Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Dialogo tra un papà-martire e la figlia di sette anni (con opportune precisazioni)

San Mauro martire

San Mauro martire

Papà: siamo venuti in questo centro commerciale per acquistare zaino, astuccio e diario per la scuola. Siamo partiti stamattina con un caldo torrido. Hai analizzato, scandagliato, soppesato, provato decine di zaini. Hai aperto e controllato tutti gli astucci disponibili, commentandone il relativo contenuto. Hai sfogliato tutti i diari, anche quelli chiaramente per maschi. Nel frattempo io ho conosciuto quasi tutti i commessi dell’ipermercato, ho letto il giornale comprato all’ingresso e i risvolti di copertina di una ventina di best-seller e ho mandato decine di sms per sapere come procedeva il mondo fuori. Ora che dici, possiamo andare?

Figlia: no.

P: che altro ti serve?

F: una borsa termica.

P: una borsa termica?

F: e il thermos per le pietanze.

P: Il thermos per le pietanze? Per la scuola?

F: no, per il centro estivo.

P: e cosa te ne fai? Al centro estivo potete scegliere tra il pasto completo, i primi piatti caldi, le piadine, i panini…

F: ma io voglio portarmi da mangiare da casa. Non posso mangiare sempre quella roba lì.

P: e chi ti preparerebbe il pasto da portare da casa?

F: tu.

P: io? E perché non la mamma?

F: lei non ha tempo.

P: ah! E io sì?

F: sì.

P: beh, scordatelo. Già mi sveglio presto quando sei con me e non ho nessunissima intenzione di alzarmi ancora prima, magari alle sei, per prepararti il pasto per il centro estivo! Non se ne parla nemmeno!

Due giorni dopo la piccola se ne va trotterellante al centro estivo con una nuova borsa termica con all’interno un nuovo thermos con la pasta al ragù cucinato personalmente dal papà-martire e le patate lesse condite con olio, limone e prezzemolo, il toast con prosciutto crudo e la merendina al cioccolato…

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29 luglio 2009 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Un po' di me | , , | 23 commenti

Così così

giudizioIo e gli honoluliani su una cosa andiamo d’accordo: nella vita è meglio non emettere giudizi.

“Grande Spirito – dicevano gli indiani – preservami dal giudicare un uomo, non prima di aver percorso un miglio nei suoi mocassini.”

Non è sufficiente un miglio con i suoi mocassini.

Prima di giudicare un uomo occorre pure avere indossato le sue calze, maglietta e mutande (pulite, possibilmente); avere guidato la sua auto per almeno 10.000 chilometri; avere abitato nella sua casa e avere partecipato ad almeno due assemblee condominiali; avere visto la moglie appena sveglia al mattino (questa forse è la parte più pesante…).

Però, può capitare di dover proprio esprimere un giudizio su qualcuno o qualcosa.

E allora è opportuno usare una scala di valori da 1 a 4:

1 = pochissimo;

2 = poco;

3 = tanto;

4 = tantissimo.

Una scala di valori articolata su quattro gradi, oppure anche di più, se proprio si vuole, ma sempre in numero pari, perché non ci deve mai essere posto, in mezzo, per il “così così”.

Il “così così” è stata una delle cause di declino della nostra società, a partire dalla crocefissione di Gesù fino alle feste del grande utilizzatore finale di escort.

Il “così così” non ha senso, è il giudizio dietro al quale si trincerano i mediocri, gli indecisi e i codardi; quelli che non si vogliono assumere la responsabilità di una posizione precisa.

I bambini non conoscono il “così così”, siamo noi adulti che glielo insegnamo per sottrarli alle loro responsabilità.

Aboliamo il “così così”. Vivremo tutti meglio.

28 luglio 2009 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 12 commenti

Numeri (e fiori che tu…)

Gli honoluliani (o honolulionesi, dipende) sostengono che dovrei giocare al superenalotto, perché con cento e passa milioni di euro si può anche andare a mangiare la pizza qualche volta di più, nel corso del mese.

Loro sostengono (ma è un popolo primitivo, mica come gli italiani che si guardano bene dal credere alle prese per il culo di certi politici) che dovrei giocare i numeri dell’aquila, che poi sarebbero questi:

aquila: 7-18

aquila reale (modestamente): 90

intelligenza-intelligente (ovvio che pensavano a me): 71-3

ritorno (questa non l’ho capita): 75

Boh…

A me comunque piace questa:

I fiori che tu mi hai dato bella bimba
li terrò con me e li porterò lontano
torneranno da me nel sole del mattino
quando muoverò come sempre il mio cammino
Ma i dispiaceri sai li lascio qui ad aspettare
che si alzi il vento e li porti via con se
Le parole che tu mi hai detto bella bimba
le vorrò con me e le porterò lontano
se il giorno verrà su un canto di battaglia
le dirò tra me come colpi di mitraglia
Ma i dispiaceri sai saranno lì ad aspettare
che germogli il tempo e li porti via da te
La dolcezza che tu sei stata bella bimba
la terrò con me e la porterò lontano
se a notte cadrà la brina dalle stelle
io ti penserò per scaldare la mia pelle
E i dispiaceri sai saranno lì ad aspettare
e porterò contento questi fiori dentro me

26 luglio 2009 Posted by | Pensieri disarcionati, Un po' di me | , | 21 commenti

E’ arrivato?

E’ arrivato il mio parente?

Come si è presentato?

Combina guai?

Non ditemi che devo rispedirlo da dove è venuto!

Mo’ se torno ve metto a posto io a voi…

P.S.: mica ho capito che avete combinato con ‘sta storia delle escort… Ma che sono? Cicche?

24 luglio 2009 Posted by | Un po' di me | | 4 commenti

Buone vacanze

honoluluIo sono sul terzo albero da sinistra.

Momentaneamente alloggio nel piccolo condominio di mezzo, in attesa che sia pronto il mio nuovo nido (pure qui non si riescono a rintracciare elettricisti e idraulici…).

Ho scelto un posticino alla mano, perché devo lavorare al mio libro.

Le aquilotte honoluluiane non sono niente male, ma io “sorvolo”…

Spero che voi stiate tutte/i bene.

Pare che fra poco debba arrivare un mio parente, un cugino o giù di lì, non so bene.

Arriva da voi, ovviamente, perché qui a rompermi le palle non ce lo voglio.

Trattatelo bene, se lo vedete, mi raccomando.

Aquila Non Vedente

15 luglio 2009 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | | 23 commenti