Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Incipit!

E va bene.

Dopo ripetute richieste giuntemi negli ultimi mesi (non è vero, ma è bello dirlo), sono pronto a pubblicare l’INCIPIT del mio libro.

Ovvero, l’INCIPIT com’è adesso, perché prima della stesura definitiva potrebbe cambiare ancora una cinquantina di volte, essendo io afflitto dalla cosiddetta “sindrome di Penelope”, per la quale disfo di notte quel poco che scrivo di giorno.

Se l’INCIPIT è la porta d’ingresso di una storia, la mia è un po’ larga, nel senso che non è composto certamente da due-tre righe, ma non sta scritto da nessuna parte quanto esso debba misurare.

Non dico di più. Chi vuole legga, chi non vuole, segga.

********************

Sabato 23 febbraio, alle ore 13.16, Eleuterio Sirani varcò come al solito il portone del suo condominio, di ritorno dall’ultima giornata lavorativa dell’ottava settimana dell’anno di grazia 2008.

Superata la seconda delle sei rampe di scale che lo separavano dal suo appartamento al terzo piano senza ascensore, – cinque rampe e mezza, a dire la verità, perché il primo era un piano rialzato – Eleuterio non sentì il solito sapore di frittata con le patate, il piatto unico che la moglie da dodici anni preparava ogni sabato a pranzo, e questa circostanza lo insospettì non poco. Sapeva bene, dopo dodici anni di tranquilla vita matrimoniale, che le variazioni nel menù del sabato mezzogiorno erano portatrici di disgrazie più o meno gravi.

Alla fine della terza rampa ricordò per esempio di quel sabato di undici anni prima, quando ricevette la visita dalla lontana Basilicata della suocera, venuta appositamente – e inaspettatamente – a festeggiare il primo anniversario del matrimonio, che cadeva il giorno successivo. E proprio di caduta si trattò, perché durante i festeggiamenti l’affine scivolò su un pezzo di torta cascato per terra chissà da dove (ma con ogni probabilità proprio dal piatto di Eleuterio) e si fratturò il gomito del braccio destro: frattura scomposta, sentenziarono i medici del pronto soccorso dopo le dovute analisi. Le operazioni di ricomposizione furono particolarmente dolorose e la sventurata dette sfogo a tutte le invettive e gli improperi di una vita, occupando poi la loro casa per i due mesi successivi, tra ingessatura e riabilitazione.

Oppure ricordò – questo avvenne a metà della quarta rampa di scale – quel sabato di sette anni prima, quando l’allora inquilino del piano rialzato, che aveva già dato alcuni segnali di squilibrio mentale, si barricò nel suo appartamento minacciando di far saltare in aria il palazzo se non lo avessero fatto parlare subito con la Cucinotta. I carabinieri e i medici del servizio di salute mentale, dopo diversi tentativi di acquietarlo, pensarono bene di far passare una inquilina del palazzo per l’attrice siciliana, travestendola opportunamente, e su chi cadde la scelta? Ovviamente sulla moglie di Eleuterio, non tanto per i suoi attributi fisici, – magari! – quanto per i suoi lunghi capelli corvini e il suo accento del sud. “Basilicata o Sicilia, che differenza volete che faccia per quello là?” sentenziò il maresciallo del paese. Ovviamente quello là non ci cascò e fu necessaria un’azione di forza per snidarlo, ma la sera nel notiziario della tv locale la consorte ebbe i suoi trenta secondi di notorietà, con tanto di intervista e di imitazione della famosa – e formosa – attrice sicula.

Eleuterio salì le restanti due rampe con un senso di angoscia crescente, finché, avvicinandosi al pianerottolo del terzo piano, udì provenire dal suo appartamento una serie di voci sconosciute, mischiate a quelle inconfondibili della moglie e della figlia. Vincendo la voglia di tornare indietro, aprì piano la porta. Subito la figlia gli corse incontro, lo prese per mano e lo trascinò in salotto, dove, oltre a non sentire alcun aroma di cibarie, vide la fonte delle voci forestiere che aveva percepito attraverso la porta ed ebbe la certezza della disgrazia che stava abbattendosi sulla sua vita.

********************

4 settembre 2008 - Posted by | Libri, Questa poi..., Racconti, Storie ordinarie, Un po' di me | ,

8 commenti »

  1. Bravo, però scusa se te lo dico ma sei un pò “carogna”,adesso rosico perchè non so quali sono queste disgrazie! 😉

    Commento di ami | 4 settembre 2008 | Rispondi

  2. curiosa sono? e allora? chi trovò ELeuterio ? la sorella della moglie che aveva mollato il marito? l’amante della moglie che era venuto x dichiararsi?
    chi? il postino?

    Commento di ali | 4 settembre 2008 | Rispondi

  3. “Chi vuole legga, chi non vuole, segga.” io l’ho letto seduta, fà lo stesso spero. Detto questo adesso voglio leggerealmeno che cosa è successo al povero Eleuterio.
    Devo comprare il libro????? Brvo scrittura filante e intrigante, adesso esagererò un poco, ma tu non ti fare illusioni! Mi sembra di leggere un Saramago, anche se con qualche punteggiatura in più.

    Commento di fiorella01 | 4 settembre 2008 | Rispondi

  4. E il libro?????

    L’incipit mette proprio voglia di leggere il libro….quindi sbrigati a finirlo!!!!

    Commento di Dedy | 5 settembre 2008 | Rispondi

  5. Sono perfettamente d’accordo con quanto scritto nei precedenti commenti.

    Mi è piaciuto, mi piace il modo che hai di scrivere, l’ironia che trapela.

    E adesso? come la mettiamo? qui occorre finire velocemente il libro.

    Commento di melania | 5 settembre 2008 | Rispondi

  6. Sei davvero bravo, avevo gia’ letto un tuo racconto,parecchio tempo fa, e quindi probabilmente non ti dico nulla di nuovo. Complimenti!!!

    Commento di cenerentola | 8 settembre 2008 | Rispondi

  7. Aaaaaaaaah, non puoi lasciarmi con questa curiosità! Finisci sto libro e pubblicalo, che devo vedere come va a finire :-))

    Commento di Arruffata | 8 settembre 2008 | Rispondi

  8. sono appena tornata, eper ora ti saluto..perchè mi riprometto di leggere il libro con la giusta attenzione

    Commento di laura | 14 settembre 2008 | Rispondi


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