Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Elezioni (me cojoni…)

A giugno si voterà in circa due terzi dei Comuni della mia provincia e si voterà pure per l’amministrazione provinciale.

In questi giorni è tutto un fermento di liste, arruolementi, candidati, presentazioni eccetera. Ovviamente me ne sono tenuto ben lontano, ma avendo diverse conoscenze derivanti dalla mia precedente attività politica, ho intercettato qualche informazione e comunque ho anche leggiucchiato qualche giornale locale.

Che è successo? Di tutto.

0-2 Toto Nel mio comune si presentano due liste: una di centro-destra mascherata da lista civica (che ricandida il sindaco uscente) e una di centro-sinistra, guidata (si fa per dire) dal partito democratico. Il partito democratico si è pervicacemente rifiutato, in tutti i comuni, di scegliere i candidati a sindaco con le primarie. Da me hanno passato settimane, anzi mesi a discutere e litigare in sezione, su cosa non ho capito bene, sicuramente non sui programmi, perché sui programmi non si litiga mai, si litiga sulle poltrone. Alla fine hanno tirato fuori il candidato, così ora potremo scegliere se votare per un ladro o per un incapace. Bella prospettiva, no? Il buon vecchio Indro Montanelli era un teorico del votare turandosi il naso, però anche qui c’è un limite. Infatti, quando è arrivato il berlusca, pure lui non ce l’ha fatta.

I candidati sono mezze calzette. Ne conosco parecchi, quelli che non conosco sono ancora peggio. Sì, perché oggi va di moda una strana abitudine: ci si avvicina alla politica al momento delle candidature, quando invece la regola dovrebbe essere esattamente l’opposto. PRIMA ci si avvicina alla politica perché  interessati, si inizia dal basso, si inizia a imparare dagli altri, informandosi, leggendo, studiando. DOPO, forse, ci si candida alle elezioni, quando ci si sente pronti. Cioè, c’è un prima e un dopo, non un dopo che viene prima del prima, che passa a dopo. Chiaro? (Ma evidentemente sono io che sbaglio, infatti me ne sono andato…)

Alle provinciali vi sono cinque liste. Il centro-sinistra ricandida il presidente uscente, a capo di una amministrazione abbastanza incolore. La candidata del mio collegio non c’entra niente con il nostro territorio, ma è chiaramente stata scelta per esigenze di bilanciamento interno al partito democratico. Il candidato presidente del centro-destra lo conosco MOLTO bene (ma non posso dire altro) e proprio per questo me ne guardo bene dal votarlo. Poi ci sono le listucole che puntano a racimolare qualche voto per trattare l’apparentamento all’eventuale ballottaggio (trattare è ovviamente un eufemismo: vendono i voti al miglior offerente).

Tra poco inizieremo a vedere manifesti (qualcuno ha già iniziato),  volantini, pieghevoli e santini vari. Per chi non lo sapesse, i santini sono i cartoncini con il nome del candidato (i più ricchi ci mettono anche la foto) che ti lancia un solo e semplice messaggio: votami. Ovviamente senza spiegarti il perché. E poi forse li vedremo anche girare, i candidati, a cercare di infinocchiare la gente della quale non gliene può fregare di meno.

Insomma, tempo di elezioni…

Che dire ai virgulti politici?

me cojoni…

10 Maggio 2009 Posted by | Politica | | 4 commenti