Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

La Storia

morante_storia_etHo trovato finora un solo aggettivo in grado di raffigurare questo romanzo: MAESTOSO.

Ma andiamo con ordine.

Era il 1974 e io ero un imberbe adolescente che aveva appena scoperto la politica. Era il periodo delle ultime battute della guerra in Vietnam, degli scandali Lockeed e dei petroli in Italia, dell’omicidio Fenaroli-Ghiani. Ero innamorato della politica e disdegnavo la letteratura, fatta eccezione per i romanzi gialli e per quelli di Piero Chiara (scrittore che sarebbe ottima cosa rivalutare).

Quando uscì questo libro ne sentii parlare, ovviamente, ma non lo lessi, così come non ne lessi tanti altri.

L’ho comprato l’anno scorso, l’ho iniziato ma non sono andato oltre il primo capitolo. Non perché non mi piacesse, ma perché evidentemente non era ancora il momento giusto.

L’ho ripreso il mese scorso e per diverse sere ho fatto a pugni con le palpebre che volevano abbassarsi per proseguirne la lettura, per terminare le sue storie l’una dentro l’altra, per seguire i pensieri, i sogni, le avventure e disavventure dei suoi personaggi.

L’ho finito proprio oggi, all’ora di pranzo e un po’ mi spiace lasciare la compagnia di Iduzza, Ninnuzzu, Useppe, Daniele, Bella. Lascio un libro pieno di sottolineature, di appunti, di brevi commenti a margine o a piè di pagina e forse vi lascerò anche questi pensieri.

LA STORIA di Elsa Morante è uno di quei libri che rimarranno nella mia memoria, come LA CHIMERA di Sebastiano Vassalli o IL MAESTRO E MARGHERITA di Michail Bulgakov, tanto per citarne solo alcuni. E’ uno di quei libri che rileggerò sicuramente, a distanza di anni, quando tornerà il momento giusto e che mi regalerà sensazioni nuove e diverse da quelle di adesso, perché, come scrive giustamente Cesare Garboli nell’introduzione, “I libri non esistono in sé e per sé. Esistono solo nel momento in cui qualcuno li legge” e ognuno esiste tante volte quante sono le volte che li leggiamo. Rileggere un bel libro non è mai tempo perso. Qualcuno potrebbe pensare che “non fa numero”, ma è una sciocchezza. Tempo fa ho letto un post su un blog dove l’autore scriveva di una gara che annualmente svolgeva con una sua amica a chi leggeva più libri in un anno: una grandissima sciocchezza, da non commentare nemmeno.

LA STORIA ha suscitato aspre critiche e discussioni quando è uscito ed è un romanzo “criticamente abrogato” –  come scrive Garboli – un romanzo infetto, del quale nessuno ne scrive. Mi piacerebbe avere il tempo di ripescare i commenti di quegli anni, molti dei quali, ne sono sicuro, intrisi di uno pseudo-ideologismo che oggi farebbe ridere.

La storia narrata dalla Morante di svolge a Roma, dal 1941 al 1947. La protagonista Ida Ramundo, Iduzza, è una maestra elementare, dalla vita insignificante come tutti gli altri personaggi del romanzo (ma attenzione, qui il termine insignificante assume un significato del tutto particolare). Iduzza, vedova di origini ebree da parte di madre, viene stuprata da un soldato tedesco di passaggio, ma l’autrice poco si sofferma su questo fattaccio. E’ come se la Storia si fosse scontrata, per caso, con questa donna, lasciandole in dono un bambino, Giuseppe, nome simpaticamente storpiato d alui stesso e dagli altri in quello di Useppe.

Iduzza ha già un altro figlio quindicenne, Nino, ovverossia Ninnuzzu, nullafacente di simpatie fasciste, e nasconde a tutti la sua gravidanza.

Iduzza vive ne terrore che si scoprano le sue origini ebree e non dirà mai a nessuno da dove viene quel pargoletto. Né mai glielo chiederà nemmeno Ninnuzzu e anzi tra i due fratelli si svilupperà un amore senza confini.

La famiglia si arrabatta nella Roma occupata dai nazifascisti, bombardata, in preda alla fame. Ninnuzzu parte per la guerra sotto la bandiera fascista e torna partigiano comunista, impegnato a combattere i tedeschi prima dell’arrivo degli americani.

Useppe rimane piccino, gracile, denutrito, campando tra altre persone insignificanti che cercano di sopravvivere alla Storia.

Ma cos’è questa Storia che si aggroviglia intorno a queste figure? La Storia con la esse maiuscola è quella che distrugge, annienta le persone, che non si occupa di loro se non come “carne da macello” e poco importa se il macello prenda la forma della guerra o della finanza. E le persone ripagano la Storia con la stessa moneta, interessandosene poco, anche se la lotta è impari: da una parte la Storia, dall’altra le sue vittime.

La Morante è maestra nelle digressioni e negli antefatti. Il suo romanzo è un labirinto di storie che si intersecano. Senza quasi accorgersene si viene proiettati indietro nel tempo e più di una volta mi sono fermato nella lettura, sono tornato indietro per cercare lo “stacco” dal presente. E poi vi sono le “incursioni” del narratore, cioè dell’autrice, che sembra volerci ricordare, con un tocco leggero ma deciso, che è lei che sta raccontando. I teorici del romanzo a noi scrittori esordienti ci dicono che bisogna attirare il lettore dentro la storia che raccontiamo. Beh, nel caso della Morante sembra quasi che voglia fare il contrario, cioè avvisarci ogni tanto che la storia nella quale siamo immersi è un racconto, ma il suo racconto.

Verso la metà, il romanzo cambia di intonazione. Nella Roma liberata le vicende dei protagonisti assumono un andamento più famigliare e compare la malattia di Useppe: l’epilessia. Ed è proprio all’interno di questo “Grande Male” che la figura di questo pischelletto assume un rilievo inaspettato. Useppe capisce che ha qualcosa che gli impedisce di stare con gli altri, qualcosa per cui gli altri lo evitano e a volte si ribella a questa sua condizione.

Ma ecco che a dare una mano a Iduzza con il suo bastardino compare quella che diventerà, nei suoi ultimi mesi di vita, una seconda mamma per Useppe: Bella, una pastora maremmana appartenuta a Ninnuzzu che, dopo la morte di quest’ultimo, ritrova quel pischelletto che aveva visto in passato e al quale si affeziona fino all’inverosimile. Useppe non fa un passo fuori di casa se non è in compagnia di Bella e i due si parlano, si capiscono, si comprendono (gli animali nel romanzo della Morante assumono una importanza particolare, al pari degli esseri umani).

Dopo la morte di Ninnuzzu, torna a Roma Davide, un suo amico ex partigiano, intellettuale anarchico che rimarrà vittima del suo male di vivere e della droga. Ed è proprio a questo personaggio che la Morante affida una lunghissima requisitoria in una osteria, inascoltato da tutti, sulla politica, la storia, la religione, affidandogli, quasi regalandogli quelle che appaiono come le sue idee.

“Il termine cristo – fece sapere agli astanti, sforzando la voce – non è un nome o un cognome personale: è un titolo comune, per designare l’uomo che trasmette agli altri la parola di Dio, o della coscienza totale che significa proprio lo stesso. Quel Cristo là si nominava, secondo i documenti, Gesù di Nazaret, però altre volte, attraverso i tempi, il cristo si è presentato sotto diversi nomi, di maschio, o di femmina – lui non bada al genere – di pelle chiara o scura – lui si mette il primo colore che capita – e in oriente e in occidente e in tutti i climi. Siccome lo scandalo era necessario, lui si è fatto massacrare oscenamente, con tutti i mezzi disponibili – quando si tratta di massacrare i cristi non si risparmia sui mezzi… Ma l’offesa suprema che gli hanno fatta, è stata la parodia del pianto! Generazioni di cristiani e di rivoluzionari – tutti quanti complici! – hanno seguitato a frignare sul suo corpo – e intanto, della sua parola, ne facevano merda!”

“E così, d’ora in poi, – continuò , intoppandosi, e tossicchiando a ogni frase, e facendo smorfie – lui, se torna, non dirà più parole, perché tanto, quelle che aveva da dire, le ha gridate ai quattro venti. Quando è apparso in Giudea, il popolo non l’ha creduto il vero Dio parlante, perché si presentava come un poveraccio, non con l’uniforme delle autorità. Però se torna, si presenterà ancora più miserabile, nella persona di un lebbroso, di una accantoncella deforme, di un sordomuto, di un bambino idiota. Si nasconde in una vecchia puttana: trovatemi!, e tu, dopo esserti servito della vecchia puttana per una scopata, la lasci là, e uscito all’aria aperta, cerchi in cielo: ah, Cristo, sono duemila anni che aspettiamo il tuo ritorno! Io – risponde lui dalle sue tane – non sono MAI partito da voi. Siete voi che ogni giorno mi linciate, o peggio ancora, tirate via senza vedermi, come s’io fossi l’ombra di un cadavere putrefatto sotto terra. Io tutti i giorni vi passo vicino mille volte, mi moltiplico per tutti quanti siete, i miei segni riempiono ogni millimetro dell’universo, e voialtri non li riconoscete, pretendete di aspettare chi sa quali altri segni volgari…”

E se non è una lezione di religione o di alto catechismo questa…

Useppe trascorre giornate felici in riva al Tevere con Bella, conosce un nuovo amico, riprende i contatti con Davide, ma la sua malattia se lo porterà via.

La fine della storia è tragica: Iduzza impazzisce nel vegliare in casa il figlioletto ormai morto. Sopravviverà altri nove anni in manicomio, ma in realtà è morta insieme al suo pischelletto. Bella invece mantiene la promessa fatta a Useppe: “Non potranno mai più separarci, in questo mondo” e si fa uccidere dai poliziotti che entrano nella sua casa, sfondando una porta che nessuno vuole o può aprire.

Non posso negare che sia spuntata qualche lacrimuccia alla fine della storia, ma attenzione, il romanzo della Morante è arioso, con spunti comici, è una storia che prende e che lascia dentro qualcosa, come succede soltanto con i grandi romanzi.

Iduzza, Useppe, Ninnuzzu, Bella, Davide e tutti gli altri della compagnia mi mancheranno un po’, ma questa è tutta un’altra storia…

P.S.: stasera, come tutti ben sapranno, penultimo appuntamento con TUTTI PAZZI PER AMORE. Appuntamento doppio, stavolta, perché martedì ci sarà l’ultima puntata. Sarà dura, ma ce la farò…

22 febbraio 2009 - Posted by | Libri, Politica, Religione, Storie ordinarie | , ,

49 commenti »

  1. Eh sì i libri della Morante sono proprio da leggere… piuttosto… sopravviverai mai aquilotto senza TUTTI PAZZI PER AMORE?! Io sono già preoccupata per te! 😀

    Commento di Godot | 22 febbraio 2009 | Rispondi

  2. Se sono sopravvissuto ai vostri pigiama-party…

    Commento di aquilanonvedente | 22 febbraio 2009 | Rispondi

  3. ciao….

    scrivo poco nel tuo blog, ma ti leggo spesso… quando ho finito di leggere questo post la prima cosa che ho pensato è stata: “fortunatamente non ha chiuso questo bellissimo blog”.

    grazie per l’accurata e appassionata scrittura di questo libro che hai letto… sicuramente lo comprerò… mi hai messo molta curiosità!

    Commento di Bambolina | 22 febbraio 2009 | Rispondi

  4. […] Continua la lettura con la fonte di questo articolo: La Storia « Aquila Non Vedente […]

    Pingback di La Storia « Aquila Non Vedente | 22 febbraio 2009 | Rispondi

  5. in realtà sei sopravvissuto al fatto di non essere stato invitato ai nostri pigiama-party !!!
    ora commento serio: grande, il pennuto, saggio e sapiente, anche poliedrico!!
    non ricordo bene se da ragazzina ho letto il romanzo di cui parli o comunque l’ho studiato a scuola.. possibile?? bah..tengo comunque il consiglio per un’eventuale rilettura (in futuro remoto però, c’ho un po’ di libri acquistati da poco.. ma purtroppo devo rimettermi a STUDIAREEEE!!!).. a tal proposito, nel caso ti fosse sfuggito, ti consiglio un post su argomento analogo (stranamente non ci ho trovato tuo commento, ogni tanto t’incrocio, eh!!) http://nuvolevaganti.blog.kataweb.it/2009/02/12/il-libro-giusto-al-momento-giusto/
    ora domanda: hai mai letto “un uomo” della fallaci??
    cia’

    Commento di 1,2,3stella | 22 febbraio 2009 | Rispondi

  6. PS: stranamente stasera niente cinema para mi.. magari mi vedo marcorè.. LO ADOROOOOOOOOO !!!

    Commento di 1,2,3stella | 22 febbraio 2009 | Rispondi

  7. un vero piacere ritrovare nel tuo post un romanzo letto tantissimi anni fa, gli hai reso giustizia in modo appassionato e affettuoso. Grazie, lo considero un regalo. Carla01

    Commento di carla01 | 23 febbraio 2009 | Rispondi

  8. Sono d’accordo con Stella!!! Sei sopravvissuto solo perchè il polletto allo spiedo non è abbastanza chic per i nostri pigiama party! Noi si festeggia a caviale e champagne!!! Il polletto allo spiedo è troppo rustico! 😀

    Commento di Godot | 23 febbraio 2009 | Rispondi

  9. grazie aquilaqualchevoltaromantica, per avermi riportato alla memoria queste pagine lette qualche anno fà e per le quali provai le tue stesse sensazioni.

    Commento di fiorella01 | 23 febbraio 2009 | Rispondi

  10. L’importante che tu mi abbia trovata 😉

    Commento di a77 | 23 febbraio 2009 | Rispondi

  11. stella: certo che ho letto “Un uomo” della Fallaci.
    Me lo regalarono appena uscito (quindi nella preistoria) e mi piacque pure.

    Commento di aquilanonvedente | 23 febbraio 2009 | Rispondi

  12. ma allora sei vecchissimissimooooo!!!!!!

    Commento di 1,2,3stella | 23 febbraio 2009 | Rispondi

  13. Stella sai com’è… con questi polletti allo spiedo… non puoi mai essere sicura che siano di giornata!

    Commento di Godot | 23 febbraio 2009 | Rispondi

  14. di giornata??
    ma nemmeno di annata (sarebbe meglio se fosse un buon vinello.. no, wondergodot?? ).. di decennio???

    Commento di 1,2,3stella | 23 febbraio 2009 | Rispondi

  15. *__* Questa storia della “wondergodot” fa proprio bene al mio ego… posso già vedermi con il mantello fucsia fosforescente… le pantofole a pupazzetto e un polletto come arma segreta… che svolazzo nella città! 😀

    Commento di Godot | 23 febbraio 2009 | Rispondi

  16. massìì.. da quello che racconti è proprio così che t’immagino, eh?!!!
    potrebbe essere un buon suggerimento per il travestimento di questi giorni..
    l’arma segreta.. ahahahah !!!
    ma che ti sei fregata mica le mie pantofole???!!
    PS: scusi lei, pennuto, da che si traveste domani la fatina??

    Commento di 1,2,3stella | 24 febbraio 2009 | Rispondi

  17. Da Minnie. E mi ha pure costretto ad acquistare una maschera da mostro per me (ma mica ce n’era bisogno…).
    Comunque, per vostra opportuna conoscenza, io non sono vecchio, sono INTERESSANTE, come tutti gli uomini MATURI.
    Capito?????

    Commento di aquilanonvedente | 24 febbraio 2009 | Rispondi

  18. 😀
    Unica la tua fatina!

    Commento di a77 | 24 febbraio 2009 | Rispondi

  19. e il papà è più unico della figlia!
    andando con la freccina sul link del mio nuovo blog, si legge alibranda 😀

    Commento di a77 | 24 febbraio 2009 | Rispondi

  20. Stella… beh… sì… sai com’è non si può avere il giusto stile da wondergodot senza le pantofole a pupazzetto adatte!
    Aquilottoooo che bello Minnie!!! Comunque non temere… sappiamo che in realtà tu sei un Mostr…ehm… un pollet…ehm nemmeno… un aquilotto!! Stagionato! E stagionato secondo quelli del grana padano è sintomo di qualità! Ergo! Sei un aquilotto fascinoso! 😀

    Commento di Godot | 24 febbraio 2009 | Rispondi

  21. seeeeeeeeeeeeeeeeee.. INTERESSANTE.. MATURO….
    sai come si dice, quando cercano di rifilarti qualcuno “in cerca” che ..insomma…non è che ci garbi ed è difficile da definire?? “…però è simpatico” !!! .. senza specificare quello che c’è prima del “però” 😀 😀 😀

    Commento di 1,2,3stella | 24 febbraio 2009 | Rispondi

  22. E ALLORA?????
    Attraverso il vostro IP (vabbeh, ve lo spiego un’altra volta che cos’è…) posso risalire al vostro codice fiscale, da quello al vostro numero di scarpe e dal numero di scarpe a dove siete in questo precisissimo momento!
    E se vedete un’aquila puntare verso di voi, brandendo minacciosamente… uno spiedo, beh, SAPETE DI CHI SI TRATTA!

    Commento di aquilanonvedente | 24 febbraio 2009 | Rispondi

  23. ^____^ Tanto io ho la fionda!

    Commento di Godot | 24 febbraio 2009 | Rispondi

  24. Ah… si chiama così lì da voi?
    Ora tutte ferme zitte e buone!
    Non mi disturbate!
    Tra circa quattro ore inizia L’ULTIMA (sigh!) puntata di TUTTI PAZZI PER AMORE.

    Commento di aquilanonvedente | 24 febbraio 2009 | Rispondi

  25. noooooooo…
    vabbè stiamo un po’ in religioso silenzio (ma è uno scherzooo, è carnevaleeeeee: peppépeppépeppé-peppépeppépeppé- peppépeppépeppépeppéééé )
    vabbè io vado chè l’operazione banzai chiama !!!
    wonderG mo’ la compro pur’io na fionda hai vito maiii !!!
    :-DDDDD

    Commento di 1,2,3stella | 24 febbraio 2009 | Rispondi

  26. Shhhhhh! Stella che parle Agnesi e l’uomo del monte ha detto sì! Ehm… la fionda?! Sì sì è utilissima… specie la fionda di WonderGodot! Vedi tu punti un poll…ehm un aquilotto che svolazza in cielo… spari! Lo colpisci! E ti ritrovi con un polletto allo spiedo anche cotto!!! 😀
    Ovviamente… sono stata zitta zitta mentre scrivevo il commento! Contento aquilotto fascinoso!?

    Commento di Godot | 24 febbraio 2009 | Rispondi

  27. wonderG ma che t’ha detto davvero SI l’aquilotto, mostro nature??!!
    hola, pennuto_georgeclooney,contento per come è andata a finire??
    dài che ce n’è per la seconda serie e chissà quante altre ancora!!

    Commento di 1,2,3stella | 25 febbraio 2009 | Rispondi

  28. *__* Esatto Stella…sapevo che l’aquilotto fascinoso non sarebbe stato Rapace…no ehm non con la R con la C… Capace di dire no davanti al fascino… della fionda! 😯 Chissà perchè questi commenti da aquilotto sembrano sempre avere doppi sensi!?

    Commento di Godot | 25 febbraio 2009 | Rispondi

  29. Bah.. wonderG chissà che gli hai combinato…da ieri sera non s’è più visto …..
    pennutooo??!
    todo bien??
    😯

    Commento di 1,2,3stella | 25 febbraio 2009 | Rispondi

  30. T____T Stellaaa… che tragediaaa… L’aquilotto svolazzava in quanto aquilotto… Io prendevo la mira con la fionda in quanto wondergodot… poi però… è passato George Clooney… mi sono distratta… e ho sbagliato bersaglio… colpendo! Colpendo! Colpendooooo l’antenna del nido di Aquilotto facendogli perdere l’ultima puntata di TUTTI PAZZI PER AMORE!!! Che tragediaaaaaaaaaaaaaaa!

    Commento di Godot | 25 febbraio 2009 | Rispondi

  31. seeeeeeeeeeeeee!!!!!! …
    ma figurati….. se lo sarà fatto registrare da tutto il parentado!!!!

    Commento di 1,2,3stella | 25 febbraio 2009 | Rispondi

  32. T_____T Dici così perchè non hai mai visto un colpo a effetto… ehm… diciamo che il colpo ha LEGGERMENTE rimbalzato!!! Colpa di George Clooney! Per punizione l’ho già costretto a diventare il mio schiavetto personale per 10 anni… e a portare il Martini ai Pigiama Party!
    ^____^ Quando si dice: “Trovare il lato buono di una tragedia!” A questo proposito… pigiama party!?! 😀

    Commento di Godot | 25 febbraio 2009 | Rispondi

  33. si vabbè… intanto lui svolazza zitto zitto !!!
    pennuto ci porti.. per me una caipiroska.. e te wonderG???!!

    Commento di 1,2,3stella | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  34. Ok allora a Stella una caipiroska… a me un barista! 😀

    Commento di Godot | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  35. apperòòòò, wonderG !!
    lo sai che il nostro pennuto è un ottimo barman ??!!
    😉

    Commento di 1,2,3stella | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  36. ^__________^ Io invece sono un’ottima alcolista… ehm… so che non dovrei andarne fiera… ma sono pur sempre primati!

    Commento di Godot | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  37. Non ho mai avuto dubbi sul fatto che voi due foste delle avvinazzate…
    Devo vedere se c’è una funzione che mi permetta di far fare la prova del palloncino prima di postare commenti…

    Commento di aquilanonvedente | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  38. T__T E’ tutta colpa del pediatra… che invece del latte mi fece mettere del Daikiri nel biberon!

    Commento di Godot | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  39. Seeeeeeeeee……….. il pediatra………

    Commento di aquilanonvedente | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  40. Sì!!! Sai com’è il latte in polvere era caro!!!

    Commento di Godot | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  41. Ma che è diventato questo blog?
    Una CHAT?????

    Commento di aquilanonvedente | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  42. No una partita di ping pong! 😀
    Colpa tua!!! Che ti sei impossessato del blog mio e di stella… mmm… oggi mi sento molto matura!!! Colpa vostra che oggi mi sento matura!

    Commento di Godot | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  43. EUFEMISMO: figura retorica che consiste nell’uso di una parola o di una perifrasi allo scopo di ATTENUARE il carico espressivo di ciò che si intende dire, perché ritenuto o troppo banale, o troppo offensivo o troppo crudo.
    (Da Wikipedia, l’enciclopedia libera online)
    ESEMPIO: oggi mi sento matura! per dire: ammazza, quanto so’ invecchiata!
    (Da Aquila, l’uomo maturo “libero” on line)

    Commento di aquilanonvedente | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  44. ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah !!!
    e se wonderG è matura.. te che sei, pennuto??!!!!!!
    mannaggia peròòò.. perchè non mi avete chiamata??????

    Commento di 1,2,3stella | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  45. Stellllllllllllllaaaaaaa!!! Ecco qui ti abbiamo chiamata! 😀 Aquilottooooo… in realtà pensavo all’Antifrasi! 😀 Cioè dire: “Toh quanto son Matura” per intendere: “Chissà se l’anno prossimo mi prendono all’asilo o sono ancora troppo giovane!” 😀

    Commento di Godot | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  46. Come no…

    Commento di aquilanonvedente | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  47. Questo mi rende immensamente felice… Questo! Questo è un eufemismo! 😀

    Commento di Godot | 26 febbraio 2009 | Rispondi

  48. […] … qualcuno, sfogliando i miei libri, si ricorderà di me e delle mie riflessioni, dei miei ragionamenti, delle mie impressioni, come in questo caso. […]

    Pingback di Un giorno, forse… « Aquila Non Vedente | 21 febbraio 2012 | Rispondi

  49. Mioddio … arrivo qui cliccando su un tuo commento da @Diemme, che ho likezzato. e che ti ritrovo ???
    Una sfilza di mie amiche perdute ( @Sabby soprattutto, la più amata da me … ora perduta ), un crescendo di commenti uno più interessante ( e più ironico dell’ altro ) …. una meraviglia ! No, io in quel febbraio del 2009 non sapevo nemmeno che cosa fosse un blog, ed usavo il piccì unicamente per scrivere ed annotare dati amministrativi personali ! Finchè, nel settembre del 2009, lessi sul giornale LA REPUBBLICA un articolo : UN FILM COME TERAPIA ! L’ aveva scritto una certa @Aquilotta71 e, cercandola, finalmente capii cosa fosse un blog e un post ! Divenni così il @Cavaliereerrante, e con voi imparai a lottare contro la noia, il dolore, lo smarrimento, lesofferenze del cuore …. talvolta vincendo, talvolta no ! 😐

    Commento di cavaliereerrante | 25 aprile 2017 | Rispondi


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