Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Casa, dolce casa…

Il post di un’amica di blog http://millevolteme.wordpress.com/2009/03/09/ma-vie/ mi dà lo spunto per distinguere alcuni periodi della mia vita, identificati nelle diverse case nelle quali ho abitato.

casa Escludendo l’abitazione dei primi mesi, la mia vita è stata vissuta in quattro abitazioni diverse.

La prima, fino all’età di undici anni, era una casa del centro storico del paese, in un edificio molto vecchio, con un cortile interno dove vi trovavano posto anche gli orti. Mantengo tanti ricordi di quegli anni: la spensieratezza dell’infanzia; il periodo nel quale il papà lavorava a Milano e partiva la domenica sera e tornava a casa il venerdì sera; il rapporto con il nonno paterno; il vicino di casa con la cinquecento; i viaggi sulla vespa del papà e poi la sua prima automobile; il bar sotto casa e i gelati da cinquanta lire (una palla) e da cento lire (due palle).

La seconda è stata la casa dell’adolescenza e della prima giovinezza. Un appartamento più moderno del precedente, le scuole medie, il liceo e i primi lavori; la prima automobile, le discoteche e i primi (tragici) rapporti con le ragazze.

La terza abitazione è stata quella dell’età adulta. Mi ricorda la parte finale degli studi universitari, il servizio militare e la ricerca di un lavoro stabile; il lavoro conquistato e l’attività politica.

L’ultima abitazione è quella attuale e ha coinciso con il mio matrimonio, lo sviluppo dell’attività politica e il suo abbandono; la nascita della piccolina e la fine del mio matrimonio.

Ogni casa, insomma, ha coinciso, più o meno, con una parte della mia vita.

Quando si verificheranno le condizioni, abbandonerò pure questa, perché quello che ha rappresentato è finito.

P.S.: le statistiche del blog mi dicono che nelle ultime settimane c’è stato un boom di contatti il 26 febbraio, cioè il giorno successivo alla pubblicazione del post sul risotto agli asparagi

https://aquilanonvedente.wordpress.com/2009/02/25/

Da ciò deduco che qui si viene soltanto per mangiare!

Ecchecc…!!! L’avete scambiato per una mensa?

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11 marzo 2009 - Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , ,

8 commenti »

  1. Io sono alla terza casa.
    La prima era enorme, stanze immense in cui ho trascorso anni e(d) anni sola soletta in mezzo a scricchiolii di mobili e con un po’ di paura.
    Poi siamo passati ad una più piccolina, con due difetti, la cucina oscura (bisognava stare sempre con la luce accesa) e l’urlatrice del piano di sopra.
    Adesso è da 5 anni che abitiamo ancora più in periferia. Qui mi trovo bene, c’è pace, tranquillità, niente caos di macchine o smog di autobus e soprattutto c’è il mio cucciolotto.
    Quest’ultimo è stato indubbiamente un cambio più che favorevole!
    PS: Dal mio blog posso sapere se pubblichi o meno, quindi arrivo qui, appena noto che ci sono novità, culinarie e non! 😉

    Commento di a77 | 11 marzo 2009 | Rispondi

  2. Embè ??!!! pennuto dovresti essere contento, no??
    mangiare è solo un’occasione per incontrarsi e chiacchierare, provando cucina, ricette e soprattutto superalcoolici di chi ti ospita per cene e pigiama-party, vero wonderG??!!..

    Commento di 1,2,3 stella | 11 marzo 2009 | Rispondi

  3. In quanto alle case: con i miei ho abitato sempre nella stessa, da “emancipata” (si fa per dire..) da oltre sei anni sono in attesa di tempi migliori che mi consentano di cercare la sesta, quella che sarà davvero mia..
    Delle precedenti ricordo quella in cui ho vissuto come con delle sorelle (io che non ne ho) litigi inclusi, quella in cui ho capito che forse era meglio non averle ste sorelle e quella in cui ho preso coscienza e messo la testa a fare bene..
    Allora che prepara lo chef per stasera??

    Commento di 1,2,3 stella | 11 marzo 2009 | Rispondi

  4. a77: blog super-tecnologico? Ti avvisa pure quando è cotta la polenta? (Perché voi mangiate la polenta, no?)
    123: stasera torno tardi e pensavo a una cosa veloce, che so, pasta al pesto. Può andare?
    P.S.: “emancipata”? Ahahahahahah!

    Commento di aquilanonvedente | 11 marzo 2009 | Rispondi

  5. Vi tengo tutti sotto controllo 😉

    Commento di a77 | 11 marzo 2009 | Rispondi

  6. per me le case sono 6….i periodi della mia vita sono stati spesso interrotti da traslochi. deve essere bello poter abitare in una casa e collegarla a precisi peiodi…per me questo esercizio è molto incasinato!

    P.s. scusa la latitanza, ma la lettura collettiva ci sta prendendo molto…è veramente un lavoraccio, ma è bellissimo e sta riuscendo alla grande!

    Commento di fiorella01 | 11 marzo 2009 | Rispondi

  7. Ma sai che io non mi ricordo in quante case ho abitato?! Boh! Sulla questione boom di visitatori… ehm… quand’è che ci rifai il risotto!? 😀

    Commento di Godot | 11 marzo 2009 | Rispondi

  8. da ciò posso dedurre che quà si mangia bene 😀

    pensavo alle case che ho vissuto io, e pensandoci, a perte quella di ora che non cambierò mai perchè alla fine è quella che uno sogna, la casa che ricordo con più piacere, nella quale ci tornerei a vivere è quella che mi ha visto bimba
    questo perchè credo che le case di corte, quelle con le ringhiere, col pezzetto di cortile, l’orto, la tartaruga e i micetti…ecco questa credo sia la casa ideale almeno per me

    cosa offre la cucina nel week end?

    Commento di Irish Coffee | 13 marzo 2009 | Rispondi


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