Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Fatto, completato e spedito!

Ho completato il raccontino di cui parlavo nel post precedente e l’ho inviato all’editore.

Avrei voluto avere più tempo per lavorarci su, ma io mi riduco sempre a fare le cose all’ultimo momento… Pazienza.

Si tratta di un racconto bonsai: una pagina scarsa, finale ovviamente a sorpresa.

Ancora un po’ che li accorcio i racconti e potranno essere pubblicati sui pacchetti di sigarette (perché no? Sarebbe una bella idea per diffondere la letteratura, no?)

Una volta ho letto che a Stephen King chiesero perché scrivesse sempre libri lunghissimi, chilometrici e lui rispose che non aveva problemi a misurarsi anche con i racconti brevi, sfornando lì sul momento un mini bonsai che faceva all’incirca così: “La guerra necleare era finita. L’unico uomo sopravvissuto se ne stava chiuso nel suo bunker. Qualcuno bussò alla porta.

Brrrrrrr…… io con i racconti horror non mi cimento, perché poi non dormo la notte.

A proposito, chi volesse leggere il mio racconto pubblicato in rivista, me lo chieda pure via e-mail che, appena mi arriva glielo invio con molto piacere.

Ora proseguo con la lettura di “Inchiesta sul cristianesimo. Come si costruisce una religione” di Augias-Cacitti.

Il tema mi interessa molto, però finora il libro non mi soddisfa pienamente.

Non capisco bene il perché, ma è come se i due autori si sforzassero eccessivamente di essere “obiettivi” e questo li fa girare attorno alle questioni, senza affrontarle di petto.

Comunque un giudizio definitivo soltanto dopo la lettura completa, ovviamente.

Per ora buonasera, buonanotte, sogni d’oro e… chiudete bene la porta, mi raccomando!

30 settembre 2008 Posted by | Racconti, Un po' di me | , | 13 commenti

Un week-end che cambia la vita…

“Hai visto cosa dice il tuo oroscopo per questo fine settimana? – mi ha chiesto a tambur battente la mia collega di lavoro venerdì mattina – Questo può essere un week-end che cambia la tua vita.

Forse una persona “normale” sarebbe corsa a giocare al superenalotto, io invece ho iniziato a preoccuparmi.

Ora, visto dal lunedì, posso dire che era una falsa minaccia: la mia vita scorre normalmente, con alcune piccole, ma significative, novità.

Sabato mattina ho ritirato l’esito dei primi accertamenti eseguiti in seguito al doloraccio di quale settimana fa e sono negativi. A dire la verità avevo pochi dubbi in proposito, ma un po’ emozionato lo ero al momento dell’apertura della busta. Ora vedremo quali altre diavolerie si inventerà il mio medico…

La seconda novità è che ho ricevuto una mail che mi anticipa la pubblicazione di un mio racconto su una rivista letteraria che uscirà a ottobre. Si tratta di un racconto-bonsai, ovviamente con finale a sorpresa.

La cosa mi fa piacere, ma girovagando per il web ho scoperto che il 30 settembre (cioè domani) scade una selezione per un editore di Roma, con premio per i vincitori la pubblicazione in un volume.

Avrei sottomano un altro raccontino, ma devo rivederlo e non so se stasera ce la farò.

Io ci provo comunque, vediamo stasera cosa riesco a “concepire”.

Poi però devo proseguire con decisione nella revisione del mio libro: devo farcela assolutamente. Non sento ragioni. A costo di fare le seracce, le nottatacce e anche le mattinacce (da rincoglionito).

Stasera minestrone e poi giù a creare.

Avrei bisogno di uno stimolo, però. Il minestrone da solo non basta…

AAA cercasi stimoli per scrittore esordiente con molte idee e poca voglia.

29 settembre 2008 Posted by | Pensieri disarcionati, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , , | 13 commenti

Prima i cani o i cristiani?

VENEZIA
Cani trattati meglio dei cristiani e non come animali. Questo pensiero di don Marco Scattolon espresso in un editoriale del bollettino della parrocchia di Spinea (Venezia) ha mandato su tutte le furie gli animalisti che annunciano iniziative, compresa quella di presentarsi in chiesa durante la messa con i migliori amici dell’uomo.

Il sacerdote fa pollice verso sul boom di negozi che abbinano veterinari al parrucchiere, contro coloro che sperperano il denaro per croccantini, abbigliamenti e acquistano «cani appena sposati e non “compra” figli» e spendono «più per il proprio cane che per la carità cristiana, che fa più carezze al cane che agli esseri umani».

Don Scattolon, come riferisce la stampa locale, ricorda che nella Bibbia questo animale su 36 citazioni, 32 erano di disprezzo e che solo Tobia ne ha parlato bene. «Si troveranno prima i soldi per un canile che per una casa per i fratelli del terzo mondo?» si chiede don Scattolon il quale ammonisce che, in caso di risposta affermativa, «suonerò le campane a morto perchè sarà morta la fraternità cristiana».

Qui di seguito pubblichiamo il testo integrale della cartolina del parroco di Spinea (Ve) Don Marco Scattolon

Caro cane,
mi sono ripercorso la Bibbia cercando appigli per parlare bene di te. Su 36 citazioni trovate, 32 erano di disprezzo, solo nel libro di Tobia si parla bene del cane oltre che nella creazione. Il cane è diventato, oggi, animale da compagnia; sappiamo che c’è la grande, triste, spietata solitudine dell’uomo ed il cane di qualsiasi tipo, razza, dimensione, colore e pedigree, la può dare rimpiazzando l’assenza dei parenti. Guai se a certe persone morisse il cane! I ragazzini al camposcuola, al memento dei defunti nella messa, intervengono: “Io ricordo, il nonno, io la nonna defunta,…io il mio cane”
Ormai gli animali sono equiparati agli umani: si parla col cane, si chiedono informazioni ai giardini su dove l’altro compera i croccantini, liscia il pelo o lima le unghie del suo cane.
A volte si stimano di più le persone che hanno un cane simile al proprio, perchè quelle persone a modo, educate e di buoni sentimenti più delle altre.
Ormai è il cane che scandisce l’orario del padrone.
Un amico mi raccontava: “Ieri sera, ho telefonato a mia mamma un po’ più tardi e mi hanno rimproverato per l’ora perchè il cane già dormiva e non si poteva disturbare.”
Aumentano i negozi che abbinano veterinario al parrucchiere per cani. Basta guardarsi attorno “Qua la zampa! – Fido ti lavo – Collare di stelle – Barba, baffi e pelo lucido” sono negozi per estetica canina. E così giovinastri senza studi e specializzazioni hanno trovato l’America con i cani.
“Ho smarrito cagnetta…” trovo scritto spesso sulla porta della Chiesa oppure “Vendo cuccioli di gran pregio…”, c’è chi offre “Casa Pensione per cani (e gatti) aperto tutto l’anno, box riscaldati o con 5.000 mq di verde.
Dire BAU, salutandosi, sembra diventare una prospettiva per il domani. Anche a casa nostra avevamo il cane, ma per difendere il pollaio e la casa, viveva all’aperto nella cuccia e mangiava le briciole della nostra sobria tavola.
Ad un cane si può dare una carezza o un pizzicotto, ma… – c’è gente che spende più per il suo cane che per la sua carità cristiana;
– c’è gente che fa più carezze al cane che al suo anziano;
– c’è gente che appena sposata compra il cane e non “compra” un figlio;
– c’è gente che si scandalizza se il consorzio dei nostri comuni non ci provvede di un bel canile accessoriato.
Io spero che prima si provveda ad una casa di prima accoglienza per quei terzomondiali che dormono sulle panchine o dentro le case diroccate. Ne conosco più di uno.
Prima i cristiani dei cani!
Si troveranno i soldi per il canile zonale prima che per una casa per i fratelli terzomondiali? Se sì, giuro che suonerò campane a morto, per un buon tempo, perchè sarà morta la fraternità umana. Diceva Gesù: “Non date le cose sante ai cani, date loro le briciole”.
I telegiornali finiscono sempre con notizie su animali, mai notizie dall’Africa: sulla siccità o le epidemie, sugli acquedotti e le scuole inaugurate. Parlino delle belle iniziative delle Associazioni: Mato Grosso, Amnesty, Emergency o altre ancora che chiedono sostegni e realizzano progetti!
E ai cani diamo gli avanzi dei nostri pasti, non le scatolette piene di sonniferi: un cane ama la libertà, la terra e le corse non il guinzaglio, il salotto e il passo lento come il nostro. Che “vita da cani” facciamo fare loro!
Se hai un cane: trattalo bene, ma non sostituisca i poveri o l’affetto tra familiari. Saranno belle anche le sfilate dei cani, perchè sono affettuosi e gioiosi, ma sono animali…e io i sacramenti a loro non li posso dare. Ci sarà un perchè!

Notizia tratta dal sito       www.lastampa.it

Beh, che dire di questa notiziola?

Sinceramente non lo so. Io sono un mangiapreti, per cui lascio commentare agli altri.

Mi limito ad augurare a tutte/i un fantastico week-end e un arrivederci a lunedì, con questa canzoncina vecchiotta ma sempre bella.

26 settembre 2008 Posted by | Animali, Questa poi..., Religione, Sani principi, Storie ordinarie | , | 8 commenti

Diritti (o rovesci?) sindacali

Stamattina la scuola ha iniziato le lezioni due ore dopo l’orario normale, cioè alle 10.30, per un’assemblea sindacale del personale.

Ci vuole poco ad immaginare che la cosa avrà messo in difficoltà un sacco di famiglie, compresa quella del sottoscritto, che ha dovuto chiedere un permesso di tre ore per entrare in ufficio alle 11.

Ora, fatti salvi i diritti sindacali di tutti i lavoratori, ci vuole tanto a capire che in alcuni servizi pubblici le assemblee sindacali vanno fatte al di fuoi dell’orario di servizio? Considerato che gli ultimi bambini escono da scuola alle 16.30, dopo quell’ora c’è lo spazio per tutte le assemblee immaginabili.

Perchè allora non si fa? Semplice, perchè se le assemblee sindacali si fanno al di fuori dell’orario di servizio, partecipano molte meno persone. Quindi le organizzazioni sindacali preferiscono “fare numero”, piuttosto che avere di fronte persone motivate e preferiscono scaricare i costi di questa loro scelta sulle famiglie.

Ricordo un curioso episodio di quando ero assessore e avevo anche la delega al personale.

Sul nostro contratto nazionale di lavoro (sottoscritto, quindi, dalle organizzazioni sindacali), sta scritto che le riunioni tra amministrazione e rappresentanze sindacali devono essere svolte preferibilmente al di fuori dell’orario di servizio. Nel nostro Comune, ovviamente, tutte le riunioni si facevano non solo durante l’orario di servizio, ma anche nelle fasce di apertura al pubblico degli uffici.

Durante una di queste riunioni, dissi che da quel momento in avanti occorreva rispettare il contratto nazionale di lavoro e, per ovvi motivi, le riunioni sarebbero state convocate preferibilmente al pomeriggio.

Apriti cielo. Pensavo di dire una cosa banale, invece i sindacalisti mi si avventarono contro: mi risposero che era una provocazione e che questo atteggiamento avrebbe provocato una “adeguata risposta” da parte loro.

Ogni tentativo di esaminare razionalmente il problema risultò vano. Personalmente avrei mantenuto le mie posizioni, ma sapevo che i miei colleghi dell’amministrazione se la sarebbero fatta sotto (anche in questa occasione) e desistetti.

Strana cosa i sindacati, soprattutto quelli del pubblico impiego. Tutte le volte che osservo la mia trattenuta in busta paga cerco di trovare una motivazione a questo salasso, ma finora non ci sono ancora riuscito e, più per pigrizia che altro, l’ho mantenuta finora.

Finora…

La foto qui a sinistra è di un signore che nel 1979 fu ammazzato dai criminali e vigliacchi terroristi delle brigate rosse.

Si chiamava Guido Rossa. Era un comunista. Era un sindacalista della CGIL che denunciò un fiancheggiatore dei terroristi nella sua fabbrica, l’Italsider di Genova. Come tutti gli eroi, venne lasciato solo e i criminali delle BR lo assassinarono nel gennaio 1979. Lasciò una figlia di sedici anni, Sabina, che nel 2006 ha scritto un bel libro sulla sua storia, “Guido Rossa, mio padre“.

Nel 2005 Giuseppe Ferrara ha anche girato un film su di lui, “Guido che sfidò le brigate rosse“.

A pensarci bene, Guido Rossa non è stato un eroe. Era una persona normale, come tanti, con il coraggio delle sue idee e della coerenza.

Forse è anche per lui se, finora, ho mantenuto la trattenuta sindacale in busta paga.

P.S.: cambiando argomento, leggetevi questo post, dai, che merita…

http://lalimaelaraspa.blog.kataweb.it/il_mio_weblog/2008/09/24/humorraspa-langolo-della-risata/

25 settembre 2008 Posted by | Politica, Questa poi..., Sani principi, Storie ordinarie | | 7 commenti

Browser alternativo

Da tempo ormai ho abbandonato Explorer per navigare in internet.

Uso MOZILLA FIREFOX.

http://www.mozillaitalia.it/firefox/

E’ gratuito.

Si scarica e si installa in un attimo.

E’ leggero e facile da usare.

Non si “inceppa” mai.

Consente con semplicità di tenere aperte diverse finestre web contemporaneamente.

E’ bellino da vedere.

Insomma, è un valido compagno di navigazione.

Lo dico soprattutto per le gentili pulzelle che, com’è noto, hanno poca dimestichezza con il computer e che potrebbero essere tentate di utilizzare il notebook come bistecchiera.

P.S.: il simbolo di Firefox è quello in alto a sinistra. Quella a destra è la portinaia del mio palazzo, che mi ha fatto conoscere questa opportunità e che ringrazio sentitamente…

23 settembre 2008 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie, Un po' di me | , | 11 commenti

Più

Anno 1976.

A volte piccole cose sentite quasi per sbaglio scatenano emozioni incontrollabili.

P.S.: oggi sono stato preso dalla sindrome del “Oddio, è quasi Natale!

E’ grave?

21 settembre 2008 Posted by | Musica, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 9 commenti

1^ settimana di scuola

Questa è stata la prima settimana di scuola della piccolina.

Mi ha fatto un certo effetto lunedì mattina con il suo grembiulino nero con il colletto bianco, lo zaino in spalla e un sorrisetto un po’ imbarazzato uscire di casa con la mamma per affrontare questa nuova avventura.

Non posso negare che un “groppettino” in gola mi è venuto. La mamma mi ha detto che ha pianto all’ingresso della scuola. La sua amica le ha detto che non era il caso, poi ha pianto al suono della campanella.

Io ho pianto quando ho visto il conto dello zaino-quaderni-astuccio-matite-diario-eccetera: un salasso.

In questa settimana la scuola ha funzionato tre ore al giorno, da lunedì a sabato, poi da lunedì prossimo si inizia con il tempo pieno.

Cosa ha imparato in questa settimana? A dire la verità non l’ho capito molto bene, perché è stata molto avara di notizie, la birbantella, come se fossero cose sue e basta.

Però qualche nuovo elemento c’è stato, e precisamente:

Al mattino, prima di uscire di casa, ho dovuto confezionarle il panino con il prosciutto (crudo, ovviamente) e si è presa una confezione di estathé.

Stamattina mi ha detto che comunque “non era proibito prendere anche un cioccolato, oltre al panino”, ma mi sono rifiutato categoricamente.

Già a sei anni si mette i vestiti per otto, non perché sia grassa, ma perché è “sviluppata”.

Se poi si deve pure organizzare un pranzo stile matrimonio durante la ricreazione, stiamo freschi…

Ha imparato ad alzare il dito medio della mano – sì, proprio come quello della foto – anche se non ne conosce ancora il significato.

Ma cosa vuol dire fare così?” mi ha chiesto oggi pomeriggio con il dito alzato davanti allo specchio del bagno.

E’ un gesto che non si fa.” ho risposto.

Sì, ma cosa vuol dire?” ha insistito il piccolo mostro.

Vuol dire ad una persona che è brutta, ecco. – ho biascicato – Comunque non devi farlo a nessuno.

Anzi – ho aggiunto poi – puoi farlo verso le persone che ti indicherà il papà. Poi ti farò l’elenco.

In questo week-end sono libero e credo che ne approfitterò per bighellonare un po’ e per vedermi qualche film (cioè almeno uno). Sono indeciso tra “Il papà di Giovanna” e “Un giorno perfetto”, però mi attira anche il secondo di Narnia. Insomma, vedrò.

Per il momento auguro buon fine settimana a tutte/i.

P.S.: sto benino, sto benino…

19 settembre 2008 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Storie ordinarie | , | 6 commenti

Gli orchi

Di questo libro ne avevo già parlato in una vita precedentehttp://aquilanonvedente.blog.kataweb.it/aquila_non_vedente/2007/03/01/le-parole-per-sconfiggere-lorco/

Ora mi sembra il caso di riprenderlo perché un’amica di blog ci ricorda che il 28 e 29 novembre a Rio de Janeiro si svolgerà il III convegno contro lo sfruttamento sessuale e commerciale dei bambini e degli adolescentihttp://lindadicielo.splinder.com/post/18342593

C’è una frase di questo libro (duro e difficile da leggere, non lo nego) che mi ha particolarmente colpito: “Quello che il pedofilo vuole cogliere negli occhi del bambino è il passaggio dall’Eden alla consapevolezza della Morte. Vogliono fissare il momento in cui l’innocenza del Paradiso Terrestre si trasforma nel terrore seguito alla cacciata. L’istante dell’abbraccio col peccato mortale.

Voglio inoltre segnalare che sul sito http://www.diritto.it/ si può leggere e scaricare una tesi di laurea sull’argomento (“Pedofilia, un fenomeno giuridico e sociologico“).

Dal poco che ho letto, mi sembra che il fenomeno sia più diffuso di quanto si possa pensare e che generi un traffico di denaro immenso. Personalmente, da ignorante in psicologia, non riesco a comprendere come vi possano essere adulti che distruggono vite di bambini (o che guardano altri che lo fanno, cioè lo fanno indirettamente).

Poi qualche giorno fa ho letto sul giornale che ora si sono messi a distribuire dosi di cocaina da 10 euro l’una, con un prezzo cioè praticamente accessibile a tutti. 10 euro possono averli in tasca anche bambini poco più grandi della mia, per la miseria.

E stasera ho visto qualche minuto di Ballarò e c’erano i soliti politici che litigavano tra loro, che si interrompevano, che si insultavano. Che sullo stesso argomento riescono a dire tutto e il contrario di tutto.

Qui stiamo andando alla deriva.

Ma non c’è un capitano su questa dannata nave che imbarca acqua da tutte le parti?

16 settembre 2008 Posted by | Guerra al terrore, Libri, Sani principi, Storie ordinarie | | 10 commenti

Hitler era innocente

Non sono impazzito e quella del titolo non è (almeno non ancora) l’ultima affermazione di qualche dirigente di Alleanza Nazionale.

HITLER ERA INNOCENTE” è l’ultimo romanzo di Aldo Moscatelli, pubblicato per la casa editrice “I Sognatori”  (http://www.casadeisognatori.com/2home_page.htm.

La copertina del libro è nera, completamente nera, senza alcuna scritta o segno che indichi dov’è il davanti e il didietro, il sopra e il sotto, come nero e buio fu il periodo del nazismo.

“Hitler era innocente” è un romanzo ambientato in un lager nazista, il lager chiamato – ironia della sorte – “Libertà“. Al cancello d’ingresso del lager spicca la scritta con il motto del campo: “L’uomo libero non pensa, esegue“.

La voce narrante è quella di uno dei tanti detenuti, un ex libraio accusato di simpatie verso l’ateismo, l’omosessualità, la filosofia libertaria. Sulla divisa gli cuciscono il triangolo nero, simbolo degli asociali. Poi ci sono i triangoli rosa degli omosessuali, verde dei criminali, rosso dei politici e giallo degli ebrei.

La vita nel campo si snoda attraverso le violenze e le uccisioni dei nazisti e la resistenza fisica e morale dei prigionieri, capaci anche di veri e propri gesti di eroismo. Ed essere eroi, in quelle condizioni, a volte poteva anche voler dire semplicemente alzare lo sguardo su un soldato o pronunciare una parola con l’accento sbagliato.

Alla fine i prigionieri riusciranno, in modo rocambolesco, a liberarsi, a pochi giorni dall’arrivo dei liberatori russi e nell’ormai avviata fine dell’avventura nazista.

Ma la fine reale del libro sta un po’ più in là. Non la svelo, ma lascia tanta amarezza addosso.

Che dire? Il libro mi ha fatto tornare in mente alcuni racconti di due miei zii, prigionieri in campi di concentramento nazisti. Mio padre dopo l’8 settembre riuscì ad evitarli, ma loro no. Uno dei due si ammalò ai polmoni e si portò dietro la malattia fino alla sua morte. L’altro ebbe la fortuna di lavorare come bergamino nella stalla del campo, per cui poteva bere latte, per integrare il magro rancio distribuito ai prigionieri. A volte avevo l’impressione che, durante i loro racconti, quasi si dovessero vergognare – loro – per quello che avevano subito.

Poi in questi giorni ho visto alcuni spezzoni dei documentari sul nazismo su Rai3. Ne ricordo uno in particolare, che mostrava alcune scene prese da un campo di prigionia.

In una si vedeva un soldato tedesco (soldato sembra quasi un eufemismo…) che separava una donna da un bimbo piccolo. La spingeva a calci verso un altro gurppo di persone, mentre il bimbo rimaneva solo, in mezzo ad uno spiazzo.

In un’altra si vedeva un altro soldato (!) tedesco che con un bastone spingeva in alto il volto di una donna anziana, per mostrarla alla telecamera.

E infine nell’ultima, orrenda, che ricordo, si vedevano cataste di cadaveri di bambini, alcuni malvestiti, alcuni completamente nudi, utilizzati – spiegava il narratore – per non meglio precisati “esperimenti”.

La lotta al nazismo e al fascismo è uno dei caratteri fondanti dell’Europa e occorre mantenere ben dritte le antenne per evitare che tornino, anche se mascherati da altro.

Non ci possono essere tentennamenti su questo. Non è in discussione la buona fede dei singoli. Vi fu chi, in quegli anni bui, combatté dalla parte sbagliata. Quei morti meritano rispetto come tutti i morti e non possono essere svillaneggiati, ma non stavano dalla parte giusta.

Il libro ha avuto il merito di farmi ricordare, di farmi riflettere. Si legge agevolmente, malgrado il tema difficile. Non è “fantasioso”: la realtà fu molto peggio.

La fine, come dicevo, lascia un po’ l’amaro in bocca, ma è un monito che dovrebbe trasformarsi in un impegno.

14 settembre 2008 Posted by | Libri, Politica | , | 9 commenti

Una settimana da dimenticare.

Quella che si chiude oggi è stata per il sottoscritto una settimana pessima, orribile, schifosa, terrificante e chi ha altri sinonimi li aggiunga pure.

Non tanto per l’inizio del lavoro o per la fine dell’estate, anche dal punto di vista meteorologico.

No, niente di tutto questo.

E’ stata terrificante perché da lunedì pomeriggio sono stato aggredito da un dolore fisico che mi ha tormentato, più o meno pesantemente, fino a venerdì. Per alcune notti mi ha impedito di dormire tranquillamente e così per tutta la settimana ho fatto una fatica tremenda a lavorare. Ho resistito fino a venerdì (Brunetta, stai leggendo?) e poi sono andato dal medico.

Il medico mi ha visitato e alla fine ha sentenziato: “Al tatto non si sente niente. Potrebbe essere una infiammazione oppure qualcos’altro.” e mi ha prescritto alcuni esami, nonché una piccola medicina.

Il dolore, che già venerdì stava diminuendo, oggi è quasi scomparso ed è la prima giornata, da lunedì, che sono tranquillo.

Le analisi non mi fanno paura più di tanto, anche perché le paure vanno comunque affrontate.

A metà settimana c’è stato addirittura un momento in cui temevo che il medico mi avesse fatto ricoverare urgentemente all’ospedale ed avevo già preparato la borsa di portarmi dietro. E c’è stato addirittura un momento, non lo nego, nel quale ho temuto di non poter più prendere in braccio la piccolina (che pesa la bellezza di trenta chili) o corre e saltare con lei.

Speriamo bene…

14 settembre 2008 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 8 commenti