Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

In verità, in verità vi dico che Aquila Non Vedente…

E’ vero, come ha scritto qualcuna, che la decisione di chiudere il blog è già stata presa.

Non è una decisione facile, anche perché la storia del blog è intrecciata con quella del suo autore, cioè Aquila Non Vedente.

aquilaAquila Non Vedente è nato molto prima del blog. Doveva essere il protagonista di un racconto umoristico ambientato in una tribù indiana del Far West, una parodia di avvenimenti politici contemporanei. Mi serviva un capo tribù che, già dal nome, potesse dare l’idea di un personaggio ridanciano, solare, un po’ ingenuo ma intellettualmente onesto.

E così venne fuori Aquila Non Vedente.

Aquila non aspettò certamente il racconto del quale avrebbe dovuto essere il protagonista, e che comunque non fu mai scritto. Iniziò subito a scorrazzare per il web, ad aprire indirizzi mail, a commentare in giro per forum, finché a un certo punto decise di aprire un proprio blog.

Aquila era ed è una parte di me, forse quella migliore, forse quella che non ho mai avuto il coraggio di mostrare nella vita reale. E’ arrivato quando la situazione mia personale era già irrimediabilmente compromessa.

Ora ha deciso di chiudere il blog, ma prima vuole prendersi l’ultima soddisfazione e quindi passerà ancora qualche settimana prima del ghigliottinamento.

29 gennaio 2009 Posted by | Un po' di me | , , | 21 commenti

Luglio 2006 – Gennaio 2009

chiusura1Ho aperto il blog nel luglio 2006 e sono arrivato fin qui, passando per tre piattaforme diverse.

Tante cose sono avvenute in questi due anni e mezzo.

Tante persone sono passate di qui.

Da tante persone sono passato io.

E’ da un po’ di tempo che è nata e si sta sviluppando un’esigenza: chiudere il blog.

Mi sembra che stia per chiudersi definitivamente una parte della mia vita.

Mi sembra che stia per aprirsi una fase nuova, non so se migliore o peggiore di quella passata.

O forse semplicemente questi scambi di idee, riflessioni, battutacce non bastano più.

Scrivo poco e commento ancora meno: forse è il momento che Aquila Non Vedente si metta a riposo…

27 gennaio 2009 Posted by | Un po' di me | , | 5 commenti

Un week-end di rilassamento: riposo, bricolage, Craxi e Berlusconi

Week-end di rilassamento, quello appena trascorso.

Venerdì sera tecnologico, sabato di riposo e domenica dedicata al bricolage e alla sistemazione della casa, per preparare la stanza che accoglierà la cameretta nuova della piccolina. E sabato sera ho pure rifiutato cortesemente un invito a una pallosissima serata che mi avrebbe rovinato il fine settimana.

rilassatoQuasi quasi mi sembra perfino di poter sopportare un’altra settimana di lavoraccio che mi attende.

E ovviamente, tanto per finire in bellezza, l’ottava puntata di TUTTI PAZZI PER AMORE, dalla quale mi sto riprendendo piano piano.

E poi in questo week-end mi è anche tornata la voglia di andare in bicicletta, ovviamente non appena il tempo lo permetterà.

Insomma, un buon fine settimana, malgrado…

Beh, malgrado a Milano abbiano celebrato il nono anniversario della morte di Craxi, con tanto di ovvia intervista alla figlia Stefania, che altrettanto ovviamente ritiene suo padre un genio.

Ora, si dà il caso che io me lo ricordi bene il Bettino e come sia riuscito a trasformare un partito in una associazione per delinquere. Cosa c’entra se ha avuto alcune giuste intuizioni politiche? Pure un ladro può essere capace di cucinare, ma non per questo smette di essere un ladro, no? E nulla impedisce alla figlia di ricordarlo con affetto, ci mancherebbe altro, ma non è che possiamo farci un’idea di Totò Riina intervistando il figlio, no?

Ma nemmeno questa celebrazione è riuscita a rovinarmi il week-end, anche perché di ha pensato il Berlusca a farci ricordare come siamo messi oggi in Italia.

Sì, perché dopo gli ultimi stupri a Roma, il Berlusca se ne è uscito sventolando 30.000 (dicesi trentamila) nuovi militari in giro per le strade a vegliare sulla nostra sicurezza. A parte il fatto che i militari per le strade ce li abbiamo già (chiamansi carabinieri e finanzieri, e questa è una anomalia), devono avergli fatto notare che la cosa non è così semplice da attuare, che ha un costo, che doveva parlarne con il Presidente della Repubblica e allora lui che fa? La battutina: è impossibile impedire le violenze, bisognerebbe affiancare un militare a ogni bella donna.

risataAccortosi della gaffe, il nostro (cioè il vostro) ha pensato bene di affondare il coltello nella piaga, dicendo che il suo era un complimento alle donne italiane, in quanto lui potrebbe schierare 30.000 militari, ma le belle donne italiane sono milioni.

Ma quando mai???

Voglio dire, ma ci siamo guardati intorno?

Cioè, togliamo la Bellucci (che tra l’altro vive in Francia), togliamo la Cucinotta (che vive in Sicilia), togliamo Laura, per il resto qui c’è da mettersi le mani nei capelli (ad averli, ovviamente…). Manco la Ferilli può stare tranquilla, dato che si è fatta soffiare il marito da un’altra (e che altra…).

Insomma, siamo il solito Paese di Pulcinella.

Pazienza. Ora me ne vado a letto, però. Buona notte e buona settimana a tutte/i.

26 gennaio 2009 Posted by | Politica, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 8 commenti

Convolate?

peter_panGrazie a un cospicuo investimento tecnologico e a un sfrallucinante addestramento, ora Aquila è in grado agevolmente di:

a) connettersi a internet in qualsiasi parte della casa e nelle sue immediate vicinanze, con e senza fili, a seconda delle proprie esigenze e di quello che ha mangiato la sera prima;

b) vedere la tv digitale sul pc, con e senza collegamento antennaro, e registrare i relativi programmi (potrò registrarmi anche le prime due puntate di “TUTTI PAZZI PER AMORE”! Evvai!);

c) masterizzare testi, foto, video e musica e utilizzare la tecnologia blutut, che non so ancora bene a che c… mi possa servire, ma che comunque fa tanto figo averla!

P.S.: pensando di fare cosa gradita alle gentili pulzelle visitatrici di questo blog, le più spiritose delle quali sono zitellacce penitenti in evidente stato confusionale, ho pensato di iscriverle tutte ad un sito di incontri matrimoniali, ovviamente utilizzando i rispettivi indirizzi e-mail. Attendo con ansia gli inviti alle meste cerimonie e auguro giorni felici!

24 gennaio 2009 Posted by | Diavolerie tecnologiche | , | 6 commenti

Eccezziunalo!

Questa l’ho risentita casualmente due giorni fa alla radio e da allora continua a frullarmi nella testa.

Il bello è, però, che non ha suscitato in me soltanto bei ricordi, ma anche la voglia di ripartire.

Il problema è: per andare dove?

(Con chi non sto nemmeno a chiedermelo…)

22 gennaio 2009 Posted by | Musica, Pensieri disarcionati, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 8 commenti

Saltami addosso!

Parlo della voglia di lavorare, ovviamente (purtroppo…).

Stamattina ha fatto capolino verso le undici, prima ho dovuto combattere con lei per farmi almeno sfiorare.

Nel pomeriggio sono andato abbastanza bene, ma ero distratto e così ho dovuto sforare di ben tre quarti d’ora dall’orario standard per finire quello che dovevo.

Domani mattina sono fuori ufficio.

Questo in genere non è che mi entusiasma, però in questo periodo è sempre meglio che stare chiuso tra quelle quattro mura.

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Io – proseguì poi don Mariano – ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, che mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora più in giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre. Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo.

Chi non ricorda questo brano de “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia e la sua “classificazione” del genere umano?

Ora io mi chiedo: le merdacce fanno parte dei quaquaraquà?

Io non ne sono tanto sicuro. Secondo me dai tempi nei quali scriveva Sciascia la qualità del genere umano è scesa ancora più in basso. Secondo me la merdaccia, dapprima semplice maschera tragicomica fracchiana, è diventata una categoria vera e propria.

Il mafioso sciasciano si sarebbe accontentato di avere intorno mezz’uomini.

Io mi accontenterei anche dei quaquaraquà…

P.S.: ‘sto modem senza fili è proprio una schifezza…

20 gennaio 2009 Posted by | Pensieri disarcionati, Storie ordinarie, Un po' di me | | 5 commenti

Una giornataccia, una serataccia e un interrogativo

Giornataccia.

Capita.

Quando ti svegli e già il tuo corpo ti segnala che c’è qualcosa che non va, anzi, tutto non va. I pantaloni sono troppo stretti e troppo lunghi. La colazione non sa di niente. La temperatura pare essere di venti gradi sotto zero. In ufficio entri con una scaletta di priorità che viene stravolta ancora prima che tu accenda il computer: dovresti fare almeno tre cose contemporaneamente. E i colleghi non sono persone, ma contenitori ambulanti di difetti e di rompicoglionerie. E poi a metà pomeriggio la voglia di lavorare sparisce, se ne va senza neanche salutarti e allora per non sprecare completamente quel tempo per il quale ti pagano per comprarti la pagnotta, ti metti a fare un lavoro che sta oltre il duecentesimo posto nella scaletta delle priorità: praticamente fuori classifica.

E quando torni a casa avresti un fottutissimo desiderio di trovarla con la tua famiglia dentro e avresti voglia di giocare con la piccolina, di colorare con lei, di guardare quel cartone animato che da due settimane ti chiede di mettere tre volte al giorno e che conosci praticamente a memoria.

E invece la casa la trovi vuota, buia e vuota e ti viene pure male il sugo della pasta e ti sembra di non farcela e ti scappa da piangere una, due, tre volte, o forse anche di più, ma tanto chettifrega? Nessuno ti può vedere quando ti assale il dubbio di non farcela, quando il futuro ti appare fosco, quando pensi che non vorresti essere così, o forse vorresti proprio essere così, ma un po’ meglio.

Serataccia.

“Oh rabbia…”, dice Winnie the Pooh in quel cartone.

Pazienza, non resta che aspettare che passi, perché tutto passa, prima o poi e tu non puoi cedere, se non per brevi momenti.

Le giornate sembrano essersi già allungate un pochino, fra poco finirà questo freddo polare e inizierà la primavera, compariranno un po’ di colori in giro, ripiglieremo la moto e si ripartirà, ancora non è chiaro per dove e come e soprattutto perché, ma tutto passa, prima o poi…

L’interrogativo:

e adesso questi dove li metto?

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19 gennaio 2009 Posted by | Pensieri disarcionati, Politica, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , | 7 commenti

Allora tanto valeva…

Venerdì sera al ristorante a un certo punto è entrata una coppia di individui: uno dei due era di sesso apparentemente maschile, l’altra era si sesso presumibilmente femminile.

Ho notato i due esseri perché, a differenza delle altre coppie, si sono seduti non a un tavolo da due, bensì a uno da quattro posti.

L’organismo di sesso verosimilmente maschile si è tolto il giubbotto e sotto sfoggiava una felpa bianca che, da sola, era già tutto un programma. L’essere del sesso opposto, invece, non ho notato cosa indossasse, perché Aquila, dopo l’ultima fregatura, non guarda più le donne (con l’unica eccezione della Bellucci, della Cucinotta, di Laura e poche altre…).

Orbene, le due creature non si sono sedute l’uno di fronte all’altra, come sarebbe stato ovviamente ovvio per guardarsi, parlarsi, insultarsi, ecc.

No, i due individui si sono seduti l’uno di fianco all’altra.

All’inizio pensavo che lo facessero per poter avere entrambi due contemporaneamente allo stesso tempo la stessa visione della sala (malgrado non vi fosse molto da ammirare), ma col passare del tempo mi sono accorto che il motivo del loro comportamento era molto peggiore: si erano seduti in quel modo per poter guardare la televisione.

Allora mi chiedo: tanto valeva starsene a casa, no?

P.S.: stasera c’é la settima puntata di “TUTTI PAZZI PER AMORE“. Ergo (excuse me for the latin quotation), per Aquila il mondo chiude per due ore.

18 gennaio 2009 Posted by | Pensieri disarcionati, Sani principi, Storie ordinarie | , , | 6 commenti

I dieci comandamenti, le donne e via dicendo…

comandamenti1Di Fernando Savater avevo già letto qualcosa diversi anni fa (La politica spiegata a un figlio, o roba del genere) e non mi aveva entusiasmato. Alcuni giorni fa, in persistente crisi mistico-culinaria, ho acquistato alla libreria Coop questo “I dieci comandamenti nel XXI secolo” e non mi ha entusiasmato neppure questo.

Mi aspettavo che, partendo da una storicizzazione delle tavole della legge, Savater dicesse la sua su come devono essere intese oggi quelle regole e invece gli spunti storici sono pochini (e non sufficientemente approfonditi: per esempio, che vuol dire che gli ebrei non sono sempre stati monoteisti?) e le sue elucubrazioni sono troppo banali.

Eh sì, perché se voglio sentire delle banalità vado all’università, oppure acolto porta a porta o ballarò, ma se compro il libro di un filosofo, mi aspetto che mi fornisca gli strumenti per sostenere una discussione con l’edicolante, con il benzinaio oppure con la commessa della Coop. Altrimenti non mi serve a niente.

E soprattutto Savater non risponde a una domanda essenziale: perché tutti i dieci comandamenti, direttamente o indirettamente, si occupano della donna?

In che senso? si chiederà qualcuno/a. E’ presto detto, basta leggerli.

comandamenti21) Non avrai altro Dio fuori di me e 2) Non nominare il nome d Dio invano. Questi due sono intimamente legati: è ovvio che ci si rivolge direttamente all’uomo, soprattutto quello innamorato, ricordandogli che la donna è soltanto una emanazione della sua scapola (o costola? non ricordo bene) e che in quei momenti è inutile invocare Iddio (del tipo: Oddio… Oddio…), inquantoché se lo fa lei vuol dire che sta mentendo spudoratamente e se lo fa lui vuol dire che ha soltanto perso il senno.

3) Ricordati di santificare le feste. Cioè quando, uomo, sei finalmente arrivato alla domenica, rifiutati di farti coinvolgere in pulizie, gite e robe del genere. Goditi il tuo meritato riposo spaparanzato sul divano, oppure allo stadio, o al bar.

4) Onora il padre e la madre. Questa è una regola che va letta con la famosa clausola ad escludendum: non dice di onorare la moglie, ma soltanto il padre e la madre.

5) Non uccidere. E’ ovvio che l’oggetto del precetto è la donna nelle sue molteplici forme: moglie, fidanzata, amante, amica, parente, conoscente, eccetera.

6) Non commettere adulterio. Beh, qui non ci sarebbe nemmeno bisogno di spiegazioni, in quanto il senso è chiarissimo: caro uomo, dal momento che di donna già ce n’hai una, che bisogno hai di complicarti l’esistenza andandotene a cercare un’altra?

7) Non rubare. Questa regola può avere diversi significati: può essere legata a quella precedente (non rubare la donna di un altro uomo: perché vuoi fargli questo favore gratis?) oppure può voler dire: non rubare, perché tanto anche se svaligiassi tutto Forte Knox, tua moglie ti direbbe comunque che non hai fatto abbastanza).

8) Non dire falsa testimonianza. E’ ovvio che si riferisce al momento nel quale moltissimi uomini, posti volenti o nolenti di fronte a un altare, si sentono chiedere: vuoi tu tizio prendere come sposa tizia e prometti di amarla, onorarla, eccetera eccetera? Ecco, quello è il momento di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità: NO. (Lo so, al posto dell’8 esce fuori una faccina, ma è lo stesso).

9) Non desiderare la donna d’altri e 10) Non desiderare la roba d’altri. Qui il buon Dio ribadisce: se proprio sei caduto in disgrazia, perché vuoi raddoppiare la tua sofferenza?

Ecco, questa è una lettura dei dieci comandamenti aderente al testo originario.

Non aggiungo altro. La prossima volta il libro lo scrivo da me.

1°P.S.: il modem senza fili l’ho disattivato, perché per attivarlo occorre inserire nella porta usb del pc un suppostone che poi mi imbroglia nei movimenti. E non fate commenti.

2° P.S.: stasera c’è la sesta puntata di TUTTI PAZZI PER AMORE. Quindi dalle 21.30 alle 23.30 io non esisto per nessuno, (però se suona il campanello la Bellucci, apro lo stesso, perché tanto la puntata me la registro pure…).

11 gennaio 2009 Posted by | Libri, Pensieri disarcionati, Religione, Sani principi, Storie ordinarie | , , , | 42 commenti

Dodici racconti raminghi

marquez_150Questo libro di Garcia Marquez è stato pubblicato nel 1992.

Non ricordo se l’ho comprato o me lo hanno regalato e non ricordo nemmeno se l’ho letto prima o dopo (prima o dopo di che cosa sono fatti miei, se permettete), ma prima di Natale l’ho riletto.

I racconti sono stati scritti nel corso dei diciotto anni precedenti, dopo diverse peripezie.

Tutti portano il segno inequivocabile dell’autore, ma ve ne sono due che, da soli, valgono tutto il libro: “Sono venuta solo per telefonare” e “La traccia del tuo sangue sulla neve”.

E poi è bella pure la premessa, dove l’autore scrive che lo sforzo di scrivere un racconto breve è intenso quanto cominciare un romanzo. Perché nel primo paragrafo di un romanzo bisogna definire tutto: struttura, tono, stile, ritmo, lunghezza, e talvolta persino il carattere di qualche personaggio (notare la virgola prima della “e”). Il racconto, invece, non ha inizio né fine: viene o non viene. E se non viene, l’esperienza propria e altrui insegnano che quasi sempre è più salutare ricominciarlo per un’altra via, o buttarlo nella spazzatura. “Un buon scrittore lo si apprezza meglio da quanto straccia che da quanto pubblica“.

Parole sante…

Questo libro mi ricorda qualcosa, ma porcaccialamiseriaccia, proprio non riesco a ricordare che cosa…

6 gennaio 2009 Posted by | Libri | | 19 commenti