Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Inchiesta sul cristianesimo

Gesù non ha mai detto di voler fondare una religione, una chiesa, che portassero il suo nome.

Non ha mai detto di voler morire per sanare il peccato di Adamo ed Eva e non ha mai detto di essere nato da una vergine.

Non ha mai detto di essere unica e indistinta sostanza con Dio.

Non ha mai dato al battesimo un valore particolare.

Non ha mai istituito alcuna gerarchia ecclesiastica; non ha mai parlato di precetti, norme, cariche, liturgie.

Non è stato lui a chiedere che alcuni testi riferissero i suoi discorsi e le sue azioni.

Gesù era un ebreo e lo è rimasto sempre: non ha mai pensato di rendere obbligatori un comportamento o una verità. Ha esortato, pregato, dato l’esempio.

Che dire?

Quando un libro inizia con queste parole, viene immediatamente da pensare: “Ho sempre sospettato che qualcuno mi stesse fregando…”

Sì, perché il libro, pur con tutti i suoi limiti, conferma una cosa semplicissima: che la Chiesa cattolica è, in fondo, la più grande truffa di tutti i tempi.

Però devo dire che, pur essendo molto interessato al tema, c’è qualcosa in questo libro che non mi quadra.

Il libro si occupa dello sviluppo del cristianesimo e della nascita della Chiesa cattolica fino al IV secolo, fino a quando, cioè, poco prima del disgregamento dell’impero romano, il cristianesimo passa dapprima a religione “consentita” (con Costantino) e poi a vera e propria religione di stato (con Teodosio).

All’inizio vi era non uno, ma diversi cristianesimi, spesso il lotta tra di loro, come lo erano stati gli stessi Pietro e Paolo.

Nel secondo secolo il cristianesimo di stacca dal giudaismo e inizia il suo cammino all’interno dell’impero romano, sviluppandosi soprattutto nel nord Africa. Si formano le prime comunità, dove il vescovo (un amministratore del patrimonio della comunità, preferibilmente sposato e con figli) acquista un peso sempre maggiore.

Apprendiamo dell’operazione della Chiesa per costruire il Nuovo Testamento, con l’eliminazione di quei testi che parlavano di Gesù ma in un modo poco “efficace”. Delle prime lotte con il potere politico per la supremazia. Della trasformazione dei cristiani da perseguitati in persecutori, una volta che hanno saldato la loro alleanza con l’imperatore.

Apprendiamo della formazione del canone, dell’importanza affidata alla resurrezione, delle teorie sessuofobiche di Agostino, dei primi monaci.

Insomma, apprendiamo un sacco di cose interessanti sul tema, ma io ho avuto l’impressione che Cacitti si sforzasse troppo di apparire “neutrale, obiettivo”. E’ giusto esporre i risultati delle ricerche storiche, ma un po’ di partigianeria su questo tema è d’obbligo, anche perché così poi si va forse a leggere qualcuno che la pensa nel modo opposto.

Durante e dopo la lettura del libro, comunque, mi sono spesso posto questa domanda: ma allora, con tutte queste costruzioni postume (per non dire falsificazioni), chi era ‘sto Gesù?

Molto interessanti sono le considerazioni finali di Cacitti sullo studio della religione. Gli studenti arrivano all’università totalmente impreparati sulla storia religiosa, perché nessuno la insegna nella scuola italiana: il fenomeno religioso in sé non è contemplato nell’ordinamento didattico del nostro paese.

L’insegnamento religioso, denominato “insegnamento della religione cattolica”, è stato dismesso dallo Stato e appaltato alla Chiesa cattolica, quale estensione della catechesi.

Questo determina che, in pratica, si insegna la dottrina ufficiale della Chiesa (che – ma questo lo aggiungo io – poco c’entra con Gesù) e si arriva a veri e propri paradossi. Per esempio, pur essendo assodato e riportato dagli stessi vangeli canonici che Gesù aveva quattro fratelli e alcune sorelle, un insegnante di religione non potrebbe mai insegnarlo.

Ma su questo, penso che in futuro ci sia spazio per un altro libro: “Inchiesta sul papato” (stavolta però bisognerà pur arrivare al processo, no?).

Buonanotte, ateacci miscredenti. Pentitevi!

17 ottobre 2008 Posted by | Libri, Manate di erudizione, Religione | , | 9 commenti