Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Tutti pazzi per amore?

Ognuno ha le proprie debolezze, anche in campo televisivo.

Io che seguo la tv principalmente per qualche film, qualche tg, i cartoni animati (con la piccolina), qualche documentario e poco altro, a volte mi perdo completamente in qualche commedia, come quella che stanno trasmettendo in queste settimane su RaiUno le domenica sera: Tutti pazzi per amore.

Ho visto parte della prima puntata casualmente e mi è piaciuta. Poi ho visto la seconda puntata e mi ha proprio attizzato e dalla terza puntata in avanti ho deciso di registrarla (e quando decido di registrare un programma vuol dire che sono proprio partito…).

tutti-pazzi-per-amoreDunque, che ha di particolare questa commedia?

Parla della esilarante e tormentata storia d’amore tra due quarantenni, Paolo (Emilio Solfrizzi), vedovo con una figlia sedicenne e Laura (Stefania Rocca), separata con un figlio sedicenne e una figlia di sette anni.

I due sono vicini di casa e passano dall’odio iniziale (senza essersi mai visti) all’innamoramento (ma siamo soltanto alla quarta puntata e dobbiamo arrivare a tredici).

Contorno musicale dei Matia Bazar; storia centrata sui protagonisti, le rispettive famiglie e amici; tema forse inusuale per RaiUno; totale assenza di tutte quelle brutture che ormai riempiono la nostra società.

Insomma, per farla breve, una storia per lasciarsi alle spalle tutte le incazzature della settimana.

Ma non c’è soltanto questo, almeno da parte mia.

Mi piacciono le storie d’amore, lo confesso. Forse perché io non ne vivrò più.

Mi piace vedere gli sguardi di Paolo e Laura che si illuminano quando si vedono, anche mentre sono presi dai mille grattacapi della vita quotidiana. Mi piace il loro rapporto con i figli. Mi piacciono le loro insicurezze. Mi piace quando si ritrovano in auto, tutti imbacuccati, a parlare e confessarsi i rispettivi problemi.

Il cinema e la letteratura ci hanno lasciato in eredità storie d’amore fantastiche, lo so, molto più belle di questa.

Ma in questa io forse ritrovo qualcosa di me stesso, oppure qualcosa che vorrei per me stesso.

Lasciatemi questa parentesi domenicale di un paio d’ore, prima di tornare alla realtà come sempre.

In fondo non fa male a nessuno.

4 gennaio 2009 Posted by | Film, Questa poi..., Smancerie pseudo-sentimentali, sogni, Storie ordinarie, Un po' di me | | 15 commenti