Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

La bruttissima e tristissima storia di David Reimer

Una volta o l’altra parleremo della cosiddetta identità di genere e della sua formazione.

Per il momento, chi vuole si legga questa tristissima storia.

http://www.promiseland.it/view.php?id=1481

P.S.: sono contentissimo di saper fare le lasagne, tant’è vero che uno dei miei rimpianti è proprio quello di non avere fatto di professione il cuoco.

(Nella foto: Kaley Cuoco)

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20 ottobre 2008 - Posted by | Manate di erudizione, Questa poi..., Storie ordinarie | ,

11 commenti »

  1. la storia l’ho letta, non capisco che c’entri con la tua vita e con quella di tua figlia. Mi auguro nessuna.

    Se pensi che nella mia appartenenza di genere ci siano le faccende domestiche, sbagli, dando dimostrazione di una pericolosa miopia. Hai una figlia femmina, quando pensi che il ruolo di una donna sia pulire, lavare e stirare, e’ anche a lei che ti riferisci e le stai mettendo dei limiti enormi.

    Mio padre e’ stato un perfetto uomo di casa, nel senso che faceva in casa molto di piu’ e molto meglio di mia madre, ma io sono cresciuta serena, o almeno, non meno serena di altre persone, con 2 genitori che lavoravano e che si occupavano delle faccende domestiche.

    Spero dunque che la tua visione sia piu’ ampia e che mi stia sfuggendo qualche verita’ importante sul tuo modo di concepire l’uomo, la donna e il loro rapporto.

    Hai visto, tra l’altro, che fare il cuoco ha i suoi vantaggi? 🙂

    Commento di Valeria | 21 ottobre 2008 | Rispondi

  2. Ho letto l’articolo… è qualcosa di agghiacciante… peccato il libro non sia stato tradotto in italiano..

    Commento di Mille volte me | 21 ottobre 2008 | Rispondi

  3. veramente agghiacciante….ma tu cosa c’entri?

    Commento di fiorella01 | 21 ottobre 2008 | Rispondi

  4. Con la tristissima e angosciante storia di David Reimer non c’entro nulla. Mi ci sono soltanto imbattuto navigando in rete e mi ha colpito.
    Riguardo alle altre mie “elucubrazioni” sul rapporto uomo/donna o marito/moglie posso solo dire questo: non vi sono compiti e ruoli che debbano essere svolti per forza da uno dei due. Vi sono però ruoli e funzioni che sono svolti naturalmente meglio da uno dei due.
    C’è stato nel corso degli anni (e forse c’è ancora) un certo pseudo-femminismo che ha catalogato come “di serie B” molte delle funzioni svolte dalle donne. Questo pseudo-femminismo ha inteso come liberazione e progresso non una ridefinizione dei ruoli a seconda delle esigenze delle persone, ma un loro insensato rimescolamento.
    E così si pensa che cucire, lavare, stirare, cucinare siano mansioni di serie B, quando invece sono importantissime nella vita quotidiana, quanto appendere un mobile o aggiustare una presa elettrica.
    E’ come se in un equipaggio di rally il navigatore volesse a tutti i costi guidare, perché pensa che la sua funzione sia poco importante: alla prima curva l’auto finirà fuori strada.
    Non so se ho reso il concetto, forse no, perché su questo le donne rizzano sempre le antenne e sospettano che le si voglia relegare ad un ruolo sociale che appartiene ormai al passato.
    Ma sta di fatto, per concludere, che le “differenze di genere” vanno riconosciute e valorizzate, non negate.
    O no?

    Commento di aquilanonvedente | 21 ottobre 2008 | Rispondi

  5. Il punto è che probabilmente non si dovrebbero catalogare differenze tra donne e uomini… è questo quello in cui ha fallito il femminismo… iniziando giustamente a ribellarsi alle funzioni “imposte” dagli uomini si è finito per negarle completamente! Nessuno dovrebbe imporre a nessuno nulla nè la sessualità, in un senso o nell’altro… nè la funzione sociale! Comunque la storia mette i brividi!

    Commento di Godot | 21 ottobre 2008 | Rispondi

  6. io non penso che siano mansioni di serie B, ma l’idea che spesso viene fuori e’ che mentre la moglie svolge le faccende domestiche, l’uomo guarda la partita. A questo modello di moglie/cameriera, assai frequente in Italia, io mi ribello .

    Questo governo poi, mi pare che della donna dia un’immagine parecchio distorta con le sue Ministre che ieri posavano a culo di fuori e oggi reprimono la femminilita’ sacrificandosi in abiti da educanda, vecchi e brutti che nemmneno mia nonna li avrebbe indossati. Ecco, in un paese evoluto potrei contrattare di piu’, in un paese maschilista come il nostro non lo posso fare. Ci devo andare con i piedi di piombo. Bisogna ancora lottare per i diritti basilari, basta anche solo guardare allo stipendio variabile a seconda del “genere” oppure alle opportunita’ di carriera’, oppure al dramma maternita’/professione per rendersene conto. In un paese che tratta le donne come soprammobili, io non me la sento di patteggiare.

    Poi, che a lui venga meglio montare una mensola e che a me venga meglio cucinare un ciambellone, e’ vero, ma credo nella collaborazione.

    Il femminismo ha sbagliato quando credeva che essere alla pari di un uomo voleva significare essere come un uomo. L’uomo e la donna devono valorizzare le loro identita’, l’unicita’, nel rispetto reciproco delle differenze.

    Se mio marito mi viene a dire che io devo pulire perche’ a me viene meglio, mentre a lui viene meglio cazzeggiare sul divano, beh io l’aspirapolvere gliela faccio ingoiare volentieri 🙂

    Commento di Valeria | 21 ottobre 2008 | Rispondi

  7. Posso proporre una standing ovation per Valeria!!!???? 😀
    Sono d’accordissimo… il femminismo sbaglia nel volere la donna uguale all’uomo non solo nel senso legale del termine! La cosa peggiore? Quando a qualche colloquio di lavoro ti chiedono: “Lei ha intenzione di sposarsi e avere figli?” E se tu dici sì… caso strano da un cassetto nell’archivio esce il candidato ideale al quale hanno già dato il posto un quarto d’ora prima!
    @Valeria: Sulle Ministre… ti posso invitare a leggere il mio ritratto della Biancaneve? Si ispierava propio a loro! 😀

    Commento di Godot | 21 ottobre 2008 | Rispondi

  8. l’importanza delle donne è indubbia, figuriamoci se io possa sminuirla o considerare quelle peculiari attività di serie B, ma quello che fa la differenza è che quelle peculiarità spesso creano discriminazioni! o no?

    Commento di fiorella01 | 21 ottobre 2008 | Rispondi

  9. Sì fiorella per questo ero d’accordo con Valeria… infatti sebbene sia normale fare tutte le “peculiari attività” è giusto farle perchè va di farle… non perchè così gli uomini possano stare stravaccati sul divano! Per quanto mi riguarda… faccio di tutto un po’ ma con i miei tempi… se devo pulire e cucinare io… allora lo faccio quando ne ho il tempo! Mmm! Mi sa che è per questo che sono single! 😛

    Commento di Godot | 21 ottobre 2008 | Rispondi

  10. Ho sottotitolato il documentario e l’ho messo su youtube: http://www.youtube.com/watch?v=r5kLG1d3BmI

    Commento di Gianpa | 18 febbraio 2014 | Rispondi


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