Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Mica sempre va usata la carta di credito!

Stamattina, quando siamo usciti di casa il termometro dell’auto segnava 2 gradi.

Io ero tutto infreddolito, nei vestiti quasi primaverili, mentre  la piccolina saltellava incurante del freddo polare: ormai mi sono convinto di avere per figlia una specie di foca travestita da bambina.

Durante il viaggio verso l’ufficio c’è anche stato un tentativo di nevicata, poi a metà mattina è spuntato il sole, che si è rafforzato nel pomeriggio, anche se l’aria è rimasta fredda.

E così, uscito dall’ufficio, sono stato preso da una strana malinconia, che mi assale spesso quando il sole primaverile o autunnale si sposa (!) con l’aria gelida: nel mio DNA questo clima deve ricordare qualcosa che sfugge al mio conscio.

E allora, per vincere questa malinconia, non c’era che un metodo: fare la spesa (così la malinconia viene sostituita dall’incazzatura dello scontrino).

cartaHo pertanto deciso di recarmi in un supermercato di un paese vicino, nel quale vado pochissime volte ed è proprio qui che ho capito che non sempre è utile usare la carta di credito per pagare la spesa.

Gira una pubblicità che mostra un ragazzo e una ragazza che si osservano vogliosamente alle casse del supermercato. Però, mentre lei (chissà perché proprio la donna) paga la spesa con la carta di credito e quindi si libera subito, lui paga in contanti e non trova i soldi, poi la cassiera non trova il resto e così via, finché esce quando la ragazza se ne sta già andando in auto. Ovviamente si tratta della pubblicità di una carta di credito, manco a dirlo, che però, come ho potuto sperimentare oggi, non sempre risolve il problema.

Infatti, che succede se l’oggetto dell’attenzione del ragazzo fosse stata non un’altra cliente, bensì la cassiera stessa?

Il pagamento in contanti, con tutti i problemi connessi, dà la possibilità di attaccare discorso, fare amicizia, scambiarsi battute. Il pagamento con carta di credito, invece, è molto automatico e veloce e te ne devi andare subito, perché altrimenti quelli dietro ti “trombano” (nel senso automobilistico del termine). Al contrario, se invece si blocca il POS (che è quell’aggeggio dove la carta viene strisciata e che invia i tuoi dati chissà dove…), la cassiera si innervosisce, come la fila di clienti in attesa e viene preclusa qualsiasi possibilità di rapporto umano.

Ora qualcuno si chiederà: perché ti sei accorto oggi, facendo la spesa, di questo particolare?

Sono fatti miei.

21 marzo 2009 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Pensieri disarcionati, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , , , | 11 commenti