Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Volk

volk

Immaginatevi, una mattina, di svegliarvi e accendere il cellulare, come fate ogni giorno.

Immaginatevi, però, che quella mattina iniziate a ricevere sms, in parte legati tra loro da un filo logico, in parte no.

Immaginatevi che una persona, che ha vissuto diverse esperienze, alcune delle quali forse non vi appartengono e non vi apparterranno mai, voglia farvi partecipe dei suoi pensieri, delle sue incazzature, della sua rabbia, della sua felicità, delle sue paranoie.

Immaginatevi anche di ricevere qualche fotografia di un popolo che viene distrutto, anzi di due popoli, anzi no, è sempre lo stesso, che assume una fisionomia diversa soltanto ai vostri occhi, ma che in realtà è soltanto parte dell’unico popolo che esiste sulla faccia della terra, la “razza umana”.

Questa è l’impressione che mi ha lasciato questo libro, che, senza capire bene il motivo, ho letto “di botto” (cioè senza soste, a parte quelle fisiologiche per bere e andare in bagno) una quindicina di giorni fa.

… se proprio devo, preferisco rischiare la vita a Ramallah.

Lo trovo molto più soddisfacente che finire spiaciccato su qualche autostrada italiana, fatto fuori da un agente di commercio strafatto di cocaina che corre come un pazzo per fottere più clienti possibili.

Parole sante…

19 novembre 2008 Posted by | Libri | | 3 commenti