolando lungo tutta la giornata.”

copertina_vitaliNon avevo mai letto prima romanzi di Andrea Vitali e questo direi che è perfetto per l’ombrellone. Capitoli brevi, dialoghi che scivolano via docilmente, tratteggi di luoghi e personaggi non pesanti.

Ma quello che maggiormente mi ha colpito nel romanzo sono le figure delle donne. Sono loro che danno vita alla storia, che la guidano, che decidono.

In una parola, che si fanno un baffo degli uomini, anche in un periodo, quello fascista, nel quale si diceva che i posti delle donne fossero la cucina e il letto.

Vitali mi ricorda il Piero Chiara della mia giovinezza (quando verrà riscoperto?), forse per questo mi è piaciuto il suo romanzo.

Mi ricorda anche un intermezzo sereno in questa lunga e calda estate, piena di novità.

Tante novità.

Dovrò essere pronto.

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11 agosto 2009 Posted by | Libri, Storie ordinarie | | 5 commenti